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Sembra incredibile eppure l’intervento di Marco Sarracino, segretario regionale del Pd che mirava evidentemente a mitigare la polemica cittadina e invitava a convergere sul nome inclusivo e unificante di Giuseppe Jossa, sembra aver ulteriormente inasprito la lotta intestina al locale Partito Democratico. Militanti e sostenitori si pungolano sui social in merito alla bontà della dichiarazione del segretario, e ciò che traspare dalla discussione è abbastanza significativo: nonostante la presa di posizione che arriva da Napoli, Jossa non sembra ancora essere ufficialmente salito in sella come candidato a sindaco del Pd a Marigliano.

Dal confronto delle varie anime del partito (quelle che fino a poco tempo venivano chiamate “correnti”) emerge nitidamente la confusione che ancora aleggia sovrana dopo la vicenda Carpino che ha contraddistinto questa estate rovente da tutti i punti di vists. Una confusione e un dubbio che sono tutti mariglianesi, considerato che a livello regionale sembrano avere le idee più chiare e il comunicato di Sarracino ne è un esempio lampante. Se Vito Lombardi è ormai fuori dai giochi, lo stesso non si può dire del consigliere Vincenzo Esposito, la cui candidatura è sostenuta dalla coalizione che, insieme al Pd, fino al 21 luglio scorso era pronta a correre per il bis dell’ex primo cittadino.

L’opportunità di una vittoria più “facile” sembra ingolosire qualche pezzo del partito in città, preoccupato dalla possibilità di doversi buttare nella mischia in solitaria (le voci di un apparentamento con il MoVimento 5 Stelle di Gennaro Saiello non trovano riscontri al momento). Tuttavia, ai contrari non piace per niente l’idea di stringere un patto rischioso con liste che di “sinistra” sembrano avere davvero poco: infatti, alla luce di quanto accaduto nei mesi scorsi con i delicati intrecci emersi tra interessi politici e urbanistici (riclassificazioni a cascata), senza dimenticare l’episodio che ha spinto l’ex responsabile del IV settore, Sabato Esposito, a chiedere il trasferimento a Pomigliano d’Arco, e nell’attesa di capire se agli inquirenti garberanno o meno le liste elettorali da presentare entro il prossimo 20 agosto, in città si fa un gran parlare dei rischi che politica e istituzioni potrebbero correre con l’eventuale presenza di faccendieri, soprattutto dopo i noti fatti, e questo incide chiaramente sull’opinione pubblica. Discontinuità e nuova vittoria andranno a braccetto?

A qualcuno non piace l’invito di Sarracino a sigillare un “patto di legalità”, valore doverosamente insito nell’agire politico di chi si impegna per una comunità, ma intanto a Marigliano è ancora tutto da dimostrare che non vi sia bisogno di patti.
Intanto, mentre la base si scalda il direttorio si raffredda: latitano le dichiarazioni in questa fase, come sempre d’altronde, nonostante la presenza di ben 16 consiglieri comunali di maggioranza e 6 assessori. Il silenzio di certo è d’oro ma dire qualcosa non costa nulla: la città attende.