Pompei: l’università di Valencia studia gli abiti delle vittime dell’eruzione

All’Antiquarium di Boscoreale, esperti internazionali a confronto sulla possibile data dell’eruzione del 79 d.C. che coprì Pompei e l’intera area vesuviana. 

L’archeologo spagnolo Llorenc Alapont illustrerà la ricerca.

Llorenc Alapont   – archeologo e bioantropologo dell’Università di Valencia : “Abbiamo studiato  i vestiti delle vittime dell’eruzione del 79 d.C. che coprì Pompei, dei calchi trovati alla Necropoli di Porta Nola ed in particolare quelli del 1975. Questo studio è stato importante perchè ci ha aiutato a capire come fosse quel momento e dunque come erano vestiti. Lo studio ha bisogno di essere approfondito per capire il tessuto degli abiti. Di certo possiamo dire che le persone trovate all’esterno delle case con ogni probabilità indossavano abiti pesanti!!”. Sabato 22 Novembre – Ore 9 e 30 – Antiquarium di Boscoreale  –  seconda giornata della Conferenza Internazionale:  “POMPEI · 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”. Studiosi provenienti da diverse istituzioni accademiche nazionali e internazionali si confronteranno e affronteranno il tema da punti di vista metodologici differenti: filologici, climatologici, astrologici, ambientali, geologici, numismatici, epigrafici, archeobotanici, archeozoologici, storici e religiosi. “Abbiamo studiato i vestiti delle vittime dell’eruzione del 79 d.C. che coprì Pompei, dei calchi trovati alla Necropoli di Porta Nola ed in particolare quelli del 1975. Questo studio è stato importante perchè ci ha aiutato a capire come fosse quel momento e dunque come erano vestiti. E’ stato interessante perchè i vestiti potevano dare informazioni anche del momento cronologico e dunque contestualizzare l’eruzione, se era più vicina all’Estate o all’Autunno o anche all’Inverno. Ed è stato interessante confrontare tali vestiti con quelli invece indossati dai pompeiani che si trovavano in casa. Dunque un confronto tra quelli indossati dalle vittime trovate all’esterno delle case e le persone che invece erano all’interno. Quelli trovati all’esterno erano vestiti per proteggersi, mentre quelli trovati all’interno erano vestiti quotidiani. Le persone che abbiamo trovato all’esterno indossavano vestiti pesanti. Ora si devono studiare tanti aspetti come ad esempio il tessuto ed è fondamentale che gli studi siano molto precisi perchè il tempo tra Agosto, Settembre, Ottobre e Novembre è corto. Dunque c’è bisogno di una ricerca complessa perchè si possa capire quali vestiti indossassero al momento dell’eruzione. Lo studio è dell’Università di Valencia con archeologi e chimici spagnoli”. Lo ha amnunciato Llorenc Alapont, archeologo, bioantropologo spagnolo dell’Università di Valencia. E domani l’archeologo spagnolo, illustrerà tutti i dettagli della ricerca con slide, immagini particolarmente significative. Domani esperti provenienti dagli Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Francia e non solo, continueranno a confrontarsi sulla datazione dell’eruzione del 79 d.C. con la conferenza:  “POMPEI · 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”, in programma sempre all’Antiquarium di Boscoreale. E’ un evento unico, originale,  organizzato dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con la Casa editrice Scienze e Lettere e l’Archeoclub d’Italia.  La seconda giornata di sabato 22 invece sarà divisa in due sessioni. Al mattino la sessione sarà presieduta da Stefano De Caro, con interventi di: Allison EmmersonMary Evelyn FarriorMark RobinsonJordan RogersGirolamo Ferdinando De SimoneAntonio CarusoAntonio CorsoGaetano Di PasqualeAlessia D’Auria. Al pomeriggio, presiede Antonio De Simone con interventi di: Umberto Pappalardo e Mario GrimaldiSalvatore Ciro NappoLlorent AlapontHelga Di Giuseppe, Marco Di Branco, e infine una tavola rotonda con discussione di Paolo GiulieriniGiuseppe CamodecaAntonio De SimoneEric M MoormanGrete Stefani. Il Comitato scientifico e organizzativo dell’evento è costituito da: Gabriel ZuchtriegelStefano De CaroNathalie de HaanHelga Di GiuseppePaolo GiulieriniMario GrimaldiEric M. Moormann,  Domenico PalumboUmberto PappalardoFelice Senatore. (fonte foto: rete internet)  

Somma Vesuviana, quel lavoro solidale che si fa senza proclami…

Non tutto è perduto! No! Assolutamente no! Per fortuna da queste parti c’ è anche un popolo fantastico che fa di Somma una comunità sorprendente che, nonostante le apparenze, si fa largo tra  enormi difficoltà. Sarà pure complicato il presente ma si fa spazio un futuro degno che può far archiviare ampi tratti di mediocrità del nostro tempo.   Oggi vogliamo spendere qualche pensiero per quel mondo che quotidianamente si dà da fare. C’è o non c’è il Sindaco e c’è o non c’è l’Amministrazione comunale. Anzi l’assenza permette di notare queste presenze discrete, che di solito rifuggono le ribalte, e che sono lontane dalle luci e dai clamori. Ma che riempiono tante manchevolezze sociali. Che sono lì, anzi qui, e che manco ce se ne accorge tanto sembrano naturali. Tanto fanno parte dell’ambiente. C’è un’associazione che da diversi anni lavora nel sociale. Non ha una sede. E Non pesa sul pubblico. Ma svolge una grande funzione comunitaria. Il mese scorso ha aiutato per esempio una mamma disperata, con due bambini, marito in galera, con dimora un sottoscala e senza lavoro. Non solo la spesa per il frigo ma il frigo intero ha donato, e poi i mobili, il tavolo. La cucina intera che non c’era. No, non è gente ricca che se la spassa. Sono invece persone comuni, operai, artigiani, pensionati, professionisti, casalinghe, abitazioni dignitose, alcune in affitto. E’ vero: non solo sommesi. Infatti si definiscono tutti “Vesuviani”. Ma con un grande cuore in comune. Adesso, sotto Natale, come a Pasqua,  si stanno tassando per fare i pacchi dono di fine d’anno. E non li portano bussando a casa. Li lasciano nei supermercati dove con discrezione vengono consegnati esibendo un bonus. I destinatari stanno in un lunghissimo elenco che si fa ogni anno più fitto. E state certi nel loro elenco non stanno gli imbroglioni. Hanno notizie di prima mano. Non hanno bisogno dei certificati Isee per decidere. Non ci sono manifesti per raccontarlo. Anzi i manifesti ci sono ma per annunciare le loro manifestazioni. Domani (stasera per chi legge) al Summarte c’è una sfilata di moda “sui generis”. Le modelle ed i modelli sono casalinghe, studenti, impiegate, mamme, operaie, mariti ecc. Non  è una parodia. E’ una sfilata seria come può essere seria una sfilata da professionisti della moda. E’ gente che generosamente si mette in gioco. Assistiti da un “coach” anzi una “coach” scoppiettante (la giovanissima Ylenia) affinché non sbaglino i passi giusti.  Coccolati da parrucchieri e truccatori e con gli abiti (veri) delle boutique locali con uno stuolo di sarte. E’ potrebbe apparire come la festa della moda. Ma è invece la grande festa del volontariato attraverso una manifestazione che ora conta tredici edizioni. Tutti a lavorare gratuitamente per uno spettacolo non tanto raro da queste parti. Anche le spese sono all’osso. Tutti i fornitori vi applicano sconti particolari, alcuni impossibili. Per dire che tutti gli “attori” coinvolti donano qualcosa, dal lavoro al denaro, dai beni ai servizi. L’intero ricavato in questa occasione va all’AIL di Napoli. L’associazione contro le leucemie. Vesuviani Sodales (la nostra associazione) ne è affiliata dal 2009. E’ una vera e propria macchina della solidarietà. Lubrificata da leggerezza e divertimento. Ma chi sono (questi angeli)? Tantissimi. Difficile ricordarli tutti. Il Presidente? Anna Raia. La segretaria? Rosaria Cozzuto. La tesoriera? Clara Allegro. Poi Peppe e Adele, Pina e Pasquale, Peppe e  Cira, Titti e Enzo, Giorgio e Anna, Fortuna, Orazio, Gennaro, Luisa, Espedito, Francesco, Imma, Maria, Ester, Clementina, e via via all’infinito. Il prossimo appuntamento e a fine gennaio prossimo con il teatro. La compagnia teatrale ne è uno dei tratti più conosciuti. Sono oltre dieci anni di attività e con una decina di commedie portate in scena e tutte di grande successo. Anche in questo caso, tolte le spese indispensabili, tutto in progetti di beneficenza!

I maccheroni sullo schermo: da Sordi a Totò, da Jack Lemmon al “Gattopardo”. E poi Bud Spencer….

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Le rivelazioni di Valeria Moriconi sulla famosa scena in cui Totò si mette in tasca una manciata di spaghetti. Fa notare Sandro Bellei (“Civiltà della tavola”, 11-2-2013) che i “piatti” svolgono un ruolo importante sullo schermo e cita, per esempio, l’anatra all’arancia nell’omonimo film di Luciano Salce, i rognoni trifolati nella “grande abbuffata” di Marco Ferreri, la “Sacher torte” di Nanni Moretti nel film “Blanca”. Aggiungo i pasti del commissario Montalbano nelle “versioni” televisive dei gialli di Camilleri. Ma il ruolo più importante tocca ai maccheroni. E Dean Martin insegnava a John Wayne a cucinare gli spaghetti….   Nel 1954, nel film di Steno “Un americano a Roma” Alberto Sordi interpreta il ruolo di Nando Moriconi che ammira gli Stati Uniti e cerca di comportarsi come un americano (e anche il cognome lo spinge in questa direzione). Tornato a casa, trova sulla mensa apparecchiata un piatto di maccheroni e del vino rosso, ma si rifiuta anche di assaggiare, perché “è roba da carrettieri”: gli americani bevono latte e mangiano yogurt, marmellata e mostarda. Ma Sordi- Moriconi trova il coraggio di ammettere che questa roba americana è una “zozzeria” e perciò accetta la sfida che i maccheroni, in regale silenzio, gli lanciano dal piatto: “Maccherone, tu mi hai provocato e io te distruggo…me te magno”. Quel romanesco “me te”, la sontuosa forchettata di spaghettoni che sale dal piatto alla bocca e gli occhi sgranati del divoratore ci danno l’esatta misura della fame e del piacere. Nel 1954 Mario Mattoli fu il regista della versione cinematografica di “Miseria e nobiltà”, la commedia di Edoardo Scarpetta, in cui c’è la famosa scena di Totò- Felice Sciosciammocca che mangia spaghetti con le mani e ne afferra altri e se li mette in tasca. Valeria Moriconi, che interpretava il ruolo di Pupella, raccontò: “Il regista ci aveva spiegato che l’avvicinamento delle sedie doveva essere fatto un po’ per volta e che poi dovevamo buttarci tutti sopra la pasta; è chiaro che poi tutte le scene andavano ad libitum, non era detto che si dovesse smettere finite le battute, perché Totò ne inventava di tutti i colori e Mattoli lo lasciava andare. Ricordo che mentre si stava girando (eravamo già arrivati sopra gli spaghetti) vidi con la coda dell’occhio il tecnico del suono che si tappava la bocca. Poi mi giro ancora meglio, vedo gente cianotica perché non poteva ridere, alzo lo sguardo e vedo che Totò si era alzato, era salito sopra il tavolo e s’era inventato di mettersi gli spaghetti nelle tasche. Chissà la scena quanto sarebbe andata avanti, e invece il regista fu costretto a dare lo stop, perché mentre infilava questi spaghetti nelle tasche, Totò aveva preso anche uno zampirone messo dentro la pasta per fare del fumo, e questo zampirone gli stava bruciando la tasca.”. Nel film “L’appartamento” girato da Billy Wilder nel 1960 e vincitore di 5 premi Oscar e di 3 Golden Globe Jack Lemmon scola gli spaghetti con la racchetta da tennis, con un colpo di rovescio alla Sinner li versa nel piatto e poi li condisce con polpette di carne. Nel “Gattopardo”, girato da Luchino Visconti nel 1963, il principe Fabrizio Salina, in una Sicilia liberata da Garibaldi, si reca nella Villa di Donnafugata per trascorrervi l’estate e invita a cena i nuovi ricchi del territorio: rispettando i loro gusti, fa portare in tavola non i “piatti” delle cucine aristocratiche, ma un “troneggiante” timballo di maccheroni, una “ricetta” nello stesso tempo aristocratica e popolare, che i Siciliani chiamavano anche “gattò alla francese”. “Dal romanzo capolavoro di Tomasi di Lampedusa e da quel pasticcio del Monsù emerge così un affresco (fortunatamente in gran parte smentito) di una Sicilia sospesa nella sua immobilità, tra regime Borbonico e Regno d’Italia, tra un passato carico di rimpianto e di nostalgia e un futuro ancora incerto” (Manuela Zanni). E poi c’è Bud Spencer. La sua passione per i maccheroni e i fagioli non era una “recita”, era vera ed era un cardine della sua storia personale. Il figlio confessò a un giornalista del “Corriere della Sera” che se gli cucinavano anche due chili di spaghetti, il padre era capace di mangiarseli tutti. Ma nei film Bud riesce a convincere gli spettatori che saziare la sua fame era necessario per dare forza implacabile e continua ai suoi pugni. Ma anche quando non comparivano sullo schermo, i maccheroni erano presenti sulla tavola degli attori e dei tecnici. Si racconta che, nelle pause, Sophia Loren cucinava spaghetti per tutta la troupe della “Ciociara” e che “durante una pausa del film “I quattro figli di Katie Elder”, girato nel 1965 a Cinecittà, Dino Crocetti (in arte Dean Martin) insegnava a John Wayne come comportarsi davanti ai fornelli per preparare un piatto di spaghetti. E soprattutto a mangiarli senza schizzare il sugo da ogni parte.”  (Sandro Bellei). Gli schizzi di sugo come i proiettili di una colt…..  

Comunicazione, strumento di empowerment femminile

Empowerment femminile non è uno slogan, è un processo concreto che passa dalla comunicazione. Non solo quella esterna, ma soprattutto il dialogo interiore che plasma pensieri, emozioni e azioni. La scienza conferma che parole e cornici mentali cambiano i risultati. Empowerment è forza che si accende dentro e prende forma fuori. È potenziamento, convinzione, direzione. È la capacità di dirsi io conto, la mia voce ha peso, le mie scelte hanno conseguenze buone per me e per chi mi sta intorno. E la comunicazione è il suo veicolo principale: organizza i pensieri, regola le emozioni, trasforma l’intenzione in azione. Quando cambia il modo in cui ci parliamo e parliamo al mondo, cambia ciò che crediamo possibile. Il lavoro parte dal dialogo interiore. Le parole che usiamo con noi stesse sono l’allenatore invisibile della nostra autostima. Qualche esempio? Da: “non sono pronta” – A: “sono pronta per questi passi, il resto lo imparo in corsa.” Da: “scusa se disturbo” – A: “intervengo per collegare il mio punto all’obiettivo.” Questo cambio di lessico orienta postura, voce, scelte. Gli studi sulla self compassion, sulla mentalità di crescita e sulla regolazione emotiva lo mostrano con chiarezza: quando il linguaggio diventa alleato, aumenta la resilienza, diminuisce l’auto sabotaggio, cresce il coraggio. Le ricerche di Gaucher mostrano che il linguaggio di genere nelle offerte di lavoro condiziona l’autocandidatura; studi di Brescoll evidenziano che alle donne in ruoli di vertice viene spesso penalizzato il tempo di parola, segno che la competenza va comunicata con strategia. Kristin Neff collega l’autocompassione a maggiore resilienza e minore auto sabotaggio. Pennebaker dimostra che la scrittura espressiva aumenta chiarezza e benessere. Kross mostra che il dialogo interiore distanziato aiuta a regolare lo stress. La mentalità di crescita di Dweck sostiene la perseveranza. Tradotto: ciò che diciamo, come lo diciamo e cosa raccontiamo a noi stesse costruisce o limita il nostro spazio di azione.

COMUNICAZIONE E AUTOSTIMA

La comunicazione allena l’autostima perché è un continuo atto di auto-definizione. Ogni parola può essere leva o zavorra. Il lavoro, come detto, parte da dentro: osservare il lessico che usiamo con noi stesse, nominare le emozioni per regolarle, scegliere frame che aprono possibilità. Il potere inespresso delle donne oggi non è mancanza di talento, è spesso mancanza di voce riconosciuta. Stereotipi, carichi di cura sbilanciati, ambienti poco inclusivi attenuano il volume. Ma quando la comunicazione diventa intenzionale, l’ago si muove. Un lessico che riconosce valore riduce l’autoesclusione. Domande chiare portano risorse. Storie di impatto aprono porte. Confini espressi e definiti con gentilezza proteggono energia e tempo.

DONNE CHE CAMBIANO LA SOCIETA’ E IL MONDO

Siamo sempre più circondate da esempi concreti di donne che, con la loro comunicazione, hanno cambiato la loro vita e qualcosa nel mondo. – Malala Yousafzai ha trasformato una storia personale in un messaggio universale. La sua narrazione semplice e ferma sull’accesso all’istruzione ha mosso governi, scuole, fondazioni. Una voce coerente può diventare politica pubblica. – Tarana Burke ha dato un nome a un’esperienza condivisa. Due parole -“Me too” – hanno creato uno spazio di ascolto e responsabilità, spingendo aziende, media e istituzioni a rivedere pratiche e poteri. – Greta Thunberg ha usato un linguaggio diretto, dati chiari e una morale limpida. Ha unito generazioni intorno a un obiettivo concreto, dimostrando che la credibilità nasce da coerenza e sintesi. Troppo lontane da noi?Milena Gabanelli Ha innovato il giornalismo d’inchiesta con il suo approccio basato sul Data Journalism, utilizzando le potenzialità di Internet per analizzare grandi banche dati e interagire con il pubblico. – Samantha Cristoforetti ha raccontato lo spazio con semplicità e rigore, avvicinando bambine e ragazze alle STEM e mostrando una leadership accessibile. – Bebe Vio usa una comunicazione luminosa e concreta. Con il suo modo di raccontare allenamento e limiti ridefiniamo l’idea di possibilità. Troppo lontane da noi? … Tua mamma, sorella, la tua vicina di casa, tu! …sì, proprio tu. Tutte le volte in cui ti sei assunta la piena responsabilità della tua voce ed hai espresso il tuo pensiero, hai raggiunto i tuoi obiettivi, ti sei sentita in crescita, in avanzamento e realizzata secondo quelle che erano le tue modalità, le tue volontà.

IL MIGLIORAMENTO POSSIBILE

Come puoi migliorare? Misurando. Autostima e autovalore si consolidano con evidenze. Tieni un diario delle prove di valore: tre risultati al giorno, anche piccoli. Conta quante richieste chiare fai a settimana, quante volte dici no con alternativa, quante presentazioni chiudi con call to action. La misurazione sposta il focus dal giudizio alla crescita e allena la credibilità verso te stessa. La comunicazione, così, diventa infrastruttura di libertà: riorganizza i pensieri, regola le emozioni, orienta le azioni. Non serve alzare la voce, serve alzare il livello della conversazione con se stesse e con il mondo. Inizia oggi con una scelta linguistica che ti rappresenta, una richiesta chiara, un no rispettoso. Portala nel tuo team, in famiglia, nella tua comunità. Ogni parola che riconosce valore crea precedenti, cambia norme, apre porte ad altre donne e alle ragazze che osservano. Costruiamo insieme un lessico di equità, competenza e coraggio. Quando cambia il linguaggio, cambia la cultura. E quando cambia la cultura, migliora la società.

Marigliano tra i quattro Comuni della Campania ammessi al finanziamento per attività educative e ricreative

Il Comune di Marigliano è stato inserito nell’elenco dei beneficiari del finanziamento promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della misura dedicata alle attività educative e ricreative formali e non formali. Un risultato significativo, che colloca Marigliano tra i soli quattro Comuni dell’intera Campania selezionati a livello regionale. L’iniziativa, prevista dalla legge n. 207/2024, mette a disposizione risorse (circa 40mila euro) destinate a rafforzare il sostegno alle famiglie e a potenziare le attività rivolte ai più giovani, comprese quelle di carattere oratoriale e scolastico, con particolare attenzione ai ragazzi con disabilità. Per Marigliano si tratta di un’opportunità importante per sviluppare percorsi che migliorino la qualità della vita educativa e sociale del territorio. «Questo riconoscimento – dichiara il sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino – conferma l’impegno dell’Amministrazione nel promuovere politiche concrete a favore dei nostri giovani e delle loro famiglie. Essere tra i pochissimi Comuni campani selezionati rappresenta un segnale forte della bontà del lavoro che stiamo portando avanti e della capacità di intercettare misure utili alla comunità.» Nei prossimi mesi l’Amministrazione procederà alla definizione delle iniziative da realizzare, con l’obiettivo di garantire spazi e attività inclusive, capaci di rispondere alle esigenze educative e ricreative della città.

Sant’Anastasia, stuntman morto durante lo spettacolo del circo, il sindaco: “Una tragedia devastante”

Il sindaco: “Grande tristezza, tutta la comunità è sconvolta” La tragedia che sì è consumata ieri sera, 21 novembre, a Sant’Anastasia durante uno spettacolo dell’Imperial Royal Circus ha scosso la città di Sant’Anastasia e dintorni. Un giovane stuntman cileno, Christian, 26 anni, ha perso la vita mentre si esibiva nel numero acrobatico del “Globo della Morte”, la celebre sfera metallica all’interno della quale più motociclisti si incrociano ad alta velocità. Secondo le prime ricostruzioni, i tre motociclisti coinvolti stavano eseguendo la performance quando una delle moto avrebbe perso il controllo. Christian è caduto al centro della sfera, mentre gli altri due acrobati, nel tentativo di evitare l’impatto, sono rimasti coinvolti in un violento scontro. Uno di loro, un 43enne messicano, è stato trasportato in condizioni all’Ospedale del Mare  e non è in pericolo di vita; il terzo pilota  è rimasto cosciente ma sotto osservazione. L’incidente è avvenuto sotto gli occhi del pubblico, composto anche da numerosi bambini. Molti spettatori stavano riprendendo il numero con i cellulari quando la situazione è precipitata. Le luci sono state immediatamente accese e i soccorsi del 118 sono intervenuti nel giro di pochi istanti, ma per il giovane cileno non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che stanno acquisendo i video amatoriali per ricostruire la dinamica. Il dolore del sindaco di Sant’Anastasia  Il sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito, ha affidato a un lungo messaggio  su Fb le sue parole di cordoglio, esprimendo lo sgomento della comunità. Il primo cittadino ha scritto: «Grande tristezza, un sentimento che credo tutta la comunità anastasiana condivida, per la tragica morte del giovane Christiàn, l’artista di 26 anni che ieri ha perso la vita mentre si esibiva in un pericoloso e audace numero, si chiama “Il Globo della Morte”, all’Imperial Royal Circus, sul nostro territorio. Desidero esprimere le mie più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Christiàn, così come a tutti i circensi, e pregare per il suo collega, attualmente ricoverato all’Ospedale del Mare. So che ieri allo spettacolo c’erano tanti bambini e mi rammarico che il destino abbia voluto assistessero ad una simile tragedia, mi rammarico, inoltre, che oggi siti e giornali pubblichino il video di quella tragedia. So che accade sempre, che lo si fa in nome di un “diritto di cronaca”, penso che spesso, almeno per me, non sia giusto, tutto qua. Intanto piangiamo un giovane ragazzo cileno che aveva scelto una vita difficile. A Dio, Christìan.» Lo storico Imperial Royal Circus  sotto shock L’Imperial Royal Circus, attivo da inizio Novecento e gestito ancora oggi dalla famiglia fondatrice, è rimasto profondamente colpito dall’accaduto. Gli acrobati erano considerati professionisti esperti, abituati a eseguire numeri complessi a livello internazionale. Ora l’intera troupe è in lutto per la perdita del giovane collega. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire le cause esatte dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. Intanto Sant’Anastasia piange Christian, un artista che aveva scelto una vita fatta di passione, rischi e coraggio. (fonte foto: rete internet)  

Stese per lo spaccio nell’area nord, 11 arresti

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La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta e a seguito di un decreto di fermo della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 11 persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, nonché detenzione a fine di spaccio di droga, detenzione e porto illegali di arma comune da sparo e di arma da guerra, pubblica intimidazione con uso di armi, ricettazione, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare un’associazione di stampo camorristico costituente articolazione del clan Moccia, attivo sul territorio di Afragola e comuni limitrofi.   Le indagini sono state svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e dai Carabinieri di Casoria, in sinergia con il Commissariato di P.S. “Afragola” e la Stazione Carabinieri di Afragola.   In particolare, dall’attività investigativa sarebbe emersa l’operatività di un sodalizio criminale impegnato nel controllo della vendita di sostanze stupefacenti e nel costante monitoraggio del territorio, attuato mediante continue attività intimidatorie, realizzate con l’uso di armi e pericolose azioni di fuoco, anche nel pieno centro di Afragola.   Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Tragedia durante uno spettacolo circense a Sant’Anastasia: morto un acrobata

Un grave incidente si è verificato nella serata di oggi, venerdì 21 novembre , all’Imperial Royal Circus, il circo itinerante allestito  a Sant’Anastasia. Durante un numero acrobatico,  tre performer si sono scontrati mentre eseguivano il loro numero. A perdere la vita è stato un giovane acrobata di 26 anni. Un secondo motociclista è stato soccorso in condizioni critiche e trasportato d’urgenza all’ospedale del Mare di Napoli. Il terzo acrobata pare abbia riportato solo ferite lievi. Secondo una prima ricostruzione, l’esibizione si stava svolgendo al buio, con i soli led luminosi applicati alle tute a illuminare la scena. Per motivi ancora da chiarire, il giovane avrebbe perso il controllo della moto ed è caduto. Gli altri due acrobati hanno tentato di evitarlo, ma si sarebbero urtati fra loro, travolgendolo. Ma è  ancora tutto da accettare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Sant’Anastasia e la Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che hanno effettuato i primi accertamenti e avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

Pomigliano d’Arco, la comunità parrocchiale San Francesco d’Assisi in lutto per la piccola Carla

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Oggi, 21 novembre, Pomigliano d’Arco piange un’altra giovanissima: Carla Visone

Carla aveva solo 10 anni ed era affetta da una grave malattia contro cui combatteva da anni, frequentava la classe 5E del Secondo Circolo Didattico al Plesso Siciliano e partecipava assiduamente alle attività della Parrocchia di San Francesco d’Assisi, che condivide la triste notizia con un post riportato di seguito:

Ancora una volta, la nostra comunità parrocchiale è stata toccata da un profondo dolore: la prematura scomparsa della nostra piccola Carla.
Abbiamo pregato tanto per lei, nella speranza della sua guarigione. Oggi, il nostro cuore è colmo di tristezza, ma la fede ci sostiene, ricordandoci che la piccola Carla è stata accolta nella luce e nella pace del Padre.
Carla era un angelo in mezzo a noi, con la sua gioia e il suo entusiasmo. Il suo sorriso rimarrà impresso per sempre nella nostra memoria.
Ci stringiamo con affetto e preghiera attorno a quanti le volevano bene, in particolare alla sua cara mamma Angela e ai nonni, assicurando loro la nostra più sincera vicinanza in questo momento di prova.
Che il Signore, fonte di ogni consolazione, doni a tutti la forza di affrontare questo lutto.
A Dio, piccola Carla

Queste le parole scritte sulla scomparsa prematura di Carla. I fedeli la ricorderanno sempre per il suo entusiasmo e sorriso nonostante tutto.

Sarà possibile dare l’ultimo saluto a Carla presso la casa funeraria in Via Aurora, domani dalle ore 8:00. I funerali si terranno domenica alle ore 10:00, presso la Parrocchia di San Francesco d’Assisi.

Cirielli e Fico, rush finale: si chiude una campagna elettorale elettrica

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Si è chiusa nella serata di ieri la campagna elettorale che ha visto protagonisti Edmondo Cirielli e Roberto Fico, due figure centrali nello scenario politico campano e nazionale. Un finale caratterizzato da comizi affollati, appelli accesi e un forte richiamo alla partecipazione democratica, in vista di un voto che si preannuncia decisivo per gli equilibri regionali.

Cirielli ha concluso il suo percorso politico-elettorale puntando sulla continuità amministrativa e sulla necessità di rafforzare la presenza istituzionale nei territori. Nel suo comizio finale ha rivendicato risultati ottenuti, interventi infrastrutturali avviati e una visione di governo improntata alla sicurezza, allo sviluppo locale e al riequilibrio tra le diverse aree della regione. «Siamo pronti a completare ciò che abbiamo iniziato — ha dichiarato — e a dare risposte concrete alle comunità che chiedono attenzione e investimenti».

Sul fronte opposto, Roberto Fico ha chiuso la campagna con un messaggio centrato su innovazione sociale, diritti e partecipazione civica. L’ex presidente della Camera ha insistito sulla necessità di una politica nuova, più vicina ai giovani, alle periferie e ai settori più fragili. Nel suo intervento finale ha richiamato temi come la sostenibilità, la trasparenza amministrativa e il rafforzamento dei servizi pubblici: «Queste elezioni — ha affermato — sono un’opportunità per scegliere un modello diverso, più inclusivo e più giusto».

Entrambi i candidati hanno dedicato l’ultima giornata a incontrare volontari, sostenitori e amministratori locali, ribadendo l’importanza del voto e invitando gli elettori a recarsi alle urne nelle giornate previste. A poche ore dall’apertura dei seggi, resta forte l’incertezza sull’esito, con i rispettivi comitati convinti di poter intercettare l’ampia quota di indecisi.

La chiusura della campagna consegna un quadro politico dinamico, segnato da due visioni contrapposte ma accomunate dall’appello alla partecipazione. Ora la parola passa agli elettori, chiamati a scegliere la direzione futura della Campania.