A Ottaviano si entra nella fase più calda della campagna elettorale in vista delle amministrative di maggio, con uno scenario politico segnato da tensioni recenti e da una competizione aperta a più soluzioni. Il Comune vesuviano rientra tra quelli chiamati al voto dopo un’interruzione anticipata del mandato amministrativo: la precedente esperienza di governo si è infatti conclusa bruscamente a seguito delle dimissioni di nove consiglieri comunali, che hanno determinato la caduta dell’esecutivo guidato da Biagio Simonetti.
A distanza di pochi mesi da quella rottura, lo stesso Simonetti torna in campo con l’obiettivo di riconquistare la guida della città. La sua candidatura si fonda su un progetto civico, puntando su liste non direttamente legate ai partiti tradizionali e cercando di intercettare consenso trasversale dopo la fine traumatica della sua amministrazione.
Sul fronte opposto, il centrosinistra si presenta con una linea unitaria, individuando in Stefano Prisco il proprio candidato sindaco. Professionista con esperienza amministrativa, Prisco rappresenta il tentativo di rilanciare una presenza strutturata dell’area progressista all’interno del consiglio comunale, dopo anni di difficoltà e frammentazione.
Più complessa la situazione nel campo del centrodestra, che arriva diviso all’appuntamento elettorale. Da una parte si colloca Ferdinando Federico, sostenuto dall’ex primo cittadino Luca Capasso e vicino all’area di Forza Italia, sebbene con una lista civica che richiama simbolicamente quel mondo politico. Dall’altra emerge la candidatura di Giorgio Marigliano, che ha scelto di rompere definitivamente con gli ex alleati, costruendo una coalizione composta esclusivamente da liste civiche.
Proprio Marigliano è uno dei protagonisti delle dinamiche politiche più recenti: la sua uscita dalla giunta Simonetti ha contribuito ad alimentare la crisi che ha portato allo scioglimento anticipato del consiglio comunale, rendendolo oggi uno degli attori chiave della nuova competizione. Ora con la presentazione delle liste ormai archiviata è il momento di passare alla fase più calda della campagna elettorale.


