Cava Sari, La Fenice Vulcanica: “Intervengano i sindaci”

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La Fenice Vulcanica, come associazione per la tutela del diritto alla salute, chiede di non sottovalutare il problema “contaminazione” e sollecita una immediata richiesta di nuove analisi all’ Arpac.

“Cari sindaci, la Sari ci sta ammazzando e voi avete il dovere di intervenire”. Comincia così l’accorata missiva che dell’associazione eco solidale La Fenice Vulcanica ha inviato ai primi cittadini di Boscoreale, Boscotrecase e Terzigno, in merito alla diffusione dei dati sulla contaminazione della falda acquifera.

“In relazione al superamento dei valori consentiti dalla legge nelle falde acquifere – si legge – contenuto nella relazione dell’Arpa del 27/05/2013 e riportato da alcuni organi di stampa a livello nazionale, la Fenice Vulcanica, come associazione per la tutela del diritto alla salute, vi chiede di non sottovalutare il problema "contaminazione" e sollecita una immediata richiesta alla stessa Arpac per nuove e più accurate analisi, sia sotto la discarica Sari, che nei pozzi artesiani di Terzigno e di Boscoreale”.

“La nostra preoccupazione – prosegue la nota – relativa al tema ambientale, aumenta sempre più e leggere o ascoltare affermazioni quali "l’inquinamento risale a prima dell’ impianto SARI 2" ci ha estenuati. Per questa ragione, la Fenice Vulcanica, chiede ad entrambi, di accogliere questa richiesta, sacrosanta e legittima, nonché di farvi portavoce dell’urlo dei Vostri cittadini, che pretendono giustizia”. La Fenice Vulcanica, presieduta da Venere Stanzione, conclude:“La Sari ci sta ammazzando e voi avete il dovere di intervenireSicuri di una Vostra celere e fattiva collaborazione”.

Certa della celere risposta di Giuseppe Balzano, Stefano Pagano e Agnese Borrelli, l’associazione resta in attesa.
(Fonte foto: Rete Internet)

Violenti e sinceri come un guappo di Ferdinando Russo: gli spaghetti alla puttanesca

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É un piatto da “cantina” autentica (sono poche). E dunque, nella sua vigorosa e chiara semplicitĂ , è un piatto moderno, che ricorda Eraclito: il quale diceva che il principio dell’armonia del cosmo è la guerra.

Spaghetti alla puttanesca. Ingredienti: 400 g di pomodori pelati, 500 g spaghetti, 100 g olive nere di Gaeta, 50 g capperi salati, 1 dl di olio vergine d’ oliva, 2 spicchi aglio. Sale e pepe quanto basta, un cucchiaio di prezzemolo tritato.

Soffriggere l’aglio con l’olio, quando sarĂ  dorato unitevi i pelati a pezzetti. Cuocere la salsa per venti minuti, poi aggiungetevi le olive snocciolate e i capperi. Facendo cuocere ancora per dieci minuti. Lessate la pasta e condite con il sugo e il prezzemolo tritato.

Ho giĂ  scritto, su questo giornale, sugli spaghetti alla puttanesca, giudicandoli un “inciucio“, perché vi trovano un accordo perfetto ingredienti che in teoria non dovrebbero sopportarsi. Parlai, nell’articolo, della supposta potenza afrodisiaca del chiappariello ammaruosteco, delle emozioni fugaci che esso suscita, della delicatezza “amaricata“ dell’oliva nera, e del sapore “forte e assettante“ dell’aglio. Insomma era giĂ  chiaro il profilo di un piatto che non cerca l’armonia sui toni bassi, educati, ma su quelli alti e intensi: un piatto eracliteo, insomma, se è vero che per Eraclito, il più grande dei filosofi, il “polemos“, la guerra, è il senso primo del cosmo, dell’ordine universale.

Scrissi, allora: “Chi mangia spaghetti alla puttanesca deve essere pronto a coglierne la specialitĂ  nella dissonanza: dei sapori, e anche dei colori: i riflessi viola delle olive, il nero del pepe, il grigio opaco e salino dei capperi, il rosso del pomodoro. É un piatto moderno: mette a pensare, come lo scontro dei colori e delle masse in un quadro di Rotko.”.

Non so se sia vero che gli spaghetti alla puttanesca si chiamano così perché, come dice Nello Oliviero, erano una pietanza gradita, per la forza dei sapori e per la semplicitĂ  della preparazione, dalle “signorine“ delle “case chiuse“ – le ristorava nella breve pausa giornaliera – e anche dai loro clienti. E’ probabile che tutto nasca dai molti significati del francese “cocotte“, che indica una pentola particolare, adatta alla preparazione dei sughi, ma anche una donnina allegra. In ogni caso, è un piatto dai sapori netti, distinti, aggressivi: gli spaghetti alla puttanesca o piacciono intensamente o non piacciono affatto. Non piacciono soprattutto a chi predilige le delicatezze manieriste e rococò, e le smidollate romanticherie da besciamella.

Il sapore di questo piatto è la veritĂ  brusca del realismo spietato: lo immagini, il piatto, in mano ai plebei dell’immenso Gioacchino Belli, o sul desco dei contadini maremmani che Fucini ha disegnato nelle “Veglie di Neri“, o nelle “cantine“ frequentate dagli amici di Ferdinando Russo: guappi genuini, artisti, intellettuali. Penso alla bettola di via Nardones, che il Russo descrive in “ ‘O Luciano d’’o Re“, e in cui “convenivano tutti gli appassionati delle ombre“, tutti quelli costretti dal loro lavoro, “o dai loro vizi“, a restare svegli, mentre gli altri dormivano: “giornalisti, artisti, scrittori, giocatori, comici, biscazzieri, barattieri, fannulloni, mezzani d’usura“.

Erano, queste bettole, luoghi di democrazia totale e diretta: chi varcava la soglia, entrava in un mondo “altro“, in cui non esistevano né ceti, né ranghi, e gli odori della vita vera si manifestavano in tutta la loro violenza, che era garanzia di veritĂ . Non per caso la bettola descritta da Russo si chiamava “Il Progresso“. E capitava a Russo, a Migliaro, allo stesso Di Giacomo, a Ugo Ricci, ciò che tre secoli prima era capitato a Machiavelli: di ascoltare incantati le lezioni di vita, – “ricordi“ le chiamavano Machiavelli e Guicciardini -, impartite da un cavallaio o da uno scalpellino. Il piatto di questi “luoghi“ sacri in cui si respiravano gli odori forti della democrazia e i profumi della filosofia non meno intensamente che nell’agorĂ  di Atene ai tempi di Pericle erano i vermicelli alla puttanesca.

Anni fa, mangiai una versione memorabile di questo piatto nella trattoria “Da Zoppicone“, “addò zuppecone“, sul confine tra Somma e Sant’Anastasia. Mi piace pensare che questa antica “cantina“ abbia fatto da modello a quella cantina “d’’o Zuoppo“ in cui vanno a ristorarsi i protagonisti del romanzo di Domenico Rea, “Ninfa plebea“: Miluzza, il nonno e ‘ Ntuono, dopo aver venerato, come pellegrini, la miracolosa immagine della Madre di Gesù nel Santuario di Madonna dell’Arco. I tre non mangiano spaghetti alla puttanesca, ma cibi dal sapore altrettanto netto, sincero e aggressivo: provolone piccante, salame napoletano con il pepe, finocchio in pinzimonio, “sperlunghe“ di “carciofi mammarella, la madre di tutti i carciofi.”.

Bevono, ai piedi del Vesuvio, Gragnano spumeggiante. Anche don Ciccio ‘o russo, l’oste della bettola “Il Progresso“, metteva in tavola il Gragnano. E poiché i competenti non trovano l’accordo sul vino da abbinare agli spaghetti alla puttanesca, e c’è chi consiglia il Fiano di Avellino, e chi propone il Lambrusco (ma no…), mi affido alle indicazioni della letteratura. Ma su questo difficile e affascinante piatto farebbe la sua bella figura anche il Recupe Rosso dell’azienda “Fiore Romano”.
[Commento a cura di Carmine Cimmino]
(Foto: V. Migliaro, Trattoria a Posillipo, 1887-9)

LE RICETTE DI TIZIANA

La Rete dei Comitati: “Chiudete i pozzi artesiani”

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L’esposto della Rete dei Comitati vesuviani/Zero waste Campania sarĂ  presentato alla Procura della Repubblica di Nola e al comparto della Guardia Forestale provinciale di Napoli.

 La Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy da anni impegnata a tutti i livelli per denunciare lo scempio della gestione del ciclo dei rifiuti in Campania con particolare riferimento all’Area vesuviana e al suo carico di rifiuti tossico nocivi sversati illegalmente nell’area protetta del Parco nazionale del Vesuvio e nelle sue aree contigue (Cava Sari e Pozzelle ed ecoballe) rilancia con forza l’allarme sullo stato di grave pericolo che pende sull’intera popolazione e sull’indotto economico produttivo del territorio per il carico inquinante prodotto alle matrici ambientali da sversamenti illegali e criminosi degli ultimi 30 anni.

“Chiediamo ancora alla Procura di Nola che fine hanno fatto le ispezioni effettuate dal CTU del tribunale al fine di verificare, nel lontano 2011, lo sforamento delle CSC come denunciato dalla Rete dei Comitati vesuviani a seguito della relazione della Provincia di Napoli e dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio” afferma Franco Matrone, portavoce della Rete dei Comitati Vesuviani. Gli attivisti invitano, altresì, tutti i sindaci dei comuni interessati dalla falda in questione a “disporre l’immediato censimento dei pozzi autorizzati e ricercare quelli abusivi al fine di poter seguire con buona approssimazione la linea di faglia e poter effettuare le necessarie controanalisi e certificare con buona precisione lo stato di salute delle acque sotterranee”.

Provincia e Regione, invece, dovranno verificare lo stato di messa in sicurezza e tombatura della discarica ex Sari. Infine la Rete si impegna, fin dell’imminente audizione in Commissione ambiente al Senato sulla emergenza sanitaria campana con riferimento al SIN litorale vesuviano, a relazionare sul rischio ambientale dell’area determinato dalla presenza in falda di agenti tossico-nocivi.

Regione Campania e Legambiente: è alta l’attenzione sui rifiuti

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La Regione pubblica su un sito i dati su Terra dei fuochi mentre l’associazione nata negli anni ’80 stila un dizionario dell’ecocidio e stima che in 22 anni sono stati sversati circa 10 milioni di tonnellate di veleni.

 La Regione Campania mette online tutti i dati in possesso e le iniziative messe in campo sulla Terra dei fuochi. A presentare l’iniziativa è il presidente della Regione, Stefano Caldoro sottolineando che la pagina sarĂ  «a disposizione di tutti per cercare soluzioni, per capire, per controllare. Per lavorare insieme, per fare di più, insieme cittadini, associazioni, istituzioni e istituti di ricerca».

«Le cose sono cambiate, devono continuare a cambiare, per parte nostra abbiamo iniziato dal primo giorno. Oggi – aggiunge concludendo Caldoro – non siamo in silenzio. Non vogliamo nascondere nessuna criticitĂ  perché dal 2010 abbiamo fatto quello che non è stato fatto negli ultimi trent’anni». Intanto Legambiente, in vista della manifestazione promossa dal movimento Fiume in piena attesa per oggi pomeriggio, mette insieme i numeri sulle rotte inquinanti della Campania, in un "dizionario dell’ecocidio": in 22 anni sono stati sversati nella Terra dei Fuochi, l’area compresa tra Napoli e Caserta, "circa 10 milioni di tonnellate di veleni".

Legambiente mette in fila i nomi in codice usati dagli inquirenti (tra cui Adelphi, Black Hole, Caronte, Cassiopea, Houdinì, Madre Terra Matrix, Nerone) e poi li "traduce" nel primo "Dizionario dell’ecocidio nella Terra dei Fuochi". «Il traffico di rifiuti – spiega Legambiente – gestito dalla criminalitĂ  organizzata convogliava veleni da ogni parte d’Italia per seppellirli direttamente nelle discariche legali e illegali della Terra dei Fuochi; delle 443 aziende coinvolte, la stragrande maggioranza hanno sede sociale al centro e al nord Italia».

Per l’associazione «soltanto l’inerzia diffusa delle istituzioni, la ‘disattenzione’ di chi doveva controllare, e una fitta rete di collusioni e omertĂ  possono aver consentito l’invisibilitĂ  di una colonna di decine di migliaia di tir». Si tratta di «un crimine in piena regola – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – Oggi però, vogliamo che sia archiviata finalmente la triste stagione della Terra dei fuochi e che il territorio possa tornare a vivere e credere nel futuro". Per Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, "chi ancora per una volta assisterĂ  in silenzio e non trasformerĂ  gli annunci in provvedimenti si dovrĂ  assumere la responsabilitĂ ».

Volla, rinviato in consiglio comunale il punto sulla vendita dei “gioielli di famiglia”

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Si accende la discussione sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare. Per la nuova segretaria comunale ci sono parti del regolamento inutili che ripetono la legislazione vigente e che vanno eliminate.

 La decisione, giĂ  inserita nel programma elettorale, è stata presa. L’iter burocratico, con la stesura del Regolamento, approvato all’unanimitĂ  dalla Commissione Consiliare Bilancio, sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare è pronto e gli incontri-scontri con i cittadini interessati ci sono stati.

Di questi segnaliamo il più significativo e cioè quello dell’11 novembre scorso svoltosi nel Centro Sociale "Cennamo" del Parco Panorama. C’era stata la partecipazione di tanti cittadini-inquilini attirati soprattutto dalla voglia di conoscere gli sviluppi dell’annosa vicenda e le nuove "Regole" dettate dall’amministrazione Guadagno. L’incontro era stato anche "disturbato", a detta di qualche cittadino da «alcuni interessati solo a polemizzare e a boicottare, per impedire la vendita e continuare ad essere inquilini a sbafo o a prezzi stracciati».

Ciò nonostante, il Borgomastro, Angelo Guadagno, il capogruppo del PD, Domenico Viola, il capogruppo di Verso il Futuro, Ivan Aprea, e la fresca indipendente, fuoriuscita dal PD, Mariarosaria Buonocore, non si erano lasciati intimidire dall’atmosfera "rovente" creata ad arte dai sobillatori, anche perché nella sala erano presenti quasi tutti gli altri consiglieri e assessori della maggioranza, a dare manforte, ed avevano fornito tutte, o quasi, le informazioni utili e necessarie per comprendere l’argomento.

«La dismissione del patrimonio pubblico immobiliare è stata una scelta costrittiva "ordinata" dalla Corte dei Conti stante la grave situazione di deficit economico in cui versano le casse comunali. Equitalia non ha messo le mani sulle case del parco panorama ed il comune non ha affidato le case ad un’agenzia per la vendita, l’avrebbe potuto fare tranquillamente. L’acquisto presuppone la chiusura di tutti i contenziosi passati – ha affermato il primo cittadino vollese – Non è obbligatorio acquistare, soprattutto per gli ultrasessantenni e per chi ha nel proprio nucleo familiare un diversamente abile e per chi acquista trattasi di un’operazione vantaggiosa. La cifra d’acquisto è stabilita dall’agenzia del territorio e sarĂ  previsto un anticipo minimo ed una rateizzazione fino a venticinque anni della somma dovuta. Chi non comprerĂ  la casa dovrĂ  pagare l’affitto rivalutato in base al reddito e all’attualitĂ ».

In quella sede il borgomastro aveva comunicato anche che una delle prime cosa fatte dalla sua amministrazione era stata quella di istituire un "ufficio casa" che «sta provvedendo a mettere un po’ d’ordine sull’argomento (morosi, legittimi assegnatari, quelli che sono in regola con i pagamenti e con le assegnazioni)». (In realtĂ , sembra che l’ufficio casa esistesse giĂ  prima di Guadagno e che non funzionasse, ndr). Alla domanda di qualcuno sul perché la vendita dovesse cominciare proprio con le case del parco Panorama e quelle del parco Verbena, il borgomastro aveva risposto che «sono le uniche giĂ  accatastate – promettendo che – anche tutte le altre saranno vendute dopo essere state accatastate».

Quindi, il consiglio comunale per l’approvazione del "Regolamento per la Alienazione dei Beni Immobili Patrimonio ERP" è stato convocato per il 14 novembre 2013. Ora si può procedere, nonostante il "disturbo" dei soliti cittadini-inquilini, contrari alla vendita. Alcuni di questi, esponenti locali di SEL, durante il consiglio, hanno contestato l’intervento del consigliere Riccio, lanciando anche insulti. Il punto viene "rinviato" e la motivazione è tutta "tecnica", almeno così pare, perché il nuovo segretario comunale, insediatosi da pochi giorni, ha suggerito di apportare alcuni emendamenti al redatto regolamento ritenuto, in più punti, "pleonastico".

In altre parole, a parere della nuova rappresentante ministeriale ci sono parti del regolamento inutili che ripetono la legislazione vigente e, quindi, vanno eliminate mentre per la segretaria comunale precedente, che aveva "studiato" il regolamento, andava bene così. Quindi, dopo una lunga ed estenuante discussione, nella quale l’argomento è stato setacciato e ripetuto più di una volta, il punto è stato rinviato al prossimo consiglio comunale perché «la commissione possa prendere atto ed approvare degli emendamenti suggeriti dal rappresentante ministeriale».

Il secondo punto sul "Regolamento degli Arredi Urbani, Chioschi e Dehors", invece è stato "ritirato" perché redatto dall’ex assessore Festa, "licenziato" qualche giorno fa dal Borgomastro per "incompatibilitĂ  urbanistiche". Ovviamente, come tutti sanno, un regolamento non può essere "licenziato" da un "licenziato", e quindi deve essere rivisto. Infine, gli ultimi due regolamenti, quelli disciplinanti l’autoparco comunale e il servizio economato, sono stati approvati dalla maggioranza, con l’eccezione di Ivan Aprea che ha votato contro, insieme ai consiglieri di minoranza, per un "disappunto politico nei confronti della maggioranza".

«Avevo chiesto che il Regolamento sugli Arredi Urbani, Chioschi e Dehors non fosse ritirato. In maggioranza eravamo d’accordo poi, invece, all’ultimo momento è stato ritirato ed io per mostrare il mio disappunto ho votato contro gli altri due», ci ha dichiarato Aprea. A proposito, è buffo sapere che il Regolamento sul Servizio Economato sia stato approvato con i due emendamenti che il PD aveva proposto qualche mese fa, ma che non aveva trovato compattezza nella maggioranza, facendola dividere. In quella occasione il PD diventato minoranza fu costretto a ritirare il punto. Prodezza della politica, "arte dell’impossibile e del convincimento".

Quindi, dall’ultimo consiglio comunale, gli "Inquilini ed Affini" delle case di proprietĂ  del Comune di Volla non possono ancora diventare proprietari degli alloggi dei quali hanno goduto come ospiti in tutti questi anni, con minima soddisfazione dei disturbatori contrari. Devono attendere, ma, ancora per poco, giusto il tempo di vedere regolamentato il nuovo regolamento con la speranza che questo regoli, regolarmente, la regolare assegnazione e vendita delle regolate o regalate abitazioni.

Il saluto di Carmela D’Avino, che da oggi dirige “ilmediano.it”

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Camela D’Avino indica le linee -guida della sua Direzione: il giornale non cambia nè strategia nè obiettivi strutturali, e si propone di coprire spazi sempre più ampi e di sollecitare i lettori a una partecipazione attiva.

 Amiche lettrici, amici lettori

da oggi assumo ufficialmente la direzione del nostro giornale. Credo che non sia necessario tentare di descrivere l’intreccio delle emozioni, dei pensieri, dell’orgoglio e delle preoccupazioni che si agitano dentro di me. Mi conforta la certezza che il nostro giornale è una realtĂ  importante: lo dimostra la vostra attenzione, che cresce di giorno in giorno, in ampiezza e in intensitĂ . È un’attenzione propositiva, che ci sollecita a sottolineare la gravitĂ  dei problemi e la durezza della vita quotidiana in un territorio tormentato da una Crisi perenne, somma di molte crisi. E tuttavia c’è ancora spazio per la speranza: anche questo ci dice la vostra attenzione, e lo conferma, a noi stessi e a voi, l’impegno che tutti i collaboratori del giornale mettono nel confrontarsi con la societĂ  in cui viviamo. Di questo impegno li ringrazio.

Ringrazio in particolare il mio caro amico Luigi Pone che ha diretto il giornale fino ad ieri, con limpida saggezza. Insieme, accomunati dalla stessa passione e dallo stesso spirito di sacrificio, abbiamo dato, giorno per giorno, linfa vitale a un progetto di ampio respiro culturale quale vuole essere ilmediano.it. Non solo e semplicemente cronaca e news, ma soprattutto approfondimenti. Nulla dies sine linea. «Mai un giorno senza una riga», è una antico adagio latino del quale gli scrittori hanno fatto tesoro nel corso dei secoli, ma è anche il motto che io e l’amico Luigi abbiamo fatto nostro, rinunciando non poche volte alle vacanze e sacrificando spesso anche la famiglia.

Un impegno costante per informare e raccontare con serietĂ  un territorio tanto affascinante quanto complesso, spesso sordo, diffidente e facile al giudizio demolitore, pronto ad ostacolarti, e a volte anche a isolarti. Ma siamo stati e siamo ripagati dai tantissimi consensi, dall’entusiasmo di numerosi giovani che si stanno affacciando al mondo del giornalismo e dall’orgoglio di avere come collaboratori esperti e firme di punta. Non sarĂ  facile dirigere il giornale dopo chi mi ha preceduto, ma confido sulla mia naturale predisposizione a non avere remore a chiedere il sostegno e l’appoggio di chi ne sa più di me, a confrontarmi, ad assumermi la responsabilitĂ  delle scelte, a sperare nell’incoraggiamento di tanti amici.

A cominciare dal mio amico Luigi, a cui devo davvero molto, e che – di questo sono sicura – pur restando momentaneamente a distanza, ritroverĂ  nuovi stimoli e proporrĂ  nuove idee utili per lo sviluppo del giornale. Nel frattempo, senza mai tradire la scelta editoriale iniziale, con la collaborazione della grande famiglia de ilmediano.it volgerò lo sguardo, perché no, anche oltre i nostri confini territoriali e regionali. Ma il mio primo obiettivo è di far sì che " ilmediano.it" diventi un "luogo" in cui i lettori tutti trovino lo spazio per raccontare, in prima persona e non episodicamente, l’esperienza del vivere quotidiano. Ci riuscirò. Anzi, ci riusciremo.
Carmela D’Avino

Nola. Festa di San Felice, la corruzione ruba la scena alla manna

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Per la festa del santo patrono il Vescovo Depalma ha rivolto un duro appello alla cittĂ  bruniana, provata da numerosi casi di corruzione, mentre tra i festeggiamenti civili e religiosi si fa notare l’assenza del prodigio del santo.

 Un chiaro riferimento ai fatti che hanno interessato la cittĂ  negli ultimi mesi, un invito alla speranza, come è tipico suo, al coraggio. La festivitĂ  di San Felice vescovo e martire, patrono della cittĂ  dei gigli ricordato il 15 novembre, è stata occasione per il Vescovo Depalma per un’accorata presa di coscienza sul dilagare della corruzione e dei suoi tragici effetti.

"Negli ultimi giorni diversi casi di cronaca ci hanno presentato una triste realtĂ  fatta di mazzette, tangenti, corsie preferenziali, fatture gonfiate, consulenze inutili, appalti truccati, connivenze malavitose – ha affermato il Vescovo – La giustizia farĂ  il suo corso, e per ogni cittadino vale la presunzione di innocenza. Ma non è certo un mistero che nella nostra terra ci siano milioni e milioni di euro sprecati, buttati, infangati per ingrassare i soliti noti, caste di imprenditori, professionisti, politicanti e dirigenti pubblici mai soddisfatti del lusso, del benessere e della ricchezza che hanno giĂ  accumulato".

"Milioni e milioni di soldi pubblici che potevano dare ossigeno ai ragazzi parcheggiati malinconicamente a casa dopo anni di studio, a professionisti che non riescono a sfondare perché gruppi di potere si spartiscono tutta la torta, a padri che da anni vivacchiano tra disoccupazione e sussidi pubblici – ha chiosato il Vescovo – Milioni e milioni che potevano essere indirizzati a veri progetti di natura sociale, culturale, educativa, sanitaria. Nel giorno in cui commemoriamo San Felice, primo vescovo di Nola, avverto il dovere di dire un’unica parola: Vergogna! Vergognatevi di quanto ci state togliendo, della speranza che ci state sottraendo".

Fermo ma paterno, Depalma non tradisce il suo stile e unisce al suo pensiero cristiano una lucida critica della realtĂ  dei nostri giorni: "In nome di San Felice, come pastore che indegnamente ne ha raccolto l’ereditĂ , imploro oggi gli uomini e le donne di buona volontĂ : non nascondetevi più. Venite allo scoperto. Denunciate, annunciate, agite, formate. Potete e dovete farlo come genitori, educando i figli al bene comune, al merito e al rispetto delle regole. Potete e dovete farlo come cittadini, tornando sulla scena pubblica sia per controllare gli amministratori sia per assumere responsabilitĂ  in prima persona".

Un messaggio ribadito dal Vescovo durante la processione del busto d’argento di San Felice, tenutasi alla vigilia del giorno di festa con gran corteo di fedeli e di comunitĂ  religiose locali. Al rientro in cattedrale, poco dopo le ore 20, sono cominciati i festeggiamenti civili in onore del santo, con l’accensione dell’antica giostra a cavalli montata per l’occasione in piazza Duomo e i rituali fuochi artistici dal palazzo comunale. Il programma festivo proseguirĂ  per tutto il week end, con momenti tradizionali quali la sagra del tutero e dell’ombrello, organizzata il pomeriggio di venerdì 15 e altri di puro intrattenimento dedicati in particolar modo ai più piccoli. Nonostante l’entusiasmo e la fede con cui i cittadini di Nola hanno festeggiato questa solennitĂ , anche per quest’anno San Felice non ha concesso il leggendario miracolo.

Dall’urna posta in corrispondenza del luogo ove duemila anni fa il cadavere del martire sarebbe stato gettato, non è stata secreta la manna, il liquido prodigioso che per secoli i Nolani hanno sempre accolto come segno di benevolenza e fortuna per la cittĂ .

Adotta un cane e paghi meno Tares: la proposta a Boscotrecase

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Sulla scia di altri comuni come Lecce, Solarino, Bordeno ed Avellino il gruppo consiliare Boscotrecase Libera ha protocollato un documento per chiedere all’amministrazione comunale di incentivare l’adozione di cani del canile convenzionato col Comune.

 La proposta prevede la concessione di un contributo economico annuo corrispondente all’importo della Tares versata dal nucleo familiare del cittadino adottante o fino ad un importo massimo da stabilire.

“In questo modo si avrĂ  un doppio beneficio – spiegano i consiglieri di Boscotrecase Libera, Aniello Federico, Pietro Carotenuto, Aniello Solimeno e Bartolomeo Servillo – da un lato la riduzione dei costi di gestione del canile convenzionato The Dog Park perché meno cani ci sono e meno costi ha il comune, e dall’altro la riduzione o in alcuni casi l’eliminazione totale della Tares per le famiglie di Boscotrecase, una tassa particolarmente pesante per le tasche dei cittadini”.

Per fare qualche esempio, a Lecce si otterrĂ  un abbattimento di 300 euro per il biennio 2014-2015; a Solarino viene erogato un contributo pari alla tassa per un massimo di 750 euro; a Bordeno l’esenzione sarĂ  totale per l’adozione di uno dei 23 cani ospitati nel canile della Lega Nazionale del Cane di Ferrara; ad Avellino è stata stabilita la concessione di un contributo economico annuo corrispondente all’importo della TARES versata dal nucleo familiare del cittadino adottante fino ad un massimo di 700 euro.

“Senza contare poi che se adottata, tale decisione avrĂ  una forte rilevanza civica per il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei cittadini e delle associazioni del nostro territorio nell’ambito di una politica che privilegi sempre di più la “cittadinanza attiva” – proseguono i consiglieri – ovviamente saranno adozioni effettive e, di conseguenza, soggette a tutti i controlli del caso: non solo l’idoneitĂ  della famiglia verrĂ  vagliata, ma vi saranno anche dei controlli periodici per evitare che l’iniziativa non venga presa con il giusto spirito, piuttosto come un modo per sbarazzarsi di una poco gradita spesa. Siamo ancora in tempo per farlo, non è stato ancora approvato il regolamento generale per quanto riguarda il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) e nemmeno il bilancio di previsione 2013. Speriamo solo che l’amministrazione comunale possa accogliere la nostra richiesta”.
(Fonte foto: Rete Internet)

Cultura a Napoli: al via “Effetto Museo”

Teatro per grandi e piccini, itinerari museali tra teatro, musica e immagine.

 Villa Pignatelli, il Museo di Capodimonte e Villa Floridiana saranno attraversate da una kermesse interdisciplinare che nelle tre sedi del Polo Museale di Napoli ospiterĂ  concerti, spettacoli, reading, performing art, fotografia, video arte, workshop e visite guidate.

La serie di eventi in programma fino al 12 gennaio, riuniti sotto il nome di “Effetto Museo”, nasce con l’obiettivo di animare e rilanciare questi spazi, e al tempo stesso stimolare e avvicinare nuovi spettatori di ogni etĂ  ai luoghi dell’arte attraverso e l’interazione di differenti esperienze artistiche. L’arricchimento di sollecitazioni tramite la contaminazione è infatti il concetto attorno al quale si sviluppa un progetto che mira prima di tutto a modernizzare e allargare la fruizione. Si sperimenta così un sistema in cui le arti fanno rete nella promozione del servizio turistico innescando processi di crescita del settore anche nei periodi in cui l’offerta è minore.

Il progetto è organizzato e promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo Museale della cittĂ  di Napoli, con il sostegno dell’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, il patrocinio del Comune di Napoli, la direzione artistica di Pino Miraglia e l’organizzazione della Cooperativa Le Nuvole. La musica, il teatro, la spettacolarizzazione itinerante e la fotografia sono i linguaggi che la rassegna utilizza per avvicinare gli spettatori ai luoghi d’arte, con una proposta variegata che coinvolge il pubblico di tutte le etĂ  e che va oltre i consueti orari museali.

Un percorso creativo finalizzato dunque alla valorizzazione, alla riscoperta e alla percezione di un unicum di conoscenze interconnesse tra loro. Prossimo appuntamento previsto per domenica 24 novembre al Centro di Musica PietĂ  de’Turchini con lo spettacolo musicale "Talenti Vulcanici".
(Fonte foto: Rete Internet)

CAMPANIA CONTEMPORANEA

A Somma Vesuviana tavola rotonda su “Quali Linee di Sviluppo per l’Area Vesuviana Nord?”

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Esperti e istituzioni a confronto al Circolo Vesevo per discutere sulle possibilitĂ  di sviluppo dell’area vesuviana nord.

Si terrĂ  Venerdì 15 Novembre Ore 18:00 al Circolo VESEVO in Piazza Filiberto di SOMMA VESUVIANA la TAVOLA ROTONDA organizzata da FINETICA Onlus, DIGITALComoedia, POLIS Democratica, Associazione METANOVA, Fondazione LACRYMA CHRISTI ed Unione Nazionale CONSUMATORI, in collaborazione con l’Associazione LIBERA, dove si discuterĂ  su "Quali Linee di Sviluppo per l’Area Vesuviana Nord?" con Guido BOZZELLI, Amministratore unico DIGITALComoedia; Venanzio CARPENTIERI, Sindaco di MELITO e Segretario provinciale del PD; Antonio D’AMORE, Coordinatore provinciale di LIBERA; Antonio DE SIMONE, Professore di Archeologia del SUOR ORSOLA BENINCASA; Pasquale PICCOLO, Direttivo del PARCO Nazionale del VESUVIO ed Armando RAITI, Responsabile Beni Culturali e Ambientali di POLIS.

I lavori saranno moderati da Nello TUORTO, Direttore Generale di FINETICA Onlus, il quale, con tutti gli organizzatori, lancia una proposta ed anche una provocazione: “Secondo noi, quest’Area Vesuviana nord, dovrebbe perseguire uno Sviluppo basato su Microfinanza e Microimprese, sulle Nuove Tecnologie, sui Beni Culturali e Ambientali, su un’Agricoltura di qualitĂ  e sulle nostre tante TipicitĂ  Locali… Ma tutto questo dovrebbero dircelo gli Amministratori comunali con dei Documenti programmatici approvati nei rispettivi Consigli…

Invece questi Amministratori, guardando certi bilanci previsionali approvati – incuranti di tutto quel che è giĂ  successo nella depredazione del nostro territorio – ci sembrano ancora più attratti da massicce cementificazioni, da inutili lavori pubblici e dalla costruzione di cattedrali nei deserti culturali, sociali ed economici, che sono diventate le nostre cittĂ  e dei quali, essi stessi, sono da ritenersi i principali responsabili…”.
Alla TAVOLA ROTONDA sono stati invitati i SINDACI dei COMUNI di San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Pollena Trocchia e Cercola. Dopo gli interventi dei Relatori si aprirĂ  il dibattito con i partecipanti.
( Fonte foto: rete internet)