Acerra, tragedia in fabbrica: muore giovane operaio di Cercola

  Un grave incidente sul lavoro si è verificato nella zona industriale di Acerra, dove ha perso la vita Pasquale Perna, operaio di 37 anni residente a Cercola. L’uomo è rimasto coinvolto in un episodio ancora poco chiaro all’interno di un impianto per il trattamento dei rifiuti. Secondo una prima ricostruzione, Pasquale Perna potrebbe essere stato travolto da un mezzo da lavoro in movimento. Tuttavia, gli investigatori non escludono altre ipotesi, come una caduta o il cedimento di un macchinario. Le ferite riportate sono apparse fin da subito gravissime ai soccorritori intervenuti sul posto. Trasportato in codice critico all’ospedale Villa dei Fiori, il 37enne è deceduto poco dopo l’arrivo, nonostante i tentativi di salvarlo. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno effettuato i primi rilievi e stanno raccogliendo testimonianze per ricostruire con precisione la dinamica. La Procura di Nola ha aperto un’inchiesta e coordina le indagini, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. L’area dell’incidente è stata sequestrata per consentire ulteriori verifiche tecniche. Il dramma è avvenuto a poche ore da un incontro istituzionale dedicato proprio alla sicurezza nei luoghi di lavoro, un elemento che rende ancora più evidente la gravità dell’accaduto. Ancora una volta, una giornata di lavoro si è trasformata in tragedia.

Pollena Trocchia, presentato il progetto “Campania Welfare n 24”: servizi sociali, formazione, inclusione

Riceviamo e pubblichiamo
Presentato nella mattinata odierna presso l’I.P.S.E.O.A. Russo-Tognazzi di Pollena Trocchia “Campania Welfare N24”, il progetto che nasce per offrire risposte concrete ai bisogni delle persone più fragili attraverso l’erogazione di servizi sociali innovativi, l’attivazione di percorsi di formazione professionale e tirocini di inclusione. La presentazione dell’iniziativa finanziata dalla Regione Campania con fondi europei FSE+ ha visto anche la presenza e i saluti istituzionali delle onorevoli Bruna Fiola, presidente della commissione regionale Politiche sociali, Lucia Fortini e Susy Panico.
«La presenza di autorevoli rappresentanti della regione è testimonianza di quanto il progetto rappresenti un ponte tra la regione e i comuni e, per loro tramite, le fasce più bisognose della popolazione. Nell’Ambito N24 ci sono 60mila utenti, noi abbiamo il dovere di fornire loro servizi adeguati e sempre all’altezza, come facciamo in questo caso con “Campania Welfare N24”, un importante traguardo raggiunto grazie al lavoro di squadra» ha detto Carmen Filosa, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pollena Trocchia, che ha ringraziato anche tutti i colleghi assessori e consiglieri presenti, nonché gli altri sindaci dei comuni dell’Ambito, tra cui Giuliano Di Costanzo, fascia tricolore di Volla presente alla manifestazione.
«“Campania Welfare N24” è un progetto che non resta sulla carta ma che finalmente parte, che prende in carico chi ha bisogno. C’è grande orgoglio per questo risultato, orgoglio unito però alla consapevolezza che tanto lavoro resta da fare, perché il progetto va monitorato, seguito, calibrato sul suo contesto di riferimento. Solo così potremo continuare a tener viva e aumentare la fiducia tra i cittadini e le istituzioni che stiamo riuscendo a ricostruire» ha detto Ilaria Ranaldi, coordinatrice del progetto e dell’intero Ambito Territoriale N24, composto oltre che da Pollena Trocchia, comune capofila, anche da Volla, Cercola e Massa di Somma. Nel corso della mattinata ospitata presso l’istituto guidato dalla professoressa Sabrina Capasso, anch’ella intervenuta durante la presentazione, il progetto è stato sviscerato dal dottor Vincenzo Griffo, che è entrato concretamente nel dettaglio degli obiettivi e delle linee d’azione di “Campania Welfare N24”.
«È innegabile che l’Ambito N24 abbia vissuto delle fasi di criticità, ma finalmente siamo riusciti a metterci il passato alle spalle e oggi presentiamo un progetto innovativo, che non si limita all’assistenzialismo ma che punta a fornire un’assistenza finalizzata all’autosostentamento, a rendere autonomi i destinatari degli interventi, a favorire la loro piena inclusione sociale. Come ente capofila siamo orgogliosi del lavoro fatto, e ancor più perché lo abbiamo fatto in piena sintonia con gli altri comuni dell’Ambito» ha spiegato Carlo Esposito, sindaco del comune di Pollena Trocchia.

Ottaviano al voto tra fratture, ritorni ed equilibri incerti: come si sono spostati partiti e civiche

A Ottaviano si entra nella fase più calda della campagna elettorale in vista delle amministrative di maggio, con uno scenario politico segnato da tensioni recenti e da una competizione aperta a più soluzioni. Il Comune vesuviano rientra tra quelli chiamati al voto dopo un’interruzione anticipata del mandato amministrativo: la precedente esperienza di governo si è infatti conclusa bruscamente a seguito delle dimissioni di nove consiglieri comunali, che hanno determinato la caduta dell’esecutivo guidato da Biagio Simonetti.

A distanza di pochi mesi da quella rottura, lo stesso Simonetti torna in campo con l’obiettivo di riconquistare la guida della città. La sua candidatura si fonda su un progetto civico, puntando su liste non direttamente legate ai partiti tradizionali e cercando di intercettare consenso trasversale dopo la fine traumatica della sua amministrazione.

Sul fronte opposto, il centrosinistra si presenta con una linea unitaria, individuando in Stefano Prisco il proprio candidato sindaco. Professionista con esperienza amministrativa, Prisco rappresenta il tentativo di rilanciare una presenza strutturata dell’area progressista all’interno del consiglio comunale, dopo anni di difficoltà e frammentazione.

Più complessa la situazione nel campo del centrodestra, che arriva diviso all’appuntamento elettorale. Da una parte si colloca Ferdinando Federico, sostenuto dall’ex primo cittadino Luca Capasso e vicino all’area di Forza Italia, sebbene con una lista civica che richiama simbolicamente quel mondo politico. Dall’altra emerge la candidatura di Giorgio Marigliano, che ha scelto di rompere definitivamente con gli ex alleati, costruendo una coalizione composta esclusivamente da liste civiche.

Proprio Marigliano è uno dei protagonisti delle dinamiche politiche più recenti: la sua uscita dalla giunta Simonetti ha contribuito ad alimentare la crisi che ha portato allo scioglimento anticipato del consiglio comunale, rendendolo oggi uno degli attori chiave della nuova competizione. Ora con la presentazione delle liste ormai archiviata è il momento di passare alla fase più calda della campagna elettorale.

Acerra verso il voto 2027, nasce la civica Progressisti e Democratici

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È ufficialmente nata la lista civica “Progressisti e Democratici per Acerra”, un progetto civico aperto, inclusivo e radicato nei valori della partecipazione, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile del territorio, che punta a rappresentare un nuovo punto di riferimento per la città. La lista nasce con l’intento di contribuire in modo costruttivo al dibattito pubblico e alla crescita della città, mettendo al centro il dialogo, la collaborazione e il bene comune, attraverso un percorso condiviso e trasparente.

“Progressisti e Democratici per Acerra” si propone come uno spazio di incontro per cittadini, associazioni e realtà civiche che condividono l’obiettivo di rafforzare il senso di comunità e promuovere una partecipazione attiva e responsabile alla vita pubblica, creando occasioni di confronto e coinvolgimento. Il progetto nasce dall’esigenza di dare voce a chi crede in una politica fatta di ascolto, competenza e responsabilità, con l’impegno a valorizzare le energie positive presenti sul territorio e a metterle a sistema.

La lista si dichiara disponibile a dialogare con tutte le forze politiche DEL CAMPO PROGRESSISTA che condividono obiettivi comuni, nell’interesse esclusivo della città, con apertura e senso di responsabilità verso il futuro di Acerra.

USMIA Esercito, confronto tra istituzioni e militari: focus su formazione e benessere

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Si è svolto a Caserta, presso la Biblioteca Diocesana, un importante momento di confronto dedicato alle attività regionali della Campania promosse da USMIA Esercito. L’iniziativa, andata in scena nella mattinata del 27 aprile 2026, ha rappresentato un passaggio significativo nel rafforzamento del dialogo tra istituzioni, rappresentanza sindacale e personale militare.

L’incontro ha riunito i vertici nazionali e regionali dell’organizzazione, confermando la volontà di consolidare la presenza sul territorio e di costruire un rapporto sempre più diretto con gli operatori del comparto difesa. Tra i presenti, figure di primo piano della struttura nazionale e rappresentanti istituzionali, a testimonianza del valore attribuito all’appuntamento anche a livello politico.

Al centro dei lavori, la presentazione delle attività già avviate in Campania e delle prospettive future. Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della formazione e del benessere del personale militare, considerati elementi strategici per migliorare le condizioni operative e professionali degli iscritti. Un focus che evidenzia come l’azione sindacale punti non solo alla tutela dei diritti, ma anche alla crescita complessiva del sistema.

Nel corso degli interventi è emersa la necessità di trasformare il consenso e la fiducia raccolti in iniziative concrete, capaci di rispondere in maniera efficace alle esigenze quotidiane dei militari. Il confronto continuo con il territorio è stato indicato come uno degli strumenti principali per individuare criticità e sviluppare soluzioni mirate.

Non è mancato il contributo delle istituzioni, con l’impegno a portare all’attenzione delle sedi competenti le principali questioni emerse: dagli alloggi alla sanità, fino ai temi previdenziali e alle condizioni di lavoro. Un segnale di apertura che rafforza il dialogo tra mondo politico e rappresentanza sindacale.

L’appuntamento casertano si conferma dunque come un momento di partecipazione attiva e condivisione, utile a consolidare il ruolo di USMIA Esercito come interlocutore autorevole nella tutela dei diritti del personale militare.

Il percorso intrapreso prosegue con l’obiettivo di radicarsi ulteriormente sul territorio e costruire risposte sempre più concrete e condivise.

Giro di case a luci rosse nel Vesuviano, scoperti i conti del capo: 2400 euro al mese su ogni escort

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Un sistema organizzato, diffuso tra più comuni dell’area vesuviana, è finito al centro di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’attività si basava su una rete stabile di appartamenti utilizzati per incontri a pagamento, distribuiti tra Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase.

Al centro dell’inchiesta un uomo di 59 anni, originario della città oplontina ma residente a Boscoreale, ritenuto il punto di riferimento logistico dell’organizzazione. Nei suoi confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento e gestione di attività legate alla prostituzione. Contestualmente, il giudice ha ordinato il sequestro preventivo di due immobili, considerati luoghi chiave per lo svolgimento delle attività illecite.

Le indagini hanno avuto origine da un intervento della polizia municipale, inizialmente impegnata in verifiche su presunte irregolarità ambientali. Durante un controllo, all’interno di uno degli appartamenti riconducibili all’indagato, sarebbero state trovate diverse donne dedite al meretricio. Un elemento che ha spinto gli investigatori ad approfondire, portando alla scoperta di un contesto ben più articolato.

Gli accertamenti successivi, condotti da Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno permesso di delineare un’organizzazione strutturata, con ruoli e modalità operative precise. Il 59enne, secondo la ricostruzione, avrebbe messo a disposizione le abitazioni, garantendo anche strumenti utili come utenze telefoniche non riconducibili direttamente agli utilizzatori e supporto negli spostamenti, soprattutto in collegamento con gli scali ferroviari della regione.

Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta anche documentazione contabile ritenuta significativa: una sorta di registro dettagliato degli incassi, considerato dagli inquirenti una prova concreta della gestione sistematica dell’attività. Il volume d’affari, secondo le stime, sarebbe stato tutt’altro che marginale, con guadagni settimanali variabili tra 400 e 600 euro per ogni donna coinvolta.

Durante l’interrogatorio preventivo, l’indagato avrebbe fornito alcune ammissioni parziali. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati, inclusi telefoni cellulari, per verificare eventuali ulteriori responsabilità o l’esistenza di altri soggetti coinvolti nella rete.

Somma Vesuviana al voto, lettera aperta alla città del candidato sindaco Antonio Granato

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Riceviamo e pubblichiamo ​Cara Somma, care e cari sommesi, ​ho scelto di candidarmi per amore. Un sentimento profondo per la nostra città e per un territorio che, in questo particolare momento storico, non può più permettersi incertezze. Somma richiede compattezza, costanza e una progettualità coraggiosa. ​Mi metto al servizio dei miei concittadini per lavorare concretamente al benessere e alla crescita di una comunità ricca di storia e bellezza, che nasconde ancora troppe potenzialità inespresse. ​Oggi sento il dovere di fare un passo avanti, assumendo con responsabilità il percorso che coltivo da anni al servizio della nostra gente. Credo fermamente in un’amministrazione fatta di ascolto, presenza e attenzione costante al bene comune. Somma Vesuviana non è solo un luogo geografico, Somma rappresenta la nostra storia, un’eredità preziosa da difendere, è il progetto più grande che abbiamo il dovere di realizzare per il futuro dei nostri figli. ​Vi chiedo di camminare al mio fianco. Insieme possiamo dare vita a una Somma che sia davvero di tutti: per chi oggi inizia il proprio percorso, per chi ha speso la vita a costruire e per chi ha più bisogno di sostegno. ​La mia priorità sarà abbattere ogni distanza tra il cittadino e l’istituzione. Favorirò un confronto costante con le associazioni, il tessuto commerciale e le realtà civiche e religiose. Per questo, promuoverò un tavolo di confronto permanente e un contatto diretto con l’ente comunale: il dialogo non deve restare una parola vuota, ma diventare uno strumento quotidiano. ​È tempo di agire, non di promettere. È tempo di mostrare l’amore per questa terra meravigliosa, che ha il diritto di tornare a essere il punto di riferimento dell’intera area vesuviana. ​Lo devo a Somma, lo devo a voi, prima ancora che a me stesso. Con affetto e dedizione Antonio Granato. Somma Vesuviana, 28 aprile 2026  

Traffico di droga nelle mani del clan Russo, 23 arresti nel Nolano

  Nola – Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 23 persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da sparo, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’associazione criminale denominata clan Russo, attiva sul territorio di Nola e zone limitrofe.   In particolare, nel corso delle indagini svolte dalla S.I.S.C.O. e dalla Squadra Mobile di Napoli, sarebbe emersa l’operatività di una struttura organizzata dedita al traffico di droga nel nolano, con ramificazioni e contatti con vari soggetti e fornitori, non solo nella provincia di Napoli ma anche in altre regioni italiane e all’estero. Inoltre, l’organizzazione si sarebbe avvalsa anche di piazze di spaccio itineranti mediante la cessione degli stupefacenti realizzata con l’opera di vari pusher.   Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Somma al voto, liste sotto esame: scattano esclusioni, il Pd corre ai ripari

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A due giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali, la verifica della commissione mandamentale ha già prodotto i primi effetti.
Due candidati della lista del Partito Democratico sono stati esclusi in quanto risultati non candidabili ai sensi della Legge Severino, che impedisce la partecipazione alle elezioni a chi ha riportato specifiche condanne penali.
Nel sistema elettorale comunale, le liste devono rispettare requisiti rigidi: oltre all’assenza di cause di incandidabilità, è obbligatorio garantire l’equilibrio di genere e un numero minimo di candidati. L’esclusione di alcuni nomi può quindi mettere a rischio la validità dell’intera lista.
Per evitare la ricusazione della lista, quattro candidate del PD hanno scelto di ritirarsi, consentendo così di ristabilire i parametri richiesti dalla normativa.
La lista del Partito Democratico fa parte del cosiddetto “Campo Largo”, la coalizione che sostiene la candidata sindaca Silvia Svanera.
Un ulteriore candidato è stato inoltre escluso dalla lista “Siamo Sommasi”, collegata al candidato sindaco Peppe Nocerino, sempre nell’ambito delle verifiche sui requisiti di candidabilità.
In totale, dunque, sono fuori sette candidati al consiglio comunale.

Quando le fotografie del passato ci “illuminano” sui valori autentici della comunità

Sabato 25 aprile – la magia delle date – è stata inaugurata, a Ottaviano, la mostra fotografica sulla festa di San Michele Patrono: una mostra importante, “un secolo di immagini”, dal 1899 al 1999. Prima dell’inaugurazione ha celebrato messa don Michele Napolitano, figura importante della storia sociale e religiosa della città, e si è esibito lo splendido coro di San Michele, diretto dal Maestro Domenico Annunziata.   Gli Ottavianesi tutti devono ringraziare la dott.ssa Michela Annunziata, Priore della Confraternita, i confratelli, Francesco “Ciccio” Annunziata e tutti coloro che hanno contribuito all’allestimento di una mostra fotografica che è di rilevante importanza perché è documento storico e perché ci esorta a riflettere su un tema assai significativo: come eravamo e come siamo. Avevano ragione Julio Cortàzar, Michel Tournier e Walter Benjamin quando sostenevano che chi osserva oggi le fotografie “ingiallite” di un evento del passato vi vede segni e indicazioni che sono una lezione per il tempo presente.   Le fotografie in mostra ci dicono che fino agli anni ’90 del ‘900 sul volto di ogni Ottavianese che seguiva la processione c’era la manifesta espressione di chi sa perfettamente quale significato abbiano quella statua e quel corteo per la nostra città. Oggi, osservando questo “concerto” di sentimenti”, c’è chi si accorge che tutto è cambiato, che la nostra è ormai una “società liquida”, in cui gli eccessi dell’individualismo hanno aperto la strada all’egoismo, all’indifferenza e all’antagonismo ad oltranza. “La crisi della nostra identità non si manifesta solo nei “momenti” della vita religiosa. Non c’è un evento che celebri oggi la storia civile di Ottaviano, la sua tradizione culturale, il ruolo che la città ha svolto nella storia politica del territorio, i valori sociali dei suoi quartieri, il suo complicato e suggestivo rapporto con la Montagna. Non c’è una manifestazione che ricordi i Medici, il loro contributo allo sviluppo della città e di tutto il Vesuviano, non c’è un progetto politico che solleciti le scuole a dedicare alla storia di Ottaviano e del Vesuvio tutta l’attenzione che essa merita.   I dirigenti scolastici, qualche docente, e qualche associazione- il Comitato Civico “A. Cifariello”, il Rotary, l’Archeoclub- fanno quello che possono, e di questo li ringraziamo: ma le pagine non scritte sono ancora troppo numerose.”. Lo scrissi sette anni fa, e lo stato presente delle cose lo lascio giudicare ai lettori. Diceva Salvatore Battaglia che chi non conosce la storia del luogo in cui vive non conosce sé stesso. Nel 1864 il sottoprefetto Serpieri vietò il “volo degli angeli” e Michele de’Medici gli scrisse “che muta e squallida è riuscita la festa dell’8 maggio perché mancante del Volo che rende entusiasti questi abitanti e, nel contempo, attira migliaia e migliaia di persone da Napoli e dai paesi circonvicini, che per godersi la festa lasciano non poco danaro nel Comune, e quindi attivandosi il commercio, si dà campo alla gente di vivere la vita”. Il principe di Ottajano propose al Serpieri di autorizzare il “volo” durante la festa del 29 settembre, ma il Sottoprefetto fu irremovibile, giudicando quel “volo” “un costume contrario ai tempi di progresso e di civiltà” portati dall’Unità nazionale. Anzi, due anni dopo fu cancellata anche la processione del 29 settembre. Nel 1875 il vescovo Formisano riprese la guerra “nolana” contro “il volo degli angeli”.   Il sindaco di Ottajano Luigi Casotti scrisse al Prefetto che se i parroci di Ottajano avessero obbedito alle direttive del vescovo, “a Ottajano ci sarebbe stata una rivolta di piazza”, che lui e gli altri amministratori non erano in grado di bloccare. Per fortuna, i parroci di Ottajano non si fecero convincere dagli argomenti del vescovo. Oggi ci sarebbe una “rivolta di piazza”?