Per la festa del santo patrono il Vescovo Depalma ha rivolto un duro appello alla città bruniana, provata da numerosi casi di corruzione, mentre tra i festeggiamenti civili e religiosi si fa notare l’assenza del prodigio del santo.
Un chiaro riferimento ai fatti che hanno interessato la città negli ultimi mesi, un invito alla speranza, come è tipico suo, al coraggio. La festività di San Felice vescovo e martire, patrono della città dei gigli ricordato il 15 novembre, è stata occasione per il Vescovo Depalma per un’accorata presa di coscienza sul dilagare della corruzione e dei suoi tragici effetti.
"Negli ultimi giorni diversi casi di cronaca ci hanno presentato una triste realtà fatta di mazzette, tangenti, corsie preferenziali, fatture gonfiate, consulenze inutili, appalti truccati, connivenze malavitose – ha affermato il Vescovo – La giustizia farà il suo corso, e per ogni cittadino vale la presunzione di innocenza. Ma non è certo un mistero che nella nostra terra ci siano milioni e milioni di euro sprecati, buttati, infangati per ingrassare i soliti noti, caste di imprenditori, professionisti, politicanti e dirigenti pubblici mai soddisfatti del lusso, del benessere e della ricchezza che hanno già accumulato".
"Milioni e milioni di soldi pubblici che potevano dare ossigeno ai ragazzi parcheggiati malinconicamente a casa dopo anni di studio, a professionisti che non riescono a sfondare perché gruppi di potere si spartiscono tutta la torta, a padri che da anni vivacchiano tra disoccupazione e sussidi pubblici – ha chiosato il Vescovo – Milioni e milioni che potevano essere indirizzati a veri progetti di natura sociale, culturale, educativa, sanitaria. Nel giorno in cui commemoriamo San Felice, primo vescovo di Nola, avverto il dovere di dire un’unica parola: Vergogna! Vergognatevi di quanto ci state togliendo, della speranza che ci state sottraendo".
Fermo ma paterno, Depalma non tradisce il suo stile e unisce al suo pensiero cristiano una lucida critica della realtà dei nostri giorni: "In nome di San Felice, come pastore che indegnamente ne ha raccolto l’eredità, imploro oggi gli uomini e le donne di buona volontà: non nascondetevi più. Venite allo scoperto. Denunciate, annunciate, agite, formate. Potete e dovete farlo come genitori, educando i figli al bene comune, al merito e al rispetto delle regole. Potete e dovete farlo come cittadini, tornando sulla scena pubblica sia per controllare gli amministratori sia per assumere responsabilità in prima persona".
Un messaggio ribadito dal Vescovo durante la processione del busto d’argento di San Felice, tenutasi alla vigilia del giorno di festa con gran corteo di fedeli e di comunità religiose locali. Al rientro in cattedrale, poco dopo le ore 20, sono cominciati i festeggiamenti civili in onore del santo, con l’accensione dell’antica giostra a cavalli montata per l’occasione in piazza Duomo e i rituali fuochi artistici dal palazzo comunale. Il programma festivo proseguirà per tutto il week end, con momenti tradizionali quali la sagra del tutero e dell’ombrello, organizzata il pomeriggio di venerdì 15 e altri di puro intrattenimento dedicati in particolar modo ai più piccoli. Nonostante l’entusiasmo e la fede con cui i cittadini di Nola hanno festeggiato questa solennità, anche per quest’anno San Felice non ha concesso il leggendario miracolo.
Dall’urna posta in corrispondenza del luogo ove duemila anni fa il cadavere del martire sarebbe stato gettato, non è stata secreta la manna, il liquido prodigioso che per secoli i Nolani hanno sempre accolto come segno di benevolenza e fortuna per la città.

