Pomigliano, elezioni: il sindaco lancia Elvira Romano. PD al confronto con l’M5S
E’ il vicesindaco Elvira Romano il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali scelto dalla coalizione capeggiata dal primo cittadino uscente, Raffaele Russo. Romano, 45 anni, avvocato, con 781 voti è stata il consigliere comunale più votato in città alle comunali del 2015, eletta con Forza Italia. Ora però, insieme ad altri esponenti locali del partito di Berlusconi, la neocandidata è entrata nella lista civica denominata “Forza Pomigliano”, poiché è stato deciso che la coalizione che la sosterrà non debba avere una connotazione partitica. Elvira Romano proviene da una famiglia caratterizzata dalla politica. E’ la moglie di Celestino Allocca, medico, 45 anni, tre anni fa candidato a sindaco di Forza Italia nella vicina Somma Vesuviana ma poi battuto al ballottaggio dal sottufficiale della Guardia di Finanza Salvatore Di Sarno. Il papà di Celestino Allocca era Raffale, sindaco di Somma Vesuviana per due mandati consecutivi, sempre con Forza Italia, scomparso due anni prima che concludesse il suo secondo incarico da primo cittadino. E ora proverà la nuora Elvira ad arrivare al timone di un comune, stavolta alla guida di una municipalità importante, politicamente strategica: Pomigliano, la città delle grandi fabbriche del Mezzogiorno e del ministro degli esteri nonché leader nazionale del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio. “Sono molto emozionata – ha dichiarato Elvira Romano a caldo, in municipio, subito dopo l’annuncio della sua candidatura – perché sento la grande responsabilità di questo momento. Il mio impegno sarà massimo, darò continuità all’azione amministrativa che ho già iniziato cinque anni fa. Ci sono persone che mi hanno dimostrato la loro stima – ha aggiunto la neocandidata della Rete Civica – una stima che viene da un percorso politico condiviso e molto partecipato. Intanto il mio messaggio principale è che non utilizzerò mai il pronome personale “io” ma quello plurale “noi”, “noi” come squadra che, in un momento particolare per tutto il mondo, dovrà prendere decisioni molto importanti, “noi” che comunque ce la faremo. Infine voglio precisare che non sono una “prescelta” ma una “scelta” “. Il sindaco uscente Russo, una volta resa nota la scelta della candidata, ha delineato il suo futuro atteggiamento politico in caso di vittoria alle elezioni del 20 e 21 settembre. “Sarò il padre putativo di questa coalizione – ha anticipato – all’indomani delle elezioni potrei essere eletto consigliere comunale. Io comunque me ne starò a casa mia, in via Felice Terracciano, e se qualcuno pensa di poter chiedere il mio contributo lo darò volentieri. Ma non pensate mai che ci sarà una mia presenza attiva in giunta: questo devono saperlo tutti, sin da ora. Adesso però il fatto importante è che sia stato scelto un sindaco donna che se dovesse essere eletto scriverà una pagina di storia a Pomigliano, perché Elvira Romano oltre a essere donna è anche una persona molto capace. E’ il frutto di una decisione unanime delle sette forze civiche che compongono la Rete Civica”. Nella serata di ieri si è poi tenuta la riunione del direttivo cittadino del Partito Democratico. I democrat dovevano valutare la discesa in campo per la candidatura a sindaco del braccio destro di Luigi Di Maio, il pentastellato Dario De Falco, soprattutto alla luce del fatto che qui a Pomigliano il PD ha stipulato col Movimento Cinque Stelle un’alleanza che ricalca quella del governo nazionale.
Reggia di Caserta: muore un cavallo del servizio carrozze. Divampano le polemiche
È morto ieri alla Reggia di Caserta uno dei cavalli del servizio di carrozze che portano i turisti su e giù per il Parco Reale; l’animale è stramazzato al suolo improvvisamente mentre trasportava una carrozza, davanti ai visitatori, adulti e bambini.
Una situazione legata “probabilmente al caldo torrido” scrive in una nota l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che critica fortemente quanto accaduto, preannunciando che “farà tutto il necessario attraverso il suo studio legale perché i colpevoli di questo scempio paghino per le loro azioni”, e ricordando di essere da “sempre impegnato per contrastare questo insensato mercimonio perpetrato ai danni di cavalli resi schiavi”.
La Direzione della Reggia di Caserta, affidata a Tiziana Maffei, esprime “profondo dispiacere per l’accaduto” e spiega che “il servizio di carrozze ippotrainate è gestito in concessione dalla società Tnt”, e che “gli organi competenti stanno effettuando in queste ore tutte le verifiche che il caso richiede”.
Tantissimi i commenti che si registrano sotto il post ufficiale della pagina ufficiale della Reggia di Caserta.
“Sarebbe opportuno abolire per sempre questo c.d. servizio, che non aggiunge nulla alle bellezze del giardino e causa grandi sofferenze agli animali. In caso contrario, faccio appello al buon senso e alla sensibilità dei visitatori affinché rifiutino di usufruire, appunto, di questo servizio”.
“Siete complici. Non ci serve il vostro dispiacere. Pretendiamo l’ABOLIZIONE”.
“Questo servizio potrebbe anche essere del tutto eliminato! Con temperature del genere far lavorare delle povere creature è davvero un gesto di estrema cattiveria”.
“Dire che, nel 2020 ancora ci facciamo trasportare dagli animali è da medioevo, è poco. Tutti i luoghi, turistici e non, che offrono ancora una tale “servizio” (come se si parlasse di oggetti e non esseri viventi) sono da boicottare per sempre. Che profondo disgusto”.
“È auspicabile che questo servizio, se così si può definire, sia sospeso per sempre, perché la bruttura dello sfruttamento animale non aggiunge valore alle meraviglie del giardino, che può essere anche percorso a piedi. Grazie”.
(foto ANSA Campania)
Napoli, Carabinieri arrestano 35enne: con il coltello minacciava la madre per comprare droga
Ha puntato il coltello da cucina contro la madre per estorcerle denaro e acquistare droga. Lo faceva da tempo ma la donna non aveva mai avuto il coraggio di denunciarlo.
Questa volta le cose sono andate diversamente: la vittima, terrorizzata, ha approfittato di un attimo di distrazione del figlio per allertare il 112.
L’uomo, un incensurato 35enne napoletano del quartiere Stella, è stato sorpreso dai Carabinieri della locale stazione ancora con l’arma in pugno.
Quando ha consegnato spontaneamente il coltello, il 35enne è finito in manette ed è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
Dovrà rispondere di estorsione.
Tre vittime di “lupara bianca” ritrovate nel napoletano. Uccisi e scomparsi nel 2009, erano stati seppelliti in un terreno
I resti del boss Francesco Russo (detto Dobermann), di suo figlio Ciro e dell’autista e guardaspalle Vincenzo Moscatelli sono stati trovati seppelliti in un appezzamento di terreno a poca distanza dalla Circumvallazione di Mugnano, in provincia di Napoli.
Si tratta di tre vittime (i corpi erano nudi) di lupara bianca, uccisi e poi fatti scomparire nel 2009 nell’ambito di uno scontro armato tra clan a nord di Napoli per il controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Lupara bianca è una locuzione del gergo giornalistico utilizzata proprio per indicare un omicidio di mafia che prevede l’occultamento del corpo di una persona assassinata, talvolta in aperta campagna, al riparo da occhi indiscreti.
Già nel 2018 il boss pentito Antonio Lo Russo, l’ultimo della famiglia dei “Capitoni” di Miano a passare dalla parte dello Stato, confessò con queste parole il triplice omicidio: “Ne ho decretato la morte (di Dobermann, ndr) e con lui, quella del figlio Ciro e del suo autista Vincenzo Moscatelli in quanto venni a sapere che stava facendo un recupero di 50-60mila euro con persone di Sant’Antimo senza fare capo a me. Lo mandai a chiamare per metterlo in condizioni di parlarmene, ma non mi disse niente. Così andai da Cesare Pagano e gli chiesi di risolvermi questo problema”.
Il ritrovamento è frutto di indagini difensive condotte dall’avvocato Luigi Senese, legale del boss Carmine Amato, accusato di essere l’esecutore (attraverso i suoi killer) del triplice omicidio. I tre sono stati riconosciuti anche attraverso un braccialetto trovato al polso di una vittima.
(foto ANSA Campania)
Somma Vesuviana, stretta al Covid da parte del sindaco Di Sarno
Salvatore Di Sarno, primo cittadino di Somma Vesuviana, annuncia maggiore rigidità per contenere i contagi da Covid-19, in rapida ascesa nei comuni limitrofi, a cominciare da Ottaviano.
Riceviamo dal Comune di Somma Vesuviana e pubblichiamo.
“Obbligatoria la mascherina al chiuso, sempre! Tassativamente vietato entrare in tutti i luoghi chiusi senza la mascherina. Si raccomanda comunque di usarla anche all’aperto soprattutto quando non c’è distanza, di igienizzare sempre le mani. Il Coronavirus c’è e dobbiamo stare attenti. Tutti coloro i quali giungono da qualsiasi Paese straniero devono restare in quarantena. Vietati tutti gli assembramenti, in particolare fuori ai bar e locali” ha ribadito Di Sarno.
“La situazione che sta maturando in queste ore in Campania induce tutti ad essere rigidi nel rispetto delle norme. Dobbiamo indossare le mascherine, bene ha fatto il sindaco di Ottaviano a ripristinare l’uso obbligatorio delle mascherine all’aria aperta. Sarò costretto anche io ad adottare norme stringenti qualora in città, nei bar, nei luoghi chiusi ed anche all’aperto con assembramenti, non dovessero essere rispettate le normative di sicurezza. Chiunque dovesse provenire da qualsiasi Paese straniero deve rispettare la quarantena e dobbiamo segnalare il tutto alle autorità sanitarie territoriali. L’appello è chiaro ed è rivolto a tutti: usiamo il più possibile le mascherine anche all’aperto, obbligatorie in caso di assembramenti o in condizioni in cui il distanziamento non c’è. Tutti i negozianti e gli operatori sono tenuti al rispetto chiaro delle norme e dunque nessuno, ribadisco nessuno, può entrare nei negozi, nei bar, in tutti i luoghi chiusi senza indossare la mascherina e senza igienizzare le mani”, ha concluso il sindaco.
Indagine Codacons sui prezzi: è Napoli la città meno cara per gli alimenti
Napoli è la città che in Italia vanta i prezzi più bassi per i prodotti alimentari. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato un dettagliato studio su prezzi e tariffe in vigore nel nostro paese in 18 grandi città dislocate su tutto il territorio.
“Abbiamo preso in esame un paniere composto da 31 voci tra beni e servizi, per verificare il livello medio di prezzi e tariffe in vigore nelle principali città e capire quale fosse il costo della vita nella fase post-Covid e le differenze esistenti tra le varie aree del paese – spiega il presidente Carlo Rienzi – Emerge così che Napoli, con una spesa media pari a 72,24 euro per l’acquisto di frutta, verdura, carne e pesce, risulta la città più conveniente dove fare la spesa alimentare: per lo stesso paniere di prodotti a Milano si spendono addirittura 109 euro”.
La situazione tuttavia si inverte se si considerano anche i servizi: Napoli, a causa dei una Tari elevatissima e pari in media a 507,96 euro per una abitazione di 100 mq, balza al terzo posto tra le città più costose d’Italia, dietro Milano e Cagliari.
Dall’indagine Codacons emerge inoltre come a Napoli le tariffe di professionisti quali dentisti, ginecologi, meccanici, parrucchieri, ecc. siano sensibilmente più basse rispetto alla media italiana.
Reclutamento del personale docente e GPS: Prime indicazioni per settembre 2020
Quest’anno abbiamo assistito alla modernizzazione del sistema di presentazione delle istanze di inserimento nelle GPS 2020-21 (graduatorie provinciali supplenze): il vecchio sistema cartaceo è stato sostituito da una procedura telematica attraverso la piattaforma Polis del Miur che si è conclusa alla mezzanotte del 6 agosto. Gli interessati hanno avuto a disposizione quindici giorni di tempo per completare la procedura che, seppur con qualche rallentamento dovuto al sovraccarico di utenze collegate in alcune giornate, si è conclusa senza intoppi. In Campania, secondo i dati pubblicati dal MIUR, sono state inoltrate quasi 85 mila domande, in tutt’Italia oltre 750 mila.
Volendo avanzare un’ipotesi su modalità e tempistica, gli elenchi delle graduatorie dovrebbero essere pubblicati sui siti degli ex Provveditorati già a fine agosto mentre le nomine dovrebbero avvenire a settembre ed eventualmente concludersi anche dopo l’inizio dell’anno scolastico fissato, come noto, per il 14 settembre.
L’Ufficio Territoriale competente inoltre pubblicherà sul proprio sito le disponibilità e le sedi per le supplenze e il calendario delle convocazioni.
Nel frattempo, i diversi USR riprendono con le immissioni in ruolo per l’anno 2020/21 tramite la procedura straordinaria della “call veloce”, con la quale i docenti potranno accettare il ruolo su posti rimasti vacanti dalle procedure ordinarie.
Dal momento che l’emergenza Covid-19 è stata prorogata fino al 15 ottobre, se le convocazioni verranno fatte in presenza, modalità specifiche dovranno essere adottate onde evitare assembramenti; il docente potrà anche inviare delega al Dirigente dell’ufficio scolastico o della scuola-polo che gestisce le nomine. In alternativa alla modalità in presenza, le convocazioni, con le relative assegnazioni, potrebbero essere effettuate in modalità telematica. A differenza delle supplenze attribuite con le Graduatorie d’Istituto, nelle quali si esprime la preferenza per 20 Istituti scolastici, il docente chiamato tramite le GPS potrà essere convocato per supplenze in tutti gli Istituti della provincia prescelta.
Secondo l’O.M. 60, dalle GPS verranno assegnate le supplenze annuali fino al 31 agosto su posti vacanti e disponibili entro la data del 31/12 e supplenze fino al termine delle attività didattiche con ulteriori nomine in caso di prolungamento del servizio per lo scrutinio o gli esami. Nel secondo caso, la nomina avverrà su posti non vacanti, ma che siano resi disponibili entro il 31/12.
Gli USR individueranno il personale docente, nell’ordine, dalle GAE e dalle GPS. Gli incarichi sul sostegno saranno assegnati ai docenti delle GAE provvisti del relativo titolo di specializzazione (art.12, comma 5), e successivamente dalle GPS con precedenza rispetto alle altre CDC su posti o cattedre comuni (art. 12, comma 4, dell’O.M 60).
Il docente convocato da GPS non potrà rifiutare la proposta di assunzione in quanto perderebbe il diritto ad accettare altre proposte di supplenza da GAE e GPS che dovessero rendersi successivamente disponibili sia sulla materia che sul sostegno. Mentre la mancata presenza alla convocazione, la mancata presa di servizio o il suo abbandono dopo l’accettazione dell’incarico comportano la perdita della possibilità di accedere ad una supplenza non solo da GAE e GPS ma anche dalle graduatorie d’Istituto.
È chiaro che la ricostruzione qui operata potrebbe pretendere delle curvature a causa dell’emergenza Covid-19 ancora in atto, per cui è massima l’attenzione a tutte le indicazioni ufficiali da parte degli organi istituzionali.
Dal momento che l’emergenza Covid-19 è stata prorogata fino al 15 ottobre, se le convocazioni verranno fatte in presenza, modalità specifiche dovranno essere adottate onde evitare assembramenti; il docente potrà anche inviare delega al Dirigente dell’ufficio scolastico o della scuola-polo che gestisce le nomine. In alternativa alla modalità in presenza, le convocazioni, con le relative assegnazioni, potrebbero essere effettuate in modalità telematica. A differenza delle supplenze attribuite con le Graduatorie d’Istituto, nelle quali si esprime la preferenza per 20 Istituti scolastici, il docente chiamato tramite le GPS potrà essere convocato per supplenze in tutti gli Istituti della provincia prescelta.
Secondo l’O.M. 60, dalle GPS verranno assegnate le supplenze annuali fino al 31 agosto su posti vacanti e disponibili entro la data del 31/12 e supplenze fino al termine delle attività didattiche con ulteriori nomine in caso di prolungamento del servizio per lo scrutinio o gli esami. Nel secondo caso, la nomina avverrà su posti non vacanti, ma che siano resi disponibili entro il 31/12.
Gli USR individueranno il personale docente, nell’ordine, dalle GAE e dalle GPS. Gli incarichi sul sostegno saranno assegnati ai docenti delle GAE provvisti del relativo titolo di specializzazione (art.12, comma 5), e successivamente dalle GPS con precedenza rispetto alle altre CDC su posti o cattedre comuni (art. 12, comma 4, dell’O.M 60).
Il docente convocato da GPS non potrà rifiutare la proposta di assunzione in quanto perderebbe il diritto ad accettare altre proposte di supplenza da GAE e GPS che dovessero rendersi successivamente disponibili sia sulla materia che sul sostegno. Mentre la mancata presenza alla convocazione, la mancata presa di servizio o il suo abbandono dopo l’accettazione dell’incarico comportano la perdita della possibilità di accedere ad una supplenza non solo da GAE e GPS ma anche dalle graduatorie d’Istituto.
È chiaro che la ricostruzione qui operata potrebbe pretendere delle curvature a causa dell’emergenza Covid-19 ancora in atto, per cui è massima l’attenzione a tutte le indicazioni ufficiali da parte degli organi istituzionali. Marigliano, è scontro a tutti i livelli nel Pd
Sembra incredibile eppure l’intervento di Marco Sarracino, segretario regionale del Pd che mirava evidentemente a mitigare la polemica cittadina e invitava a convergere sul nome inclusivo e unificante di Giuseppe Jossa, sembra aver ulteriormente inasprito la lotta intestina al locale Partito Democratico. Militanti e sostenitori si pungolano sui social in merito alla bontà della dichiarazione del segretario, e ciò che traspare dalla discussione è abbastanza significativo: nonostante la presa di posizione che arriva da Napoli, Jossa non sembra ancora essere ufficialmente salito in sella come candidato a sindaco del Pd a Marigliano.
Dal confronto delle varie anime del partito (quelle che fino a poco tempo venivano chiamate “correnti”) emerge nitidamente la confusione che ancora aleggia sovrana dopo la vicenda Carpino che ha contraddistinto questa estate rovente da tutti i punti di vists. Una confusione e un dubbio che sono tutti mariglianesi, considerato che a livello regionale sembrano avere le idee più chiare e il comunicato di Sarracino ne è un esempio lampante. Se Vito Lombardi è ormai fuori dai giochi, lo stesso non si può dire del consigliere Vincenzo Esposito, la cui candidatura è sostenuta dalla coalizione che, insieme al Pd, fino al 21 luglio scorso era pronta a correre per il bis dell’ex primo cittadino.
L’opportunità di una vittoria più “facile” sembra ingolosire qualche pezzo del partito in città, preoccupato dalla possibilità di doversi buttare nella mischia in solitaria (le voci di un apparentamento con il MoVimento 5 Stelle di Gennaro Saiello non trovano riscontri al momento). Tuttavia, ai contrari non piace per niente l’idea di stringere un patto rischioso con liste che di “sinistra” sembrano avere davvero poco: infatti, alla luce di quanto accaduto nei mesi scorsi con i delicati intrecci emersi tra interessi politici e urbanistici (riclassificazioni a cascata), senza dimenticare l’episodio che ha spinto l’ex responsabile del IV settore, Sabato Esposito, a chiedere il trasferimento a Pomigliano d’Arco, e nell’attesa di capire se agli inquirenti garberanno o meno le liste elettorali da presentare entro il prossimo 20 agosto, in città si fa un gran parlare dei rischi che politica e istituzioni potrebbero correre con l’eventuale presenza di faccendieri, soprattutto dopo i noti fatti, e questo incide chiaramente sull’opinione pubblica. Discontinuità e nuova vittoria andranno a braccetto?
A qualcuno non piace l’invito di Sarracino a sigillare un “patto di legalità”, valore doverosamente insito nell’agire politico di chi si impegna per una comunità, ma intanto a Marigliano è ancora tutto da dimostrare che non vi sia bisogno di patti.
Intanto, mentre la base si scalda il direttorio si raffredda: latitano le dichiarazioni in questa fase, come sempre d’altronde, nonostante la presenza di ben 16 consiglieri comunali di maggioranza e 6 assessori. Il silenzio di certo è d’oro ma dire qualcosa non costa nulla: la città attende.
Le tammorre pellegrine rinnovano l’atto di fede nel culto mariano
Riceviamo dall’Accademia Etnostorica e pubblichiamo.
Nel 1972, Eugenio Montale, dando alle stampe per i tipi di Rizzoli, Milano, Nel nostro Tempo, affermava che all’uomo di massa corrisponde il male di massa e che la conseguente solitudine aveva come effetto la provvisorietà dei rapporti con la Natura.
Il Poeta avvertiva che l’universo del sapere tendeva a una sempre maggiore totalizzazione delle conoscenze; quindi, cresceva la indifferenziazione tra gli appartenenti a una società globale omologata. Intanto, mentre per alcuni popoli il radicamento religione-politica significava l’immutabile del sacro nella storia, per altri continuava a venir meno, per una sorta di disaffettività, il rispetto della presenza del sacro nelle radici storiche delle proprie terre.
Di generazione in generazione, è vero, avevano affidato al timore del sacro la loro esistenza e la stessa rassegnazione alla dura fatica quotidiana, ma almeno quel freno evitava tensioni e conflitti ed il tempo, misurato nella ciclicità delle stagioni, diventava coscienza di una ripetitività nella quale il pensiero, l’agire e l’andare, si conformavano a un’ideale volontà superiore, che invece era valore del fare responsabilmente.
Ai Santuari si andava in pellegrinaggio e si tornava sereni, nella certezza che la preghiera collettiva avrebbe certamente ottenuto una gratificazione: la grazia, in un momento di bisogno, scontato dalla comunità sulla propria pelle.
Nel tempo della omologazione e dell’indifferenziato, la corsa all’automazione ed ai processi sempre più velocizzati di meccanismi, ha imposto ritmi vertiginosi: ci trasformiamo nella trasformazione e ci appaghiamo delle emozioni che si dissolvono prima di elevarsi a sentimento.
Non ci piace dilungarci su di un argomento che ci impegna a riflettere sulla provvisorietà dei rapporti con la Natura e con un sempre più intensificata attenzione agli automatismi, per cui, chissà se le macchine, che immagazzinano dati e velocizzano la produzione, saranno governabili dagli argomenti umani e dalla ragione che va verso senza ipotizzare mete.
Intanto, nella pandemia che ha travolto la globalizzazione in atto, alle massificate manifestazioni canore di resistenza nelle prigionie forzate, l’Italia, terra di Santi e di Eroi, non ha avvertito il bisogno di un ricorso collettivo all’aiuto celeste.
I divieti di assembramenti hanno, giustamente, evitato cerimonialità rituali che avevano, come si è detto, finalità aggreganti e formulazioni di voti comuni. Il 2020, intanto, vede un’iniziativa dedicata al Culto Mariano e le Tammorre, le voci della gente, danno luci di fede a sette paesi, nei quali, sono celebrati, in sette santuari, a vari titoli, i pregi di Maria. Chiaramente entrano nelle lodi celebrative residui di culti pagani, per cui, è difficile separare la Madre di Dio dalla madre terra, che ci nutre e ci governa.
Nel programma i pellegrini e artisti cantatori raggiungeranno, il 14 agosto, di notte, il Santuario di Materdomini a Nocera Superiore.
Questo luogo di culto custodisce un’immagine di Maria, Madre di Dio, scoperta da alcuni contadini, alcuni secoli prima dell’anno mille. Papa Niccolò II consacrò, nel 1060 la fabbrica primitiva, nella quale si registrarono molti miracoli. Rinnovato nel tempo, ad opera di imperatori e re, oltre che da abati benedettini basiliani, il Santuario è arricchito da opere di Schiavetti, Solimena, Diano, Guarini. Nel 1923, Pio XI volle che quello di Materdomini, assumesse il titolo di Basilica. Frequentatissimo luogo di culto, oggi la Basilica è arricchita di preziose reliquie, paramenti, un coro ligneo del 1832 e di un organo maestoso.
Le tammorre sosteranno dall’alba al tramonto del 16 agosto, presso il Santuario della Madonna dell’Arco che, secondo la legenda, deriva da un’antica edicola, ma aldilà delle citazioni storiche e dell’imponente repertorio di tavolette votive, attestanti gli avvenuti miracoli, riporta il pensiero a Maria, Arca Santa, nel cui ventre si rinnova il patto di alleanza tra Dio e l’Uomo con il sacrificio di Cristo ultima vittima consacrata. Il 20 agosto i pellegrini faranno sosta a Santa Maria a Castello, a Somma Vesuviana, un Santuario voluto tale dalla fede popolare. Vi è venerata una statua lignea della Vergine Miracolosa, onorata come Mamma Schiavona.
Le tammorre pellegrine sosteranno per tutto il giorno del 30 agosto al Santuario di Madonna dei Bagni, a Scafati. In quello vi si venera una Madonna col Bambino che non è seduto sulle ginocchia materne, ma è pronto a staccarsi da quel nido accogliente perché deve soccorrere chi lo invoca. L’immagine è dipinta in una tazza; è fonte generosa di miracoli e, dal XVII secolo, è meta di fedeli che vi accorrono da tutto il territorio circostante.
Il 1 settembre viene raggiunto il Santuario della Madonna Avvocata a Maiori, Salerno. Il Santuario spicca sul Monte Falerzio ed è composto da un monastero cinquecentesco, retto dai Camaldolesi, da una chiesetta che sostituì nel XX secolo quella originaria distrutta da un incendio e dalla grotta dell’apparizione, in cui, Maria, chiese un piccolo altare con la promessa di essere l’Avvocata dei fedeli. La devozione mariana nei canti popolari invoca Maria, perché nel giudizio di Cristo nomini a difesa le opere buone che rappresentano la tutela dell’anima nell’altra vita.
Viene poi visitato, il 5 settembre, per l’intero giorno e la notte, il Santuario della Madonna delle Galline, a Pagani, Salerno. La tradizione vuole, che nel XVI Secolo, alcune galline, razzolando, scavarono una tavola lignea rappresentante la Madonna del Carmine. La Madonna delle Galline è un luogo di culto rinomato, caro ai fedeli e sede di un’arciconfraternita, attenta alla storia dei miracoli, che si sono succeduti nei secoli. La popolazione del territorio si affida alla protezione della Madonna delle Galline, ai cui festeggiamenti, concorrono numerosissimi fedeli.
Le tammorre del mese Mariano, agosto-settembre 2020, concluderanno il pellegrinaggio, l’8 e il 13 settembre, presso il Santuario di Montevergine, Ospedaletto d’Alpinolo, Avellino.
Anche qui si mescolano ricordi pagani, isiaci e cristiani: la ritualità procede dal 1126, quando San Guglielmo volle che quel luogo ospitasse una comunità monastica, consacrata al culto di Maria, Madre di Dio. Montevergine resta il Santuario Mariano più amato dell’Italia Meridionale e la Juta (l’Andata), 2020, si propone come devoto ringraziamento per lo scampato pericolo dalla pandemia. Ritrovare i Santuari mariani e rinnovare in quelli i canti tradizionali, le tammurriate e i balli, a nostro avviso, è una significativa dimostrazione di come non si sia perduta la tradizione, aria che si respira, che ha ragion d’essere come riferimento essenziale in un mondo che sottrae dignità a religioni che già ebbero il pregio d’essere nazionali, mentre si radicano, come fondamentali, culti di intolleranza che non accettano né dialogo né confronto.
I divieti di assembramenti hanno, giustamente, evitato cerimonialità rituali che avevano, come si è detto, finalità aggreganti e formulazioni di voti comuni. Il 2020, intanto, vede un’iniziativa dedicata al Culto Mariano e le Tammorre, le voci della gente, danno luci di fede a sette paesi, nei quali, sono celebrati, in sette santuari, a vari titoli, i pregi di Maria. Chiaramente entrano nelle lodi celebrative residui di culti pagani, per cui, è difficile separare la Madre di Dio dalla madre terra, che ci nutre e ci governa.
Nel programma i pellegrini e artisti cantatori raggiungeranno, il 14 agosto, di notte, il Santuario di Materdomini a Nocera Superiore.
Questo luogo di culto custodisce un’immagine di Maria, Madre di Dio, scoperta da alcuni contadini, alcuni secoli prima dell’anno mille. Papa Niccolò II consacrò, nel 1060 la fabbrica primitiva, nella quale si registrarono molti miracoli. Rinnovato nel tempo, ad opera di imperatori e re, oltre che da abati benedettini basiliani, il Santuario è arricchito da opere di Schiavetti, Solimena, Diano, Guarini. Nel 1923, Pio XI volle che quello di Materdomini, assumesse il titolo di Basilica. Frequentatissimo luogo di culto, oggi la Basilica è arricchita di preziose reliquie, paramenti, un coro ligneo del 1832 e di un organo maestoso.
Le tammorre sosteranno dall’alba al tramonto del 16 agosto, presso il Santuario della Madonna dell’Arco che, secondo la legenda, deriva da un’antica edicola, ma aldilà delle citazioni storiche e dell’imponente repertorio di tavolette votive, attestanti gli avvenuti miracoli, riporta il pensiero a Maria, Arca Santa, nel cui ventre si rinnova il patto di alleanza tra Dio e l’Uomo con il sacrificio di Cristo ultima vittima consacrata. Il 20 agosto i pellegrini faranno sosta a Santa Maria a Castello, a Somma Vesuviana, un Santuario voluto tale dalla fede popolare. Vi è venerata una statua lignea della Vergine Miracolosa, onorata come Mamma Schiavona.
Le tammorre pellegrine sosteranno per tutto il giorno del 30 agosto al Santuario di Madonna dei Bagni, a Scafati. In quello vi si venera una Madonna col Bambino che non è seduto sulle ginocchia materne, ma è pronto a staccarsi da quel nido accogliente perché deve soccorrere chi lo invoca. L’immagine è dipinta in una tazza; è fonte generosa di miracoli e, dal XVII secolo, è meta di fedeli che vi accorrono da tutto il territorio circostante.
Il 1 settembre viene raggiunto il Santuario della Madonna Avvocata a Maiori, Salerno. Il Santuario spicca sul Monte Falerzio ed è composto da un monastero cinquecentesco, retto dai Camaldolesi, da una chiesetta che sostituì nel XX secolo quella originaria distrutta da un incendio e dalla grotta dell’apparizione, in cui, Maria, chiese un piccolo altare con la promessa di essere l’Avvocata dei fedeli. La devozione mariana nei canti popolari invoca Maria, perché nel giudizio di Cristo nomini a difesa le opere buone che rappresentano la tutela dell’anima nell’altra vita.
Viene poi visitato, il 5 settembre, per l’intero giorno e la notte, il Santuario della Madonna delle Galline, a Pagani, Salerno. La tradizione vuole, che nel XVI Secolo, alcune galline, razzolando, scavarono una tavola lignea rappresentante la Madonna del Carmine. La Madonna delle Galline è un luogo di culto rinomato, caro ai fedeli e sede di un’arciconfraternita, attenta alla storia dei miracoli, che si sono succeduti nei secoli. La popolazione del territorio si affida alla protezione della Madonna delle Galline, ai cui festeggiamenti, concorrono numerosissimi fedeli.
Le tammorre del mese Mariano, agosto-settembre 2020, concluderanno il pellegrinaggio, l’8 e il 13 settembre, presso il Santuario di Montevergine, Ospedaletto d’Alpinolo, Avellino.
Anche qui si mescolano ricordi pagani, isiaci e cristiani: la ritualità procede dal 1126, quando San Guglielmo volle che quel luogo ospitasse una comunità monastica, consacrata al culto di Maria, Madre di Dio. Montevergine resta il Santuario Mariano più amato dell’Italia Meridionale e la Juta (l’Andata), 2020, si propone come devoto ringraziamento per lo scampato pericolo dalla pandemia. Ritrovare i Santuari mariani e rinnovare in quelli i canti tradizionali, le tammurriate e i balli, a nostro avviso, è una significativa dimostrazione di come non si sia perduta la tradizione, aria che si respira, che ha ragion d’essere come riferimento essenziale in un mondo che sottrae dignità a religioni che già ebbero il pregio d’essere nazionali, mentre si radicano, come fondamentali, culti di intolleranza che non accettano né dialogo né confronto. Covid-19, nuovi contagi tra i comuni di Ottaviano e Acerra
Ad agosto, a due mesi dalla riapertura post lockdown si contano ancora casi in aumento di positività al Covid-19. La situazione è preoccupante, soprattutto se si pensa a due comuni in particolare in provincia di Napoli. Ad Ottaviano il sindaco annuncia 9 casi di positività al test, mentre ad Acerra sono stati accertati 7 casi presso la clinica Villa dei Fiori.
Non si può stare ancora tranquilli. L’estate avrebbe dovuto portare un momento di stasi dal pericolo della pandemia che ha costretto l’intera Italia a vivere chiusi tra le mura domestiche per mesi. Numerosi studi avevano identificato il clima caldo, il sole, l’avvento dell’estate come una buona soluzione per bloccare l’espandersi del Covid-19. Non è proprio così. Certamente, i casi di oggi non sono paragonabili a quelli degli scorsi mesi, ma neanche si ha a che fare con dati confortanti se si pensa a due comuni nello specifico, Ottaviano e Acerra che ad oggi contano numeri non confortanti.
La prima comunicazione pervenuta da parte del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, risale allo scorso 22 luglio. In quell’occasione il primo cittadino si appellava al buon senso dei cittadini, invitando tutti a prestare la massima attenzione. “Oggi però mi sento di tornare a parlare dell’emergenza covid perché temo che siamo alle porte di un’altra fase difficile. E non mi consola sapere che a Ottaviano non abbiamo casi. In tutta la Campania emergono focolai, ovunque serpeggia la paura di una nuova situazione critica” – queste le parole del sindaco Capasso – “Il covid non è sparito e noi dobbiamo rispettare le leggi e usare le mascherine nei luoghi pubblici, nei negozi, sui mezzi di trasporto. Dobbiamo stare attenti perché la guerra non è finita. E chi lo pensa commette un grosso errore”. Da quel momento in poi si sono alternati i consueti bollettini che fino alla giornata odierna contano ben 9 casi.
Ad Ottaviano i primi sei casi, legati tra loro perchè parte della stessa famiglia, riguardano persone non ricoverate in ospedale, in isolamento presso la loro abitazione. Gli ultimi tre casi di positività al Covid-19 sono riconducibili a ragazzi che hanno contratto il virus di ritorno dalle vacanze fuori regione. Con l’ordinanza numero 197 il comune di Ottaviano dispone l’uso obbligatorio della mascherina anche all’aperto, dalle 19 alle 6 del mattino successivo, fino al 31 agosto. Sono esclusi coloro che svolgono attività ginnica e podistica ma per le passeggiate la mascherina è obbligatoria. “Abbiamo gestito bene la fase immediatamente successiva al lockdown, ma ora ci stiamo lasciando tutti andare. Lo dico senza accusare nessuno, men che meno i giovani che hanno tutto il diritto di divertirsi. Ma in questo momento loro sono i più esposti e dal loro comportamento dipende molto la diffusione del virus” chiude il sindaco Luca Capasso.
Ad Acerra è di poche ora fa la comunicazione diffusa alla comunità dal primo cittadino del paese, Raffaele Lettieri. “Presso la clinica Villa dei Fiori di Acerra sono stati accertati sette casi positivi: c’è un ricoverato presso un’altra struttura ospedaliera, gli altri sono in isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tra i positivi anche una persona che era rientrata dalle vacanze” annuncia il sindaco. Riattivato l’ufficio Usec del comune di Acerra e il servizio di Protezione civile per ogni possibile necessità. L’Asl Napoli Nord 2 ha disposto di interdire all’accesso dell’utenza tre reparti. Nello specifico pronto soccorso, rianimazione e cardiologia per la sanificazione. Inoltre, sono previsti i tamponi per tutti gli operatori sanitari e gli utenti della clinica. Il sindaco invita tutti i cittadini a rispettare le regole di contenimento del virus.

