Quando le fotografie del passato ci “illuminano” sui valori autentici della comunità

Sabato 25 aprile – la magia delle date – è stata inaugurata, a Ottaviano, la mostra fotografica sulla festa di San Michele Patrono: una mostra importante, “un secolo di immagini”, dal 1899 al 1999. Prima dell’inaugurazione ha celebrato messa don Michele Napolitano, figura importante della storia sociale e religiosa della città, e si è esibito lo splendido coro di San Michele, diretto dal Maestro Domenico Annunziata.   Gli Ottavianesi tutti devono ringraziare la dott.ssa Michela Annunziata, Priore della Confraternita, i confratelli, Francesco “Ciccio” Annunziata e tutti coloro che hanno contribuito all’allestimento di una mostra fotografica che è di rilevante importanza perché è documento storico e perché ci esorta a riflettere su un tema assai significativo: come eravamo e come siamo. Avevano ragione Julio Cortàzar, Michel Tournier e Walter Benjamin quando sostenevano che chi osserva oggi le fotografie “ingiallite” di un evento del passato vi vede segni e indicazioni che sono una lezione per il tempo presente.   Le fotografie in mostra ci dicono che fino agli anni ’90 del ‘900 sul volto di ogni Ottavianese che seguiva la processione c’era la manifesta espressione di chi sa perfettamente quale significato abbiano quella statua e quel corteo per la nostra città. Oggi, osservando questo “concerto” di sentimenti”, c’è chi si accorge che tutto è cambiato, che la nostra è ormai una “società liquida”, in cui gli eccessi dell’individualismo hanno aperto la strada all’egoismo, all’indifferenza e all’antagonismo ad oltranza. “La crisi della nostra identità non si manifesta solo nei “momenti” della vita religiosa. Non c’è un evento che celebri oggi la storia civile di Ottaviano, la sua tradizione culturale, il ruolo che la città ha svolto nella storia politica del territorio, i valori sociali dei suoi quartieri, il suo complicato e suggestivo rapporto con la Montagna. Non c’è una manifestazione che ricordi i Medici, il loro contributo allo sviluppo della città e di tutto il Vesuviano, non c’è un progetto politico che solleciti le scuole a dedicare alla storia di Ottaviano e del Vesuvio tutta l’attenzione che essa merita.   I dirigenti scolastici, qualche docente, e qualche associazione- il Comitato Civico “A. Cifariello”, il Rotary, l’Archeoclub- fanno quello che possono, e di questo li ringraziamo: ma le pagine non scritte sono ancora troppo numerose.”. Lo scrissi sette anni fa, e lo stato presente delle cose lo lascio giudicare ai lettori. Diceva Salvatore Battaglia che chi non conosce la storia del luogo in cui vive non conosce sé stesso. Nel 1864 il sottoprefetto Serpieri vietò il “volo degli angeli” e Michele de’Medici gli scrisse “che muta e squallida è riuscita la festa dell’8 maggio perché mancante del Volo che rende entusiasti questi abitanti e, nel contempo, attira migliaia e migliaia di persone da Napoli e dai paesi circonvicini, che per godersi la festa lasciano non poco danaro nel Comune, e quindi attivandosi il commercio, si dà campo alla gente di vivere la vita”. Il principe di Ottajano propose al Serpieri di autorizzare il “volo” durante la festa del 29 settembre, ma il Sottoprefetto fu irremovibile, giudicando quel “volo” “un costume contrario ai tempi di progresso e di civiltà” portati dall’Unità nazionale. Anzi, due anni dopo fu cancellata anche la processione del 29 settembre. Nel 1875 il vescovo Formisano riprese la guerra “nolana” contro “il volo degli angeli”.   Il sindaco di Ottajano Luigi Casotti scrisse al Prefetto che se i parroci di Ottajano avessero obbedito alle direttive del vescovo, “a Ottajano ci sarebbe stata una rivolta di piazza”, che lui e gli altri amministratori non erano in grado di bloccare. Per fortuna, i parroci di Ottajano non si fecero convincere dagli argomenti del vescovo. Oggi ci sarebbe una “rivolta di piazza”?          

Somma Vesuviana, Tramandars presenta al Casamale la IV edizione di Art Summit 2026

Riceviamo e pubblichiamo Vesuvio Contemporary Experience and Residency 2-6 Maggio 2026 1-3 Agosto 2026 Presentazione: sabato 2 Maggio 2026 ore 18:00, Hub-Side, Borgo Casamale, Somma Vesuviana, Napoli

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Torna Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency: la IV edizione nel 2026 Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency torna nel 2026 con la sua quarta edizione, confermandosi come una piattaforma di ricerca e produzione artistica che indaga il territorio vesuviano attraverso pratiche contemporanee. Ideato da Tramandars, il programma invita artisti e curatori nazionali e internazionali a confrontarsi con il complesso Somma – Vesuvio, un contesto unico nel panorama culturale italiano, caratterizzato da una forte stratificazione simbolica, culturale e rituale. Più che una residenza tradizionale, Art Summit si configura come un processo di ricerca situata che mette in relazione arte contemporanea, tradizioni locali e comunità, promuovendo nuove modalità di lettura e interpretazione del territorio.

Nuovo format 2026

L’edizione 2026 introduce una nuova struttura articolata in due momenti di ricerca e ascolto. Il primo, previsto dal 2 al 6 Maggio, sarà dedicato all’esplorazione del territorio vesuviano come spazio vivo di pratiche e narrazioni. Il secondo momento si svolgerà nei primi di Agosto, in occasione della Festa delle Lucerne, evento quadriennale di forte valore rituale e comunitario. In questa fase il summit si configura come un’immersione nelle dinamiche collettive del territorio, rileggendo la festa come una forma diffusa di performance partecipativa. Le due fasi costituiscono un unico percorso di ricerca che porterà allo sviluppo dei progetti di residenza, realizzati nel biennio successivo.

Programma

Il programma include attività sul territorio e visite istituzionali, tra cui:
  • partecipazione ai riti locali e alla Festa della Montagna
  • visita agli scavi archeologici di Pompei e alla Villa Augustea
  • visite a fondazioni e spazi di arte contemporanea a Napoli, tra cui Fondazione Morra Greco, Fondazione Made in Cloister, Fondazione Paul Thorel,Magazzini Fotografici e Galerie Gisela Capitain
  • visita al“il Laboratorio” di Vittorio Avella e Antonio Sgambati ed all’Archivio Russo Somma (ARS)
  • esplorazione del borgo Casamale partecipazione alla Festa delle Lucerne

Ruoli

  Resident Artists Sono tre gli artisti selezionati per partecipare attivamente al programma di ricerca del summit 2026. Dopo le fasi di scoperta del territorio, sviluppano una proposta progettuale   approfondita nel tempo e realizzata nell’ambito del programma di residenza negli anni successivi. Il loro lavoro si configura come un processo situato, in dialogo con il contesto vesuviano, le sue comunità e le sue stratificazioni culturali. Invited Curators Curatori invitati a prendere parte al summit: partecipano alle attività di ricerca e contribuiscono al dialogo critico, favorendo la costruzione di un ecosistema basato sulla condivisione di pratiche, metodologie e visioni, in relazione al territorio e agli altri partecipanti. Fellow Artists Gli artisti invitati a partecipare al summit, favorendo momenti di scambio, confronto e networking. Non sono inclusi nel programma di residenza, ma contribuiscono attivamente alla costruzione del contesto di ricerca attraverso la loro presenza e il dialogo con gli altri partecipanti.   Resident Curators I curatori che, in collaborazione con Tramandars, sviluppano e coordinano il programma del summit. Partecipano attivamente alla progettazione e alla conduzione delle attività di ricerca, accompagnando gli artisti durante tutte le fasi del percorso. Il loro ruolo si estende anche oltre il summit, contribuendo alla definizione della programmazione e alla continuità delle progettualità nel tempo.  

Artisti e curatori

Resident Artists Django Burdaeu, Margherita Muriti, collettivo damp Resident Curators Dario Benvenuto, Massimiliano Maglione Invited Curators Vasco Forconi, Marta Ferrara, Giulia Pollicita Fellow Artists Anna Irina Russel, Niccolò De Napoli, Veronica Bisesti, Marta Perroni, Raimondo Coppola, Caterina Di Gaetano, Noemi Sparago e Gabriel Orlwoski (sessione di Agosto ) Invited Press Maria Vittoria Pinotti

Una piattaforma in evoluzione

I progetti sviluppati durante il summit saranno realizzati nel 2026–2027 attraverso mostre,laboratori, installazioni, talk, incontri e pratiche di attivazione territoriale, in dialogo con il paesaggio e le comunità locali. Art Summit si configura come un ecosistema di ricerca che connette artisti, curatori, istituzioni e territorio, contribuendo a ridefinire il rapporto tra arte contemporanea e contesto.

Crediti

Organizzato da: Tramandars In collaborazione con: Vesuvio Adventures Partner: ARS – Archivio Russo Somma, Fondazione Made in Cloister, Fondazione Morra Greco, Fondazione Paul Thorel, Galerie Gisela Capitain, Magazzini Fotografici. Presentazione pubblica Chiunque desideri approfondire il progetto è invitato a partecipare a un momento di presentazione aperta al pubblico, che si terrà il 2 maggio alle ore 18:00 presso Hub-Side, nel borgo Casamale, in via Campane. L’incontro non è pensato come una conferenza stampa, ma come uno spazio di condivisione e dialogo sul progetto, aperto a tutte e tutti coloro che desiderano avvicinarsi ai processi e alle pratiche che animano Art Summit. Dopo aperitivo da CANS in via Botteghe. Mail :  tramandars@gmail.com Telefono : +39 3495838248 www.tramandars.com

Pomigliano, al via il progetto “Colori diversi ma un’unica bandiera”: tornei sportivi inclusivi ed esibizioni

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Tornei sportivi inclusivi, esibizioni di musica e danza e tante altre iniziative dedicate alla sostenibilità tra cui ciclopedalate aperte alla cittadinanza. Sono alcuni degli eventi sportivi in programma per il progetto “Colori diversi ma un’unica bandiera” promosso dal Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli), in collaborazione con la Polisportiva Comunale. L’iniziativa, coordinata dal settore Servizi Sociali, punta a favorire l’inclusione sociale attraverso lo sport, con il coinvolgimento di minori, persone fragili e cittadini con disabilità. Il calendario prevede attività da maggio a luglio, con appuntamenti ogni fine settimana tra tornei sportivi inclusivi, esibizioni di musica e danza e iniziative dedicate alla sostenibilità, tra cui ciclo-pedalate aperte alla cittadinanza. La giornata inaugurale è fissata per il 3 maggio e darà avvio a un programma diffuso nei principali luoghi della città.   Elemento distintivo del progetto è il valore simbolico dei “gufetti”, mascotte che rappresentano i colori della disabilità e accompagnano le attività previste. Previsto il coinvolgimento diretto degli istituti scolastici e la formazione di squadre sportive inclusive, con il ruolo di capitano affidato a persone con disabilità. Il progetto –  ha spiegato il vicesindaco ed assessore allo Sport, Domenico Leone-  mette al centro le persone e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita sociale. Attraverso lo sport vogliamo costruire una comunità più coesa”. L’iniziativa, spiegano dal Comune, si inserisce nel percorso dell’Amministrazione comunale volto a rafforzare le politiche sociali e promuovere pari opportunità, attraverso strumenti di partecipazione e aggregazione.   (fonte: ansa)

Ferito per fermare rapinatori nel parcheggio del supermercato, Adam premiato in Consiglio

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“Non abbiamo premiato soltanto un gesto, ma un esempio concreto di cittadinanza attiva, di coraggio e di senso di responsabilità. Adam rappresenta quel volto autentico della nostra comunità che non si gira dall’altra parte, che sceglie di intervenire, di esporsi, di fare la propria parte anche quando è più difficile.”

Così il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, ha commentato il riconoscimento conferito in Consiglio comunale ad Adama Nonni, il 44enne del Burkina Faso che nei giorni scorsi è intervenuto per sventare una rapina nel parcheggio di un supermercato, mettendo in fuga i responsabili poi arrestati dalla polizia e rimanendo anche ferito nella colluttazione.

“Adam si è sporcato le mani nel senso più nobile del termine. Non ha pensato a sé stesso, ma agli altri, dimostrando che il senso civico non è una parola astratta ma un comportamento concreto. È questo il messaggio più forte che oggi consegniamo alla città, soprattutto ai più giovani.”

Il primo cittadino ha voluto sottolineare anche il valore simbolico del momento istituzionale in cui è avvenuta la premiazione, alla presenza del presidente del Consiglio comunale Pasquale Tignola.

“Accogliere Adam nell’aula consiliare è stato un gesto carico di significato. Lo abbiamo fatto nella stessa seduta in cui abbiamo approvato un intervento importante per il quartiere Stella, con il via libera ai lavori per la realizzazione di un centro parrocchiale. Non è una coincidenza: da un lato un giovane che difende la comunità, dall’altro un’istituzione che investe per rafforzarla.”

Per Bene si tratta di due facce della stessa visione di città: “Sicurezza, solidarietà e crescita sociale non sono concetti separati. Si costruiscono insieme, ogni giorno, attraverso scelte amministrative e attraverso comportamenti individuali. Adam incarna perfettamente questo spirito.”

Infine, il sindaco ha ribadito il valore collettivo dell’episodio: “Siamo una comunità viva, che non resta indifferente e che sa riconoscere il bene quando si manifesta. Di Adam siamo orgogliosi perché rappresenta il meglio di noi. È da esempi come il suo che riparte la forza di Casoria.”

 

Caserta parte dal teatro, Esposito dalle sue certezze: via alla campagna di Sant’Anastasia

Entra nel vivo la campagna elettorale a Sant’Anastasia, con i principali protagonisti già attivi sui social tra messaggi identitari, attacchi indiretti e mobilitazione del consenso. I profili raccontano molto più dei programmi: delineano strategie, linguaggi e target.

Mariano Caserta punta tutto sul coinvolgimento della squadra e sulla narrazione collettiva. Nel suo messaggio parla apertamente di entusiasmo e partecipazione, mettendo al centro i candidati e le liste: “Loro davanti a me. Sempre”, scrive, ribaltando il concetto di leadership e scegliendo una comunicazione inclusiva. Caserta prova a costruire una comunità politica larga, difendendo il progetto da possibili attacchi e rivendicando autenticità: sottolinea infatti che eventuali critiche saranno riconoscibili come “bugie” dai cittadini stessi.

Sempre Caserta annuncia anche l’avvio ufficiale della campagna con un evento al Teatro Metropolitan, momento simbolico per presentare i 128 candidati della coalizione. Qui il tono cambia e diventa più politico: si parla di “progetto di cambiamento”, di comunità e di partecipazione, ma non mancano stoccate agli avversari, con riferimenti a chi “mente” o “getta veleno”. Una comunicazione che alterna apertura e contrapposizione, cercando di rafforzare il senso di appartenenza.

Dall’altra parte, il sindaco uscente Carmine Esposito adotta una linea più istituzionale e difensiva. Il suo racconto parte dal lavoro svolto: “Troppe cose in tutti i settori”, evidenziando la difficoltà persino di comunicarle tutte. Esposito punta quindi sulla concretezza e sui risultati, contrapponendosi a una campagna che definisce fatta anche di “odio e mistificazioni”.

Il messaggio è chiaro: da un lato l’esperienza amministrativa, dall’altro il rischio di una narrazione distorta. Anche qui emerge un dualismo netto, ma con uno stile più sobrio, quasi da bilancio di fine mandato. La sua chiusura richiama una dimensione etica: una “battaglia morale” oltre che politica, cercando di intercettare un elettorato moderato.

Nel mezzo si inserisce la strategia di Alessandro Pace, che sceglie il contatto diretto con i cittadini. Nella giornata di ieri una rappresentanza della sua squadra è scesa in piazza, segnale concreto di presenza sul territorio. Il messaggio che accompagna l’iniziativa è orientato alla fiducia e al ritorno alla partecipazione: si sottolinea l’impegno, la professionalità e il lavoro per costruire “basi solide”.

Pace punta quindi su una comunicazione più semplice e immediata, fatta di presenza fisica e relazione. Il ringraziamento a chi torna a credere nella politica e la promessa di essere presto “al completo” in piazza indicano una campagna in crescita, ancora in fase di consolidamento.

Tre approcci diversi, dunque: Caserta costruisce una narrazione corale, Esposito difende l’operato amministrativo, Pace lavora sul territorio e sulla fiducia. A Sant’Anastasia la sfida è già partita, e passa sempre di più dai social e dalle piazze.

Scommesse illegali per il clan Russo, ordinanza confermata per due fratelli di Nola

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La Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli, per aver fatto parte di un’associazione di stampo mafioso (il clan Russo), operativa nel comune di Nola e nelle zone limitrofe, e finalizzata anche “all’esercizio dell’attività di giochi e scommesse illegali e all’organizzazione e alla gestione di tali attività in assenza di concessione”.

Come riporta Agipronews, la decisione della Suprema Corte conferma l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli del 27 novembre 2025, che aveva già convalidato la misura cautelare disposta dal GIP. I ricorsi difensivi contestavano sia la “sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza sia la legittimità delle esigenze cautelari”.

Secondo i ricorrenti, il quadro accusatorio si fonderebbe su “elementi frammentari e su una lettura interpretativa delle intercettazioni”, senza la prova di un effettivo inserimento organico nel sodalizio mafioso.

La Suprema Corte ha tuttavia respinto integralmente i ricorsi, ritenendo la motivazione del Tribunale “complessivamente esaustiva, coerente e scevra da illogicità”. Sul piano associativo, i giudici hanno sottolineato che non si tratta di una “mera frequentazione”, bensì di una partecipazione attiva alle dinamiche del clan, evidenziando che gli indagati “discutevano direttamente della gestione del sodalizio e delle strategie criminali”, prendendo parte a riunioni e a momenti decisionali.

Particolarmente rilevante è la parte relativa alle scommesse illegali, considerate una delle principali fonti di reddito dell’organizzazione. La Corte valorizza le intercettazioni dalle quali emerge la volontà di subentrare nella gestione del settore e di esercitare il controllo sul territorio. Secondo i giudici, il coinvolgimento non sarebbe episodico, bensì inserito in un quadro stabile di partecipazione, tanto che gli indagati risultano “stabilmente a disposizione del gruppo” anche per la gestione delle attività economiche del sodalizio.

I ricorrenti avevano sostenuto che tali elementi derivassero da “interpretazioni forzate” di conversazioni intercettate, prive di riscontri concreti e non idonee a dimostrare una reale partecipazione operativa. In particolare, veniva evidenziato come il ruolo attribuito all’indagato nel settore delle scommesse fosse ricavato da “frasi isolate” e non da “condotte materiali effettive”, sostenendo che, al massimo, si trattasse di interventi occasionali o di mediazione.

La Cassazione ha però ritenuto che il complesso degli elementi raccolti consenta di delineare un quadro “unitario e coerente”, osservando che la valutazione del Tribunale non si fonda su singoli episodi, ma su una lettura sistematica delle conversazioni e delle attività monitorate.

In tale prospettiva, il coinvolgimento nel sistema delle scommesse illegali è stato ritenuto compatibile con la partecipazione al sodalizio criminale, inserendosi nel più ampio contesto dell’operatività del clan.

In merito alla misura cautelare in carcere, la Cassazione ha inoltre ribadito la piena legittimità della presunzione prevista per i reati di stampo mafioso, rilevando che non sono stati forniti elementi idonei a superarla.

Papa Leone ad Acerra, il percorso: atterra all’Arcoleo, poi l’incontro con le famiglie delle vittime dell’inquinamento

Sarà una giornata dal forte valore simbolico quella di sabato 23 maggio, quando Papa Leone XIV farà tappa ad Acerra, nel cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi. Una visita attesa e significativa, che si inserisce in un percorso già avviato con la presenza del Pontefice a Napoli prevista per l’8 maggio e che, nella stessa giornata del 23, comprenderà anche una tappa a Pompei.

Secondo il programma ufficiale diffuso dalla Prefettura della Casa Pontificia, il Papa partirà dal Vaticano alle ore 8 a bordo di un elicottero, con atterraggio previsto alle 8.45 presso il campo sportivo “Arcoleo” di Acerra. Ad accoglierlo ci saranno il vescovo Antonio Di Donna, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il sindaco Tito d’Errico.

La prima tappa sarà la Cattedrale, dove alle 9.15 il Pontefice incontrerà i vescovi campani, sacerdoti, religiosi e soprattutto le famiglie che hanno vissuto lutti legati all’inquinamento ambientale. In questo contesto è previsto il primo discorso del Papa, incentrato proprio sul tema della tutela della salute e del territorio.

Successivamente, alle 10.30, il programma proseguirà in Piazza Calipari con l’incontro con i sindaci e i cittadini provenienti dai Comuni dell’area, simbolo di una comunità che da anni convive con le conseguenze dello smaltimento illegale dei rifiuti. Anche qui il Pontefice terrà un secondo intervento pubblico.

La ripartenza da Acerra è prevista per le ore 12, con rientro in Vaticano intorno alle 12.45. La visita rappresenta un segnale forte di attenzione verso un territorio segnato da una lunga emergenza ambientale, ma anche un momento di vicinanza concreta alle comunità locali.

Liste chiuse, giochi aperti: Somma Vesuviana tra vecchie logiche e giovani che chiedono spazi

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A mezzogiorno di ieri è scaduto il termine per la presentazione delle liste elettorali in diversi comuni dell’area vesuviana: Somma Vesuviana, Ottaviano, Sant’Anastasia, San Vitaliano, Mariglianella e Saviano. Un passaggio formale, ma decisivo, che segna l’ingresso nella fase più concreta della competizione elettorale.
Se negli altri comuni il quadro appare relativamente lineare, è soprattutto a Somma Vesuviana che la composizione delle liste racconta qualcosa di più profondo.
Qui, più che altrove, si registrano movimenti, passaggi e ricollocazioni: volti già noti, protagonisti di stagioni politiche precedenti, e i consueti “volponi” capaci di attraversare schieramenti e fasi diverse senza perdere centralità.
Ci sarebbe molto da dire su alcuni di questi percorsi. Ma non spetta a noi esprimere giudizi.
Resta però evidente come, in più di un caso, si sia assistito a passaggi in schieramenti lontani da idee e appartenenze del passato.
In ogni caso, in totale per le lezioni del 24-25 Maggio ci sono 15 liste e tre candidati sindaco: Antonio Granato, Peppe Nocerino e Silvia Svanera.
Le novità non mancano, ma restano ancora sporadiche. Non abbastanza, forse, da parlare di un vero rinnovamento strutturale. C’è però un elemento che merita attenzione: tra le liste a sostegno dei tre candidati si nota una presenza più ampia di giovani rispetto al passato. Giovani che, spesso lontani dai riflettori, hanno scelto oggi di metterci la faccia con un approccio più consapevole: arrivare preparati ai consigli comunali, studiare atti e dinamiche, non lasciarsi condizionare. A loro, più che a chi ha già attraversato più stagioni politiche, spetta una responsabilità decisiva: difendere il perimetro delle istituzioni.
Che il consigliere faccia il consigliere, l’assessore faccia l’assessore, il dirigente faccia il dirigente. Senza sovrapposizioni, senza invasioni di campo, senza quelle distorsioni che si trascinano da anni.
Ora si apre la campagna elettorale. Ed è qui che si gioca la partita più importante.
L’auspicio è che sia una campagna autentica: fatta di confronto reale, di contenuti, di idee messe alla prova nello spazio pubblico.
Senza scivolare nelle bassezze, senza cedere alla tentazione dell’offesa personale.
Perché, al di là delle appartenenze, chi sceglie di metterci la faccia e di candidarsi merita rispetto. Sempre.

Poliziotto muore a 38 anni dopo malore: comunità sotto choc

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Un grave lutto ha colpito il mondo della polizia e l’intero territorio napoletano per la scomparsa improvvisa di Francesco Schiavone, agente di 38 anni deceduto a seguito di un malore. La tragedia si è consumata a Marano di Napoli, lasciando sgomenti colleghi, amici e familiari. Schiavone prestava servizio presso la Questura di Napoli, dove era conosciuto e stimato per il suo impegno quotidiano. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente, generando un’ondata di dolore non solo tra le forze dell’ordine ma anche tra quanti avevano avuto modo di conoscerlo nel corso degli anni. Il decesso, avvenuto in maniera improvvisa, ha scosso profondamente anche la comunità di Somma Vesuviana, dove il poliziotto aveva legami familiari. Anche lì si registra un forte senso di cordoglio, con numerosi messaggi di vicinanza alla famiglia, segno di quanto fosse benvoluto e radicato sul territorio. Francesco Schiavone lascia la moglie e due figli, ai quali in queste ore si sta stringendo un’intera comunità. In segno di solidarietà concreta, è stata avviata anche un’iniziativa per sostenere la famiglia, colpita da una perdita così improvvisa e dolorosa. Il momento del dolore collettivo culminerà con i funerali, fissati per oggi, domenica 26 aprile, alle ore 16.30 presso la parrocchia di San Ludovico D’Angiò a Marano di Napoli. Si prevede una partecipazione numerosa, tra colleghi in divisa, amici e cittadini, tutti uniti per dare l’ultimo saluto al giovane agente. In queste ore, il senso di perdita è tangibile; Marano e Somma Vesuviana si ritrovano unite nel ricordo di un uomo che, attraverso il suo lavoro, rappresentava un punto di riferimento per la sicurezza e la presenza dello Stato. La morte di Francesco Schiavone lascia un vuoto profondo, destinato a restare nella memoria di chi lo ha conosciuto e apprezzato. Un addio che arriva troppo presto e che segna una giornata di dolore per tutta la comunità.

Cuccioli maltrattati, blitz a San Vitaliano: uno era morto

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  SAN VITALIANO: Maltrattamento di animali, un cucciolo senza zampa e ferita infetta. Uno morto e altri cani stipati in box minuscoli. 53enne denunciato dai Carabinieri A volte basta una segnalazione anonima per aprire uno squarcio su scene che preferiremmo non vedere. È successo ieri, quando i Carabinieri della Stazione di San Vitaliano e personale veterinario dell’ASL Na3 Sud si sono presentati in un terreno di Traversa Torre dell’Olmo. Quello che hanno trovato era difficile da guardare. Sei cani, nessuno in condizioni igienico-sanitarie accettabili. Tre cuccioli, uno con una zampa amputata e ancora infetta. Uno libero e la carcassa di un altro. Due cani di grossa taglia rinchiusi in un box di pochi metri quadri. Niente acqua, nessuna cura, nessuna attenzione degna di questo nome. Gli animali sono stati sequestrati e affidati a una clinica veterinaria convenzionata, dove riceveranno le cure che non hanno mai avuto. Per quanto accertato è stato denunciato un 53enne del posto e proprietario del terreno. Risponderà di maltrattamento di animali.