Il cosiddetto “campo largo” in Campania ha portato all’elezione di Roberto Fico alla guida della Regione. Secondo voi è stato un modello politico esportabile anche nei comuni vesuviani oppure funziona solo nelle grandi competizioni regionali?
“Il campo largo ha funzionato alle regionali perché è stato sostenuto da un progetto politico riconoscibile e da una candidatura autorevole come quella di Roberto Fico. Ma nei comuni non esistono automatismi. Le amministrative si vincono con candidati credibili, programmi seri e radicamento nei territori. Per il Movimento 5 Stelle le alleanze sono utili solo se servono a migliorare la qualità della vita dei cittadini: ambiente, legalità, trasporti, servizi, lavoro e tutela delle fasce più fragili. Dove ci sono queste condizioni, il dialogo è naturale. Dove mancano, la nostra autonomia resta piena“.
Dopo l’elezione di Roberto Fico alla Regione, il M5S campano è più autonomo o più dipendente dagli equilibri del centrosinistra?
“Essere parte di una maggioranza non significa rinunciare alla propria identità. Il M5S in Campania è una forza responsabile, leale, ma autonoma: sostiene il progetto di governo regionale e mantiene piena libertà di giudizio sui territori, sui programmi e sulle scelte amministrative“.
Somma Vesuviana vive problemi storici su viabilità e gestione urbanistica: quali garanzie concrete avete chiesto al candidato sostenuto dal M5S?
“Abbiamo chiesto trasparenza degli atti, tempi verificabili, confronto costante con i cittadini e piena responsabilità amministrativa. Sul piano urbanistico, la priorità è tutelare il territorio, fermare nuovo consumo di suolo e puntare su riqualificazione, manutenzione e recupero delle aree già urbanizzate. Il PUC deve diventare uno strumento moderno di sviluppo sostenibile, capace di coniugare legalità, attrattività e qualità della vita. Sulla viabilità abbiamo chiesto un piano serio e strutturato, non interventi spot“.
Sul tema ambiente e rischio Vesuvio, quali differenze porta il M5S rispetto alle amministrazioni precedenti?
“Per il M5S ambiente e rischio Vesuvio devono diventare priorità quotidiane: aggiornamento dei piani di emergenza, tutela del territorio e mobilità più sostenibile. Ma vogliamo anche valorizzare la grande risorsa di Somma Vesuviana: la montagna. Il Monte Somma e l’area vesuviana possono diventare un motore di sviluppo sostenibile, attraverso sentieristica, turismo ambientale, cultura, prodotti locali e tutela del paesaggio. La nostra idea è creare opportunità senza consumare nuovo suolo, trasformando ambiente e sicurezza in una leva concreta di crescita per la città“.
Il Movimento punta a costruire una classe dirigente locale stabile a Somma oppure resta un’alleanza legata a questa tornata elettorale?
“Il Movimento 5 Stelle a Somma lavora per costruire una presenza stabile e una classe dirigente locale credibile. Serve una filiera istituzionale forte con Regione e livelli nazionali, capace di intercettare fondi e risorse. Il campo largo nasce per questo: garantire stabilità, superare personalismi e dare alla città una visione politica che duri oltre il voto“.
Afragola è spesso al centro del dibattito su sicurezza e opere incompiute. Qual è la priorità assoluta del M5S per la città?
“Sicurezza e opere incompiute non si affrontano con slogan, ma con un Comune che funzioni, con settori riorganizzati e procedure chiare. Significa restituire ai cittadini diritti certi, servizi efficienti e pari opportunità, costruire una città in cui il bene pubblico venga prima degli interessi di parte, in cui il merito sia una regola e l’aiuto a chi resta indietro sia un dovere”.
Sul nodo stazione AV e collegamenti, cosa propone concretamente il Movimento per evitare che Afragola resti solo un hub senza sviluppo urbano?
“Il Governo ha tagliato risorse decisive alla mobilità su ferro. Non bastano i cantieri annunciati: servono fondi, tempi certi e responsabilità politica. Afragola non deve essere solo un punto di passaggio dell’alta velocità, ma una porta di accesso allo sviluppo: trasporti, commercio, servizi, rigenerazione urbana e nuove opportunità per cittadini e imprese. Su questo il Movimento continuerà a fare pressione a ogni livello istituzionale“.
Il sostegno del M5S ad Afragola nasce da una convergenza politica vera o dalla necessità di compattare il centrosinistra?
“Ad Afragola abbiamo scelto di sostenere un percorso fondato su legalità, riorganizzazione della macchina comunale, competenza e sviluppo urbano. Per noi le alleanze non sono mai semplici somme di sigle: devono servire a cambiare concretamente il modo di amministrare“.
A Sant’Anastasia ci sono attivisti ma manca una presenza ufficiale forte del Movimento: cosa non ha funzionato?
“A Sant’Anastasia non è mancato l’impegno del Movimento, ma il tempo necessario per costruire un percorso autonomo e una lista ufficiale. Questo però non significa assenza politica: ci sono simpatizzanti e iscritti del M5S candidati nell’area di centrosinistra a sostegno di Mariano Caserta, e io stesso ho partecipato a diverse iniziative pubbliche su temi vicini alla nostra sensibilità. È stato fatto un lavoro serio di aggregazione nel centrosinistra e crediamo che questo progetto possa rappresentare una vera alternativa alla gestione uscente“.
Pensate che il territorio di Sant’Anastasia sia oggi più vicino alle liste civiche che ai partiti tradizionali?
“Non credo. Il punto è un altro: per costruire una presenza politica seria servono tempo, radicamento e un lavoro programmatico. Presentare il simbolo non può essere un atto formale o improvvisato: deve rappresentare il punto di arrivo di un percorso credibile, condiviso e riconoscibile nella comunità“.
Il M5S tornerà con un simbolo ufficiale alle prossime amministrative oppure continuerà a lavorare in forme diverse?
“Il nostro obiettivo è quello di essere presenti in modo pieno e strutturato. Da questa esperienza vogliamo partire per costruire un lavoro stabile sul territorio, coinvolgendo attivisti, iscritti e cittadini che si riconoscono nei valori del Movimento“.
Come si evita che l’assenza di una struttura ufficiale lasci spazio a personalismi locali?
“Con una presenza costante, non solo elettorale. Il punto non è occupare uno spazio con una sigla, ma costruire fiducia. A Sant’Anastasia il Movimento deve lavorare per mettere insieme le energie migliori, dare continuità ai temi che ci caratterizzano e accompagnare la crescita di una proposta politica riconoscibile. Quando c’è un percorso chiaro, condiviso e aperto alla comunità, i personalismi si riducono naturalmente“.








