VinGustandoItalia, le tradizioni pasquali nel mondo…

  …Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi…    Si è sempre detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, ma in questo periodo di pandemia dovremmo dire “o con chi puoi”. Ma visto che è ancora possibile sognare, e soprattutto conoscere, oggi vi porto a fare un appassionante giro tra le tradizioni pasquali più singolari del mondo. Ma tenete presente che al di là delle Alpi la Pasqua si festeggia e si mangia, in modi molto diversi dal nostro. Osserveremo alcune tradizioni gastronomiche pasquali e non solo, più strane al mondo. Francia. Nella cittadina di Hauxn si è soliti preparare nella piazza principale una gigantesca frittata con 4500 uova per saziare 1000 persone. La tradizione nasce dalla storia secondo cui Napoleone, insieme al suo esercito in viaggio nel Sud della Francia, fece tappa a Haux per fare una pausa e mangiare delle omelette. Napoleone rimase così entusiasta che ordinò al paese di raccogliere tutte le uova che avevano per far una frittata gigante in grado di sfamare il suo intero esercito. Finlandia. In tutto il paese si è soliti preparare il budino di segale. All’aspetto non sembra molto invitante, ma pare che sia buonissimo. È il mämmi, una preparazione finlandese a base di farina di segale, malto di segale, buccia d’arancia, melassa. Tutti ingredienti sono di colore scuro e di origine molto povera, tanto da mettere la melassa al posto dello zucchero. Questo piatto, come molte preparazioni dei giorni di festa, è il risultato di una cottura lunga, lenta e paziente. Ha bisogno inoltre di un riposo di qualche giorno, per cui viene preparato durante la Settimana Santa e consumato a Pasqua. Germania. Nell’intera nazione si fa l’albero di Pasqua. Si chiamano  Osterstrauch, cioè alberi, decorati con uova colorate, fiori, nastri e tutto quanto ci sia di colorato. Questa tradizione sta prendendo piede anche in altre nazioni, compresa l’Italia, tanto che anche mia moglie Antonella è solita fare questo albero. Si decorano non solo le case, ma anche i giardini e le strade in un tripudio di colori. Per quanto riguarda invece le celebrazioni, si inizia il Giovedì Santo, dove, secondo la tradizione, si consumano solo cibi verdi. Non manca mai in tavola la “zuppa alle sette erbe” preparata con erba cipollina, prezzemolo, crescione, dente di leone, porro verde, spinaci e acetosella. Al posto delle uova di cioccolato, invece, si consuma l’Osterlamm, un dolce a forma di agnello spolverato di zucchero, che viene cotto in un recipiente di argilla che gli dona un aroma particolare. Repubblica Ceca. Oltre alle tradizionali uova colorate, una tradizione della Repubblica Ceca vuole che il Lunedì di Pasqua ragazzi e uomini adulti vadano di casa in casa a chiedere in regalo le uova colorate, colpendo scherzosamente donne e ragazza con la pomlazka, una “frusta” fatta di ramoscelli di salice intrecciati e nastri colorati. La “frustata” ha anche la funzione di regalare alle donne bellezza e giovinezza. Alcune ricambiano con le uova colorate, altre invece con un bicchiere di acqua fredda sulla testa! Romania. Anche in Romania le protagoniste della Pasqua sono le uova, in un divertente campionato che coinvolge tutta la famiglia. Si prepara una grande quantità di uova sode. Ogni concorrente colpisce quella dell’avversario e vince l’uovo con il guscio più duro. Il perdente deve mangiarsi tutte le uova che vengono rotte. Un’altra tradizione, invece, vuole che la mattina di Pasqua ci si lavi la faccia con l’acqua dove la sera prima sono state messe in ammollo un uovo, simbolo di salute, e una moneta d’argento, simbolo di prosperità. Infine, il pranzo di Pasqua è molto corposo e include generalmente la ciorba, una zuppa dal sapore acido, sottaceti, agnello al forno con insalata, una torta salata a base di fegato d’agnello e prezzemolo e uova dipinte. Danimarca. la Pasqua si festeggia brindando con la Påskebryg, la “birra di Pasqua” che viene venduta solo in questo periodo dell’anno. Si tratta di una birra di produzione danese leggermente più forte della “bionda” normale. Un’altra curiosa tradizione danese è spedire lettere misteriose e anonime. Il destinatario deve indovinare il mittente e in palio c’è un uovo di cioccolato. La lettera è sempre accompagnata da un fiore di bucaneve. Le case, invece, vengono decorate nei colori giallo e verde, con rami fioriti e gigli. La tradizione culinaria prevede in tavola uova cucinate in diverse ricette, ma anche pollo, pesce e agnello. Spagna. Così come in Italia, la pasqua viene celebrata al termine della settimana santa ed è ricca di tradizioni, riti e piatti caratteristici. La Torrija è uno di questi ed è un dolce realizzato con latte, uova, miele e zucchero uniti al vino e fritto utilizzando olio d’oliva. La zuppa di cipolle è un altro piatto molto diffuso durante le celebrazioni pasquali. Altri dolci tipici sono La Mona de Pascua, una torta catalana decorata con nocciole e uova colorate e i Buñuelos, dolci tipici fatti con palline di impasto lievitato con l’anice. Concludo questo articolo narrandovi l’origine della nostra colomba pasquale. Si racconta che alla metà del sesto secolo Alboino, re dei Longobardi, durante l’assedio della città di Pavia, ricevette un pane lievitato dalla forma di colomba. La colomba era un segno di pace; da allora, questo dolce fatto di semplici ingredienti come uova, farina e lievito, fu arricchito con burro, zucchero e canditi ed entrò nella tradizione pasquale. Auguri a tutti voi. (fonte foto: rete internet)

La Resurrezione di Cristo: una verità di fede che mosse e muove la riflessione di teologi e di filosofi. E di artisti

Nel quadro di Rubens Cristo risorge come Figlio di Dio e come Uomo? E Dio Padre fu “toccato” dalla sofferenza del Figlio? Questi temi vengono trattati da Michele Ranieri nel libro “Dell’Intempestivo”, insieme ad altri temi, tutti “segnati” dalla cultura, dalla passione e dalla “penna” sagace dell’autore. La teologia e la filosofia della Resurrezione di Cristo. Le riflessioni di papa Benedetto XVI. Le intuizioni di Caravaggio e di Rubens, che “vedono” e rappresentano l’umanità “corporea” di Cristo risorto.   Michele Ranieri, docente di filosofia e di storia presso il Liceo “A. Diaz” di Ottaviano, ha una cultura non solo vasta e profonda, ma anche “sentita”, nel senso che in ogni incontro con i libri egli rimette in gioco la filologia della mente e quella del cuore. Tre mesi fa il professore ha pubblicato “Dell’intempestivo”, “appunti e note sul ritardo, lo scarto e il postumo”: e sono appunti e note che toccano atti e momenti del vivere e del pensare di ciascuno di noi, e mi ricordano la straordinaria capacità di Karl Kraus di servirsi del paradosso, del “rovesciamento” e dell’ “inaspettato” per farci capire che niente nella nostra vita è “offeso” dalla banalità, perché se un solo nostro pensiero, un solo gesto, una sola percezione fossero banali, tutta la vita nostra sarebbe fatalmente e totalmente banale. La prima parte del libro è dedicata al tema della Resurrezione di Cristo, che ha mosso e muove la riflessione di teologi e di filosofi, e che espose San Paolo all’irrisione degli Ateniesi. Paolo, nel suo discorso all’Areopago di Atene, ricordò che Dio giudicherà gli uomini “con giustizia per mezzo dell’Uomo che Egli ha scelto dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti”, ma non “appena sentirono l’accenno alla resurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: “Ti sentiremo su questo un’altra volta”.” (Atti degli Apostoli, 31-33). Non era facile parlare della resurrezione dei corpi nella città di Platone, del filosofo che aveva “visto” la perfezione ideale dell’anima realizzarsi nel momento in cui essa si libera dal carcere del corpo. Michele Ranieri parla anche di un teologo francese, Emmanuel Falque, che “ha sviluppato in pagine complesse e non prive di fascino il tema della partecipazione del Padre al dolore del Figlio”. Questo passaggio mi ha riportato alla memoria – un raggio di luce improvviso – la sorpresa che scosse noi, giovani universitari- più di mezzo secolo fa – quando il prof. Nazzaro, assistente di Francesco Arnaldi, ci spiegò che la vita terrena e la morte di Cristo avevano spinto  Clemente Alessandrino, Origene e anche Agostino, a  interrogarsi sulla impassibilità di Dio Padre, e a rispondere che la sofferenza di Cristo aveva “toccato” in qualche modo anche il Padre. E di questa partecipazione ha scritto anche Papa Benedetto XVI: “Dio è uno che soffre, perché è uno che ama; la tematica del Dio sofferente deriva dalla tematica del Dio che ama, e rinvia continuamente ad essa. Il vero superamento del concetto antico di Dio da parte della concezione cristiana sta nel riconoscimento che Dio è amore”. Ci sono, nel libro di Michele Ranieri, altri temi che meritano una analisi e un confronto: da Lucrezio alla lingua di Dante, dai filosofi greci a uno dei “passi” che considero un cardine della letteratura universale, il racconto omerico dell’incontro nell’ Ade tra Ulisse e Achille. Ma torniamo al tema di oggi. L’arte dei Maestri arriva, talvolta, alle stesse conclusioni dei teologi e dei filosofi: e ci arriva per una strada più breve, più netta, più spettacolare. Il “Cristo che risorge”, che fece parte della collezione dei Medici e che oggi appartiene alla “quadreria” di Palazzo Pitti, Rubens lo dipinse nel 1616, proponendosi chiaramente di “rovesciare” l’iconografia della Resurrezione codificata da Raffaello e dalla pittura rinascimentale. Il Cristo risorto del Maestro olandese non sale in alto, verso i cieli, con la leggerezza luminosa dello Spirito, ma è un uomo dal corpo possente, dalla muscolatura virile, che non porta nessun segno di morte e di sofferenza: Egli esce dal sepolcro e si appresta a levarsi in piedi e a venire verso di noi, verso la Terra. Nel quadro di Caravaggio (immagine in appendice) il Cristo risorto che cerca di vincere l’incredulità di Tommaso è un uomo, nel colore delle carni e nel tono dell’espressione. E mentre spinge dentro la ferita il dito della mano rozza e sporca del  Suo seguace che non crede che quell’uomo che gli sta di fronte sia Cristo risorto, pare che Egli avverta ancora dolore: i labbri della ferita (e forse dovrei scrivere “le labbra”, perché quella ferita è una bocca che parla), le rughe sulla fronte di Tommaso, i muscoli delle mani di Cristo pare che si muovano, nella tensione di una scena tutta terrena. Sì, il Dio che soffre è la verità che permise al Cristianesimo di mandar via dall’Olimpo gli dei antichi.    

Marigliano, sospesi i vaccini a Pasqua e Pasquetta. Il sindaco:”Scelta gravissima”

Riceviamo e pubblichiamo dall’agenzia area Nolana. “Mentre il Covid continua a mietere vittime noi gli regaliamo due giorni di vantaggio chiudendo per ferie il centro vaccini di  Marigliano, dove nei giorni di Pasqua e Pasquetta non saranno somministrati vaccini. É una scelta contraddittoria rispetto alle misure messe in campo per frenare l’avanzata del virus. Ho già scritto al direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud ed al direttore del  distretto sanitario  chiedendo di  rimediare: è quanto afferma Peppe Jossa, il sindaco di Marigliano che ospita sul proprio territorio un centro vaccini punto di riferimento per i sei Comuni del distretto 48 dell’Asl Na 3 Sud. “Ogni persona vaccinata in più è un cittadino protetto nella lotta contro la pandemia ed è per questo – sottolinea Jossa – che trovo irragionevole sospendere le somministrazioni nei giorni festivi. Da un anno sono state giustamente  sospese tutte le ricorrenze, tutte le celebrazioni, tutti i riti. Il mondo intero è fermo per spuntarla su una malattia che mette a rischio le nostre vite, il nostro lavoro, la nostra economia. É quindi ingiusto  allungare i tempi di uscita da questo tragico e pericoloso tunnel. Se fosse per me procederei con le vaccinazioni 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno. Questa sì che sarebbe una lotta senza sosta contro la malattia ed a difesa di ogni cittadino”.

Madonna dell’Arco, il priore ai fujenti: “Non arriverete al Santuario”

Riceviamo e  pubblichiamo dal Priore del Santuario di Madonna dell’Arco   Carissimi, già nei giorni scorsi con una precedente lettera vi ho comunicato che il 570° pellegrinaggio del Lunedì in Albis al Santuario di Madonna dell’Arco, in ottemperanza a quanto previsto per la limitazione ed il diffondersi della pandemia legata al Covid – 19, non si sarebbe svolto. Tuttavia, leggo sui social e sulla stampa l’intenzione di alcuni gruppi di persone di voler venire meno a quanto imposto dall’Ordinanza Regionale e a quanto il Rettore del Santuario in accordo con il Segretario dell’Ufficio Battenti, sig. Antonio Del Giudice e i suoi delegati e il Presidente Diocesano delle U.C.O della Diocesi di Napoli, sig. Pasquale Oliviero con i suoi delegati di comune accordo con le Autorità Civili competenti hanno deciso e promulgato. Pertanto sono a richiamare tutti voi al pieno e assoluto rispetto di quanto imposto dalle Autorità Civili e Militari competenti e a tal proposito voglio ribadire che:
  • Il Santuario di Madonna dell’Arco resterà chiuso per l’accesso dei fedeli fino al 7 aprile 2021;
  • L’intera area del Santuario dalla Domenica di Pasqua fino al martedì mattina sarà presidiata dalle forze dell’Ordine che ne impediranno anche solo il passaggio;
  • Tutte le strade che portano al Santuario e alla zona di Sant’Anastasia denominata Frazione di Madonna dell’Arco saranno presidiate dalle forze dell’ordine;
  • È assolutamente vietato organizzarsi per raggiungere il Santuario in qualsiasi forma e modo, anche privatamente;
  • È fatto assoluto divieto a tutte le Associazioni, in accordo con la Segreteria dell’Ufficio Battenti del Santuario e con la Presidenza Diocesana delle UCO di Napoli organizzare qualsiasi tipo di manifestazione legata al culto della Madonna dell’Arco.
Carissimi, il primo modo in cui siamo chiamati a dimostrare la nostra devozione alla Mamma dell’Arco è il rispetto delle regole per la prevenzione del contagio dal Covid-19. Ci sentiremo uniti gli uni agli altri, e vivremo il nostro pellegrinaggio dalle nostre case, collegandoci tutti sulla pagina del Santuario e seguendo la diretta della Santa Messa che sarà celebrata Lunedì 5 aprile alle ore 3.00. P.  Alessio Maria Romano    Rettore del Santuario  

Somma Vesuviana, venerdì santo: lumini accesi e marcia funebre in filodiffusione per le strade del paese

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Ben 30 giovani musicisti a distanza, in diretta social, hanno suonato la Marcia funebre “Dolores” di Orsomando, trasmessa in filodiffusione per le strade del paese (tutto nei video)  . A Somma Vesuviana un’orchestra sinfonica a distanza ha suonato nel giorno del Venerdì Santo. Per la prima volta aperta la Cappella del ‘600 che custodisce la Madonna Addolorata per consentire la diretta social. In serata tante persone hanno acceso un lumino ai balconi immaginando il passaggio della Madonna. “E’ stata una grande emozione con due eventi davvero unici vissuti per il Venerdì Santo a Somma Vesuviana. Per la prima volta è stata aperta la Cappella della Congrega della Reale Arciconfraternita Pio Laical Monte della Morte e Pietà, risalente a metà ‘600, dove è custodita la Madonna Addolorata con il Cristo Morto, per consentire una diretta social. La benedizione del parroco è arrivata nelle case attraverso la diretta Social, l’immagine della Madonna è arrivata nelle case attraverso i social. E’ un fatto nuovo e ringrazio il Priore della Congrega Pio Laical  Antonio delle Cave ed il Parroco della Collegiata, la più antica chiesa di Somma Vesuviana, padre Giuseppe D’Agostino, per l’ospitalità. Intenso il momento in cui è stato cantato in latino il “Miserere” caratteristica della nostra processione del Venerdì Santo, ma questa volta cantato nella Cappella e dinanzi alla Madonna Addolorata con il Cristo Morto. In serata altra grande emozione: ben 30 musicisti, giovani, formati grazie ai laboratori musicali dell’Associazione dedicata al maestro “Antonio Seraponte” hanno dato vita alla prima banda musicale a distanza in onore della Madonna. I giovani musicisti hanno suonato la Marcia funebre “Dolores” di Orsomando che tradizionalmente accompagnava la Madonna in processione. Il tutto è stato trasmesso mediante i social con una filodiffusione in contemporanea per le strade di Somma Vesuviana e la musica è arrivata anche in campagna. Alle ore 21 in tanti e ringrazio i cittadini, hanno risposto all’appello di accendere un lumino ai balconi, immaginando il passaggio della Madonna”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. “E’ stata una grande emozione, una grande prova. Siamo riusciti a far arrivare nelle case di tutti i cittadini la Marcia funebre “Dolores” di Orsomando che accompagna la Madonna in processione. Abbiamo dato vita  alla Banda Musicale a distanza composta da 30 giovani musicisti formati con nostre attività laboratoriali. Sono giovani musicisti usciti dalle scuole di Somma Vesuviana –  ha dichiarato Ciro Seraponte, Presidente dell’Associazione Musicale “Antonio Seraponte” – che con noi stanno portando avanti il progetto di organizzazione della Banda Musicale di Somma Vesuviana. In contemporanea alla diretta sulle piattaforme social, la musica è stata anche trasmessa in filodiffusione presso le strade della città”. Una Cappella che nacque proprio mentre la peste colpiva la città. “C’era la peste in quel periodo, poi arrivò l’eruzione del 1631 ed i nobili pensarono di dare vita all’Arciconfraternita. La processione del Venerdì Santo di Somma Vesuviana, nel napoletano, è tra gli eventi pasquali campani più suggestivi. Ben 2000 Confratelli con il saio bianco sfilano con candele accese – ha dichiarato Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana – intonando in latino il Miserere per i vicoli di Somma Vesuviana. La Madonna è accompagnata dalla Banda Musicale che suona la Marcia “Dolores” di Orsomando. A seguire più di 10.000 donne vestite di nero e sempre con candele accese.  

Somma Vesuviana, dipendenti Dema senza stipendio, FAILMS: “Non c’è più tempo, bisogna intervenire”

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Riceviamo e pubblichiamo dal sindacato FAILMS Lasciare ii propri dipendenti ad oggi senza stipendio, in particolar modo nel periodo delle feste pasquali, in piena pandemia è da irresponsabili. Non c’è più tempo, i vari incontri, le promesse e gli impegni stanno ancora al punto di partenza. Questi dipendenti e le loro famiglie non possono più vivere nell’ansia e nella paura. Stati d’animo che sono stati amplificati già dalla crisi epidemiologica. Si intervenga, subito, l’invito va fatto dal primo cittadino di Somma Vesuviana al Presidente della Regione Campania fino al Presidente del Consiglio. Che vuole fare questo management?  Non si può più scherzare con la vita di famiglie che sopravvivono con lo stipendio. Il sito della Dema e i suoi dipendenti vanno tutelati da tutte le istituzioni. Luigi Raiola, segretario Provinciale  F.A.I.L.M.S  Conf. s.a.f.i

Ottaviano, covid-19: morta una donna di 44 anni

Il covid-19 non risparmia nessuno, è proprio il caso di dirlo. Ad Ottaviano è stata appena data l’ufficialità della morte di una giovane donna di 44 anni che lascia il marito e due figli. Ricoverata da qualche tempo, le condizioni di salute della donna si sono purtroppo aggravate in poco tempo non lasciandole scampo nonostante si trattasse di una giovane e, apparentemente, in buona salute. Un destino terribile per una coppia che in molti conoscevano e stimavano: anche il marito, infatti, è ricoverato a causa del covid-19 ma pare che negli ultimi giorni le sue condizioni di salute siano nettamente migliorate e sia finalmente fuori pericolo. Il Sindaco Capasso intanto, tramite un post su Facebook ha espresso tutto il rammarico per una perdita così amara: ” Io sono sconvolto. Se qualcuno vuole ancora illudersi di non sentirsi coinvolto, sappia che è totalmente fuori strada. Qui si lotta per non morire. E le regole si rispettano per la sopravvivenza di un’intera comunità.” Basterebbe ricordarsi che in questo momento ci sono persone che stanno soffrendo per la perdita di un familiare, un amico, un conoscente, per restare in casa e rispettare le regole. Siamo tutti estremamente stanchi a causa di questa situazione ma bisogna tenere duro perché c’è chi sta lottando per vivere, per rivedere le persone care e allora noi altri, che siamo vivi e stiamo bene, possiamo sicuramente evitare di infrangere le regole e avere rispetto per noi stessi e per il prossimo.

Covid 19, Pasqua blindata: tre giorni di zona rossa in tutte le regioni

Da oggi tutte le regioni italiane tornano in zona rossa per tre giorni. L’ennesimo lockdown per cercare di limitare spostamenti e assembramenti durante le festività pasquali. Per questo il Viminale, durante il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, ha chiesto ai prefetti di intensificare i controlli. In particolare le forze dell’ordine, che saranno in campo con 70 mila unità, dovranno presidiare le aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, parchi, litorali, arterie stradali e autostradali, stazioni, porti e aeroporti. Un monitoraggio “rigoroso” ma equilibrato – come l’ha definito il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – per verificare il rispetto delle norme anti-covid che da sabato a lunedì vietano gli spostamenti anche nel proprio comune, se non per andare a trovare parenti o amici in massimo di due persone, con minori di 14 anni conviventi. E’ inoltre sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all’aperto in forma individuale. La Campania resta in zona rossa anche dopo Pasqua. “Oggi vi sono tutte le condizioni per cominciare il cammino per uscire da questo calvario, a condizione che non commettiamo errori, non sbagliamo, manteniamo il massimo di razionalità. Ci sono le condizioni per metterci alle spalle questi mesi e questo anno di drammatica pesantezza per la vita di ognuno di noi”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella consueta  diretta Fb del venerdì. (fonte foto: rete internet)

Visita all’ICAM di Lauro del Garante Ciambriello: “Le carceri attenuate o meno non sono luoghi per bambini”

Riceviamo e pubblichiamo
“Occorre che in tempi brevi sulle case famiglie protette, strutture previste dalla legge del 2011 istitutiva degli ICAM come quello di Lauro, anche nella nostra comunità regionale si aprano un paio di queste esperienze e opportunità di luoghi alternativi al carcere per garantire principalmente l’interesse preminente del minore”. Così il Garante Campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello all’uscita oggi dell’Istituto attenuato per detenute madri a Lauro, nell’Avellinese.
Il Garante a tal proposito, dice “mi ha fatto piacere che il parlamento abbia approvato un provvedimento in bilancio che consente di finanziare per l’importo di 1,5 milioni su tutto il territorio nazionale la creazione di case famiglie protette per madri detenute con figli che debbano scontare 3 anni”.
Nella visita odierna presso ICAM di Lauro dove attualmente sono ristrette 9 detenute e 11 bambini, il Garante Ciambriello, accompagnato dal suo staff, dallo scrittore Lorenzo Marone, dal cappellano Don Enzo Miranda e dal direttore dell’Istituto Paolo Pastena, ha fatto gli auguri di Pasqua consegnando uova, dolci e mascherine.
Il Garante comunica che la recidiva in generale per le donne è all’8% mentre, purtroppo, per gli uomini si aggira intorno all’80%. Ciambriello così conclude “la presenza di figli in carcere costituisce un importante elemento “riabilitativo” incidendo significativamente sulla recidiva. Certo parlare di maternità e carcere è un ossimoro perché la tutela degli affetti, l’educazione dei figli è incompatibile con il carcere”.

Sant’Anastasia, l’ulivo di Piazza IV Novembre illuminato di blu per la Giornata Mondiale dell’Autismo

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia.

Sant’Anastasia, Giornata Mondiale dell’Autismo, un momento di consapevolezza e riflessione importante affinché vengano prese misure per sensibilizzare l’opinione pubblica, per questo l’Amministrazione Esposito ha deciso di illuminare di blu l’ulivo di Piazza IV Novembre.

La Giornata Mondiale dell’Autismo rappresenta, un momento di consapevolezza e riflessione importante affinché vengano prese misure per sensibilizzare l’opinione pubblica. In questo periodo di emergenza Covid-19 le persone nello spettro autistico possono maggiormente accusare lo stress dovuto all’applicazione delle misure di contenimento e all’eventuale isolamento domiciliare o ospedalizzazione in caso di contagio.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), almeno 1 bambino su 160 ha un disturbo dello spettro autistico, ma la scarsa conoscenza della condizione e le difficoltà nella diagnosi possono renderne difficile l’identificazione. La mancanza di comprensione ha un enorme impatto sugli individui, sulle loro famiglie e sulle comunità. La stigmatizzazione e la discriminazione associate al disturbo restano ostacoli sostanziali per le diagnosi e le terapie e costituiscono un problema da affrontare a livello globale, non solo nei Paesi in via di sviluppo. Per questo l’Amministrazione Esposito ha deciso di illuminare di blu l’ulivo di Piazza IV Novembre.
Ci troviamo di fronte a chi non ci guarda negli occhi ma che dentro ha un mondo da donare – queste le parole dell’Assessora alle Politiche sociali Cettina Gilibertima ci troviamo di fronte a molte famiglie che vivono, spesso, sole e stressate. Diciamocela tutta, le cure private costano tanto e molto spesso si relega all’aspetto sanitario tutti gli interventi riabilitativi, trascurando gli aspetti sociali. Ma un bambino, una persona autistica non è il suo autismo. È una persona, prima di tutto, che vive in un mondo in cui si crede di non poter entrare. Non è così! Ed è proprio per questi bambini che presto partirà, come iniziativa del Comune di Sant’Anastasia, un progetto per bambini autistici e per le loro famiglie. Solo l’ inizio di un percorso che andrà meglio strutturato e che darà un supporto sociale alle famiglie con bambini autistici.
Aggiunge poi l’Assessora alla Salute Pubblica Saveria Giordano: “Vogliamo, come amministrazione, dare il nostro contributo promuovendo momenti di consapevolezza e riflessione, che garantiscano una sensibilizzazione e una crescita della comunità su temi importanti come quello dell’autismo. Il mio pensiero va alle famiglie che ogni giorno portano avanti la loro battaglia, anche per loro accendiamo una luce speciale contro l’isolamento e la solitudine che spesso si trovano a vivere.”

Infine le dichiarazioni del Sindaco Carmine Esposito: “La «Giornata di consapevolezza sull’Autismo» è un ottimo modo per incoraggiare l’inclusione per promuovere e insegnare l’importanza della comunità e abbracciare le differenze tra i nostri cittadini.”