Acerra piange giovane infermiere con la passione del basket

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ACERRA. Ha destato grande dolore ad Acerra la morte del 30enne Remigio Bova, infermiere originario della città di Pulcinella, ma residente a Roma per motivi professionali: lavorava come strumentista di sala operatoria del Policlinico Umberto I.

Nella giornata di ieri il giovane infermiere è stato trovato privo di vita nella sua abitazione nella Capitale. Un dramma improvviso che ha gettato nello sconforto la comunità acerrana, oltre ai colleghi dell’ospedale romano e al mondo della pallacanestro visto che Bova è stato un arbitro di basket seguendo le orme paterne.

Remigio si è addormentato per sempre nella notte tra giovedì e venerdì: una morte nel sonno, in punta di piedi per un ragazzo di una dolcezza e disponibilità uniche, ma che ha straziato l’intera Penisola. Un dolore che corre lungo i social con le centinaia di messaggi delle società cestistiche di mezza Italia.

Tra i primi messaggi quello del Basket Acerra, squadra della sua città d’origine: “Il Basket Acerra partecipa con enorme tristezza al dolore dell’arbitro Francesco Bova per la prematura scomparsa del figlio Remigio. Che la terra ti sia lieve Remigio.”

“Oggi dobbiamo dire addio a Remigio Bova, un arbitro, un ragazzo, che mille volte ha incrociato la strada delle nostre squadre. Ci uniamo al dolore della famiglia e di tutto il movimento cestistico laziale. Muore giovane chi è caro agli Dei. Ciao Remigio.” scrive invece il Basket San Raffaele di Roma.

Messaggi anche dalla Puglia col comitato arbitrale che partecipa “sentitamente al dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi romani. A Remigio, la terra sia lieve.” e dal Vesuviano, col Sorriso Azzurro Cercola che ricorda così il giovane arbitro: “Perdere la vita a 30 anni è incommentabile. Con immenso e profondo dolore, stringiamo con un intenso abbraccio, il papà Ciccio (Francesco Bova ), nostro grande amico, e sua moglie. Ogni altra parola risulterebbe superflua e fuori luogo.”