Il Casamale lentamente si spegne. Ieri ha definitivamente chiuso i battenti la celebre Macelleria del Borgo, attiva, dopo essere passata da mano in mano, da almeno 70 anni. Un’ insegna dipinta con colori forti celebra, a chiare lettere, i fasti che furono.
Di sera si amplificano i contrasti che rendono ancora più fitto e triste il buio. Antonio, il proprietario del locale, serio professionista e amante del suo lavoro, ha lottato fino all’ultimo per salvare un’attività storica e un vero presidio del gusto. Stremato da tasse e balzelli e dall’incapacità del potere locale di sostenere i commercianti, ha dovuto cedere.
Di prima mattina, come era suo solito, martedì scorso ha puntualmente aperto il locale, ma un’ora dopo ha definitivamente riabbassato la saracinesca. Gli amici, i clienti, la gente del rione hanno invitato Antonio a recedere dal suo proposito. Non c’è stato niente da fare. Alla fine decidono sempre i commercialisti.
Con la chiusura della Macelleria del Borgo spariscono quasi del tutto quelle piccole attività commerciali e artigianali che pullulavano in un tratto di strada centrale del Casamale, non a caso chiamato via Botteghe. Solo qualche anno fa , in quella strada, era un fiorire di iniziative.
La macelleria era in piena attività e intorno c’erano negozietti in cui si vendevano generi alimentari, frutta, vino sfuso, bevande e altro. Due bar vicini si facevano concorrenza. Nelle botteghe c’erano barbieri, sarti, calzolai e venditori di merce varia. Esisteva una vera economia del borgo che regalava una vita economicamente tranquilla anche a chi vendeva cotone, nastrini, aghi e biancheria intima.
La trama diffusa di piccoli imprenditori rappresentava un sistema efficiente e sicuro di protezione sociale. Praticamente non c’erano furti e i bambini potevano andare a scuola o aggirarsi da soli per le vie del quartiere, controllati da cento occhi.
Con il tempo tutto è cambiato. La globalizzazione, la diffusione dei supermercati, l’assenza di qualsiasi politica commerciale che sostenga i negozi di vicinato, l’avvento delle vendite online hanno assestato il colpo di grazia.
Via Botteghe è diventata un deserto dove regnano, tra l’altro, incuria, degrado e abbandono. I pochi commercianti rimasti nell’intero quartiere Casamale chiedono più controlli e una revisione totale della Ztl, causa anch’essa di problemi.
Speriamo che la prossima amministrazione comunale possa finalmente dare risposte serie a molte domande. Certamente il progresso non si può fermare e difficilmente via Botteghe risplenderà con l’antico fulgore.
Non è però giustificabile neppure l’atteggiamento di quei proprietari che acquistano gli immobili solo per tenerli chiusi a chiave. In questo modo si sta distruggendo una storia, una tradizione, mentre gli stessi appartamenti si deprezzano e il Borgo muore.
A contrastare il buio e la desolazione di via Botteghe ci sono, però, i lampi abbaglianti dei distributori automatici del negozio aperto 24 ore, come a voler ricordare che in questa strada il cosiddetto progresso ha vinto.



