Ciao, sono Gennaro, Gennaro l’alieno, forse ti sarai stancato di me, ti sarai stancato di leggere sempre questa introduzione che col calcio non c’azzecca molto. Originariamente ho imparato l’Italiano, ma ora conosco anche il napoletano, e la mia inflessione migliora sempre di più. Non posso contare sulle strumentazioni inventate dalla mia civiltà, perché alcune di quelle si sono distrutte durante il mio arrivo, ma la mia gente ha sviluppato macchine che ti permettono di poter parlare e comunicare in qualsiasi lingua. Queste tecnologie sono simili alle vostre reti neurali artificiali, che addestrate per poter apprendere varie cose, per il riconoscimento vocale e quello facciale, e in genere per il riconoscimento delle immagini. So che qualcuno le usa per trovare e classificare diversi tipi di galassie.
Come spesso accade, c’è bisogno di un po’ di tempo per acquisire il giusto feeling con quello che si sta facendo o imparando, e il Napoli raggiunge questa consapevolezza anche in Europa, dopo le due prime, tristi, uscite del girone. C’è quasi solo Napoli, come spesso accade, il Napoli arriva alla conclusione una infinità di volte, saranno 29 i tiri totali contro i 9 avversari. Gli azzurri ci arrivano anche vicino, ma il giusto feeling europeo non si manifesta ancora. Si deve aspettare l’ingresso della forza della natura Osimhen e il minuto 76. Come un fulmine arriva il gol a volo di Insigne, Osimhen si mangia gli avversari e raddoppia e Politano mira, calibra e insacca nell’angolino.
Arriva la prima vittoria europea della stagione, e il Napoli agguanta il secondo posto della classifica, proprio dopo il Legia, che è sembrato troppo inferiore. Gli azzurri sono pronti a lottare per la qualificazione. Il Napoli di Spalletti non solo sa il napoletano e l’italiano, ma oggi conosce anche l’europeo.


