Somma Vesuviana, il covid fa ancora una vittima. Giovedì apre il Polo Vaccinale

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana.   Di Sarno (sindaco di Somma): “Purtroppo ventiseiesimo decesso. Si tratta di una persona giovane. Giovedì apre il Polo Vaccinale a Somma Vesuviana. Ringrazio anche i volontari della Misericordia che con ambulanza voluta dalla mia Amministrazione, Sabato Santo sera sono andati in soccorso di tre anziani”. L’ambulanza comunale è attiva tutti i giorni, dalle ore 12 alle ore 24 per casi di stretta necessità.  C’è numero verde gratuito al quale chiamare: “800 – 26 – 1487”. “Purtroppo dobbiamo annunciare il ventiseiesimo decesso dall’inizio della pandemia. Si tratta di una persona giovane. L’intera comunità di Somma Vesuviana si unisce al dolore della famiglia. Per onorare queste persone, per amore di queste persone, dobbiamo rispettare le norme. Ricordo che Somma Vesuviana come il resto della Campania è in zona rossa e dunque chiuse le attività non essenziali, invece per pizzerie e ristorazione solo asporto e fino alle ore 22 e solo asporto per i bar dove è vietata la consumazione. L’attività motoria è consentita solo in prossimità dell’abitazione e con obbligo assoluto della mascherina anche all’aria aperta. Ingressi contingentati ai supermercati e nei negozi e dobbiamo limitare le uscite solo a situazioni di necessità. Da domani anche a Somma Vesuviana riaprono le scuole fino alla Prima Media”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. L’unica strada è la vaccinazione per arrivare al più presto a territori che siano a Covid zero. Da Giovedì 8 Aprile partirà anche il Polo per le vaccinazioni. Gli anziani non si sposteranno dal proprio territorio. A Somma Vesuviana sia ambulanza della “solidarietà” con i volontari della Misericordia ma anche Polo Vaccinale. “Dopodomani, dunque Giovedì 8 Aprile, apre il Polo vaccinale a Somma Vesuviana – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – che sarà immediatamente attivo. Da ben tre mesi stavamo lavorando per fare in modo che Somma Vesuviana avesse il Centro Vaccinale. Ringrazio il Vescovo di Nola mons. Francesco Marino che ha dato una grande mano. La Curia ha chiuso il comodato d’uso gratuito con l’Asl. L’atto ufficiale è stato firmato e dunque Somma Vesuviana da Giovedì diventerà HUB Vaccinale per i sommesi e per i cittadini dell’intero territorio.  Siamo l’unico Comune ad avere Polo Vaccinale e Ambulanza Covid. Il Polo Vaccinale è frutto del dialogo tra Comune, Curia e dunque Caritas e Asl. Saranno gli uomini della Polizia Municipale a scortare le dosi di vaccino, mentre la Protezione Civile effettuerà servizio di sicurezza. Il Polo vaccinale sarà in località Rione Trieste, ex Convento Suore. Si tratta di una struttura ampia, di ottimo livello, situata in Via Trentola. Ringrazio Nunzia Tavella direttore socio – sanitario del Distretto 48 dell’Asl Na 3 e  Raffaele Cerciello, Vice Direttore della Caritas Diocesana di Nola”. Continua l’incessante attività dell’Ambulanza anti – covid, attiva tutti i giorni dalle ore 12 alle ore 24 e voluta esclusivamente dal Comune di Somma Vesuviana per i suoi cittadini. La sera del Sabato Santo tre anziani avevano bisogno di un controllo per la saturazione. “Abbiamo aiutato soprattutto gli anziani. Nei giorni scorsi una signora anziana aveva necessità di rientrare a Somma dall’ospedale e l’abbiamo accompagnata con l’ambulanza voluta dal Comune di Somma Vesuviana. Anche Sabato Santo e Domenica di Pasqua – ha affermato Pasquale Incarnato, Governatore della Misericordia “San Giovanni” sezione di Pollena Trocchia – in attività ed ugualmente oggi. Sabato sera abbiamo effettuato tre interventi, sempre anziani malati di covid che avevano bisogno di un controllo per verificare la saturazione”. Il servizio funziona in modo molto semplice. Al piano terra del Municipio è stata allestita una mini – sala operativa con centralino. Qualsiasi cittadino in caso di reale necessità dovuta al Covid, può chiamare dalle ore 12 alle ore 24, tutti i giorni al seguente numero verde : “800 – 26 – 14 – 87” .

Il piano del Ministro Bianchi: recupero degli apprendimenti a giugno e socializzazione con docenti volontari a luglio ed agosto

Dall’incontro tenutosi tra le Regioni, l’Anci e l’Upi con il capo Dipartimento del Ministero, Giovanna Boda, e la consigliera del Ministro Bianchi, Cristina Grieco è emerso che il piano del ministero dell’Istruzione per l’attuazione di attività educative da parte delle scuole previsto da giugno a settembre, va pian piano delineandosi.  

La sua attuazione prevede un accordo tra MI e Regioni e dovrebbe sostanziarsi essenzialmente in attività che mirano al recupero degli apprendimenti, all’accoglienza ed alla socializzazione.

Le fonti di finanziamento ed i criteri di ripartizione sono già stati individuati.

Ad ogni scuola saranno assegnate risorse in base al numero degli studenti e, secondo le stime del Ministero, l’erogazione media ad ogni istituto ammonterebbe a 18 mila euro.

Il piano, diverso per scuole primarie, medie e superiori -al momento- prevede la

frequenza non obbligatoria. Ogni scuola in piena autonomia potrà decidere l’organizzazione, sfruttando gli spazi interni ed esterni con attività sportive, teatrali, ludiche.

Il ministro Bianchi ha affermato che  il progetto “parte dai più fragili” e dalle “zone più fragili” per fare in modo che tutti possano “fare esperienza di scuole estive”.

Il piano in questo modo garantirebbe una continuità nella vita dei ragazzi ed il potenziamento delle competenze, in vista del ritorno alla normalità.

Infine, pare che il Ministero abbia predisposto anche un calendario di massima nel periodo estivo in base al quale a giugno si realizzeranno progetti per il recupero degli apprendimenti, a settembre per l’accoglienza e nei mesi di luglio e agosto alla socializzazione anche attraverso azioni sinergiche con gli Enti che aderiscono al bando del Terzo Settore.

(fonte foto: rete internet)  

Madonna Dell’Arco, covid: il santuario blindato e deserto per il secondo anno consecutivo

Le porte del santuario della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia , sono state aperte alle tre in punto per il secondo anno consecutivo solo per il priore, padre Alessio Romano, e non per le decine di migliaia di pellegrini, i cosiddetti ‘fujienti’ che il lunedì in Albis accorrono nel luogo sacro. Il santuario, blindato dalle forze dell’ordine per effetto di un’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è rimasto deserto, per la seconda volta in 570 anni di pellegrinaggi, per evitare assembramenti. Secondo quanto riferito dai vigili urbani, non ci sarebbero stati tentativi di forzare i posti di blocco, nè sarebbero stati visti ‘fujienti’ avvicinarsi alle zone interdette dall’ordinanza regionale. Il priore, nei giorni scorsi, dopo aver disposto la chiusura del santuario fino al 7 aprile, aveva anche chiesto alle associazioni di fedeli della Madonna dell’Arco di non recarsi nel luogo sacro, rispondendo ad alcuni che, attraverso i social, annunciavano di non voler rispettare l’ordinanza. Le campane anche quest’anno alle tre in punto hanno cominciato a suonare a festa, mentre padre Alessio attendeva in ginocchio davanti al santuario che le porte fossero aperte dai padri domenicani, per poi accendere la lampada votiva e percorrere la lunga navata della chiesa con alcuni doni da deporre ai piedi dell’immagine sacra, che da oltre mezzo secolo richiama a sé fedeli provenienti da tutta Italia. ”Siamo tristi – ha detto padre Alessio durante la messa trasmessa in diretta facebook – ma non dobbiamo esserlo, perchè il mio cuore è qui, davanti alla Madonna, e nel mio cuore ci siete tutti voi”

Contest gastronomico per celebrare la Pasqua dell’Ambasciatore del sorriso Angelo Iannelli

Riceviamo e pubblichiamo.

Cala il sipario sul Contest di Iannelli per celebrare la festa della Pasqua. Una gara a colpi di pastiere, casatielli e versi poetici Giudici le eccellenze campane: Salvatore Tortora, Enzo Avitabile e Salvatore Todisco.

Con la Pasqua festeggiata ancora in lockdown, l’instancabile e poliedrico Angelo Iannelli, noto come Ambasciatore del Sorriso”, si è reso protagonista dell’ennesimo Contest intitolato “Pasqua in zona rossa” allo scopo di valorizzare le vecchie tradizioni culinarie pasquali campane e versi poetici dedicati al giorno della festività di Pasqua, in un momento di tristezza. Una vera sfida a colpi di dolci pasquali e poesie che con le foto e le videopresentazioni hanno infiammato la seguitissima pagina Facebook di Angelo Iannelli, sfidando la Pandemia tra la gastronomia e i momenti poetici. Come le scorse edizioni un ottimo di reinventare la Pasqua da parte del globetrotter del Sorriso per donare momenti di spiensieratezza e di allegria a tutti, mettendo alla prova la bravura e la creatività dei tanti partecipanti a tale contest. A declamare i vincitori del Contest sono stati eccellenti giudici il maestro pasticciere Tortora Salvatore, pastry chef di Marigliano (NA) di “Espresso Napoletano” in finale con il suo panettone alla Coppa del Mondo, l’imprenditore del liquore “Babà Re” Enzo Avitabile, che ha trasformato uno dei dolci più famosi di Napoli in un liquore con il suo liquirificio a Pompei (Terre Pompeiane info@terrepompeiane.it) e il noto cioccolatiere Salvatore Todisco, che insieme al fratello Vincenzo ha dato inizio ad un azienda di produzione artigianale di cioccolato con i suoi store a Sant’Antonio Abate e ad Angri, che hanno premiato con le loro specialità i vincitori invogliandoli a portare avanti le loro tradizioni con intere famiglie. I vincitori sono: Marta Maiello, Luigi De Carlo, Luigi Italo D’Angelo, Francesca Giovelli, Anita Napoletano, Giuseppe Perone, Gabriella Giuliani, Imma Pasqualini, Nunzio Ceglia, Salvatore Panico, Francesco De Maro e Stefania Sorbilli. Questa giornata de “Pasqua in zona rossa” vuole essere anche un volano dell’attuale momento critico dell’economia campana e nazionale, messa in ginocchio da questa grave crisi d’emergenza sanitaria. Ancora una volta il supereroe della Pandemia è sceso di nuovo in campo per donare la Speranza ai tanti “nuovi poveri”.

Un Lunedì in Albis senza le voci e i riti dei fujenti…..

Il valore simbolico dei riti dei fujenti e il ricordo delle cerimonie che i “vattienti”di Marittiello, mitico capo paranza ottavianese, svolgevano molti anni fa, il Lunedì in Albis, a Ottaviano, in piazza San Lorenzo e in Piazza Municipio. I “vattienti” dell’Associazione ottavianese presieduta da Antonio Michele Pagano interpretano la tradizione con lodevole rispetto di tutti i suoi valori. La pandemia ha imposto il “silenzio” ai riti del Lunedì in Albis: può essere il silenzio della meditazione.   Per noi vesuviani, da sempre, il Lunedì in Albis è segnato dai riti dei fujenti. Negli anni della nostra giovinezza passavamo l’intera mattinata davanti al Circolo Diaz, per vedere la sfilata delle paranze dei fujenti che venivano dai paesi vicini e, accompagnati dalla musica, si dirigevano a Madonna dell’Arco. E poi salivamo in Piazza Municipio per assistere alla scenografica esibizione dei vattienti di Marittiello, mitico capo paranza, che rendevano  omaggio al Monumento dei Caduti: mentre i compagni saltellavano senza sosta, il portabandiera avanzava caracollando verso la lapide con i nomi dei Caduti, e poi di scatto retrocedeva con la stessa andatura; più volte si ripeteva il doppio movimento, e ogni volta la velocità cresceva, e crescevano di intensità il saltellio degli altri fujenti, l’attenzione della folla, le note della “ Leggenda del Piave “.. In ultimo, il tamburo ordinava il silenzio assoluto, e in questo magico vuoto carico di tensione la bandiera portata di corsa in avanti andava a toccare la Lapide. E dagli occhi di molti sgorgavano lacrime.. Questa arte e questa passione le ho riviste, da qualche anno, nel modo con cui i riti vengono interpretati dai vattienti  ottavianesi dell’Associazione Maria SS. D’Arco che ha la sede in Piazza Municipio: ne è presidente  Antonio Michele Pagano, che “vive” la bellezza della tradizione con una dedizione assoluta della mente e del cuore ( vedi le immagini che corredano l’articolo). In un saggio del 1974 Roberto De Simone avanzò l’ipotesi che gli “svenimenti” rituali  fossero un simbolo da mettere in relazione con i fenomeni del tarantismo “vesuviano”, prodotto dal morso della vipera e sanato dalla grazia della Madonna dell’Arco. De Simone vide nei moti del “fuggire” le tracce di antichi riti in cui “lo stato di possessione” costringeva il posseduto a correre manifestando phobos e lyssa, paura e ira: il tutto all’interno di un’ idea della vita come battaglia quotidiana contro i démoni ostili: si spiegherebbe così la presenza nel culto di elementi guerreschi: la memoria dei Caduti, inni militari, tamburi e trombe. De Simone non ha dubbi: nel culto della  Madonna dell’ Arco confluiscono aspetti del culto dei morti, la paura della morte fisica e spirituale, e soprattutto, “ antichi riti primaverili di morte e resurrezione ( i riti di Cibele, e l’atto di cadere a terra e di rialzarsi).” L’eruzione del 1631 è il varco attraverso il quale idee e cerimonie da millenni “ dimenticate” negli ipogei della coscienza mitica salgono alla superficie, promuovono nuovi riti, danno significato nuovo a riti già codificati. I vesuviani atterriti  cercano conforto nella religione della Madre, e il culto della Madonna Nera – del Carmine, di Castello, dell’Arco, di Montevergine- dà proprio le risposte che essi si aspettano. La società contadina  richiama alla memoria collettiva  le forme della religiosità antica, che a Pompei si manifestava nei culti di divinità femminili, Venere,  Rea – Cibele e Iside. Sull’importanza del culto di Iside a Pompei e sul suo rapporto con il culto dei morti  hanno scritto pagine notevoli  il Maiuri e il Delorme: la festa più importante si celebrava il 5 marzo e prendeva il nome di Navigium Isidis, poiché Iside proteggeva la navigazione reale e anche quella metaforica, il viaggio attraverso  il mare della vita e la nera palude della morte: l’iniziato muore per rinascere, così come il fujente sviene per acquistare una nuova coscienza di sé. Giova ricordare che il “tosello” dei fujenti ha spesso la forma della barca. E nella mirabile descrizione che Apuleio fa della processione di Iside nel libro XI delle “Metamorfosi” il primo dei pontefici del culto regge una lucerna tutta d’oro, a forma di barchetta, il secondo porta i reliquiari “ detti del soccorso “,  perché testimoniano “ la provvidenza della dea”, il terzo leva in aria una palma d’oro  e, insieme, il caduceo di Mercurio, e cioè i simboli della vita e della morte. Nella processione che Apuleio descrive con la commozione dell’iniziato ci sono molti elementi significativi: tutti coloro che partecipano al corteo, uomini e donne, sono vestiti di bianco e reggono lucerne; flauti, sistri e zampogne  dettano il ritmo della cerimonia; alcune donne portano  dietro la schiena  specchi  in cui la dea che sopraggiunge può  vedere la folla accorsa a renderle omaggio; il corteo è aperto da una rumorosa mascherata: uno si è vestito da filosofo, un altro da donna, un altro ancora da magistrato. Maschere e specchi sono simboli eterni. Il passo delle “Metamorfosi” è una raffinata descrizione di movimenti e di gesti, che costruiscono spazio e lo riempiono di tutti i sensi del sacro. Come poi faranno i fujenti. Nei riti antichi i cori e la musica si spegnevano all’improvviso nella dimensione sacra del silenzio. E forse il silenzio “imposto” di questo Lunedì in Albis, di questi lunghi mesi, è un invito a riconsiderare la natura delle cose, a rifondare, a ripartire.

Somma Vesuviana, i volontari di Plastic Free puliranno anche la foce del Garigliano

Riceviamo e pubblichiamo dai referenti Plastic Free di Somma Vesuviana   c’’è un nuovo obiettivo per Plastic Free ODV Onlus: ripulire la foce del Garigliano. In questa impresa titanica, abbiamo bisogno di tutti voi. Domenica 18 Aprile i volontari di Lazio e Campania si uniranno per un’unica grande raccolta. L’ appuntamento è importante, ci vediamo alle 9:30 al Camping Pineta La Foce. La raccolta si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-Covid con i dovuti distanziamenti. Per partecipare bisogna iscriversi all’apposito link: https://www.plasticfreeonlus.it/eventi/18-apr-foce-del-garigliano/ Confidiamo nella Vostra partecipazione perché ognuno di noi ha il potere di rendere il mondo un posto migliore. I Referenti di Somma Vesuviana Giovanna Raia & Vincenzo Converti (fonte foto:Wikipedia)

Napoli – Crotone (Partita 42), i miei 30 minuti

Ci eravamo dimenticati del Napoli, o meglio, mi ero dimenticato del Napoli. Mi collego alla partita proprio nel momento in cui Maksimovic dà il via al gol del 3 – 3 del Crotone. Cosa succederà? Cosa è successo prima?

I miei 30 minuti. Mi ritrovo con un risulato abbondante, 3 – 3, senza sapere nulla di quanto successo prima, ma subito dopo l’errore il Napoli preme, e sembra volere e potere raggiungere la vittoria. Ci riesce con Di Lorenzo, bravo, che tiro a fil di palo. Mi piace Insigne, cerca di sbilanciare gli avversari. La partita finisce sul 4 – 3, è una vittoria importante per il risultato, per continuare lungo la striscia positiva, importante per non perdere il treno della Champions.

I 60 minuti precedenti. Cosa sarà successo nei 60 minuti precedenti? Saranno stati rapiti dagli alieni e portati su un altro pianeta? Ho potuto ricostruire la parte precedente grazie agli highlight e qualche opinione raccolta. Il solito Napoli che riesce a farne 3, con belle azioni, con Insigne e Osimhen, e il solito spunto di Mertens, su punizione. Nel finale di primo tempo Mertens centra la traversa. Ma al bello si affiancano i problemi soliti di questa gestione, ma soprattutto di una squadra con difetti calcistici e mentali. Pesano le indecisioni di Manolas e Maksimovic, ma non bastano per decidere la gara.

Restano i limiti di una squadra che non è capace di mantenere la concentrazione alta, ma la vittoria è importante per proseguire verso l’unico obiettivo stagionale. Ora tocca ad una Juve che non vive il suo miglior momento, sperando di potervi raccontare tutti i 90 minuti, dopo averli visti.

Napoli, nuovo consiglio di amministrazione del Palazzo Reale di Napoli

Il primo consiglio di amministrazione per il Palazzo Reale di Napoli.

Si è riunito, per la prima volta, il nuovo consiglio di amministrazione del Palazzo Reale di Napoli, nominato dal ministro della cultura, Dario Franceschini, il primo del nuovo museo autonomo, che ha avviato la propria attività a novembre 2020.

Oltre al direttore del museo, dott. Mario Epifani, che lo presiede, sono stati nominati l’attuale direttore regionale musei Campania, Marta Ragozzino, il giornalista Alessandro Barbano, il professor Guido Clemente di San Luca e il professor Arturo De Vivo. 

«Sono molto soddisfatto delle nomine del ministro e delle scelte dei membri nei vari settori di competenza, scelte che corrispondono a ciò di cui Palazzo Reale ha bisogno per affrontare il nuovo status di museo autonomo – ha dichiarato Mario Epifaniil direttore Marta Ragozzino conosce bene la realtà del luogo e ha una lunga esperienza in ambito ministeriale, quale esperta di tutela e di valorizzazione. Alessandro Barbano, uomo di comunicazione, sarà fondamentale per progettare il rilancio dell’identità del museo. Guido Clemente di San Luca, designato dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, esperto di legislazione dei beni culturali e del rapporto tra Stato, Regioni ed Enti locali, sarà prezioso per un museo statale, ma ben radicato sul territorio. Un altro accademico come il professor Arturo De Vivo ci consentirà di favorire ogni forma di collaborazione con le università, in primo luogo locali, aprendo le porte del Palazzo a progetti di ricerca fondamentali per il lavoro del museo. Siamo pronti a lavorare a un concreto progetto di rinascita, sia sotto il profilo istituzionale-amministrativo che sotto l’aspetto sociale e culturale», ha concluso il direttore Epifani.

Il consiglio rimarrà in carica per i prossimi cinque anni e i suoi membri potranno essere riconfermati per una sola volta.

(fonte foto: luciano pendici)

Casamarciano, il Sindaco De Stefano consegna una targa al pastrychef Salvatore Tortora

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Casamarciano.

Casamarciano , l’iniziativa del sindaco Carmela De Stefano: un riconoscimento per il pastrychef Salvatore Tortora.

Rappresenterà la Campania il prossimo mese di novembre a Lugano, in Svizzera, nella competizione mondiale per il miglior panettone artigianale.
È Salvatore Tortora, noto e stimato pastrychef di origini casamarcianesi a cui il sindaco Carmela De Stefano ha consegnato una targa in segno di stima ma soprattutto di gratitudine per la sua arte dolciaria ed il forte senso di appartenenza ai luoghi nativi che il talentuoso pasticciere rimarca in ogni occasione.
Casamarciano è un luogo di cultura ma anche di memoria che esprime eccellenze in tutti i campi – dichiara il sindaco Carmela De Stefano – Un onore per noi annoverare tra queste anche Salvatore Tortora che con impegno e dedizione è il fiore all’occhiello del settore dolciario che rappresenterà in autunno in uno dei contesti più importanti. Con l’auspicio di vederlo sul podio iniziamo a fare il tifo per lui da subito augurandogli i successi che merita con la speranza di festeggiare la sua vittoria”.

Nola, insieme alla pastiera e al casatiello, la specialità dello chef Buonincontri: il carciofo lardiato con gamberi

Riceviamo e pubblichiamo

 Il must della tradizione del “Sabato Santo” insieme alla pastiera e al casatiello, la specialità dello chef Valentino Buonincontri: il carciofo lardiato con gamberi.


Non può mancare sulle tavole in occasione della Pasqua rappresentando, di fatto, il must della tradizione del “Sabato Santo” insieme alla pastiera e al casatiello. Stiamo parlando dei carciofi arrostiti, un piatto immancabile che lo chef Valentino Buonincontri del noto ristorante “Berties bistrot” di via Dei Mille a Nola ha rivisitato rendendolo ancora più ricco e gustoso. All’interno un ripieno che unisce mare e terra con gamberi e pezzi di lardo ad arricchire la pietanza.
“La ricetta si ispira al connubio ‘mare e terra’ perché Pasqua non è solo sinonimo di piatti di carne – spiega lo chef Valentino Buonincontri – in passato mi sono spesso cimentato nella preparazione di pietanze a base di lardo e gamberi ed ho voluto riproporre questo accostamento scegliendo il carciofo, uno dei miei ortaggi preferiti che ho sempre coltivato nel mio orto.Una ricetta insolita in cui ho messo tutta la mia creatività e fantasia in questo brutto periodo pandemico”.