Parcheggia barca in strada, nel condominio spunta protezione abusiva alla casa sequestrata al clan
Torre Annunziata: Carabinieri per la legalità tra fioriere abusive, abusivismi edilizi ed una barca
A Torre Annunziata, nell’ambito dei servizi ad alto impatto disposti da Comando Provinciale di Napoli, i Carabinieri della locale Compagnia insieme a quelli del Reggimento Campania e agli agenti della Polizia Municipale hanno effettuato diverse perquisizioni e posti di controllo rafforzati.
Altro risultato anche questa volta nella lotta ai simboli della prepotenza.
Rimosse 20 fioriere a via roma e a via carducci che erano state messe abusivamente per “l’indebita occupazione dei posti auto lungo la pubblica via”. Rimossa anche un’imbarcazione da diporto di circa 4 metri che era “parcheggiata” senza alcun titolo in via Cavour – sanzionato il titolare.
Durante le operazioni, i carabinieri hanno denunciato un 39enne del posto già noto alle forze dell’ordine. L’uomo – sorvegliato speciale di pubblica sicurezza – dovrà rispondere dell’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura cui è sottoposto e di abusivismo edilizio. I militari hanno accertato che il 39enne aveva realizzato in uno spazio condominiale un ampliamento del proprio appartamento di 12 metri quadrati. L’opera abusiva inibiva di fatto l’accesso all’appartamento accanto che era stato sequestrato ad un esponente locale del clan Gionta ed acquisito al patrimonio dell’Ente comunale.
I Carabinieri hanno identificato 76 persone, controllato 62 veicoli contestando 24 sanzioni al codice della strada – 9 i mezzi sequestrati.
In giro per le campagne di Acerra col fucile modificato, fermato bracconiere
Acerra: Carabinieri forestali denunciano bracconiere
I Carabinieri della stazione forestale di Marigliano, nell’ambito dei servizi disposti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, insieme ai volontari della LIPU di Napoli hanno sorpreso nelle campagne acerrane un uomo intento a cacciare con l’utilizzo di un richiamo acustico elettromagnetico.
Controllato, è stato trovato in possesso di un fucile beretta calibro 12. All’arma era stato tolto il riduttore per permettere una maggiore quantità di carico delle cartucce e sparare più colpi.
Il 50enne è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per esercizio dell’attività venatoria con mezzi non consentiti e per l’alterazione delle caratteristiche tecniche del fucile.
Il fucile è stato sequestrato. Stessa sorte per le 50 cartucce e per il fonofilo comprensivo di cassa, batteria e di 2 schede che producono il canto di diverse specie di avifauna, anche di quelle protette.
Elevate nei confronti del bracconiere anche diverse sanzioni amministrative per un importo di circa 700 Euro
Marigliano taglia la burocrazia, online sportello per l’edilizia
Comune di Marigliano: online lo sportello per l’edilizia. Domani la presentazione
Riceviamo e pubblichiamo
MARIGLIANO – Online lo sportello digitale per l’edilizia: servirà a rendere ancora più efficiente e più trasparente il servizio reso a cittadini e professionisti. Le pratiche potranno essere presentate in modalità telematica senza la necessità di recarsi in municipio. Si ridurranno così tempi e burocrazia ed in più sarà possibile seguire l’iter dell’istanza inoltrata sempre attraverso la rete.
Attivata anche una casella di posta elettronica dedicata attraverso la quale gli utenti potranno mettersi in contatto direttamente con gli uffici competenti. Il nuovo servizio sarà presentato alle 11 di domani 28 ottobre 2021 con un webinar al quale sarà possibile iscriversi cliccando qui https://register.gotowebinar.Strade da rifare a Somma, parte progetto da 700mila euro
Approvato il progetto esecutivo per la messa in sicurezza e il recupero di altre strade cittadine
Riceviamo e pubblichiamo
Somma Vesuviana
Salvatore Di Sarno : “In questi mesi ne abbiamo asfaltato 16. Ora abbiamo approvato il progetto esecutivo per il secondo lotto”.
Sergio D’Avino (Assessore alla Viabilità del Comune di Somma Vesuviana): “Dopo le 16 strade già asfaltate in questi mesi proseguiamo con la manutenzione delle strade. E’ intenzione di questa Amministrazione dare continuità agli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della viabilità comunale già avviati per garantire un adeguato e continuo standard di sicurezza ai cittadini residenti ed ai veicoli che vi transitano”.
“Ripartiamo con la manutenzione delle strade. Ricordo che in questi mesi abbiamo asfaltato ben 16 strade. Ora proseguiamo grazie all’approvazione del progetto esecutivo con altri 700.000 euro per proseguire nell’opera di messa in sicurezza di strade nelle zone periferiche e centrali del paese”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.
“E’ intenzione di questa Amministrazione dare continuità agli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della viabilità comunale già avviati per garantire un adeguato e continuo standard di sicurezza ai cittadini residenti – ha dichiarato Sergio D’Avino, Assessore alla Viabilità del Comune di Somma Vesuviana – ed ai veicoli che vi transitano. A tal fine l’Amministrazione ha inserito i lavori in oggetto nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2021/23 e nell’Elenco Annuale 2021 approvato con deliberazione di C.C. n. 50 del 18/05/2021. Dunque a breve ripartiremo con i lavori per avere strade più sicure e più belle”.
Rapina alla Locanda, la testimonianza del fondatore. Banditi in fuga con 7mila euro
ACERRA. Hanno portato via ben 7mila euro i due banditi autori della rapina alla Locanda del Gigante, la comunità di recupero per ragazzi tossicodipendenti in via Calabricito, periferia di Acerra. I due rapinatori hanno puntato la pistola alla tempia del gestore e portato via circa 7mila euro proventi delle offerte alla struttura. A raccontare quanto accaduto lo stesso gestore del centro “La Locanda del gigante”, il sociologo Carlo Petrella, il quale lancia un appello alla comunità ad una “rivolta” contro i ladri che da anni hanno preso di mira la struttura. I ragazzi ospiti della comunità, sono impegnati in attività soprattutto agricole, ed il centro si mantiene grazie alle offerte di sostenitori.
“Sono trenta anni di lotta contro i ladri – ha raccontato Petrella all’Ansa – ladri di carciofi, trattore, motozappa, nafta, di tutto. Non abbiamo più niente. Ma non pensavo mai che arrivassero nella mia stanza”. Petrella ha spiegato che i due malviventi con il volto coperto, lo hanno raggiunto al secondo piano della Locanda di prima mattina, sorprendendolo mentre era alla scrivania. I rapinatori gli hanno quindi puntato la pistola alla testa e cominciato a rovistare nei cassetti alla ricerca dei soldi.
“Mi sono buttato a terra ed ho gridato con tutte le mie forze – ha aggiunto – lui minacciava, ma non sparava. Finalmente una ragazza ha sentito le mie grida ed ha aperto la porta, i ragazzi ospiti sono corsi. I due criminali, sempre con pistole in pugno sono fuggiti. Hanno preso dei soldi, e ora mi resta la paura. Sento la solitudine contro un mostro invisibile. Tanti amici di ogni paese, manifestano la loro solidarietà verso La Locanda, ma il mostro è più forte di noi. Questa terra che io chiamo la terra del vento, è anche la terra dei ladri. Ora cerco una speranza – ha concluso – Spero in una rivolta degli scout, dei ragazzi del liceo, degli uomini di fede, della gente della Locanda, anche dei ragazzi dei melograni”. Indagano le forze dell’ordine. .
Giovani (Democratici) Sommesi si incontrano per il futuro della città
Quale futuro immagini per Somma Vesuviana?
Riceviamo e pubblichiamo la nota dei Giovani Sommesi
Somma Vesuviana – Non preoccuparti se non hai ancora la risposta non è una domanda semplice, il futuro va costruito insieme. Troppe volte abbiamo sentito dire che noi giovani non crediamo più nella politica ma è la politica che non ha creduto nei giovani. Noi giovani siamo semplicemente annoiati e disgustati da una vecchia politica che invoca sempre al cambiamento e alla rinascita di qualcosa che non si avvera mai.
Somma Vesuviana necessita di un rinnovamento culturale di ampie vedute per esprimere tutte le sue potenzialità, a questo proposito entra in gioco la nostra visione giovane e limpida che può portare ad un significativo sviluppo politico del nostro territorio. C’è bisogno della collaborazione di tutti noi per realizzare i nostri nuovi propositi, di mettere in pratica le nostre idee.
Abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza, come scrisse Gramsci, per agitare la classe politica sommese. La mediocrità della classe politica a cui assistiamo deve tintinnare, deve turbare, irritare.
Su queste basi, abbiamo bisogno di ragazzi che pensino e immaginino nuove prospettive per le politiche sociali, per la cultura, per l’arte, per lo sport. Noi giovani dobbiamo farci sentire su questi temi e non lasciare tutto questo alla mercé di una classe politica che va avanti da vent’anni, condita da toni politici rozzi e un interesse per il patrimonio culturale bassissimo.
Per questo abbiamo deciso di incontrarci. Non abbiate timore, non abbiate paura! Il futuro appartiene a noi, credeteci!
SABATO 30 OTTOBRE ORE 17:30, ci vediamo nella sede del circolo dei Giovani Democratici (p.zza Vittorio Emanuele III,Somma Vesuviana)
Il segretario GD Somma Vesuviana
Carlo Fraticelli
Somma Vesuviana, quel pasticciaccio brutto di via Aldo Moro
Il fondo di via Aldo Moro, occupato con decreto d’urgenza a settembre 2012, con atto preordinato all’esproprio per la realizzazione di un parcheggio a raso, sarà restituito ai proprietari entro dieci giorni. Il provvedimento è stato adottato lo stesso giorno in cui si reinseriva l’opera nel programma triennale delle opere pubbliche, lo stesso giorno in cui il consiglio comunale votava, con diciannove sì dei presenti ed un astenuto, a favore della mozione con la quale i consiglieri Adele Aliperta e Peppe Nocerino chiedevano di dare seguito a tutte le attività amministrative affinché l’opera possa essere realizzata, salvo prendere atto che «maldestramente», è l’avverbio che i due consiglieri hanno utilizzato, l’opera era stata reinserita nel piano delle opere pubbliche, con delibera di giunta, poche ore prima del consiglio comunale.
La questione è complessa e non vuol dire certo che non si possano reiterare i vincoli sul terreno, non vuol dire che prima o poi, più poi che prima, quel parcheggio – sia pure in maniera «ridotta», come il sindaco Di Sarno ha detto in consiglio comunale – si farà. L’architetto Rossi, responsabile della posizione organizzativa n.4 ha preso atto atto della decadenza del vincolo preordinato all’esproprio, dichiarato la decadenza e l’inefficacia del decreto datato nell’ormai lontano 2012 e provvederà alla immediata restituzione del fondo ai proprietari nel termine di dieci giorni dalla pubblicazione della determina 305 del 25 ottobre 2021, oggi pubblicata in albo pretorio. In pratica si comprende ora cosa volesse dire, nel corso del suo intervento in aula, l’assessore Ciro Cimmino: «Bisogna ricominciare da zero». La determina con la quale si dichiara la decadenza del decreto 20 del 2012 è datata 25 ottobre 2021, il giorno in cui la giunta reinserisce l’opera nel programma triennale delle opere pubbliche, il medesimo in cui diciannove consiglieri votano la mozione in aula. C’è un’unica domanda: perché il 25 ottobre e non ai primi di settembre quando il responsabile scriveva che avrebbe senza indugio restituito l’immobile ai proprietari? Perché dopo cinquanta giorni?
Rapina alla comunità di recupero, fondatore minacciato con pistole. Le istituzioni si mobilitano
ACERRA – Rapina choc nella mattinata di ieri alla comunità di recupero “La Locanda del Gigante” di località Calabricito ad Acerra. Due malviventi, col voto travisato da mascherina, si sono introdotti all’interno dell’ufficio del fondatore, Carlo Petrella minacciandolo con le pistole e obbligandolo a consegnare il denaro.
Le urla del sociologo e simbolo della lotta per il recupero dei ragazzi dalla tossicodipendenza, hanno richiamato l’attenzione degli ospiti della struttura ma al momento del loro arrivo i due banditi erano già scappati. Sull’episodio indagano i carabinieri della stazione di Acerra.
In attesa dell’esito dell’attività investigativa, si mobilitano anche le istituzioni cittadine. Il presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto domani farà visita alla comunità di recupero di località Calabricito, teatro della rapina, dopo aver manifestato già in queste ore vicinanza ai responsabili del centro: “La notizia appresa ieri dal profilo social de “La Locanda del Gigante”, confermatami telefonicamente dai responsabili della struttura, di una rapina subita da Carlo Petrella nelle prime ore della mattinata, indigna l’intero Consiglio comunale di Acerra che esprime convinta solidarietà a Carlo, a chi collabora con lui, ai ragazzi ospitati che trovano risposte e volontà di riscatto in quel luogo.”
“Le forze dell’ordine sono al lavoro e hanno il nostro pieno sostegno e la massima collaborazione. Domani intanto farò visita alla Locanda per individuare ogni utile percorso affinché quanto illecitamente sottratto non comprometta il futuro dell’opera di Carlo” conclude Piatto. I giudici la convocarono, ma la marchesa Cappelli non si mosse da Pollena…..
Quando, lentamente, si mosse la “macchina” giudiziaria che doveva giudicare la banda del brigante Vincenzo Barone, Serafina Cappelli si sottrasse al fastidio di andare dal giudice con un metodo che “chi può “ ha usato spesso in passato e talvolta, dicono i giornali, usa anche oggi. Le indagini e i processi contro i briganti sono una prova concreta del fatto che “la storia è sempre la stessa”. La vicenda giudiziaria di Ambrogio Caracciolo di Torchiarolo. Correda l’articolo “La donna con ventaglio” di E. Tofano.
I “briganti di Somma contestarono spesso le decisioni di Vincenzo Barone: il loro punto di riferimento era Cipriano La Gala. Quando si seppe che tra giugno e luglio 1861, in venti giorni, Cipriano aveva saccheggiato Migliano, Moschiano e due volte Visciano, Alfonso Aliperta, il “Malacciso”, sommese, propose a Barone di invadere Sant’ Anastasia. Ma Barone rispose che la “comitiva” non era ancora pronta per una impresa così rischiosa, e respinse, irritato, il suggerimento del “Malacciso” di chiedere aiuto a Cipriano, che negli ultimi giorni di luglio era accampato a Cancello. Cipriano aveva “accoliti e spie” in tutto il Vesuviano interno: e di un suo agente di Pollena, Gaetano Ascione, si servirono due “compagni” di Barone, Vincenzo Vecchione, anche lui di Pollena, e Michele Ceriello, detto “Michelone”, per inviare un biglietto estorsivo alla marchesa Serafina Cappelli. I “doppiogiochisti” informarono i magistrati napoletani, che avevano aperto, con una lentezza che non ci meraviglia, le indagini sulle “comitive” del Vesuviano, sui “manutengoli” e sui protettori. La Cappelli, convocata dal giudice istruttore, confermò di aver consegnato ad Ascione 50 ducati: gli atti ci dicono che il giudice, che non era curioso e forse amava farsi i fatti suoi, non rivolse altre domande alla nobildonna. Invece, il giudice che lo sostituì poco dopo nella conduzione delle indagini era “nu traseticcio”, “nu ‘mpaccisso”, come diciamo a Ottaviano: insomma, voleva sapere perché la marchesa non aveva denunciato gli estorsori e se c’erano state, prima e dopo, altre “regalie”. E la convocò, di nuovo, nel suo ufficio.
La nobildonna, irritata, giustamente, dalla maleducazione di questo giudice pettegolo, inviò immediatamente un certificato medico, in cui il “dottor fisico” Bartolomeo Siciliani attestava che la Cappelli era da sei giorni affetta da una seria “febbre reumatica, che le impedisce di uscir dal letto”. Controfirmò il documento il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Sanità. Il giudice impiccione lesse, capì non solo quello che era scritto nel certificato, ma anche quello che era sottinteso, e non diede più fastidio alla nobildonna. Già nel gennaio del 1861 la Polizia controllava, attraverso gli “informatori”, Ambrogio Caracciolo di Torchiarolo, poiché dalla sua “casina di Trocchia” era uscito più volte Raffaele Ottajano, detto “Cannavella”, di Sant’Anastasia, noto amico di Barone. Raffaele Ottajano e Gennaro Ottajano “Castiello”fornivano il vino alla “comitiva”, Vincenzo Paduano “Campagna” procurava la farina, il barbiere Gioacchino De Vivo comunicava ogni giorno notizie sugli umori e sulle “chiacchiere” della gente e Pasquale Scarpati “Vammana” procurava le armi ai briganti, e, contemporaneamente, forniva informazioni sulla banda alla camorra di Portici e del Ponte della Maddalena e alla polizia. La perizia delle lettere trovate addosso a Barone e ad alcuni suoi “fidi”, per esempio Raffaele e Lorenzo Maiello, dal giudice del mandamento Michele Fusco venne affidata al cancelliere Francesco Torres e a Feliciano Lapolla, entrambi residenti a Somma. E le lettere incastrarono – avrebbero dovuto incastrare – Ambrogio Caracciolo di Torchiarolo, perché un “viglietto” trovato addosso a Barone dimostrò che il Caracciolo aveva mentito ai carabinieri nel giugno del 1861, quando aveva dichiarato di non aver riconosciuto il capo – era proprio Vincenzo Barone – di una banda di uomini armati di fucili e di mazze che si erano presentati, a tarda sera, nella villa di Trocchia e avevano avuto da lui 48 ducati. La polizia sapeva anche che, dopo la morte di Barone, un “villano ignoto” aveva consegnato al Caracciolo un biglietto di Domenico Piccirillo che chiedeva 60 ducati. E tuttavia nell’aprile del 1865 il conte Ambrogio Caracciolo di Torchiarolo, fu Settimio, di anni 38, “proprietario”, alla Prima Corte d’ Assise Straordinaria, chiamata a giudicare 15 compagni di Barone, si presentò non come imputato, ma come “querelante”: erano passati quattro anni dalla morte del brigante anastasiano, qualche carta era andata perduta, e all’avvocato non fu difficile dimostrare a giudici incaricati di colpire in basso e non in alto che il conte era stato solo una vittima della violenza dei briganti. E tuttavia il Presidente rammentò al Caracciolo l’obbligo di dire “tutta la verità” e il cancelliere sul suo verbale trascrisse quel “tutta la verità” con un tratto di penna così incisivo e corposo che ha resistito al tempo, e ancora si nota: fu un caso ? O il cancelliere volle farci capire che, a parer suo, il conte non avrebbe dovuto accomodarsi nel banco dei “querelanti”, ma nel banco di fronte? I misteri delle carte.
Va in caserma a denunciare compagno violento, lui la segue e la aggredisce
Qualiano – La picchia pure davanti alla caserma, arrestato dai carabinieri.
I carabinieri della Stazione di Qualiano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un 37enne del posto resosi responsabile di gravi condotte violente nei confronti della compagna. E’ stata proprio la donna, dopo essere stata aggredita, a chiamare il numero di emergenza 112 ed a recarsi presso la locale Stazione dei Carabinieri.
I militari sono intervenuti e hanno bloccato l’uomo che, davanti alla caserma, aveva continuato ad aggredire la vittima. Poco prima aveva percosso violentemente la donna minacciandola di morte anche alla presenza dei militari. Fondamentali anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della Stazione dei carabinieri.
La vittima, condotta al Pronto Soccorso di Giugliano per ferite e contusioni varie, è stata giudicata guaribile in 10 giorni. L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.

