Giuseppe Sommese, presidente del consiglio comunaleLa nomina è di venerdì 22 dicembre, la guida dell’assemblea pubblica cittadina dovrà occuparsi di condurre anche l’Unione di Centro a Somma Vesuviana. Sommese, che nelle ultime elezioni si è candidato con una civica (Siamo Sommesi), ha dall’altro giorno un compito duro: il subcommissario regionale Carmine Mocerino e il commissario provinciale Nunzio Testa gli chiedono di «contribuire a rilanciare i valori della cultura cattolica, la più innovativa risposta alla demagogia imperante». Un compito che, vista la correttezza dimostrata sinora nel suo ruolo istituzionale, siamo sicuri che Sommese svolgerà bene e ben fuori dall’aula di Palazzo Torino dove ne ha un primo altrettanto importante: garantire tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione.
Carmine Mocerino
Insomma, è chiaro che l’Udc si sta riorganizzando, stringendo le fila in vista di molti appuntamenti importanti, in primis le politiche di marzo prossimo. Tant’è che appunto solo poche settimane fa il consigliere regionale sommese Carmine Mocerino (peraltro presidente della commissione anticamorra e beni confiscati) ricevette la nomina di subcommissario regionale direttamente dal segretario nazionale Lorenzo Cesa, così il già deputato pomiglianese Nunzio Testa divenne commissario provinciale del partito a Napoli. È quasi un dejà vu o piuttosto una vittoria per due politici che per molto tempo hanno tirato le fila dell’Udc a Napoli e provincia.
Nunzio Testa
La nota del partito nazionale che a novembre designava Testa e Mocerino alla guida dell’Udc sosteneva che «entrambe le decisioni si inseriscono nel percorso di ricostruzione del partito in Campania, alla luce della linea nazionale Udc di collocarsi nel centrodestra e dar vita ad un Ppe italiano, partendo da un dialogo con Forza Italia, coerentemente con quanto stabilito nel congresso del 2014». A Somma, dunque, il neo commissario ha il compito di instaurare un proficuo dialogo in vista di alleanze, con la sola sigla politica che c’è all’opposizione della giunta Di Sarno e che vede consiglieri comunali il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, Celestino Allocca, nonché i consiglieri Lucia Di Pilato (capogruppo) e Antonio Granato.
In questi giorni molti si stanno schiaffeggiando per le brutte figure della ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli. La signora, col curriculum che ha non era adatta a quel ruolo e questo lo si sapeva; perciò tutto quello che ne sta conseguendo stupisce che stia stupendo. Diciamo la verità: la Fedeli è l’esatta rappresentazione dell’Italia degli ultimi vent’anni, il simbolo della formula “la persona sbagliata al posto sbagliato”.
E chi le ha dato le chiavi di accesso a quelle stanze? La politica, quella dei maneggioni, degli eterni compromessi, quella che premia i fedeli (servi di partito, stupidi e ignoranti) a danno di coloro che sanno esercitare una propria autonomia di giudizio, che hanno carattere e personalità e non accettano padroni.
Pensateci bene: Quante “Fedeli” abbiamo incontrato lungo il nostro cammino? Pensate negli uffici comunali, in quelli della regione, pensate alle Asl, nei distretti sanitari, pensate agli sportelli postali, pensate nelle scuole, pensate agli stessi politici locali. Avete mai assistito ad un consiglio comunale? Andateci, aiuta a capire persone e territorio meglio di come li spiegano manuali di psichiatria sui tipi psicologici e di sociologia politica. Il risultato della formula “la persona sbagliata al posto sbagliato” è il disordine presente sotto gli occhi di tutti.
D’altra parte se dal 2000 ad oggi il PIL dell’Italia è fermo e la crescita è pari a zero non è certo per un sortilegio della strega cattiva. I giovani, liberi e forti di sé stessi, studiano e vanno via, costretti ad andare via. Vanno ad arricchire altri territori, altre realtà, altre nazioni, lasciando a noi l’ignoranza al potere o personaggi folkloristici come il governatore De Luca, che a ogni piè sospinto parla dei giovani, del merito, dell’impegno di combattere il clientelismo e le parentele.
Lui, che ha un figlio assessore nella giunta a Salerno e l’altro figlio in pectore per diventare deputato. La Fedeli direbbe che i figli di De Luca sono “tra i più migliori giovani” e quindi andrebbero pure ringraziati per il servizio che ci fanno…
l’ingegnere chimico Giuseppe Fabiani, aquilano, dovrà rispondere il 17 gennaio al tribunale di Nola.
Rifiuti nella Terra dei Fuochi: i colletti bianchi tornano sotto processo. Alla sbarra del tribunale di Nola, davanti alla giudice Roberta De Luca, è stato chiamato Giuseppe Fabiani, l’ingegnere chimico dei tre fratelli Pellini, Cuono, Giovanni e Salvatore, in carcere per una condanna definitiva di disastro ambientale nell’hinterland napoletano: milioni di tonnellate di rifiuti tossici occultati nei campi agricoli e nei canali. Fabiani, pezzo grosso dell’ingegneria chimica nazionale, è stato rinviato a giudizio per non aver fatto bonificare un terreno zeppo di scarti sversati abusivamente, un grande appezzamento nella campagna a nord Acerra di cui il chimico è stato amministratore. « Fabiani non ha provveduto alla rimozione da quella proprietà dei rifiuti abbandonati e depositati in modo incontrollato », la contestazione del pubblico ministero della procura di Nola. La prima udienza del processo a carico dell’ingegnere aquilano è stata fissata per il 17 gennaio. Soltanto cinque giorni dopo, il 22 gennaio, si aprirà, sempre al tribunale di Nola, un secondo processo, in questo caso a carico di Cuono Pellini e della madre, Maddalena Crispo. Omessa bonifica, discarica abusiva e violazione dei sigilli in un terreno di loro proprietà: i reati contestati a madre e figlio. E’ una nuova tegola che si abbatte sui signori dei rifiuti (i fratelli Pellini) in questo momento in carcere dopo una sentenza a 7 anni di reclusione scaturita dal processo Carosello Ultimo Atto, un gigantesco giro di false bolle relative a una valanga di rifiuti tossici scomparsi nelle campagne napoletane. Un processo, questo, nel quale all’inizio figurava come imputato anche Giuseppe Fabiani. Alla fine però l’ingegnere ha beneficiato della prescrizione per alcuni reati e dell’assoluzione per altri. Ne è uscito praticamente indenne colui che dagli ambientalisti acerrani è considerato « la mente tecnica del gruppo Pellini ». Fabiani per anni è stato amministratore del gruppo. A maggio il nome dell’ingegnere è balzato agli onori delle cronache dopo l’incendio della Eco X di Pomezia, un impianto di trattamento dei rifiuti finiti in cenere. La nube avvelenata sprigionata dalle fiamme ha minacciato per giorni Roma. Fabiani aveva redatto una relazione positiva sullo stato dell’impianto. Nel frattempo anche il processo del 17 gennaio è il frutto di una denuncia circostanziata consegnata ai magistrati da Alessandro Cannavacciuolo, ecologista di Acerra che da anni si sta battendo per un ambiente sano e contro l’ illegalità.
Il mitilo è un mollusco lamellibranco, dotato cioè di branchie a lamelle che assorbono l’ossigeno per la respirazione e che trattengono contemporaneamente il cibo per l’alimentazione, costituita soprattutto da plancton e particellato organico in sospensione.
La valva, composta principalmente da carbonato di calcio, si presenta esternamente di colore nero o nero-viola, con sottili cerchi d’accrescimento radiali e concentrici verso la parte appuntita; internamente si presenta invece di colore madreperla, ma con una superficie liscia. Le due valve sono tenute insieme da una cerniera con tre o quattro dentelli.
La forma è grossolanamente quadrangolare, con il margine valvare arrotondato da un lato e appuntito e leggermente incurvato dall’altro.
Una volta aperto, il mollusco mostra il mantello che contiene tutti gli organi interni, tra cui quelli riproduttivi.
La distinzione tra i due sessi è possibile grazie all’osservazione del colore del mantello stesso, il quale, una volta raggiunta la piena maturità sessuale, si presenta di colore giallo crema nei maschi e di colore rosso arancio nelle femmine.
I mitili sono frutti di mare molto apprezzati.
Da un punto di vista delle calorie contenute nella parte edibile del mitilo, si ha una media di 58 calorie ogni 100 gr. Significativo l’apporto dietetico di ferro, ammontante a 5,8 mg ogni 100 gr di parte edibile.
Oggi essi sono oggetto di coltivazioni in vivai di allevamento distribuiti in tutto il Mediterraneo.
I pescatori tarantini che emigrarono nel 1800 le esportarono anche in città come La Spezia. Altri allevamenti di notevoli dimensioni si trovano nel territorio di Cagnano Varano, nel Gargano.
Molte sono le ricette gastronomiche per la cottura (per sommi capi):
in pentola o padella (eventualmente con vino bianco, pepe o altri aromi) insieme ai gusci
come componente di spiedini
fritti in pastella
gratinati in forno con prezzemolo, aglio ed olio di oliva
Ingredienti per 4 persone
Mescolatelo con la polpa macinata di maiale, le uova, 2 cucchiai di grana, gli spinaci sminuzzati, un pizzico di sale e una macinata di pepe così da ottenere una farcia omogenea. Riempite le cozze con una noce generosa di farcia, riavvicinate le due valve e chiudete ciascuna cozza legando con spago da cucina.
Accomodate le cozze in una casseruola con olio e 300 g di passata di pomodoro. Cuocete sulla fiamma media per 15’. Togliete dal fuoco, eliminate lo spago e servite subito.
Giostrine adatte a bimbi diversamente abili, altalene sulle quali potranno giocare senza farsi male, protezioni adeguate, giochi «inclusivi», percorsi adatti a tutti: Ottaviano è il primo comune dell’area vesuviana a beneficiare del finanziamento regionale che ha consentito di acquistare le giostre accessibili ad ogni bimbo e del quale dovranno giovarsi 42 comuni campani.
Due le altalene dove anche i bimbi in carrozzina possono giocare, accanto a tutte le altre sistemate dal Comune che ormai da cinque anni ha avviato il recupero del Castello Mediceo e dei giardini adiacenti. La scorsa estate centinaia di bambini hanno affollato i prati del palazzo del quale di recente è stato aperto al pubblico anche il piano nobile, oggi oltre alle giostrine inclusive l’ultimo step che consentirà di avere il verde 365 giorni l’anno, a dispetto dei periodi di aridità: il sistema di irrigazione automatica che, unito alle panchine, ai cestini, alle staccionate, alle attrezzature che hanno man mano costituito il percorso, fa dei giardini del maniero un piccolo gioiello, un’oasi da vivere anche a distanza dall’evento più noto, ossia i mercatini natalizi appena conclusi. «Finiamo l’anno con una buona notizia- dice il consigliere delegato Vincenzo Caldarelli – il nostro progetto è cresciuto nel corso degli anni e finalmente abbiamo giardini degni di questo nome. In un luogo divenuto eccellenza cittadina e che negli anni scorsi era visto invece come lontano, non accessibile. «Il Palazzo Mediceo è ora simbolo di Ottaviano – commenta il sindaco Luca Capasso – è sede del Parco Vesuvio, ne abbiamo recuperato gli affreschi, ospita eventi importanti e ora finalmente i giardini sono a disposizione dei bambini, di tutti i bambini».
Oggi ha rassegnato le dimissioni (irrevocabili per un assessore) la vicesindaco del Comune di Casalnuovo, Nicoletta Romano, 29 anni, con delega alle politiche sociali e in un recente passato sostenitrice di Forza Italia e della parlamentare Mara Carfagna. “Dopo due anni e mezzo in carica – ha scritto in facebook la ormai ex amministratrice – posso ritenermi più che soddisfatta degli obiettivi raggiunti. È tempo di lasciare spazio ad energie nuove, visto l’impegno che si rende necessario per operare al meglio avendo questa carica. Ringrazio il sindaco per la fiducia e la stima accordatami, é stata un’esperienza meravigliosa”. Dal canto suo il sindaco afferma che si tratta di dimissioni del tutto pacifiche. Nessun contrasto alla base di questa scelta. “Si, nessun contrasto – risponde Massimo Pelliccia – semplicemente dopo due anni e mezzo lei ha ritenuto di aver concluso il suo lavoro”. Caustico invece il commento dei militanti della sinistra locale che si raggruppano dietro la sigla Casalnuovo aut, ricordando la mitica “radio aut” di Peppino Impastato, l’attivista ucciso dalla mafia nella siciliana Cinisi a soli 30 anni: “Dopo le Eccelleze di Casalnuovo e prima del concerto di Tony Tammaro , arrivano le probabili dimissioni di Nicoletta Romano da Vice Sindaco. Finalmente dopo 20 mila euro di spese in due giorni, forse arriva una buona notizia”.
L’episodio è come al solito di quelli più che misteriosi nonché inquietanti, considerato il contesto ad alto tasso criminale. Questo perché due tizi, a volto coperto e a bordo di uno scooter, hanno sparato all’impazzata a pochi passi dall’abitazione della segretaria generale del Comune di Acerra, Maria Piscopo, dirigente alla quale il sindaco Raffaele Lettieri ha conferito nel corso degli ultimi anni una serie di deleghe strategiche tra cui quella all’ambiente, settore importantissimo in questo territorio simbolo della Terra dei Fuochi. Ma la polizia è nel frattempo molto cauta. L’indagine è condotta dagli agenti del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano. La ricostruzione dell’episodio è stata fatta proprio dalla polizia. Secondo gli investigatori in mattinata, ma già alla luce del sole, due persone a volto coperto sarebbero sfrecciate a bordo di un motorino veloce davanti alla villa di Maria Piscopo sparando in corsa con una pistola alcuni colpi a salve. I bossoli sono stati ritrovati dai poliziotti a pochi passi dalla casa della dirigente comunale, in via Manzoni, a pochi metri dall’ingresso della villa, ubicata di fronte al municipio. Dunque, si tratta di colpi a salve per cui l’abitazione della funzionaria pubblica non è stata danneggiata. Poco dopo però il vicequestore Cristiano ha convocato in commissariato Maria Piscopo per motivi precauzionali. Secondo quanto trapelato la dirigente non si sarebbe però accorta di nulla né riuscirebbe a spiegarsi il motivo del presunto raid minatorio ai suoi danni. Presunto raid soprattutto perché gli investigatori non sono ancora certi che i colpi di pistola siano stati sparati all’indirizzo della segretaria generale del Comune. Intanto, sempre secondo quanto trapelato finora, cosa certa è che nel tratto di via Manzoni in cui si è sparato non abitano pregiudicati per cui i poliziotti escludono che la “stesa”, sia pure a salve, sia stata messa a segno per intimidire rivali in ambito criminale. Un’altra ipotesi avanzata è quella della più classica delle bravate visto che l’altro giorno è stato registrato nel centro storico di Acerra un altro episodio simile a quello di ieri mattina in via Manzoni. I punti interrogativi, quindi, sono diversi e sono destinati a restare intatti chissà per quanto ancora. Rimane da considerare il vero e proprio ruolo di fulcro amministrativo del Comune di Acerra assunto nel tempo dalla dirigente Piscopo, 45 anni, sposata con figli, il marito docente scolastico, da dieci anni alla segreteria generale della municipalità acerrana. Maria Piscopo è utilizzata dall’amministrazione comunale in delega a una miriade di materie, dalla gestione del personale a quella dei rifiuti e dell’ambiente nel suo complesso. Una figura pubblica particolarmente sovraesposta, un “factotum” zeppo di responsabilità.
Ben sei di 14 componenti del direttivo hanno apposto la firma ad un documento che taccia il segretario Auriemma di aver tradito il percorso unitario (leggi qui). A stretto giro, arriva la replica, ecco di seguito il comunicato di Giuseppe Auriemma.
Il Segretario politico del Partito Democratico di Somma Vesuviana è stato scelto all’unanimità da un’apposita commissione, preposta alla designazione di un candidato e alla ricerca di una convergenza unitaria che ha portato alla formulazione di una unica mozione e ha chiesto a Giuseppe Auriemma di accettare la riconferma. Il Congresso dello scorso novembre ha votato praticamente all’unanimità degli iscritti che hanno partecipato, la proposta unitaria.
“Ad un mese dal Congresso, con il Direttivo, abbiamo scelto una ricca programmazione che portasse il partito fuori dalle sue consueti mura, verso la città e i bisogni dei cittadini – spiega il Segretario Giuseppe Auriemma, al secondo mandato consecutivo – qui l’Assemblea Pubblica tematica aperta, celebrata con un’ampia partecipazione, di iscritti, associazioni, movimenti politici e cittadini, desiderosi di dare un forte contribuito, sia nella riorganizzazione del partito, sia per affrontare e le nuove e vecchie esigenze e tutela dei diritti dei cittadini amministrati, il rilancio della politica attiva nella città e sui reali bisogni dei cittadini. In questa Assemblea tematica abbiamo parlato dei problemi veri, quelli che interessano la gente, delle fasce deboli, dei diritti, di cultura e memoria, dei diversamente abili, di lavoro, di ambiente e territorio e lo sviluppo necessario, dei diritti negati alle donne ne nostro territorio e delle proposte che questo governo sta offrendo ai giovani del sud per non andare via. Questa la vera svolta! In quella stessa sede ho ribadito a tutti io mio sforzo continuo di creare ponti e non alzare muri, promuovendo incontri tra le parti e cercando di dare un’organizzazione unitaria ed equilibrata. Scelte organizzative su cui sta ancora lavorando per condividere con il partito i profili politici di eccellenza per un servizio alla città. Un processo in atto quindi – continua Auriemma – che non può accettare i ricatti ma agire affinché il partito sia in dialogo con la città e non parli solo a sé stesso in solitaria .”
“Per ciò che attiene ai dissensi interni, manifestati dal comunicato che rivolge critiche all’attuale gruppo dirigente, da sei firmatari del documento, il Segretario Provinciale, presente all’Assemblea pubblica tematica del 20 dicembre, ha già assicurato il suo interessamento – aggiunge Auriemma – e all’Assemblea degli iscritti da convocarsi nel mese di gennaio 2018, si dirimeranno così eventuali incomprensioni e strumentali critiche all’organizzazione del partito, attualmente ancora in fase di costruzione. Critiche che – sottolinea il Segretario – in realtà sono l’eredità della vicenda politica passata, cui fa cenno il documento, (mancata presentazione delle lista), e a sclerotici posizionamenti che hanno condotto il partito all’isolamento in città .”
“Colgo l’occasione – conclude – per rivolgere a tutti i cittadini l’augurio di un sereno Natale e di informare gli iscritti e simpatizzanti del consueto brindisi di Natale il 24 dicembre alle ore 12.30 e all’incontro di fine anno per il brindisi, il 29 dicembre alle ore 20.30, presso la sede del PD di Somma Vesuviana”.
Voto contrario dell’opposizione, almeno quella rimasta in aula fino alla fine (Piscitelli, Di Pilato, Parisi, Rianna, Granato), al documento unico di programmazione. Duecentodieci pagine, il documento contempla una sezione operativa e una strategica, le volontà politiche e amministrative dell’amministrazione Di Sarno in attesa del bilancio. L’assessore al bilancio Irollo ha relazionato brevemente, spiegando che in ogni caso è volontà dell’ufficio finanziario potenziare ulteriormente lo strumento di programmazione e che nel 2018 arriverà, a febbraio, anche una nota di aggiornamento. Sicurezza e ordine pubblico, cultura ed eventi, sport, pianificazione urbanistica, politiche per giovani, anziani e fasce disagiate, oltre ad un quadro pressoché globale che «fotografa» il territorio e l’esistente.
Lucia Di Pilato
Ed è sul Dup che si è consumata di fatto una sorta di frattura almeno apparente tra le opposizioni. Non hanno partecipato al voto Pasquale Piccolo e Pasquale Di Mauro, andati via prima; nel gruppo di Forza Italia, l’atmosfera non era delle migliori giacché Antonio Granato ha speso parole di apprezzamento nei confronti del documento, marcando così tanto l’esternazione di gradimento da costringere la capogruppo azzurra, Lucia Di Pilato, a prendere le distanze dal suo intervento. «Anche se siamo a Natale, non mi sento tanto buona come Granato» – ha detto la Di Pilato. Granato, per inciso, ha votato contro il Dup pur dopo le sue parole che hanno creato un clima definito, dal consigliere Salvatore Rianna, «sdolcinato».
Più esaustivo dello stesso assessore sul Dup è stato il consigliere Giuseppe Nocerino. «Il primo Dup è del 2015, anno in cui è stata introdotta la contabilità armonizzata obbligando i comuni a programmare. Sono stato uno dei primi a lavorarci, avendo nella scorsa amministrazione la delega al bilancio e sono molto favorevole a questo tipo di contabilità armonizzata, a questo nuovo metodo di gestione più vicino a considerare un’amministrazione come un’azienda. Solo quando si programma si può fare tutto ciò che si è detto in campagna elettorale». «Parlare del Dup – ha proseguito Nocerino – significa parlare di ciò che abbiamo fatto nei primi cento giorni, di quel che faremo nel 2018, di ciò che intendiamo fare sul piano delle opere pubbliche, dei nuovi capitoli di entrate che in quattro mesi abbiamo inserito nel bilancio di previsione». Il consigliere di Siamo Sommesi ha poi fatto riferimento alle passate gestioni ricordando che ancora ci sono opere pubbliche senza finanziamento, bloccate. «Sul Dup mi aspetto osservazioni e riflessioni dai banchi di opposizione».
Intanto più che le osservazioni, sono arrivate le «correzioni» (il presidente Sommese ha dovuto mettere al voto prima la modifica del refuso che indicava le date sbagliate sul documento, errore fatto presente dal consigliere Rianna, e poi il documento stesso) e le perplessità.
Salvatore Rianna
«In tutta franchezza – ha esordito il consigliere Salvatore Rianna il quale ha poi ribadito la sua posizione in un post di questa mattina sulla sua pagina Facebook – ho una perplessità di fondo: ieri (ndr, 21 dicembre) è andata in approvazione alla Camera la Legge Finanziaria, portando, almeno come emendamento che riguarda gli enti locali da vicino, il fondo crediti di dubbia esigibilità dall’85 al 75 per cento e noi ci approssimiamo a votare un bilancio (ndr, seduta di consiglio comunale fissata il 29 dicembre) quando già sarà legge, rendendo obsoleto il documento». A Rianna hanno replicato sia Irollo che Nocerino, sostenendo che il dubbio posto dall’esponente di opposizione non abbia fondamento. Non gli ha risposto nessuno, invece, sulle altre «chicche» che il consigliere ha scovato nel Dup: «Ho letto che è in programma la prevenzione di eventi imprevedibili» – ha proseguito Rianna citando alla lettera un passaggio del documento, come del resto è alla lettera la locuzione «incertezza culturale». Fosse scappata alla Fedeli un’espressione così, ne starebbero ancora scrivendo i quotidiani in prima pagina ma tant’è, nell’assise di Somma Vesuviana, l’assurdità lessicale non l’ha colta nessuno, nemmeno con una risata. A dire il vero, però, l’espressione dell’assessore Irollo che si è avvicinato ai banchi di opposizione per controllare se quella espressione “prevenzione di eventi imprevedibili” ci fosse davvero nel documento fornito ai consiglieri, qualcosa di impagabile ce l’aveva. Poche altre cose nell’intervento di Rianna, domande per lo più: come mai non siano state previste le adeguate somme per informatizzare l’ente, con quali modalità si pensa di rivedere i canoni di locazione dei fitti passivi, come si creda di poter ridurre le imposte alle aziende che assumano nuovo personale e come si intenda poi controllare; come mai si faccia riferimento a modifiche da apportare al Put (piano urbano traffico) se Somma Vesuviana non se ne è mai dotata.
Il consigliere Umberto Parisi
Incentrato sulle scuole, sulla possibilità di progettare strutture sicure, l’intervento del consigliere Umberto Parisi, il quale ha ricordato che nella passata amministrazione si fece un calcolo per approssimazione di circa 600mila euro tra fitti, manutenzioni e così via riguardo agli edifici cittadini che ospitano plessi scolastici. Ed anche a Parisi ha replicato Nocerino, incitando il consigliere di minoranza alla collaborazione e vaticinando che la compagine Di Sarno, alle prossime elezioni amministrative, supererà l’esame delle urne al primo turno con il 70 per cento dei consensi. «Noi vogliamo raggiungere lo stesso obiettivo che è caro a Parisi, la cittadella scolastica- ha detto Nocerino- ma dimezzando i costi. Lo faremo, perché la credibilità che abbiamo all’esterno ci consentirà di attirare investitori sul territorio, ecco perché aspettiamo i tempi giusti». «Spero anche io nel dimezzamento dei costi – gli ha risposto Parisi – non vorrei che a quest’ultimo corrispondesse però un dimezzamento dei metri quadri per la struttura». Nocerino? Ha ribattuto così: «Siamo l’amministrazione delle cose impossibili».
Il suo collega di maggioranza Luigi Molaro sostiene invece che l’amministrazione Di Sarno sia quella delle cose «fattibili». «Voglio solo rassicurare tutti – ha detto- che qualsiasi passo viene compiuto esclusivamente con spirito di servizio».
il consigliere Vincenzo Piscitelli
La consigliera Adele Aliperta ha annunciato che a gennaio si comincerà a lavorare al Puc (piano urbanistico comunale) già approdato in commissione lavori pubblici, ascoltando professionisti e associazioni di categoria. Elencando poi altre importanti opere pubbliche e la programmazione giusta per riqualificare aree degradate. «Questa amministrazione ha tutti i presupposti giusti, anche per attingere a fondi regionali ed europei, ha un’attenzione alla cultura come mai si era verificato prima ed ha instaurato uno stretto rapporto con le scuole del territorio. Il nostro programma elettorale adesso è il Dup» – ha detto la consigliera Aliperta.
Molto diversi gli interventi dei consiglieri di opposizione Antonio Granato e Vincenzo Piscitelli. Come già accennato, per il consigliere di Forza Italia il Dup sarebbe «Completo, esaustivo, con risposte concrete». «Siamo disponibili al confronto, anche su tematiche generali, un confronto concreto, visibile, pubblico» – ha aggiunto Granato. Al quale ha replicato la sua capogruppo Lucia Di Pilato, dissociandosi dai complimenti e annunciando voto contrario per Forza Italia.
«A me questo Dup piace poco»- ha esordito invece Vincenzo Piscitelli –sottolineando che la minoranza collabora sì, ma svolgendo il suo ruolo nelle commissioni consiliari. E chiedendo lumi sulla scuola di via Trentola e sull’ampliamento del cimitero comunale. Su quest’ultimo punto gli ha brevemente risposto Luigi Molaro sostenendo che l’amministrazione Di Sarno ritiene antieconomico il progetto di finanza risalente alla giunta Piccolo e che il progetto di ampliare il luogo sacro non è stato abbandonato, anzi.
Il Dup è stato approvato con 16 voti favorevoli e 5 contrari (Parisi, Rianna, Di Pilato, Piscitelli, Granato).
Gli operatori telefonici vogliono i nostri soldi; tutti, maledetti e subito. Sì, certo, loro ci offrono alcuni servizi: telefonia, messaggistica, internet, ma in realtà ci hanno catturati nella tela del ragno. Pensateci bene: saremmo capaci di rinunciare a cuor leggero all’ultimo, o penultimo, meraviglioso ritrovato della tecnologia telefonica? Di una chat con WhatsApp? Di una ricerca su internet alla velocità della luce del 4G? Loro, gli operatori telefonici, lo sanno e quindi sanno di poter fare di noi quello che vogliono.
Fino a qualche mese fa fatturavano ogni 28 giorni e incassavano 13 canoni annui; entro aprile 2018 saranno costretti a tornare alla fatturazione mensile ma conservando, per loro, gli stessi introiti. Cioè, noi avremo 12 canoni, ovvero uno al mese, però maggiorati, in modo da pagare gli stessi costi di quando ne pagavamo 13. E i rimborsi per gli utenti che hanno pagato 13 canoni anziché 12? Niente da fare.
Il nostro caro governo Gentiloni, con la legge di bilancio 2018 ha previsto rimborsi da €50 solo per quegli operatori che non si adegueranno dopo aprile 2018, per cui tutto quanto sarà stato incassato prima di quel periodo finirà nelle casse già ricchissime delle compagnie telefoniche. Morale della favola? Nessuno avrà diritto ai rimborsi.
Non so a voi, ma l’immagine che mi si para davanti dell’utente telefonico è quella di un limone spremuto, orgoglioso del suo nuovo telefonino ma completamente inebetito.
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