Gli anni del brigante Pilone: a Ottajano si sperimenta l’uso intenso della “lettera anonima” politica.

Negli anni del brigantaggio ( 1861-1870) i “corvi” inquinarono le acque della politica ottajanese, agitate dalla decisione dei Sangiuseppesi di riprendere la battaglia per l’autonomia.  Quando, nel marzo del ’63, Pilone fuggì nello Stato Pontificio e incominciò la caccia ai manutengoli, delazioni e “pizzini” anonimi, orientati ad arte dalle fazioni dei “galantuomini”ottajanesi, contribuirono a confondere carte e indagini, e a nascondere piani e progetti. Un delegato di P.S. non escludeva che don Giuseppe Bifulco avesse scritto biglietti “anonimi” contro sĂ© stesso.   Da tempo stiamo provando la rappresentazione, ma il guaio è che non siamo sempre gli stessi (E.Montale). Anche prima del 1861 i “corvi” avevano macchiato la vita sociale e politica di Ottajano con qualche escremento: ma erano stati casi rari. La ricca storia ottajanese della “lettera anonima” si era sviluppata attraverso la vita privata di ostesse, giudici, signorotti, e preti: soprattutto preti: negli archivi diocesani non c’è “cartella” di sacerdote ottajanese che non contenga notizie  “anonime”, infarcite delle volgaritĂ  che si possono facilmente immaginare. Nel 1849 un “savio cittadino” comunica alla Curia che un sacerdote ottajanese frequenta “magare e fattucchiare”, e l’anno dopo un parroco viene accusato di praticare l’”empia usura”: l’anonimo autore  forse è stato vittima della sua attivitĂ . Nel 1853 a Ottajano risiedevano 72 tra parroci, sacerdoti e monaci e 52 tra notai e avvocati, ed erano circa 300 le persone che possedevano i requisiti per essere eletti “decurioni, e cioè una buona dote patrimoniale, e il saper leggere e scrivere e far di conto. Il numero elevato delle persone che usavano con destrezza la penna , l’ampiezza del ceto borghese e la complessitĂ  degli affari che sollecitavano l’interesse delle numerose famiglie di “galantuomini” spiegano la diffusione della pratica della lettera “anonima”:  ma credo che non sia da sottovalutare, nell’analisi del fenomeno, il peso di una “virtù” che gli Ottajanesi hanno imparato dai Medici: la dissimulazione.. Negli anni del brigante Pilone ( 1861-1870) i “galantuomini” ottajanesi, divisi da sempre in molte fazioni e agitati piĂą del solito, in quel momento, a causa della decisione dei Sangiuseppesi di riprendere la lotta per l’autonomia, combatterono una durissima guerra a colpi di biglietti “anonimi”, accusandosi l’un l’altro di essere “manutengoli”, protettori e spie del brigante. Cento anni dopo sarebbe stato ripetuto l’esperimento: gli “scrittori” si sarebbero limitati a sostituire la parola “brigante” con la parola “camorrista”. E’ probabile che a partire dal 1862 le forze dell’ordine nelle loro informative  su Pilone e sui suoi manutengoli abbiano di proposito esagerato nell’indicare il numero degli informatori e dei biglietti “anonimi”: ma i dati oggettivi forniti dagli archivi consentono di parlare di un fenomeno vasto e complesso.  Negli ultimi giorni di febbraio del 1863 i Reali Carabinieri e la colonna mobile dei legionari ungheresi e degli ex garibaldini guidata dal maggiore Blancardi  posero fine alla storia della “comitiva” di Pilone, sorprendendo i briganti nascosti nella “casina” della Masseria Garofalo. Pilone riuscì a fuggire: tra il 6 e il 7 marzo salì, sulla spiaggia di Resina, su un barcone per il trasporto delle botti e raggiunse lo Stato Pontificio. Immediatamente i “corvi” ottajanesi si alzarono in volo e presero di mira i Bifulco di Terzigno, da sempre schierati contro i “partiti” che combattevano per l’autonomia delle frazioni. Biglietti “anonimi”  e delazioni registrate dalle forze dell’ordine in modo molto generico colpirono Ferdinando Armenio, che intratteneva relazioni commerciali con don Giuseppe Bifulco, e che venne accusato di fornire armi alla banda di Pilone. I “corvi” si avventarono contro la rete delle spie messa su dal brigante:  vennero fatti i nomi di Maria Rosa Pesacane, di Boscotrecase, e della figlia, Carolina, detta “la Rossa”, accusata da un anonimo informatore e da alcuni “pizzini” non firmati di cucire, per i briganti, camicie bianche e rosse con la stoffa “ a fiori” che ella andava a comprare a Napoli. In uno dei “pizzini” si diceva che la “Rossa”, quando “scendeva “ in cittĂ , faceva capo alla farmacia, “sita sulla strada ferrata”, dello speziale ottajanese Pasquale Cola. Una lunga lettera anonima, scritta in buon italiano, accusò Carmine Pagano, che curava le masserie dei Menichini costruttori di botti, di essere una delle spie di Pilone. Interrogato dal giudice, egli si difese dichiarando a verbale che lo calunniava il cognato di Nicodemo Bifulco, capitano della Guardia Nazionale di Terzigno, poichĂ© “voleva avere donate mele per cantaia due e mezzo” – piĂą di due quintali – “mentre io nessuna obbligazione avevo”. Ma anche Nicodemo Bifulco e il cognato, il dottor Prisco Contaldi, entrambi consiglieri comunali, vennero arrestati con l’accusa di essere “manutengoli” di Pilone.  Li accusavano almeno due pentiti. Dopo l’arresto, arrivarono le “anonime” che confermavano l’accusa: ma arrivarono anche le testimonianze favorevoli del farmacista di Terzigno, Gennaro Salvati, del sindaco di Ottajano Raffaele Mazza, e del Regio Giudice Costantino, il quale espresse ufficialmente la sua “piena convinzione sui sentimenti liberali del capitano “. Secondo il Petrillo, delegato di P.S., la macchinazione contro Nicodemo era stata ordita dal cugino, don Giuseppe Bifulco, sacerdote, proprietario, potente capofazione del Consiglio Comunale di Ottajano, uno “spietato delinquente, pericolosissimo sia alla pubblica che alla privata quiete”, “manutengolo di Pilone”. Il quale don Giuseppe, approfittando della “bonomia e della melensaggine” del cugino, aveva insidiato la sua giovane moglie: ma il “melenso” Nicodemo  se n’era accorto e lo aveva messo alla porta: e don Giuseppe si era vendicato congegnando la macchinazione delle accuse contro il cugino. Nel ’62 alcuni pizzini “anonimi” avevano raccontato alle forze dell’ordine che don Giuseppe Bifulco era stato aggredito da due amici di Pilone, incaricati di punirlo per i suoi “ passi ostili” contro i briganti.  Ora supponeva il Petrillo  che quei “pizzini” li avesse inviati proprio don Giuseppe, per “pagliare” – per coprire- “la sua connivenza” con la “comitiva” di Pilone. Giova ricordare che don Giuseppe, descritto dal Petrillo come un personaggio luciferino, fu poi, a lungo, sindaco di Ottajano: e certamente è stato uno dei sindaci piĂą importanti  nella storia della cittĂ .

Pasta con crema di zucca e pistacchi

Ingredienti
  • 380 gr di pasta
  • 600 gr di zucca
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • pistacchi
  • olio
  • parmigiano
  • sale
  • pepe
    Per prima cosa pulite e tagliate la zucca a dadini. In una pentola con un po’ di olio  fate soffriggere la cipolla tritata precedentemente e l’aglio, poi versate la zucca. Mescolate e fate cuocere a fuoco medio/basso per circa 30 minuti. Coprite con il coperchio. Durante la cottura la zucca non deve seccarsi troppo,quindi potete aggiungere dell’acqua se questa la richiede. Schiacciatela di tanto in tanto. Quando sarĂ  cotta salate, pepate e  fate asciugare tutto l’acqua in eccesso. Togliete lo spicchio d’aglio e versate la zucca in un frullatore. Dovrete ottenere una crema liscia e omogenea. Rimettetela nella pentola dove l’avete cucinata e versate una manciata di pistacchi sia tritati che interi (lasciatene qualcuno in disparte,vi serviranno per guarnire i vostri piatti) . Intanto cuocete la pasta in abbondante acqua salata. A fine cottura scolatela e versatela nella zucca. Spolverizzate con una bella manciata di parmigiano e  pistacchi rimasti.  

Somma Vesuviana, «APS Soma &Psiche» propone Pink Trekking

Domani, domenica 27 maggio, l’associazione di promozione sociale APS Soma &Psiche propone una giornata di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno. L’appuntamento è in piazza Vittorio Emanuele III. Un’altra iniziativa rivolta alla cittĂ  da parte dell’associazione che si è costituita a dicembre scorso perseguendo finalitĂ  sociali, mirando alla prevenzione e alla cura del disagio fisico, emotivo e sociale, nonchĂ© favorendo l’integrazione dei diversamente abili e di persone appartenenti a culture diverse, senza trascurare la formazione di cittadini e operatori socio sanitari in materia di benessere fisico, psichico e sociale.   Il raduno per Pink Trekking è previsto alle 7, 30 di domani in piazza, con distribuzione di kit offerti da Supermercati Gennarì e Mocerino Frutta Secca. Si partirĂ  poi per la passeggiata, due ore circa, sul Monte Somma, in collaborazione con l’Associazione “Outdoor Vesuvio”; dalle ore 9.30, sempre in Piazza Vittorio Emanuele III, visite senologiche gratuite in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. Per info si può scrivere all’indirizzo email: aps.somapsiche@gmail.com.

Lavoro nero: blitz dei militari nell’area Vesuviana. Sequestri e denunce

Nei giorni scorsi, nella provincia di Napoli ed in particolare nella zona vesuviana, militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli coadiuvati da quelli delle locali Stazioni, nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto del fenomeno del lavoro nero, hanno effettuato numerosi controlli in laboratori tessili ed esercizi commerciali. In particolare nella zona di Terzigno, Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano, Volla e Pompei i militari dell’Arma hanno ispezionato 3 laboratori di confezionamento di capi d’abbigliamento gestiti da altrettanti cittadini cinesi riscontrando numerose violazioni penali ed amministrative. Hanno così  proceduto  al sequestro dei 3 opifici e dei relativi macchinari a seguito delle gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate.

Casalnuovo, fondi UE e lavori eseguiti male: maggioranza boccia commissione d’inchiesta

Finanziamenti UE del progetto PiĂą Europa: la maggioranza boccia l’istituzione di una commissione d’inchiesta. La creazione di un organismo municipale capace di censire tutte le criticitĂ  dei lavori risultati difettosi individuandone i responsabili è stata chiesta l’altro ieri con una mozione consegnata il 28 marzo dall’opposizione e letta durante l’assemblea cittadina dell’altro ieri dal consigliere comunale del M5S, Christian Cerbone. In cittĂ  la gente da tempo si lamenta dei continui rifacimenti stradali e urbanistici dovuti a una serie di presunti lavori tecnicamente sbagliati dalle ditte che hanno usufruito dei finanziamenti europei finalizzati al rilancio del centro di Casalnuovo. Si tratta di strade che però giĂ  presentano buche e avvallamenti. Ma si parla anche di marciapiedi sconnessi subito dopo la riqualificazione. Al centro della polemica ci sono i 12 milioni di euro ottenuti dal Comune nel 2012 nell’ambito del piano “PiĂą Europa”, la ristrutturazione di Casalnuovo. Le opposizioni hanno chiesto al consiglio comunale l’istituzione di una commissione d’inchiesta in grado di stilare l’elenco ufficiale di tutte le anomalie finora registrate nei lavori di esecuzione. Ma la maggioranza ha bocciato la proposta, durante lo svolgimento del consiglio comunale di giovedi scorso. “La proposta delle opposizioni è demagogica”, hanno sostanzialmente spiegato alcuni consiglieri comunali di maggioranza attraverso un documento fatto protocollare ieri mattina in municipio. “C’è giĂ  la commissione trasparenza delegata a discutere queste questioni per cui è inutile costituirne un’altra”, scrivono Luigi Massimo Pirozzi, Giuseppe Crispo, Fabio Cimminella, Katia Iorio, Luigi Piscopo, Anna Guadagno e Gaetano De Maria. Ma il consigliere di opposizione Salvatore Errichiello annuncia un ricorso al prefetto e al Tar. “La mozione bocciata dalla maggioranza – spiega Errichiello – non poteva essere letta dal consigliere Cerbone perchĂ© lui non ne è il firmatario. Non ci spieghiamo come mai il presidente del consiglio, Enzio Visone, abbia permesso a Cerbone di leggerla. Inoltre – conclude l’esponente di minoranza – chiederemo l’annullamento dell’intero consiglio comunale di giovedi, come abbiamo annunciato al prefetto, a causa di vizi nella convocazione dell’assemblea cittadina”. Problemi evidenti. Proprio ieri l’assessore alla viabilitĂ , Biagio Avallone, ha annunciato l’inizio dei lavori di rifacimento del corso Umberto, arteria che era giĂ  stata asfaltata durante l’attuale consiliatura ma che era stata asfaltata male. “Questi lavori di rifacimento – comunica però il sindaco, Massimo Pelliccia – sono a carico della ditta assegnataria dell’appalto”.

Casalnuovo, Marigliano ed Ercolano: NAS in azione contro scarsa igiene e abusivismo

A Marigliano, corso Umberto, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno effettuato un’ispezione presso un’attività di macelleria/braceria. Al termine del controllo i militari hanno sequestrato 70 chili di carni bovine e suine  trovate privie di indicazioni utili a garantirne la rintracciabilità. A Sant’Antonio Abate, NAS hanno poi eseguito una verifica presso un laboratorio di panificazione e pasticceria, in via Stabia, constatando che i gestori non avevano ottemperato a precedenti prescrizioni notificate dai carabinieri, che hanno quindi trovato gli alimenti precedentemente sottoposti a vincolo durante una precedente ispezione. Questa condotta   è stata segnalata alle autorità competenti. A Ercolano il NAS ha portato a termine una verifica igienico sanitaria presso una rivendita  di generi alimentari ubicata in via Cozzolino, verifica al termine  della quale i militari hanno fatto scattare la chiusura amministrativa di un deposito adibito allo stoccaggio di alimenti e bevande con annessa cella frigo di tipo industriale. Secondo quanto reso noto dai NAS deposito e frigo sono risultati privi dei minimi requisiti igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa vigente. Nella circostanza i carabinieri hanno sequestrato amministrativamente 145 bottiglie di vino di varia tipologia (bianco e rosso) e 49 chili di conserve vegetali (peperoni, zucchine e passata di pomodoro), tutta merce trovata senza  indicazioni sulla rintracciabilità alimentare. A Casalnuovo, in via Benevento, il Nucleo Anti Sofisticazioni,  coadiuvato dalla tenenza locale, ha compiuto un controllo a carico di un pub rosticceria. E’ stata quindi disposta la chiusura amministrativa di un deposito adibito allo stoccaggio di alimenti e bevande,  una struttura che è risultata priva di autorizzativi e mancante dei minimi requisiti igienico-sanitari e strutturali previsti dalla legge. E a Bacoli il NAS ha controllato un ristorante di via Lungolago. Qui sono stati sequestrati  60 chili di prodotti alimentari (salsicce di maiale, bistecche e cotolette di manzo, arancini di riso e crocchè di patate, mozzarella, pasta fresca, piselli, triglie, pesce spada, merluzzo, seppie, polpi e orate, dolci e gelati). Tutti cibi privi di indicazioni sulla tracciabilità alimentare.

Piazze di spaccio H24 in alloggi popolari di Marigliano e San Vitaliano, emesse 29 misure cautelari

I clan aveva occupato gli alloggi popolari di Marigliano e San Vitaliano, in provincia di Napoli, per allestire piazze di spaccio h24. Non solo. Il “pizzo” veniva imposto a tutti i supermercati, imprese funebri, edili, ambulanti, negozi di ortofrutta e pizzerie della zona. Un imprenditore, restio a pagare, è stato addirittura sequestrato e portato davanti ai reggenti, con la complicitĂ  della madre del camorrista. Lo hanno scoperto i carabinieri di Castello di Cisterna che all’alba hanno eseguito, a Napoli e provincia, Verona, Castel Volturno (Caserta), Terni, Reggio Emilia, Ferrara e Bari, 29 misure cautelari emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda. Scoperti anche due tentati omicidi a colpi di pistola e mazze da baseball e una “gambizzazione” nei confronti di tre ‘capi piazza’ restii a pagare la “quota” al clan. Gli indagati sono ritenuti affiliati al clan dei “mariglianesi” attivo tra Marigliano (Napoli) e i comuni vicini, per gli investigatori una costola del clan napoletano “Mazzarella”

Somma Vesuviana, aggressione a Biagio Esposito, presidente dell’Accademia di Tradizioni Etnostoriche

Contusione e protesi dentarie saltate, Esposito ha perso copiosamente sangue dall’arcata sopraccigliare  e dal referto della Clinica Trusso si evince un trauma cranico. La sede dell’Accademia e l’adiacente Museo delle Genti Campane resteranno chiusi per i prossimi giorni. Denunciato l’aggressore, P.D.S., residente poco lontano dal luogo in cui sono avvenuti i fatti, la stessa Accademia, Esposito ha nominato suo legale l’avvocato Luca Capasso. Erano le 15, 30 di ieri ed Esposito era in riunione con alcune persone nella sede dell’Accademia Vesuviana, in via Santa Maria delle Grazie a Castello. Oggetto dell’incontro era la liquidazione di una societĂ , la Sobea, fallita nel 2009 e il conferimento del mandato ad un avvocato napoletano, presente alla riunione. Esposito si è allontanato dalla sala in cui si stava tenendo l’incontro per poter raccogliere alcuni incartamenti e fare le fotocopie dei documenti di tutte le persone intervenute. Si è quindi spostato in un’altra stanza dove è quasi subito stato raggiunto da P.D.S. Come ha poi raccontato in seguito il presidente dell’Accademia ai carabinieri, l’uomo gli si sarebbe avvicinato, chiedendo come mai non fosse stato inserito nell’elenco dei soggetti che avrebbero di lì a poco dato mandato al legale per la nuova costituzione quale parte civile nella udienza fallimentare fissata per il 5 giugno al Tribunale di Nola.  Esposito avrebbe a questo punto tentato di spiegare che altre persone erano nella medesima condizione in quanto, al momento del fallimento, non si erano costituite in giudizio. E da questo istante sarebbe iniziata la follia: l’uomo avrebbe sfilato il cellulare che Esposito teneva tra le mani, scagliandolo sul pavimento. Indi, afferrata la tastiera sulla vicina scrivania, l’avrebbe usata per colpire piĂą e piĂą volte il presidente dell’Accademia sulla testa, facendo nel mentre cadere sul pavimento il monitor del computer. «Se non inserisci anche me in questa causa ti ammazzo – avrebbe detto P.D.S. – non vedrai piĂą casa tua», continuando a battere violentemente la tastiera sulla scrivania.  Esposito, finito in terra, avrebbe tentato di alzarsi ma l’aggressore sarebbe diventato ancora piĂą violento finendo per colpirlo a pugni sull’occhio destro e causandogli copiose perdite di sangue dall’arcata sopraccigliare. A quel punto altre persone, resosi conto che qualcosa stava accadendo poco lontano dalla sala in cui si teneva la riunione, sono accorse e hanno allontanato l’aggressore, chiamando poi sia il 118 che i carabinieri. I militari sono arrivati per primi, consigliando ad Esposito, viste le condizioni in cui si trovava, di farsi accompagnare in pronto soccorso. L’ambulanza è giunta quando giĂ  Esposito era stato portato alla Clinica Trusso di Ottaviano dove è stato medicato e dove i medici hanno riscontrato lesioni compatibili con il racconto poi fornito, piĂą tardi, ai carabinieri. Nella denuncia, Esposito ha anche raccontato che P.D.S. aveva sicuramente bevuto prima dell’aggressione, in quanto nel suo alito si avvertiva chiaramente l’olezzo dell’alcool. Per ora, come ha scritto lo stesso Biagio Esposito sui social giĂ  ieri, l’Accademia e il Museo resteranno chiusi, non fosse altro perchĂ© – per poterli raggiungere – dovrebbe passare davanti casa dell’aggressore.  

Saltando in cucina. O’ cavallo camminatore, o’ vanta a’ via nova!

Riprende una nostra vecchia e cara rubrica di cucina . Enzo Grillo, Naturopata, artista poliedrico e chef per passione,  delizierĂ  i nostri palati  e stimolerà  la nostra…curiositĂ    O’ cavallo camminatore, o’ vanta a’ via nova! Il buon cavallo (che fa molta strada), non si vanta da solo (lo vanta la strada che percorre). É indubbiamente così: chi si vanta da solo, spesso non vale il peso delle sue parole. Mi è capitato, tante volte, di avere a che fare con cuochi dei quali non apprezzavo neppure le padelle in cui cucinavano, che rivendicavano, invece, di aver cucinato per quel Papa, o quel personaggio politico, o quell’attrice. Non ho mai dubitato delle loro parole, ma esprimevo (mentalmente) delle riserve per i giudizi che tutta questa gente importante dava loro, o sul fatto che l’essere socialmente apprezzati non rappresentava affatto un lasciapassare sulla loro capacitĂ  di gusto. Noi cuciniamo per il nostro piacere, per quello dei nostri parenti, amici, amici degli amici… Senza pretese. Dobbiamo essere sempre molto esigenti con noi stessi, anzitutto. Io cerco di darvi dei consigli. Leggendo le mie ricette, voi dovete immaginarne il gusto delle singole pietanze. Chiudere gli occhi ed assaporarne i piatti. Dovete ricordare bene il loro “gusto”, e poi cucinare. Quando avrete finito, state certi che, per i vostri ospiti, andrĂ  tutto bene: voi, invece, dovete confrontare criticamente  il sapore che avete immaginato con quello reale! Se resterete soddisfatti, tanto di guadagnato, altrimenti sforzatevi di vedere cosa c’è che non va.  Avrò, forse, sbagliato io, forse anche voi; o, meglio, il vostro sapore “ideale” è migliore di quanto abbiamo fatto noi due. Allora ripetete, dopo qualche tempo, la ricetta, ed inserite quel sapore che vi sembrava mancasse, aggiungete quello che avrete sentito poco, o diminuite la quantitĂ , se un ingrediente vi sarĂ  sembrato in eccesso. Quando avrete raggiunto la vostra soddisfazione, vedrete che sarĂ  anche quella dei vostri ospiti: allora, avrete imparato a cucinare! E la “via nova” vi vanterĂ , come fa con ogni buon cavallo.   MenĂą Gnocchi di patate e semola con gamberi lardellati Sarago al sale TiramisĂą di nonna Tonia (grazie, Nitride)   Gnocchi di patate e semola con gamberi lardellati Ingredienti per 6 persone 2 chili di patate farinose 150 grammi di semola di grano duro (semolino) 150 grammi di farina Farina in quantitĂ  variabile (ma poca), se necessario. 500 grammi di gamberi rossi freschi piccoli 50 grammi di lardo (non di prosciutto) 2 dl di olio extravergine 2 pelati grandi (da 800 grammi) o due “bottiglie” fatte in casa ½  bicchiere di vino bianco secco Una fettina di cipolla. Sale q.b. Preparazione Gli gnocchi Fate lessare le patate con la buccia in acqua abbondantemente salata. Sbucciate le patate caldissime e passatele nello schiacciapatate. Disponetele a fontana sul tavolo di lavoro. Aggiungete  la farina a pioggia e poi la semola. Impastate il tutto. Nota: se l’impasto viene eccessivamente morbido, aggiungete farina (cercate di usarne poca). Fate dei bastoncini larghi un mignolo e iniziate a fare gli gnocchi. A questi vanno  dati una forma allungata, ma non devono essere “incavati” eccessivamente (si attaccherebbero al tavolo) fatene una decina per prova e lasciateli cuocere in un “pentolinino (non è un errore di stampa)”. Quando salgono a galla, saggiateli: se sono troppo morbidi, aggiungete farina (non troppa). La salsa Togliete tutte le teste ai gamberi. Tenetele  da parte. In un padellone, mettete la fettina di cipolla nell’olio freddo. Appena inizia a sfriggere,  toglietela. Aggiungete il lardo e lasciatelo soffriggere. Unite  le teste dei gamberi. Fate friggere il tutto per 5 minuti. Spruzzate con il vino, lasciatelo sfumare ed aggiungete il pomodoro, che avrete passato nel passa legumi. Fate asciugare sul fuoco cuocendo  per 30-40 minuti (deve asciugare bene l’acqua). Ora metterete i gamberi, che dovranno cuocere per non piĂą di 5 minuti. Condite gli gnocchi caldissimi. Sarago al sale Ingredienti per 6-8 persone Due saraghi per un totale di 1,5-2 chili 3,5 chili di sale DOPPIO (anche di piĂą, dipende dal contenitore) Aglio a volontĂ    Preparazione Accendete il forno a 230 gradi (da 220 a 240) Pulite i saraghi SENZA SQUAMARLI ed asciugateli bene (l’acqua scioglie il sale) Mettete, in una teglia molto alta, uno strato abbondante di sale Riempite con aglio abbondante il pesce e adagiatelo sul fondo. Coprite completamente il pesce con altro sale. Mettete in forno e lasciatelo per 25 minuti. Tiratelo fuori, rompete la crosta di sale e mettete i saraghi nel piatto. Aggiungete olio e sale (se necessario). Servite con insalatina di stagione.   TiramisĂą di nonna Tonia (grazie, Nitride)   Ingredienti per 8-10 persone 600 grammi di savoiardi 500 grammi di ricotta 200 grammi di panna montata (anche “preparato vegetale”) 500 grammi di fragole + 100 grammi per la gelatina mezzo baccello di vaniglia (o due bustine di vanillina) la buccia di un’arancia (non trattata) succo di arancia gelatina in fogli (colla di pesce) zucchero zucchero a velo 3 cucchiai di limoncello.   Preparazione Passate nel frullatore 200 grammi di fragole Prendete  le restanti  fragole ben pulite e tagliate (se non sono di bosco!), mescolatele con le fragole frullate, 2 cucchiai di zucchero, il succo di una arancia e i tre cucchiai di limoncello. Tenete in frigo per due ore. Colate, poi,  le fragole e conservate il succo. Passate la ricotta nel passa legumi, mettetela in una terrina; incorporate 3 cucchiai di zucchero, il succo di mezza arancia, la buccia grattugiata dell’arancia intera e la vaniglia (o la vanillina); mescolate bene. Aggiungete la panna montata. Disponete dei savoiardi sul fondo del contenitore prescelto; bagnateli bene con il coulis (succo) delle fragole. Spalmate la crema di ricotta e panna e aggiungete fragole. Mettete altri biscotti e ripetete l’operazione. Sulla parte superiore, spalmate un sottile strato di crema (anche non sottile, se vi è avanzata). Mettete in frigo. Frullate i 100 grammi di fragole con 2 cucchiai di zucchero a velo e il succo di mezza arancia. Lasciate in acqua fredda  6 fogli di gelatina per 5 minuti.  Strizzate i fogli e metteteli in 350 grammi di acqua; ponete sul fuoco e spegnete appena l’acqua si fa calda. Girate con un cucchiaio di legno ed assicuratevi che la gelatina si sia sciolta. Se necessario, riaccendete il fuoco. NON FATE BOLLIRE L’ACQUA! Aggiungete le fragole frullate; mescolate bene e versate, sul tiramisĂą, la gelatina lentamente, prima che solidifichi. Se questo avviene, riscaldate leggermente (è un processo che potete tranquillamente gestire). Lasciate in frigo 2 ore e mettete in freezer un’ora prima di servirlo. Vino: io qui ci vedo una  Falanghina dei campi flegrei, che regge bene la dissonanza dei gamberi lardellati e il sapore forte del sarago. Ho provato una DOC del 2008 delle Cantine Astroni, e l’ho trovata davvero gradevole (con un costo contenuto). Non condividendo appieno le qualitĂ  organolettiche riferite dai produttori (do retta solo al mio palato), che lo descrivono con una nota di frutta mielata, io trovo che questo vino conservi una certa vivacitĂ  (l’anima delle bollicine) che, accompagnata dalla persistenza dell’aroma, lo rende gradevole al gusto. Non condivido appieno neppure la temperatura di servizio(10-12 gradi), che io trovo eccessivamente alta. 8 gradi rappresentano un giusto compromesso. Strano per un bianco giovane, trovo, infine, che debba essere servito almeno 10 minuti dopo l’apertura. In attesa vostre notizie, vi auguro una felice domenica e …buon appetito!            

Ottaviano, è scontro tra Capasso e Nocerino per un audio whatsapp

Il sindaco uscente Luca Capasso
Andrea Nocerino
Una nota stampa diffusa dal comitato di Andrea Nocerino, candidato sindaco di LDP, FTS, Ottaviano Democratica, Progressisti per Ottaviano, Con Nocerino per Ottaviano e Idea Comune, rivela una frase estrapolata da un audio whatsapp che il suo competitor, l’attuale sindaco Luca Capasso, ricandidato con il sostegno di Per Ottaviano, La CittĂ  Futura, Forza Italia, Ottaviano CittĂ  Ideale, Insieme e Direzione Futuro avrebbe inviato in un gruppo whatsapp. Dunque, questo audio, sarebbe stato diffuso da uno stesso supporter di Capasso, candidato o attivista. Il sindaco Capasso ha sporto denuncia per la diffusione di un audio privato. E replica immediatamente via social concludendo con «non c’è del marcio tra le nostre fila». Del marcio forse no, qualcuno che invia in giro brani di audio privati evidentemente sì.   La frase «incriminata» è la seguente: «Guardate: l’immondizia sta tutta intorno a Nocerino». Dal comitato del candidato sfidante di Capasso si commenta: «Con queste parole, Luca Capasso, figura istituzionale, in quanto ancora sindaco di Ottaviano, ha concluso un suo intervento vocale. Semplicemente disgustoso l’attacco rivolto alla coalizione di Andrea Nocerino e che ha offeso in modo indiscriminato ogni singolo candidato.  Rispediamo al mittente questo volgare attacco, ricordando che la politica è fatta di contenuti, di problemi da affrontare e risolvere. Continueremo a fare questo con entusiasmo, tra la gente, lasciando all’attuale sindaco questi disperati e vergognosi metodi di azione». Il sindaco, dal suo profilo Facebook replica: «Leggo che qualcuno mi accusa di aver pronunciato, in un audio di whatsapp, parole offensive nei riguardi di uno dei miei competitor. Siamo dinanzi ad un’accusa priva di ogni fondamento. Tuttavia qualche precisazione è d’obbligo: 1. La frase viene estrapolata da un discorso molto piĂą ampio e articolato, col quale condannavo il volantino anonimo diffuso pochi giorni fa e invitavo tutti alla calma. Far sentire solo gli ultimi secondi è una vigliaccata, che stravolge il senso del mio intervento e ne restituisce una interpretazione sbagliata 2. L’intervento era comunque di carattere privato: chi ha deciso di tagliare l’audio, isolarne pochi secondi e poi farlo diventare oggetto di polemica ha commesso un reato. Chi lo sta diffondendo, pure. Per questo ho presentato denuncia 3. La mia intenzione non era quella di offendere il mio competitor. L’espressione, certamente dettata dall’emotivitĂ , e comunque fraudolentemente manipolata, aveva la finalitĂ  di invitare i candidati che mi sostengono a non cedere a puerili provocazioni precisando che se vi è del marcio, non è certo tra le nostre fila».