Somma Vesuviana, il giornalista Luigi Jovino ricorda l’amico Francesco Salierno

Ciccillo o’ salepepe  è stato un principe di ironia. Aveva un incedere buffo, ma armonico nel complesso. Sulle labbra portava stampato quel  sorriso sornione che generalmente a Somma chiamiamo “o pizzo a’ riso”. Non si faceva problema della sua indole scenica che utilizzava magistralmente nella vita e nelle frequenti apparizioni nei teatri , mentre imbracciava la tammorra.   Ciccillo se ne è andato così. In questo periodo incerto, quasi un tempo sospeso, mentre l’autunno cincischia e fa un passo avanti e due indietro.  Eppure Ciccillo o’ salepepe era un uomo che ha fatto della sicurezza  e della stabilità una ragione di vita. Sapeva fare di tutto. Maneggiava con maestria il tornio, la saldatrice, gli strumenti elettrici. Guidava l’auto con compostezza ed attenzione ed in campagna era un maestro.  Aveva un rapporto privilegiato con i pomodori.   Qualche tempo fa è riuscito a realizzare fuori dal garage un vero campo di frutti odorosi e lisci con il pizzo, usando bidoni, cannucce e fil di ferro. Un capolavoro di arte agricola con mezzi di fortuna e fai da te. Era ingegnoso Ciccillo. Tutti noi amici eravamo soliti riservargli gli incarichi più delicati.  Ciccillo aveva, inoltre, una grande forza comica. Si era fatto  le ossa nella ‘Cantata  dei pastori’, interpretando il ruolo di Sarchiapone.  Insieme a  Michele ‘e zeza’, famoso capocomico,  hanno costituito un duo irresistibile, una specie di Tognazzi e Vianello ante litteram. Il talento di o’ salepepe, però, è andato oltre. Ciccillo cantava e suonava la tammorra con un piglio magistrale e si è esibito sui palchi di tutto il mondo. E’ stato due volte negli Usa ed  ha  cantato e suonato all’Olympia  di Parigi, a Lisbona ed in altre città d’Europa. Ogni volta era un successo. Quando ritornava a casa aggiungeva le foto alla galleria dei ricordi e poi continuava la sua vita con aria bonaria.   Un tempo importante della sua esistenza Ciccillo lo ha dedicato all’aiuto dei più deboli e dei portatori di handicap. Quando parlava dei suoi amici del gruppo volontari disabili che accompagnava in giro con il bus e poi li portava a casa  quasi gli luccicavano  gli occhi. Si rallegrava anche se  il suo  volto diventava improvvisamente serio. Molti ricordano ancora con commozione le recite e gli spettacoli coordinati da Ciccillo per gli amici del Gruppo disabili. Eventi  indimenticabili, conservati nei pensieri e nei ricordi di tante persone. Non si può neanche scordare l’impegno politico che Ciccillo ha profuso nell’Arci e nel Partito comunista. Sempre in prima linea. Sempre con la schiena dritta a combattere le storture del sistema. Ciccillo è stato il primo presidente dell’Arci.  Quando è stato nominato era seduto su una poltrona a casa mia e neanche toccava i piedi a terra. Lo chiamavo scherzosamente ‘O Negùs’ per quel colorito strano che lo faceva assomigliare  ad un principe dell’Abissinia. Quante risate.  Quante litigate e che soddisfazioni ci siamo tolti. Adesso intorno c’è il silenzio. Prima di Ciccillo sono andati via anche: Vincenzo Maiello, Nicola Polise, Felice D’Avino, il maestro Raia, Giovanni Di Matteo, Pasquale Morisco, Giovanni Coffarelli, mio cugino Gaetano Molaro solo per ricordare alcuni componenti dell’ARCI.  È stata un’epoca importante e mi rammarico perché molti non se ne sono accorti. Di Ciccillo rimane un documento ed una testimonianza importantissima  che voglio ricordare. Nel libro “Una storia di paese”  scritto per festeggiare  i 40 anni dell’ARCI SOMMA ,che sono riuscito a recuperare prima che qualcuno lo buttasse, c’è un testo di  Ciccio Salierno in occasione della sua prima visita negli Usa negli anni Settanta.  Inoltre nel libro  è riportato, con dovizia di particolari,  lo schema ed il posizionamento delle  strutture usate nella Festa delle Lucerne nei diversi vicoli del Casamale.  Questo lavoro importantissimo è stato fatto dal professor Arcangelo Rianna , da Ciccillo con l’aiuto della figlia Imma. Le copie del libro sono nelle mani sicure di Fabio Cocifoglia nella sede del Torchio e sono disponibili.  

Le ricette di Biagio: il “filoscio”. Di cosa Caterina di Russia non era mai sazia…..

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Il “filoscio” napoletano, a metà strada tra la frittata e l’omelette. Le ricette con le uova di Ippolito Cavalcanti.  Alla  mitografia delle uova che sollecitano e sostengono l’eros Isabel Allende ha dedicato uno sfizioso capitolo in un suo libro sul rapporto tra il desiderio di Venere e il cibo. La funzione dell’omelette al caviale nella colazione quotidiana di Caterina di Russia, la grande imperatrice che ebbe un gran numero di amanti.   Ingredienti: 4 uova, gr. 250 di mozzarella tagliata a fette; olio, sale e pepe. Sbattere le uova, aggiungere sale e pepe, versare il composto in una padella in cui è stato scaldato un filo d’olio, far cuocere a fuoco lento, e su un solo lato. Il “filoscio” non è una frittata e dunque non va assolutamente girato. Deporre le fette di mozzarella sulla parte inferiore del “filoscio”,avvolgere il tutto piegando i lembi e prolungare la cottura fino a quando l’involto risulterà dorato e la mozzarella sarà cotta. Vi risparmio l’analisi filosofica delle differenze tra “filoscio”, frittata e omelette, mi accontento di dirvi che il “filoscio” sta a metà strada tra l’una e l’altra, evito di addentrarmi nei contorti sentieri di un tema antico, il rapporto tra cucina francese e cucina napoletana e sulla consunta storia dei “monsù”, mi limito a dire che la parola “filoscio” viene dal francese “filoche”. Un discorso a parte meriterebbe Ippolito Cavalcanti, lo storico della cucina napoletana del primo Ottocento, che pubblicò nel libro “Cucina teorico- pratica” decine di ricette “costruite” con le uova, e tra queste, la ricetta degli “ovi nascosti”, in cui un uovo “senza corteccia” viene “nascosto” all’interno di un “pagnottino” “svuotato” della mollica, e il tutto viene fritto con la sugna: “marenna” di contadini e di carrettieri. Sono note da sempre le proprietà erotiche e ricostituenti delle uova, che stimolano il desiderio di Venere e nello stesso tempo danno forza al corpo e alle sue parti: non ci dobbiamo meravigliare se da sempre la simbologia dell’uovo è stata venerata come una vera e propria religione. Gli  “umili” sono riusciti non solo a sconfiggere la fame, ma anche a procreare molti figli perché si nutrivano di frittate e di “filosci”: chi si interessa di storia sociale, anche della Campania, anche del Vesuviano, non deve trascurare questo aspetto. Nel “Giardino profumato”, il libro che già nel sec. XVI tratta dell’eros, l’autore Muhammad An Nafzawi racconta che Mimun “praticò il gioco dell’amore per sessanta giorni senza stancarsi perché si alimentò semplicemente di pane e tuorli” d’uovo.”. I maschi più deboli, scriveva Muhammad, devono friggere parecchie uova “in grasso fresco e burro”, immergerle nel miele, quando sono ben cotte, e divorarle con il pane: per tutta la notte, non si fermeranno….Nel capitolo del suo libro dedicato a questo effervescente argomento la Allende ricorda che “in Cile c’è la tradizione di mangiare le uova “all’ostrica”, vale a dire crude, per stimolare la virilità, per rimettere in sesto il corpo e per recuperare la memoria al risveglio di una sbronza”. Ricorda anche, la divina Isabel, l’insaziabile fame di eros da cui fu afflitta, diciamo così, Caterina di Russia, la grande e terribile regina, che “trovò il modo di restare vedova in giovane età grazie all’ausilio di cinque gagliardi ufficiali dell’ esercito, i fratelli Orlov”, i quali uccisero il marito di Caterina, Pietro III, “uomo brutto, goloso, codardo, violento e piuttosto imbecille”: uno degli Orlov fu un amante della vedova regina, uno dei molti che la storia e le calunnie le hanno attribuito. “Fino all’ultimo dei suoi sessantasette anni di vita, si alzava alle cinque di mattina per lavorare e a notte inoltrata aveva ancora energie sufficienti per spassarsela con il favorito di turno. La sua colazione prevedeva tè con vodka e un’omelette al caviale”. Questa cura quotidiana a base di omelette al caviale manteneva sempre vivi, in lei, i fuochi dell’eros. La Allende ne dà la ricetta, in cui fa notare, da geniale scrittrice, che “per girare” l’omelette, “gli esperti muovono la padella con un avanti e indietro sincopato da buon ballerino e poi, con un brusco colpo del polso, la lanciano in aria e la recuperano rivoltata, così si indora bene da entrambe le parti, ma ogni volta che ci ho provato mi è caduta sulla testa.” (fonte:giallozafferano.it)      

Incidente al ritorno dal mercato, San Giuseppe piange Nello: aveva 27 anni

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  SAN GIUSEPPE VESUVIANO – La città di San Giuseppe Vesuviano piange una giovane vita spezzata sulle strade. Un ragazzo che conosceva il senso del sacrificio, delle levatacce e di una vita difficile come quella dell’ambulante nonostante i suoi 27 anni. Nello Pagano, sangiuseppese, è la vittima dell’incidente avvenuto ieri alle 13,30 sulla A30 Caserta – Salerno, nel tratto compreso tra il bivio con l’A16 e Palma Campania in direzione Salerno. All’altezza del km 21 si sono scontrati un mezzo pesante ed un furgone. Tornava dal mercato di Marcianise, dove aveva trascorso l’intera mattinata cercando di guadagnare ciò che serve per vivere dopo settimane di sofferenze per il blocco delle attività Nello Pagano è morto sul colpo, mentre l’amico è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, i Vigili del Fuoco, la Polizia Stradale ed il personale della Direzione 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Il cordoglio dei colleghi “Raggiunti dalla notizia della tragica scomparsa di Nello Pagano (27 anni) abbracciamo forte la famiglia e offriamo il nostro sostegno per qualsiasi cosa. Ci uniamo al Vostro dolore per la grande perdita che vi ha colpiti. Le più sincere condoglianze Ci uniamo alla vostra famiglia in questo doloroso momento con commozione e affetto.” scrive il Comitato Nazionale Ambulanti Grande il dolore anche dell’associazione Nazionale Ambulanti Ugl che ha pubblicato il video dell’incidente mortale: ” siamo sgomenti. ancora un ambulante, Nello Pagano deceduto a seguito di un incidente mentre tornava dal mercato di Marcianise. Ecco il cosiddetto “rischio di impresa” di chi si alza alle 5 di mattina per raggiungere il mercato a centinaia di chilometri e rischia la propria vita, con il sole e con la pioggia, con il gelo e con la neve. Così ogni santo giorno. siamo assaliti dalla rabbia e dal dolore e ci uniamo a quello, immenso, dei familiari e della sua giovane moglie. Nello era giovane, anzi, giovanissimo. Aveva soltanto 27 anni. Ana-Ugl Campania e nazionale si stringono attorno alle loro famiglie e sono vicine anche a Rosario Marino miracolosamente scampato al pauroso incidente.”  

Acerra piange giovane infermiere con la passione del basket

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    ACERRA. Ha destato grande dolore ad Acerra la morte del 30enne Remigio Bova, infermiere originario della città di Pulcinella, ma residente a Roma per motivi professionali: lavorava come strumentista di sala operatoria del Policlinico Umberto I. Nella giornata di ieri il giovane infermiere è stato trovato privo di vita nella sua abitazione nella Capitale. Un dramma improvviso che ha gettato nello sconforto la comunità acerrana, oltre ai colleghi dell’ospedale romano e al mondo della pallacanestro visto che Bova è stato un arbitro di basket seguendo le orme paterne. Remigio si è addormentato per sempre nella notte tra giovedì e venerdì: una morte nel sonno, in punta di piedi per un ragazzo di una dolcezza e disponibilità uniche, ma che ha straziato l’intera Penisola. Un dolore che corre lungo i social con le centinaia di messaggi delle società cestistiche di mezza Italia. Tra i primi messaggi quello del Basket Acerra, squadra della sua città d’origine: “Il Basket Acerra partecipa con enorme tristezza al dolore dell’arbitro Francesco Bova per la prematura scomparsa del figlio Remigio. Che la terra ti sia lieve Remigio.” “Oggi dobbiamo dire addio a Remigio Bova, un arbitro, un ragazzo, che mille volte ha incrociato la strada delle nostre squadre. Ci uniamo al dolore della famiglia e di tutto il movimento cestistico laziale. Muore giovane chi è caro agli Dei. Ciao Remigio.” scrive invece il Basket San Raffaele di Roma. Messaggi anche dalla Puglia col comitato arbitrale che partecipa “sentitamente al dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi romani. A Remigio, la terra sia lieve.” e dal Vesuviano, col Sorriso Azzurro Cercola che ricorda così il giovane arbitro: “Perdere la vita a 30 anni è incommentabile. Con immenso e profondo dolore, stringiamo con un intenso abbraccio, il papà Ciccio (Francesco Bova ), nostro grande amico, e sua moglie. Ogni altra parola risulterebbe superflua e fuori luogo.”

Acerra corre verso nuovo Parco e Palasport: Piatto convoca già il Consiglio

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Acerra. Due opere chiave per la futura vivibilità di Acerra e di due quartieri popolosi giungono alla fase decisiva prima della realizzazione.
Il presidente del consiglio comunale Andrea Piatto ha fissato per venerdì 29 ottobre alle 9 in prima convocazione in modalità mista ReVote-presenza (martedì 3 novembre alle 9 è prevista l’eventuale seconda) la seduta del civico consesso nel corso della quale si discuterà dei due progetti. All’ordine del giorno ci sono, infatti, il punto relativo ai lavori di realizzazione di Parco Akeru, il parco ecosostenibile che sorgerà in località Lupara e il progetto per la costruzione del nuovo Palazzetto dello Sport di via Grazia Deledda. Le nuove opere cambieranno in meglio la vivibilità di due quartieri popolosi come il rione Madonnella e il rione Gescal ma andranno anche ad incidere sull’intera popolazione.
 
“Dopo la riunione di stamattina, presenti il sindaco e i capigruppo consiliari, che ringrazio, ho provveduto a convocare il Consiglio comunale per importanti atti per la città, tra i quali il completamento degli atti urbanistici e finanziari per la realizzazione di un nuovo parco ecosostenibile (tra via Mulino Vecchio e quartiere Madonnella) e di un nuovo Palazzetto dello Sport (in via Deledda). Sono due opere decisive per la vivibilità non solo di due quartieri chiave ma dell’intera comunità acerrana” ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Andrea Piatto.

Cisterna, giunta fa discutere già alla prima seduta: “Deleghe troppo pesanti ai consiglieri”

  Giovedì 21 ottobre 2021 presso il centro sociale sito al parco “E. De Nicola” si è svolto il primo Consiglio Comunale post elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021   CASTELLO DI CISTERNA – Un consiglio completamente dedicato alle fasi istituzionali, quindi l’avvio della macchina amministrativa con il giuramento del sindaco, Aniello Rega, e la presentazione della giunta. La prima conferma è stata nel ruolo di vicesindaco, Giuseppe Scotto, eletto anche assessore per la trattazione delle seguenti materie: attività produttive, lavori pubblici, personale e pubblica illuminazione. Confermata anche Maria Luigia Villano, che si occuperà della pubblica istruzione, cultura, turismo e spettacolo. New entry della Giunta è Giovanni Pandolfi assessore sport, verde pubblico, viabilità. Infine, Concetta Esposito, assessore rapporti con Enti sovracomunali, polizia municipale, affari legali e contenzioso. Il Consiglio comunale oltre ai già citati sarà composto da: Giovanna Mirra (politiche sociali, pari opportunità, trasparenza), Elpidio D’Angelo (bilancio, patrimonio, ambiente, commercio), Cristoforo Ianuale (cimitero, protezione civile), Rosa Riva (politiche giovanili).   In seguito alla comunicazione da parte del Sindaco delle avvenute nomine, non sono mancati i disaccordi. Il Consigliere della minoranza, Domenico Esposito Alaia, gruppo RinnoviAmo Cisterna, evidenzia uno sbilanciamento tra gli assessori e i consiglieri in quanto questi ultimi, secondo Alaia, avrebbero delle deleghe estremamente importanti rispetto al loro ruolo. Opinione condivisa anche dal consigliere Andrea Di Sena, gruppo IlCastellodiCisterna. “Questo vuol dire che qualche assessore non ha né le competenze e né i meriti. Questa amministrazione è iniziata già con il piede sbagliato” Alaia. Un altro tema particolarmente sentito è stato il PUC. “Il PUC non è stato neanche progettato malgrado fosse uno degli impegni principali della passata amministrazione. Esso va approvato in maniera urgente. C’è bisogno di un Piano Urbanistico snello, efficace, che vada contro la speculazione edilizia” – dichiara Di Sena.   “Dall’opposizione mi aspetto una critica costruttiva, che basi le sue ragioni sulle questioni di merito, politiche e strategiche per il nostro comune. Il nostro impegno sin da subito è dimostrare che siamo capaci di lavorare insieme, come un solo uomo” – dichiara Rega Aniello.

Occupano posti auto coi mobili dismessi, blitz in strada e nei locali

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    Controlli dei carabinieri, continua il contrasto ai simboli della prepotenza Torre Annunziata – A Torre Annunziata i Carabinieri della Compagnia oplontina continuano nei servizi di contrasto ai simboli delle prepotenze. Persone che pretendono di possedere un posto auto sul suolo pubblico dimenticando le più comuni regole dello stato civile. Questa volta i militari dell’Arma insieme agli agenti della locale polizia municipale si sono imbattuti in ostacoli più “impegnativi” da rimuovere. Fioriere e una parte di cassettiera messe in via Pimental e in via Pagano che sono state tolte per permettere a chiunque di parcheggiare la propria auto. Un posto auto era addirittura riservato ai portatori di handicap. Durante il servizio, i Carabinieri hanno identificato 88 persone e identificato 41 veicoli. Controllati durante la movida diversi esercizi commerciali. 3 di questi sono stati sanzionati per la mancata osservanza delle normative sull’intrattenimento musicale e audio-visivo e per l’assenza delle autorizzazioni SIAE. Denunciato un 28enne che era alla guida della sua auto in via Gino Alfani nonostante non abbia mai conseguito la patente. Segnalati al Comune diversi cumuli di rifiuti ingombranti e speciali abbandonati in strada nel rione “Poverelli”. L’immondizia è stata rimossa da una ditta specializzata: 5 gli assuntori di droga segnalati alla prefettura. I servizi continueranno nei prossimi giorni

Trovato morto in fabbrica, vittima aveva 58 anni: due città in lutto

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  POMIGLIANO D’ARCO – Saranno celebrati domani a Castellammare di Stabia i funerali del 58enne trovato morto ieri negli uffici della Leonardo di Pomigliano d’Arco. L’uomo, residente nella periferia settentrionale stabiese, sarà sepolto nel cimitero della sua città d’origine. Il corpo senza vita del 58enne è stato trovato all’interno degli uffici dello stabilimento Leonardo a Pomigliano d’Arco, dove lavorava. L’ipotesi del suicidio è stata confermata dopo le prime testimonianze raccolte sul posto che riferivano di un suicidio. Il corpo del dipendente è stato trovato negli uffici dove l’uomo era impiegato, da alcuni addetti che hanno subito allertato i soccorsi, ma per il 58enne non c’era più nulla da fare. Non si conoscono ancora le ragioni che hanno spinto l’uomo al gesto

Somma Città Europea, pronto il programma elettorale

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  Riceviamo e pubblichiamo

Somma Vesuviana – Somma Città Europea presenterà il suo Programma di carattere Progressistico nell’ambito di una conferenza pubblica in forma esplicata ed audiovisiva rispettando gli attuali dettami della Comunità Scientifica.  Tali proposte mirano alla costruzione di un’agenda Agenda Politico – Programmatica Istituzionale il cui testo sarà oggetto di consegna Parlamentare, varcando in tal modo i confini geografici cittadini. L’anima del Movimento Politico congiuntamente ai suoi precetti è da ritenersi neutrale come da statuto, ma collaborante con il Centro Destra Nazionale.

E’ da ritenersi di vitale importanza la composizione di un’area Progressista di Centro Destra, la quale scongiuri superficialità Politiche e disastrose intraprendenze quali quelle attualmente messe in essere dal Presidente della Regione Campania De Luca. Oltre a quanto già gravemente noto in termini sanitari (caos barelle, bambini autistici senza assistenza, mancato rinnovo delle convenzioni con i laboratori privati )        l’interrogativo ex – novo posto da questa compagine Politica attiene a chiedersi se sia assennato che La Regione Campania continui a finanziare costosi corsi di formazione per pizzaioli nell’era in cui le principali città metropolitane Europee si stanno dotando di robot sostituenti l’intero comparto manodoperiero (dal Cameriere al Pizzaiolo ed ovviamente al Cassiere).

Appare chiaro ed evidente il mancato collante tra le varie aree del Partito Democratico ove produrre una legge che vieti l’ingresso in Italia di tali dispositivi a tutela della manodopera sia pura utopia. Ulteriormente questo scrivente suppone che sia da ritenersi non conveniente per le forze di sinistra aprire un dibatto circa talune tematiche in sede Europea, meglio tenersi salde le reciproche poltrone pur di dare continuità ad un’azione dissonante con la tutela dei lavoratori. Lo scrivente ovviamente chiede scusa per l’adopero di tonalità sarcastiche ma allo stesso tempo drammatiche concernenti un solo mero esempio.

IL SEGRETARIO  PIETRO MOCCIA

 

I punti chiave

● Green Economy : Individuazione di falde occupabili destinate ad ospitare strumentazioni in grado di produrre ed immettere in rete energia pulita ricavabile da fonti naturali – rinnovabili ● Mitigazione del rischio denominato “Water Wars” mediante condotta volta al Recupero e riciclo delle Acque Atmosferiche, riutilizzabili in ossequio ad usi industriali ed alla vagliabile occorrente riconvertibilità mediante step processing analitici (Osmosi – Termosmosi – Elettrosmosi) quindi supercritici ● La Riconversione dei Regi Lagni comporterà una accurata pulizia degli alvei ; successivamente consistente nella riesaminativa destinazione d’uso delle pendici spioventi e delle superfici geometricamente differenti ● L’Organizzazione dei cittadini in Comitati di quartiere comporterà l’impegno volto all’espletamento delle attività territoriali relative alla Transizione Ecologica – IDROCIVISMO ● Placaggio dei rischi conseguenti alle ipertermie estive mediante assunzione di Politiche Gaudenti ; attinenti alla mirata concentrazione geografica di apposite aree removibili destinate alle attività di refrigerio sui generis . Gestione affidabile potenzialmente alla Protezione Civile ● Gemellaggi Cittadini strategici , necessari al fine di promuovere attività Turistiche ed Industriali territoriali ● Attività conservatrice del Know how mediante protocolli d’intesa con le Associazioni Nazionali promuoventi l’invecchiamento attivo ● Welfare : istituzione di una misura atta a garantire la possibilità di accesso alle attività Vacanziere rivolta alle famiglie detentrici di redditi modici , ed altresì agli anziani ● Politiche di arricchimento territoriali : atte a conferire alla Città di Somma Vesuviana falde occupabili ex-novo, con l’intento di costruire zone industriali franche offerenti incentivi ● Tavolo Istituzionale concernente la richiesta parzialmente divincolatrice della Zona Rossa del Somma Vesuvio ● Istituzione del Canale Comunicativo Istituzionale ● Ricerca assidua dei fondi sovracomunali atti a salvaguardare l’integrità demografica ● Istituzione della Comunita’ Montana dei paesi Vesuviani ● Tema della Manifattura Sostenibile : processo di industrializzazione volto alla produzione di accessori non più in pelle animale ma in materiali sostenibili ● THE FIRST : Green fair – Agriculture

Napoli – Legia Varsavia, imparare l’europeo (l’undicesima dell’alieno Gennaro)

 

Ciao, sono Gennaro, Gennaro l’alieno, forse ti sarai stancato di me, ti sarai stancato di leggere sempre questa introduzione che col calcio non c’azzecca molto. Originariamente ho imparato l’Italiano, ma ora conosco anche il napoletano, e la mia inflessione migliora sempre di più. Non posso contare sulle strumentazioni inventate dalla mia civiltà, perché alcune di quelle si sono distrutte durante il mio arrivo, ma la mia gente ha sviluppato macchine che ti permettono di poter parlare e comunicare in qualsiasi lingua. Queste tecnologie sono simili alle vostre reti neurali artificiali, che addestrate per poter apprendere varie cose, per il riconoscimento vocale e quello facciale, e in genere per il riconoscimento delle immagini. So che qualcuno le usa per trovare e classificare diversi tipi di galassie.

Come spesso accade, c’è bisogno di un po’ di tempo per acquisire il giusto feeling con quello che si sta facendo o imparando, e il Napoli raggiunge questa consapevolezza anche in Europa, dopo le due prime, tristi, uscite del girone. C’è quasi solo Napoli, come spesso accade, il Napoli arriva alla conclusione una infinità di volte, saranno 29 i tiri totali contro i 9 avversari. Gli azzurri ci arrivano anche vicino, ma il giusto feeling europeo non si manifesta ancora. Si deve aspettare l’ingresso della forza della natura Osimhen e il minuto 76. Come un fulmine arriva il gol a volo di Insigne, Osimhen si mangia gli avversari e raddoppia e Politano mira, calibra e insacca nell’angolino.

Arriva la prima vittoria europea della stagione, e il Napoli agguanta il secondo posto della classifica, proprio dopo il Legia, che è sembrato troppo inferiore. Gli azzurri sono pronti a lottare per la qualificazione. Il Napoli di Spalletti non solo sa il napoletano e l’italiano, ma oggi conosce anche l’europeo.