Limoni col telefono

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Gli operatori telefonici vogliono i nostri soldi; tutti, maledetti e subito. Sì, certo, loro ci offrono alcuni servizi: telefonia, messaggistica, internet, ma in realtà ci hanno catturati nella tela del ragno. Pensateci bene: saremmo capaci di rinunciare a cuor leggero all’ultimo, o penultimo, meraviglioso ritrovato della tecnologia telefonica? Di una chat con WhatsApp? Di una ricerca su internet alla velocità della luce del 4G? Loro, gli operatori telefonici, lo sanno e quindi sanno di poter fare di noi quello che vogliono.

Fino a qualche mese fa fatturavano ogni 28 giorni e incassavano 13 canoni annui; entro aprile 2018 saranno costretti a tornare alla fatturazione mensile ma conservando, per loro, gli stessi introiti. Cioè, noi avremo 12 canoni, ovvero uno al mese, però maggiorati, in modo da pagare gli stessi costi di quando ne pagavamo 13. E i rimborsi per gli utenti che hanno pagato 13 canoni anziché 12? Niente da fare.

Il nostro caro governo Gentiloni, con la legge di bilancio 2018 ha previsto rimborsi da €50 solo per quegli operatori che non si adegueranno dopo aprile 2018, per cui tutto quanto sarà stato incassato prima di quel periodo finirà nelle casse già ricchissime delle compagnie telefoniche. Morale della favola? Nessuno avrà diritto ai rimborsi.

Non so a voi, ma l’immagine che mi si para davanti dell’utente telefonico è quella di un limone spremuto, orgoglioso del suo nuovo telefonino ma completamente inebetito.