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Un alunno del Liceo “A. Diaz” di Ottaviano vince il primo premio nel “Certamen Latinum Capuanum”

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L’allievo vincitore fa parte della squadra degli “agonistai” – la squadra non avrebbe potuto chiamarsi con altro nome – che i docenti dell’Istituto preparano nell’ambito di quel “progetto delle eccellenze” che sta dando, negli ultimi anni, significativi risultati.

 

L’allievo si chiama Raffaele Febbraro, e fa parte della VC dell’indirizzo classico. Egli ha vinto la XV edizione del Premio indetto dal Comune di Santa Maria Capua Vetere, con la collaborazione del Dipartimento di Lettere dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dall’ I.s.i.s “E. Arnaldi- Cneo Nevio”. Febbraro ha conquistato il primo posto traducendo e commentando nel modo migliore un passo di Tito Livio sulla guerra tra Romani e Sanniti. Il “Certamen Latinum Capuanum” venne istituito nel 1998 anche con l’obiettivo di rendere il dovuto omaggio alla storia dell’antica Capua, che svolse per secoli un ruolo fondamentale nell’ “ager” che dalla città ha preso il nome. Anche quando i Romani divennero padroni assoluti della Campania, i Capuani conservarono il primato del buon gusto e della raffinatezza: Cicerone, a cui un console amico di Cesare non andava a genio, diceva che il cesariano si vestiva con un’eleganza poco compatibile con i “mores maiorum”, e degna, piuttosto, di un “capuano”. E’ l’eleganza di Amore e Psiche nel bassorilievo che correda l’articolo e che fa parte del patrimonio archeologico della città.

Il successo dell’allievo del Liceo “A. Diaz” è il risultato di una “filosofia” culturale e didattica che il Dirigente prof. Pesce e i docenti tutti interpretano con ammirevole profondità:  questa “filosofia” ritiene fondamentale la lezione dell’”antico”, ma cerca anche di individuare i modi con cui l’ “antico” può aprire veramente i suoi tesori ai giovani del nostro tempo. Solo così la lezione dei Greci e dei Latini e la scienza filologica possono tornare al centro del sapere: non basta proclamarlo sui giornali. Al “Diaz” lo sanno: e dedicano ingegno e cuore per far sì che il passato “parli” concretamente al nostro presente, di storia, di arte, di società, di diritti. E’ un progetto complesso e affascinante: merita tutta la nostra attenzione.