Acerra, tragedia in fabbrica: muore giovane operaio di Cercola
Pollena Trocchia, presentato il progetto “Campania Welfare n 24”: servizi sociali, formazione, inclusione
Ottaviano al voto tra fratture, ritorni ed equilibri incerti: come si sono spostati partiti e civiche
A Ottaviano si entra nella fase più calda della campagna elettorale in vista delle amministrative di maggio, con uno scenario politico segnato da tensioni recenti e da una competizione aperta a più soluzioni. Il Comune vesuviano rientra tra quelli chiamati al voto dopo un’interruzione anticipata del mandato amministrativo: la precedente esperienza di governo si è infatti conclusa bruscamente a seguito delle dimissioni di nove consiglieri comunali, che hanno determinato la caduta dell’esecutivo guidato da Biagio Simonetti.
A distanza di pochi mesi da quella rottura, lo stesso Simonetti torna in campo con l’obiettivo di riconquistare la guida della città. La sua candidatura si fonda su un progetto civico, puntando su liste non direttamente legate ai partiti tradizionali e cercando di intercettare consenso trasversale dopo la fine traumatica della sua amministrazione.
Sul fronte opposto, il centrosinistra si presenta con una linea unitaria, individuando in Stefano Prisco il proprio candidato sindaco. Professionista con esperienza amministrativa, Prisco rappresenta il tentativo di rilanciare una presenza strutturata dell’area progressista all’interno del consiglio comunale, dopo anni di difficoltà e frammentazione.
Più complessa la situazione nel campo del centrodestra, che arriva diviso all’appuntamento elettorale. Da una parte si colloca Ferdinando Federico, sostenuto dall’ex primo cittadino Luca Capasso e vicino all’area di Forza Italia, sebbene con una lista civica che richiama simbolicamente quel mondo politico. Dall’altra emerge la candidatura di Giorgio Marigliano, che ha scelto di rompere definitivamente con gli ex alleati, costruendo una coalizione composta esclusivamente da liste civiche.
Proprio Marigliano è uno dei protagonisti delle dinamiche politiche più recenti: la sua uscita dalla giunta Simonetti ha contribuito ad alimentare la crisi che ha portato allo scioglimento anticipato del consiglio comunale, rendendolo oggi uno degli attori chiave della nuova competizione. Ora con la presentazione delle liste ormai archiviata è il momento di passare alla fase più calda della campagna elettorale.
Acerra verso il voto 2027, nasce la civica Progressisti e Democratici
È ufficialmente nata la lista civica “Progressisti e Democratici per Acerra”, un progetto civico aperto, inclusivo e radicato nei valori della partecipazione, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile del territorio, che punta a rappresentare un nuovo punto di riferimento per la città. La lista nasce con l’intento di contribuire in modo costruttivo al dibattito pubblico e alla crescita della città, mettendo al centro il dialogo, la collaborazione e il bene comune, attraverso un percorso condiviso e trasparente.
“Progressisti e Democratici per Acerra” si propone come uno spazio di incontro per cittadini, associazioni e realtà civiche che condividono l’obiettivo di rafforzare il senso di comunità e promuovere una partecipazione attiva e responsabile alla vita pubblica, creando occasioni di confronto e coinvolgimento. Il progetto nasce dall’esigenza di dare voce a chi crede in una politica fatta di ascolto, competenza e responsabilità, con l’impegno a valorizzare le energie positive presenti sul territorio e a metterle a sistema.
La lista si dichiara disponibile a dialogare con tutte le forze politiche DEL CAMPO PROGRESSISTA che condividono obiettivi comuni, nell’interesse esclusivo della città, con apertura e senso di responsabilità verso il futuro di Acerra.
USMIA Esercito, confronto tra istituzioni e militari: focus su formazione e benessere
Si è svolto a Caserta, presso la Biblioteca Diocesana, un importante momento di confronto dedicato alle attività regionali della Campania promosse da USMIA Esercito. L’iniziativa, andata in scena nella mattinata del 27 aprile 2026, ha rappresentato un passaggio significativo nel rafforzamento del dialogo tra istituzioni, rappresentanza sindacale e personale militare.
L’incontro ha riunito i vertici nazionali e regionali dell’organizzazione, confermando la volontà di consolidare la presenza sul territorio e di costruire un rapporto sempre più diretto con gli operatori del comparto difesa. Tra i presenti, figure di primo piano della struttura nazionale e rappresentanti istituzionali, a testimonianza del valore attribuito all’appuntamento anche a livello politico.
Al centro dei lavori, la presentazione delle attività già avviate in Campania e delle prospettive future. Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della formazione e del benessere del personale militare, considerati elementi strategici per migliorare le condizioni operative e professionali degli iscritti. Un focus che evidenzia come l’azione sindacale punti non solo alla tutela dei diritti, ma anche alla crescita complessiva del sistema.
Nel corso degli interventi è emersa la necessità di trasformare il consenso e la fiducia raccolti in iniziative concrete, capaci di rispondere in maniera efficace alle esigenze quotidiane dei militari. Il confronto continuo con il territorio è stato indicato come uno degli strumenti principali per individuare criticità e sviluppare soluzioni mirate.
Non è mancato il contributo delle istituzioni, con l’impegno a portare all’attenzione delle sedi competenti le principali questioni emerse: dagli alloggi alla sanità, fino ai temi previdenziali e alle condizioni di lavoro. Un segnale di apertura che rafforza il dialogo tra mondo politico e rappresentanza sindacale.
L’appuntamento casertano si conferma dunque come un momento di partecipazione attiva e condivisione, utile a consolidare il ruolo di USMIA Esercito come interlocutore autorevole nella tutela dei diritti del personale militare.
Il percorso intrapreso prosegue con l’obiettivo di radicarsi ulteriormente sul territorio e costruire risposte sempre più concrete e condivise.
Giro di case a luci rosse nel Vesuviano, scoperti i conti del capo: 2400 euro al mese su ogni escort
Un sistema organizzato, diffuso tra più comuni dell’area vesuviana, è finito al centro di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’attività si basava su una rete stabile di appartamenti utilizzati per incontri a pagamento, distribuiti tra Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase.
Al centro dell’inchiesta un uomo di 59 anni, originario della città oplontina ma residente a Boscoreale, ritenuto il punto di riferimento logistico dell’organizzazione. Nei suoi confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento e gestione di attività legate alla prostituzione. Contestualmente, il giudice ha ordinato il sequestro preventivo di due immobili, considerati luoghi chiave per lo svolgimento delle attività illecite.
Le indagini hanno avuto origine da un intervento della polizia municipale, inizialmente impegnata in verifiche su presunte irregolarità ambientali. Durante un controllo, all’interno di uno degli appartamenti riconducibili all’indagato, sarebbero state trovate diverse donne dedite al meretricio. Un elemento che ha spinto gli investigatori ad approfondire, portando alla scoperta di un contesto ben più articolato.
Gli accertamenti successivi, condotti da Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno permesso di delineare un’organizzazione strutturata, con ruoli e modalità operative precise. Il 59enne, secondo la ricostruzione, avrebbe messo a disposizione le abitazioni, garantendo anche strumenti utili come utenze telefoniche non riconducibili direttamente agli utilizzatori e supporto negli spostamenti, soprattutto in collegamento con gli scali ferroviari della regione.
Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta anche documentazione contabile ritenuta significativa: una sorta di registro dettagliato degli incassi, considerato dagli inquirenti una prova concreta della gestione sistematica dell’attività. Il volume d’affari, secondo le stime, sarebbe stato tutt’altro che marginale, con guadagni settimanali variabili tra 400 e 600 euro per ogni donna coinvolta.
Durante l’interrogatorio preventivo, l’indagato avrebbe fornito alcune ammissioni parziali. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati, inclusi telefoni cellulari, per verificare eventuali ulteriori responsabilità o l’esistenza di altri soggetti coinvolti nella rete.
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