A Pollena riparte la settimana del benessere psicologico

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Per questa edizione il tema affrontato sarĂ  il bullismo. Il sindaco Pinto: “Quest’anno abbiamo potuto coinvolgere nell’iniziativa la scuola, per noi punto cardine di formazione della societĂ ”.

 Per il quarto anno consecutivo l’amministrazione comunale di Pollena Trocchia, retta dal sindaco Francesco Pinto, in accordo con l’Ordine degli Psicologi della Campania, ospita la Settimana per il Benessere Psicologico.

L’iniziativa farĂ  tappa a Pollena Trocchia lunedì 18 novembre: quest’anno protagonisti della settimana per il Benessere psicologico saranno gli alunni dell’istituto comprensivo Donizetti. Il tema scelto dal gruppo di lavoro presieduto da Maria Fragliasso, vicepresidente dell’Associazione Anatolia, è infatti quello del bullismo: gli esperti mirano alla prevenzione della problematica della violenza tra adolescenti puntando a formare adulti capaci di riconoscere in tempo utile potenziali bulli e potenziali vittime. Altro tema della giornata sarĂ  fare il punto rispetto all’istituzione dello Psicologo del Territorio: lo scorso anno gli psicologi hanno infatti proposto la legge ad iniziativa popolare e 22mila cittadini hanno sottoscritto l’istanza che il Consiglio regionale ha approvato rendendo normativa.

L’appuntamento è per il giorno 18 novembre, dunque, a partire dalle ore 17.30 presso il plesso “Viviani” in via Fusco. AprirĂ  i lavori il sindaco Francesco Pinto; seguiranno gli interventi del dirigente scolastico, Angela Rosauro, e del presidente dell’Ordine degli Psicologi, Raffaele Felaco. “Siamo felici perché anche quest’anno ospiteremo la settimana del benessere psicologico, un’iniziativa che dĂ  alla comunitĂ  la possibilitĂ  di conoscere in tutte le sue sfaccettature la figura dello psicologo”, dice il sindaco Francesco Pinto.

“Arriviamo a questo appuntamento con uno spirito di rinnovato ottimismo dal momento che un anno fa su tutto il territorio c’è stato un grande impegno per la raccolta firme finalizzata alla richiesta di una legge sull’istituzione dello Psicologo del Territorio, istanza che nell’estate scorsa la Regione Campania ha accolto e reso normativa”, continua il primo cittadino. “I temi che verranno affrontati quest’anno ci stanno particolarmente a cuore perché riguardano i ragazzi e infatti abbiamo potuto coinvolgere nell’iniziativa la scuola, per noi punto cardine di formazione della societĂ ”, conclude Pinto.
(Fonte foto: Rete Internet)

Marigliano.”L’importanza del Registro dei Tumori in Campania”: un convegno “per aprire gli occhi a chi ancora li tiene chiusi”

L’appuntamento è per mercoledì 20 novembre. I giovani del Gruppo Democratico di Marigliano continuano la loro campagna di sensibilizzazione sul “Registro dei Tumori” per la Campania, con un incontro coordinato dal segretario cittadino Vito Lombardi.

 Non si fermano le battaglie e gli incontri formativi del gruppo dei Giovani Democratico Mariglianesi. Di concerto con tutta l’organizzazione regionale si sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul “Registro dei Tumori” per la Campania; argomento più volte divenuto protagonista sul tavolo delle istituzioni negli ultimi venti anni  ma molto spesso solo per voglia di visibilitĂ  o smania di finanziamenti  cosi come afferma l’epidemiologo dell’istituto Pascale Maurizio Montella. Lo stesso  decreto legge, varato da Caldoro  nel settembre 2012 che puntava ad attivare comunque il registro tumori in attesa che sul piano legislativo fosse elaborata una nuova proposta, si è rivelata solo l’ennesima illusione.

Si è innescato solo un meccanismo che da subito è apparso farraginoso e, per molti aspetti, gattopardesco, in quanto non prevede l’affidamento del compito ad un istituto di ricerca oncologica ma ad un Osservatorio diretto e controllato dalla stessa Regione. I GD mariglianesi si incontreranno mercoledì  20 novembre alle 20,30 nella sede di Corso Umberto I per approfondire il tema  “L’importanza del Registro dei Tumori in Campania” sul quale relazionerĂ   la dott.ssa Angela Sodano specializzanda presso la facoltĂ  di Medicina dell’UniversitĂ  di Napoli “Federico II”.

 A coordinare i lavori sarĂ  il segretario cittadino Vito Lombardi che invita alla partecipazione e che insieme all’intero gruppo hanno indetto una raccolta firme per l’istituzione di tale registro con gazebi in piazza anche sul territorio di Marigliano. Il registro tumori è ora più che mai uno strumento fondamentale per la programmazione e la prevenzione. Esso sarebbe capace di rendere nota la reale entitĂ  del problema e far aprire gli occhi anche a chi ancora cerca di tenerli chiusi parlando di un problema legato agli "stili di vita".

Violenza sulle donne. Dagli abusi alla denuncia: la storia di Katia

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Stessa storia, analoghi abusi, epiloghi diversi. Come Melania Rea, Yara e Sarah. Katia però è salva: l’amore della madre l’ha spinta a denunciare ed oggi ha una vita felice.

Occhi gonfi, sguardo perso nel vuoto. Eppure quel volto corrugato è pronto a giurarlo: un giorno Katia è stata felice. Lo è stata quando ancora bambina fingeva di dormire, mentre la madre con coccole e caffèlatte la incitava ad alzarsi per accompagnarla a scuola. Lo è stata ancor di più quando il papĂ  mai stanco nonostante il lavoro logorante, la assecondava nelle sue richieste più assurde. Flashback di serenitĂ  che si interrompono bruscamente in un pomeriggio di metĂ  novembre. Un’auto in corsa, per il piccolo Lorenzo non c’è stato scampo: travolto senza possibilitĂ  di salvezza.Perdere un figlio di soli cinque anni stravolge l’equilibrio familiare al punto che quasi ci si dimentica che ci sono altri figli da proteggere, da consolare, perchè ugualmente sconvolti da una simile tragedia. Fu in quel periodo che Katia cominciò a frequentare Serena.

Un’amicizia che sembrava distrarla dal torpore che da mesi regnava in casa propria. Ormai per Katia era diventata un’abitudine: all’uscita da scuola il pranzo a casa dell’amica, i compiti insieme, i pomeriggi passati a fantasticare su Luca, il ragazzo più bello della scuola. Solo a tarda sera tornava a casa e si rinchiudeva in camera sua. Cuffie e musica ad alto volume sembravano placare quel silenzio fin troppo loquace. Eppure un giorno quell’equilibrio raggiunto a fatica dopo la morte del fratello si spezzò bruscamente. A raccontare la sua storia è la stessa Katia (il nome è di fantasia), trentenne, cresciuta a Maddaloni, paese alle porte di Caserta.Un esempio di chi ce l’ha fatta, di chi è riuscita a vedere la luce dopo anni di torpore. Purtroppo gli epiloghi non sempre sono così positivi. Nel raggio di pochi chilometri ci sono analoghe storie di vite stroncate da abusi efferati, come il caso eclatante di Melania Rea.

“Erano un po’ di giorni che Serena non veniva a scuola, e cominciavo a preoccuparmi”, racconta Katia. Non mi rispondeva al telefono e nemmeno ai messaggi che invano le inviavo chiedendole magari di aiutarmi con i compiti di latino. All’angoscia per la drammatica situazione che vivevo in famiglia, si era aggiunta la paura di aver perso la persona che più di tutte mi aveva spinto a lottare in un periodo buio. Decisi quindi di farle visita. Se non mi rispondeva al telefono, si sarebbe stancata almeno di sentir suonare il citofono. Dopo quasi un’ora di attesa, il cancello si aprì, ma di lei nessuna traccia. Mi addentrai tra i corridoi di una casa che conoscevo quasi meglio della mia, ma la scena che trovai ad attendermi, fu a dir poco raccapricciante.

“Serena era distesa sul suo letto, mezza nuda con gli occhi gonfi dal pianto”, continua Katia. Mi avvicinai a lei ma quando finalmente trovai il coraggio di chiederle cosa fosse accaduto vidi i suoi occhi sgranarsi e nello sguardo lessi il panico scaturito dalla consapevolezza di qualcosa che di li a poco sarebbe accaduto. Una mano rude, pesante mi tappò la bocca, mentre l’altra con un gesto deciso mi scaraventò sul pavimento. Feci per girarmi e lo riconobbi: era il padre di Serena. Quell’uomo dolce e gentile che per mesi ci aveva accompagnato a scuola sembrava diverso, quasi indemoniato. Facile immaginare cosa accadde dopo. Iniziò a spogliarmi, a toccarmi, a ripetermi che dovevo essere punita per chissĂ  quale assurdo motivo, e poi senza che nè io nè Serena riuscissimo a fermarlo, abusò di me”.

Cosa accadde dopo? E’ stato un episodio sporadico o quell’uomo ha continuato ad abusare di te e della figlia?
“Il seguito è stato drammatico. Dopo quella sera ce ne furono altre, se non andavo io da Serena era lui che con scuse banali veniva a prendermi a casa ed ogni volta io mi sentivo sempre peggio. Passavo ore sotto la doccia a casa. Come se l’acqua potesse levarmi di dosso lo sporco di una violenza che mi aveva logorato anche l’anima”.

Tu però hai trovato il coraggio di denunciarlo, cosa è scattato dentro di te da spingerti a compiere questa scelta?
“Un pomeriggio mia madre bussò alla porta della mia camera. Aprì le tende e mi disse che quel sole così forte meritava una passeggiata all’aria aperta. Ma quando incrociò il mio sguardo, quasi si impietrì. Per le mamme a volte le parole sono superflue, sanno sempre quello che capita ai propri figli anche quando non sono loro a raccontarglielo. Si avvicinò a me e mi strinse forte e mi chiese il perchè dei miei silenzi. Poi il volto le si riempì di lacrime e mi chiese scusa per la sua assenza, ripetendomi che se Lorenzo era morto, io non ne avevo colpa: Fu lei a spingermi a denunciarlo. Mi accompagnò dai carabinieri, ascoltò la mia storia raccapricciante, stringendomi a sè ogni volta che i dettagli le spezzavano il cuore. Nei mes successivi fu un continuo di interrogatori, processi, iter burocratici a cui la giustizia italiana costringe le vittime di violenza. Come se non fosse giĂ  troppo difficile denunciare. Oggi quell’uomo è in carcere e sta pagando le sue colpe. Ma ci sono ancora troppi “orchi” in libertĂ  e troppe donne che hanno paura di denunciare”.

Tu oggi hai una famiglia, un uomo che ti ama e dei figli che riempiono le tue giornate. Ma c’è chi invece non ha avuto la tua stessa forza. Che consiglio ti senti di lanciare alle migliaia di donne vittime di violenza?
“Denunciare , sempre e comunque. Che si tratti di violenze sessuali, di stalking o di semplici percosse, non siamo mai noi la causa di simili abusi. Chi compie questi gesti non ci ama, non manterrĂ  mai nessuna promessa di cambiamento e per questo non merita giustificazione. Il passo tra la violenza di oggi e la morte di domani è breve. Denunciare, è l’unico modo che abbiamo per salvaguardare la nostra incolumitĂ  e la nostra vita”.

Pane abusivo a Napoli e provincia: sequestrati nove forni, diverse denunce

Blitz dei carabinieri di Napoli in vari panifici di San Giuseppe Vesuviano, Giugliano, Cicciano, Afragola, Casavatore ed Acerra. Sequestrati nove forni, denunce in corso.

 I carabinieri del comando provinciale di Napoli insieme a militari del nucleo antisofisticazione e sanitĂ  in queste ore stanno eseguendo controlli, nell’area cittadina e in tutta la provincia, per contrastare la panificazione abusiva, partendo dalle verifiche ai forni, per continuare con la rete di distribuzione e deposito del pane, fino ad arrivare alla vendita al dettaglio nei supermercati e per le vie cittadine.

Al momento sono stati sequestrati 9 forni (uno a Giugliano, Qualiano, Calvizzano, Afragola, Casavatore, Cicciano, San Giuseppe Vesuviano e due ad Acerra). A Pozzuoli ad un forno è stata sospesa l’attivitĂ  di panificazione per mancanza delle condizioni igienico-sanitarie e delle autorizzazioni amministrative alla vendita. A Torre Annunziata e a Castellammare di Stabia sono stati chiusi 2 panifici per carenze igienico sanitarie degli annessi laboratori. Vari quintali di pane sequestrato e denunce in corso da parte dei militari dell’arma.

Appuntamento con “le magie” della cultura e delle tradizioni del Vallo di Lauro

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Ritorna la rassegna itinerante le “Magie delle quadriglie, dei carri e dei sapori” in una delle terre più antiche del nocciolo.

Inaugurato a Palma Campania il 12 ottobre scorso, la kermesse fa tappa questo weekend nel piccolo comune del Vallo, un appuntamento che prevede un programma ricco di manifestazioni. Dalla presentazione del IV Expò del nocciolo e dei sapori, alle visite guidate nello splendido plesso monumentale-archeologico della Chiesa dell’ Assunta a Pernosano, dall’apertura del percorso gastronomico i Cortili degli antichi sapori, all’esibizione de I Virtuosi, e ancora, è atteso il corteo storico aragonese di Palma Campania, e, in chiusura, le danze del gruppo ‘Ndrezzata di Pago del Vallo di Lauro e dei Tamburini Castel Lauri.

Dunque un cartellone ricco di appuntamenti, all’insegna della tradizione e della valorizzazione delle eccellenze del nolano e del Vallo di Lauro. Diversi i comuni coinvolti in questo progetto, tutti uniti dalla produzione del nocciolo e dalla tradizione del Carnevale: Palma Campania, comune capofila, Saviano, Carbonara di Nola, Taurano e Pago del Vallo di Lauro, insieme per valorizzare le vocazioni naturali del territorio ricco produttore di nocciole. "Prendere parte a questo progetto – dichiara il sindaco di Pago del Vallo di Lauro, Giuseppe Corcione – ci rende entusiasti, poiché ci dĂ  la possibilitĂ  di creare una rete tra paesi uniti da antiche tradizioni e folklore rafforzando un’identitĂ  storica che trova nel settore archeologico ed in quello agro alimentare la sua massima fruizione.

L’opportunitĂ  di visitare siti grande rilievo storico-archeologico – continua il sindaco Concione – unita alla gioia di vivere momenti conviviali e di puro folklore, sono certo che sarĂ  motivo per aprirsi ed accogliere i cittadini dei paesi limitrofi". Un ricco contenitore dunque che intende puntare alla cultura, alle radici storiche del territorio, inserendole in un unico grande sistema di ricettivitĂ , per la rivitalizzazione dell’ intero territorio nolano e soprattutto per puntare a superare il campanilismo locale e" fare sistema". Prossima tappa della rassegna aTaurano il 7 e 8 dicembre prossimi.

La scuola è responsabile dei bambini che sostano nel piazzale antistante l’edificio

L’obbligo di vigilare sugli alunni nasce con l’apertura dei cancelli della scuola che consentono l’ingresso degli alunni negli spazi antistanti l’edificio scolastico.

Con sentenza la Corte d’Appello di Roma respingeva l’appello proposto dal Ministero dell’istruzione e dalla Scuola Elementare contro i genitori di una minore che avevano chiesto il risarcimento per i danni subiti dalla figlia all’esito del sinistro occorso , allorquando all’interno del piazzale antistante la scuola elementare ove – essendo giĂ  aperti i cancelli – era stata lasciata dallo scuolabus, cadeva dal muretto delimitante area sottostante ove si trovava l’ingresso del seminterrato locale caldaia, riportando la frattura della tibia. Avverso la suindicata sentenza il Ministero della Pubblica Istruzione e la Scuola Elementare propongono ricorso per cassazione.

I ricorrenti si dolgono che la corte di merito li abbia erroneamente ritenuti responsabili, laddove il sinistro si è verificato prima dell’inizio delle lezioni e all’esterno dell’edificio della scuola, non potendo invero ritenersi che, per il solo fatto che la minore era stata dallo scuolabus «lasciata sul piazzale antistante la scuola», fosse «insorto in capo al personale scolastico l’obbligo di vigilare su di essa».
Il motivo è infondato. Così afferma la Cassazione civile , sez. III, sentenza 04.10.2013 n° 22752.
Come questa Corte ha giĂ  avuto modo di affermare in ipotesi di danno come nella specie cagionato dall’alunno a sé medesimo (c.d. autolesioni), l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo a scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico della medesima l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumitĂ  dell’allievo per il tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, in tutte le sue espressioni (v. Cass., 15/2/2011, n. 3680).

La scuola è pertanto tenuta a predisporre tutti gli accorgimenti all’uopo necessari, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso (v. Cass., 8/2/2012, n. 1769), sia all’interno dell’edificio che nelle pertinenze scolastiche, di cui abbia a qualsiasi titolo la custodia, messe a disposizione per l’esecuzione della propria prestazione.
Ivi ricompreso pertanto il cortile antistante l’edificio scolastico, del quale la scuola abbia la disponibilitĂ  e ove venga consentito il regolamentato accesso e lo stazionamento degli utenti, e in particolare degli alunni, prima di entrarvi.

Al riguardo, si noti, la scuola è tenuta ad un comportamento diligente consentaneo alle condizioni di tempo e di luogo, a fortiori in considerazione della circostanza che in presenza di una situazione di pericolo i minori, se lasciati soli, possono compiere atti incontrollati e potenzialmente autolesivi, come appunto nella specie, essendo rimasto accertato che «sussisteva la … situazione pericolosa del locale per riscaldamento seminterrato, non protetto da idonee recinzioni».

Va per altro verso osservato che, diversamente da quanto sostenuto dall’odierno ricorrente, lo svolgimento del rapporto si estende a tutto il tempo in cui l’alunno «fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni», e pertanto, come correttamente affermato dalla corte di merito nell’impugnata sentenza, sin dal momento in cui «con l’apertura dei cancelli» risulta «consentito l’ingresso e la permanenza degli alunni nel detto piazzale antistante la scuola», e cioè all’interno della pertinenza scolastica messa a disposizione dalla scuola dei fruitori della propria complessa prestazione contrattuale.

Orbene, dei suindicati principi la corte di merito ha fatto, invero, piena e corretta applicazione. In particolare lĂ  dove ha affermato che «la ricezione della detta alunna nell’ambito del detto piazzale della scuola, i cui cancelli erano stati aperti, importa necessariamente l’avvenuto affidamento in custodia della minore dagli assistenti dello scuola-bus al personale della scuola medesima».

Circumvesuviana, sciopero scongiurato. Ma decine di stazioni sono ancora al buio

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Incontro con l’azienda, rientra la protesta dei sindacati sui ticket mensa. È polemica sulla riduzione della corrente elettrica. L’Orsa: “Solo grazie ai lavoratori è stata evitata una tragedia”

È stato scongiurato lo sciopero previsto in un primo momento per lunedì 18 nella ex Circumvesuviana (ora inglobata in Eav srl). Indetto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Confail, riguardava la mancata corresponsione dei ticket mensa e dell’una tantum prevista dal contratto collettivo nazionale. Un incontro tenutosi in extremis con l’azienda, però, ha rassicurato i sindacati: i soldi arriveranno, anche perché il via libera al piano di rientro dal deficit preparato dal commissario di governo Pietro Voci dovrebbe garantire stabilitĂ  per l’immediato futuro.

Scongiurato un lunedì di caos, dunque, anche se in casa Circum il fronte delle polemiche continua ad alimentarsi. Preoccupa, infatti, la questione delle stazioni al buio: da circa dieci giorni Eni Energia ha tagliato il 30% della potenza elettrica dei contatori perché l’Eav è morosa. Risultato: black out in decine di stazioni, fermate e passaggi a livello della rete della Circumvesuviana. Praticamente inutilizzabili alcuni passaggi a livello, che vengono presidiati dal personale dell’azienda, costretto ad operare in condizioni difficilissime, in molti casi senza riparo e persino senza servizi igienici.

Quelli dell’Orsa denunciano: “Assistiamo a piazzali delle stazioni con le luci miseramente spente, coi viaggiatori che procedono a tentoni in certe ore, a passaggi a livello che non possono abbassare le sbarre, con gli operatori costretti ad utilizzare solo i cavalletti regolamentari di riserva. Insomma, siamo nel caos più totale. In questa situazione, solo lo spirito di sacrificio e l’attaccamento al lavoro dei dipendenti della Circumvesuviana hanno impedito che questa farsa non si trasformasse in tragedia”. Anche Luciano Graziano della Cisal attacca: “E’ una situazione inaccettabile, che mette in pericolo l’incolumitĂ  dei viaggiatori e del personale”

Ottaviano: il sindaco Capasso e il pericoloso affetto di qualche suo amico:.

Di alcuni suoi amici diceva Karl Kraus: certe volte nell’abbracciarmi mi stringono tanto che mi viene un sospetto: vuoi vedere che stanno prendendo le misure per strangolarmi ? Ma si sa: Kraus era un cinico con la tendenza a esagerare:..

Alcuni amici mi raccontano una storia e mi sfidano a risolvere un indovinello. Ma parliamo prima della storia. E’ sera. All’improvviso in una strada si spengono le luci pubbliche. E fin qui non c’è nulla di strano. Capita da anni a Ottaviano. Semmai, la stranezza sta nel fatto che le luci erano accese. Un signore si affaccia al balcone, cerca di capire cosa è successo. Vede che il buio è rotto dalla luce dei fari di un’auto ferma: e nel fioco chiarore si delinea, vaga, la figura di un uomo che sta inginocchiato davanti a una centralina elettrica e armeggia tra le spie luminose e le leve del pannello operativo. Si incuriosisce, il tizio sul balcone: chi è questo misterioso armeggiatore?

Non si sa se si sporge dal balcone o si butta in strada (si butta nel senso che scende ): si sa solo che egli scopre l’identitĂ  dell’ uomo in ginocchio: è il sindaco Luca Capasso. Esulta, quel tale: il sindaco sta provvedendo con le sue mani a ridar luce alla strada e a chi vi abita. E corre, quel tale, ad annunciare la buona novella su un social network, e fa notare, quel tale, che il sindaco ha operato da solo, che non l’accompagnavano né claque né fotografi. Concluso il racconto, gli amici mi domandano: secondo te, chi è questo tale?

E io li mando a quel paese, “ inventatele meglio ” dico. Il signore al balcone… il sindaco davanti al pannello.. Non ci credo. So che il sindaco Capasso è sempre presente, che sta sul problema, come si dice: ma che metta le mani, nel buio, sul pannello di una centralina elettrica..via, non posso crederci….cosa capisce di impianti e di sistemi elettrici ? E se anche ne capisse qualcosa, se anche avesse frequentato un corso di tecnico specializzato, il gestore dovrebbe autorizzarlo ad aprire la cabina e ad azionare le leve del pannello.. Ma no, mi state raccontando una balla. Gli amici insistono: è la veritĂ , non abbiamo inventato nulla. Ci sono le prove: e sorridono. E va bene, dico.

Ammettiamo che la storia sia vera. L’avv. Capasso è un politico, un penalista e un uomo di mondo: è mai possibile che non sappia che certi comportamenti, che oggi suscitano entusiasmo e applausi, domani, quando finirĂ  la stagione del feeling e della luna di miele con l’opinione pubblica, verranno sfruttati in chiave comica, ispireranno caricature e battute sarcastiche ? Ma alla fine è il sindaco stesso che mi costringe a sospettare che la storia del pannello non sia tutta una panzana.
Nel verbale del consiglio comunale che si è tenuto il 21 ottobre è registrato questo racconto dell’avv. Capasso “ Per quanto riguarda la problematica dei rifiuti, io e il consigliere Marigliano, da quando siamo stati insediati, facciamo le 4 di mattina, le 5 di notte; stiamo girando per tutti i siti più pericolosi, però, purtroppo, non è facile perché imboscarsi in alcune terre per aspettare che il pollo viene a depositare il rifiuto non è sempre facile. Non a caso l’altra notte stavamo a Piazza Batta e come ce ne andammo la mattina alle 6 sono andati a scaricare residui di stoffe cinesi “.

C’è qualcosa che non funziona nella trascrizione degli interventi in consiglio comunale: forse il sindaco ha detto “ via Zabatta ” , e la via nel verbale è diventata “ Piazza Batta ”. Ma il resto è chiaro, al di lĂ  di una idea pittoresca e balzana del tempo, che assegna le 4 al mattino e le 5 alla notte. E’ tutto chiaro: immagino appostamenti doppi: i “ polli ” spiano i movimenti di chi sta nascosto ad aspettare i “ polli ”; immagino i rischi che corrono i due uomini “ imboscati ”, di notte, dietro una siepe: accovacciati ? stesi a terra ? in piedi ? E se arriva non un “ pollo ” solitario, ma una schiera di “ polli ”, che fanno i due audaci ?

Aperta la seduta del 21 ottobre, il presidente del consiglio comunale, sig. Simonetti, che come si sa, è un grande amico dell’ avv. Capasso, annuncia che i sindaci di Ottaviano, Somma Ves.na, San Felice a Cancello e Pollena si sono riuniti per fissare i termini della partecipazione al “ Patto dei Sindaci ” e hanno individuato nel Comune di Ottaviano il Comune capofila. “ E’ un segnale forte – dice il sig. Simonetti – per il quale il Comune di Ottaviano riprende il proprio status non più di Comune di secondo piano, ma all’avanguardia nella partecipazione a progetti e a programmi ” relativi alla tutela dell’ambiente. E la cosa ci fa piacere. Ma perché la notizia ai consiglieri non l’ha data il sindaco ? Appena eletto presidente del consiglio comunale, il sig. Simonetti dichiarò che durante la campagna elettorale “ una mano invisibile “ aveva cercato “ in qualche modo di sminuire la figura del candidato sindaco Luca Capasso “, e che c’era “ una parola abbastanza grave che riguarda tutto il Consiglio: i debiti elettorali. “ .

Ma il sig. Simonetti spazzò via l’ingombrante “ parola “ e rassicurò tutti: “ L’ Amministrazione Capasso nel suo complesso non ha debiti con nessuno, l’ Amministrazione Capasso non è ricattabile da nessuno, sia chiaro. “. I teorici dell’argomentazione osserverebbero che non era quello il momento di affrontare il delicato tema, e che, in ogni caso, toccava al sindaco, se l’avesse ritenuto opportuno, introdurre l’argomento. Ma fu l’affetto a spingere il sig. Simonetti a fare quella dichiarazione. A sollevare il problema. A incuriosirci. Chi è questa “ mano invisibile “ ? Ci sono debiti elettorali ? E, ammesso che la storia della centralina elettrica sia vera, chi è il signore del balcone ?

L’Italia “cambia verso”, Marigliano la segue

La cittĂ  di Marigliano diventa specchio della politica nazionale e presenta in piazza un comitato politico pro-Renzi

Ha ormai una settimana di vita il Comitato spontaneo "Con Matteo Renzi", nato la scorsa domenica 10 novembre nella sede del Partito Democratico di Marigliano. “Comitato – spiegano i rappresentanti- nato principalmente per ribadire una linea politica decisa e per sostenere la candidatura congressuale del sindaco di Firenze per le primarie dell’8 dicembre prossimo che intendono stabilire il nuovo segretario nazionale del PD.
"L’Italia cambia verso", questo lo slogan presentato da Renzi per la sua campagna, ma anche l’impegno concreto che si intende promettere ai cittadini che scelgono di abbracciare questo nuovo modo di intendere la politica, da protagonisti e non più da spettatori. Come una "cosa pubblica", insomma, e non una privata di pochi esclusivi gruppi dirigenziali”.

Il comitato spontaneo mariglianese si prefigge un ampio percorso che non lo vede solo come un semplice portabandiera di quest’Italia che cerca di cambiare direzione, ma anche come uno strumento di aggregazione, di coinvolgimento del maggior numero di cittadini che ancora non hanno chiaro il percorso politico da seguire o che, più semplicemente, hanno abbracciato quello di Matteo Renzi.
Uno spazio aperto di confronto, di scambio, di dialogo, di politica che prepara quella che sarĂ  una nuova stagione politica sia nazionale che locale, data la sempre più vicina incombenza delle prossime elezioni amministrative. L’appuntamento quindi per tutti coloro che intendono aderire e scoprire le iniziative in programma è per domenica 17 novembre , dalle 10:00 alle 13:00 a Piazza Municipio a Marigliano.

Acerra, politica e monnezza: polemiche e dimissioni

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Il movimento Italia Verdi e il partito dei verdi escono dalla maggioranza. Si dimette Carmine Ruotolo, coordinatore di maggioranza. Pomo della discordia: il progetto Ecodrin.

Politica e monnezza, amministrazione del territorio e polemiche arroventate sulla questione ambientale. Scorrono attorno a quest’alta tensione le dimissioni rassegnate dal giovane coordinatore politico della maggioranza, Carmine Ruotolo, e la contestuale fuoriuscita dalla compagine che guida Acerra, dal maggio del 2012, del movimento “Italia Vera” e del partito dei “ Verdi ecologisti”. Ruotolo, che accusa il sindaco Raffaele Lettieri di “ aver tradito il mandato elettorale ”, è stato esponente della finiana Fli prima, durante e dopo le ultime elezioni locali ed è poi divenuto riferimento di un nuovo simbolo, denominato, appunto, Italia Vera.

Di recente ha comunicato le sue dimissioni da coordinatore di maggioranza al sindaco, alla giunta, composta da Udc e da una serie di partiti e liste civiche, e a tutte le segreterie politiche. L’alleanza di centro guidata da Lettieri aveva vinto le ultime comunali al ballottaggio, battendo quella di centrodestra guidata dal Pdl, sullo sfondo del magro consenso ottenuto dalla coalizione di centrosinistra, “liquidata” appena al primo turno. Intanto qualcosa scricchiola nel fronte del potere acerrano. Lo dimostrano i toni usati nel manifesto affisso ieri in cittĂ  da Italia Vera e dai Verdi Ecologisti. Un titolo che si commenta da solo: “ E’ giunto il momento di dire basta”.

Nel messaggio appeso ai muri gli “ammutinati”, che rappresentano un elettorato di circa 800 voti, la cifra che ha fatto la differenza al ballottaggio, specificano di “ non sentirsi più in sintonia con scelte di politiche ambientali sterili fatte di azioni sussurrate e mai urlate ”. Nel manifesto viene aggiunto che “ i tempi di questa politica comunale e regionale non sono più sostenibili soprattutto quando si parla della salute dei nostri concittadini e in genere di tutti coloro appartenenti alla cosiddetta Terra dei Fuochi ”. Lo stesso Ruotolo spiega in un’intervista che la goccia che ha fatto traboccare il vaso dei giĂ  difficili rapporti in seno alla maggioranza locale è stata una riunione di maggioranza, tenuta alla fine di ottobre, in previsione del consiglio comunale sul progetto Ecodrin, la societĂ  che ha ottenuto l’autorizzazione a smaltire in territorio acerrano rifiuti tossici e amianto.

“Quando ho chiesto a tutti i presenti – racconta Ruotolo – di stilare un ordine del giorno netto e chiaro finalizzato al no all’arrivo della Ecodrin c’è stato il fuggi fuggi generale e alla fine è stato scritto un documento debole e inconsistente ”. Altre critiche, scritte nel manifesto: “La maggioranza non rispetta più l’uguaglianza di tutti i suoi membri e usa simoboli e sigle solo nei momenti di utilitĂ  propria e mai nell’ottica di un dibattito costruttivo ”. Dal comune, intanto, spunta un interlocutorio “ no comment ”.