L’esposto della Rete dei Comitati vesuviani/Zero waste Campania sarà presentato alla Procura della Repubblica di Nola e al comparto della Guardia Forestale provinciale di Napoli.
La Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy da anni impegnata a tutti i livelli per denunciare lo scempio della gestione del ciclo dei rifiuti in Campania con particolare riferimento all’Area vesuviana e al suo carico di rifiuti tossico nocivi sversati illegalmente nell’area protetta del Parco nazionale del Vesuvio e nelle sue aree contigue (Cava Sari e Pozzelle ed ecoballe) rilancia con forza l’allarme sullo stato di grave pericolo che pende sull’intera popolazione e sull’indotto economico produttivo del territorio per il carico inquinante prodotto alle matrici ambientali da sversamenti illegali e criminosi degli ultimi 30 anni.
“Chiediamo ancora alla Procura di Nola che fine hanno fatto le ispezioni effettuate dal CTU del tribunale al fine di verificare, nel lontano 2011, lo sforamento delle CSC come denunciato dalla Rete dei Comitati vesuviani a seguito della relazione della Provincia di Napoli e dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio” afferma Franco Matrone, portavoce della Rete dei Comitati Vesuviani. Gli attivisti invitano, altresì, tutti i sindaci dei comuni interessati dalla falda in questione a “disporre l’immediato censimento dei pozzi autorizzati e ricercare quelli abusivi al fine di poter seguire con buona approssimazione la linea di faglia e poter effettuare le necessarie controanalisi e certificare con buona precisione lo stato di salute delle acque sotterranee”.
Provincia e Regione, invece, dovranno verificare lo stato di messa in sicurezza e tombatura della discarica ex Sari. Infine la Rete si impegna, fin dell’imminente audizione in Commissione ambiente al Senato sulla emergenza sanitaria campana con riferimento al SIN litorale vesuviano, a relazionare sul rischio ambientale dell’area determinato dalla presenza in falda di agenti tossico-nocivi.

