Cimaros-art, San Paolo Belsito capitale della musica sulle orme di Cimarosa
Al via il festival ispirato al compositore che soggiornò a villa Montesano. Il sindaco Manolo Cafarelli: “Valorizziamo la nostra storia”.
Domenico Cimarosa e San Paolo Bel Sito, il compositore del tardo Settecento, tra i maggiori esponenti della scuola musicale napoletana, ed il luogo in cui, per via della posizione geografica, l’aristocrazia partenopea trascorreva lunghi periodi di villeggiatura. A villa Montesano, una delle prestigiose dimore nobiliari che ancora oggi impreziosiscono il piccolo centro che sorge ai piedi della collina di Cicala, soggiornò anche l’autore di Matrimonio Segreto che secondo fonti storiche Cimarosa avrebbe composto proprio lì.
Sulle tracce di un passato di fasti e di cultura, San Paolo Bel Sito organizza il primo di una serie di eventi destinati a diventare appuntamenti fissi in grado di attrarre un pubblico di appassionati e di cultori e soprattutto di valorizzare i suggestivi luoghi che, nonostante il passaggio dei secoli rendono affascinante il centro.
Nasce per questo la prima edizione di Cimaros-art che, tra narrazioni, concerti e master class accompagnerà l’ospite in un percorso che prende spunto dal passato ma guarda al futuro.
Finanziata dalla Camera di Commercio di Napoli, la kermesse prende il via questa sera ed avrà come location proprio villa Montesano. Alle 20,30 è infatti, in programma una originale manifestazione di apertura: la violenza di genere nelle opere come la Carmen, La Tosca e La Traviata. Un tema di scottante attualità la cui drammaticità verrà evidenziata attraverso la narrazione dell’archeologo Mario Cesarano, dalla cui idea nasce l’iniziativa di questa sera. A calcare le scene anche cantanti d’opera, di chiara fama internazionale, a cominciare dal baritono Alberto Gazale e dal coro diretto dal maestro Christian Deliso, di recente ritorno da Venezia, dove ha avuto occasione di dirigere l’orchestra degli Oscar della lirica. Gli artisti, per l’occasione, vestiranno con capi d’abbigliamento appositamente creati per l’evento dall’ ufficio stile di Giovanna Panico.
Calato il sipario sulla manifestazione di apertura il festival ispirato a Cimarosa proseguirà poi domani con la Notte Bianca del Belsito, che vedrà esibirsi, in Piazza Castelnuovo delle Lanze, grazie all’istallazione di un pianoforte, giovani e promettenti pianisti, tra cui spicca il nome del giovanissimo artista greco Steliosb Kerasidis, appena dodicenne, che grazie al suo talento ha già solcato importanti palchi del mondo.
Venerdì 20 dicembre a fare da cornice agli appuntamenti in calendario sarà la chiesa di San Paolo Primo Eremita e S.S. Epifania che ospiterà il concerto “Le due metà di Paganini” con il diciassettenne Giuseppe Gibboni, allievo di Accardo, violinista di chiara fama internazionale e la giovane promessa della chitarra classica Carlotta Dalia.
Il festival promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Manolo Cafarelli gode della collaborazione dell’associazione “Gian Domenico del giovane da Nola”.
“Il nostro prestigioso passato – dichiara il primo cittadino Manolo Cafarelli – rappresenta un patrimonio sul quale vogliamo investire per consegnare alla nostra comunità ed in particolare ai giovani una ulteriore occasione di crescita e di sviluppo. E’ nostra intenzione fare in modo che Cimaros- art si ripeta negli anni e che diventi attrazione per professionisti ed appassionati”.
Matrimonio, famiglia e minori: storico accordo tra Avvocati e Facoltà Teologica
Siglata un’intesa tra Foro di Napoli e Polo teologico “San Tommaso” di Capodimonte per la formazione e l’aggiornamento degli avvocati.
Presso il Tribunale di Napoli, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati e la sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica
dell’Italia Meridionale (PFTIM) hanno siglato un accordo per collaborare nell’ambito della formazione giuridica in materia di matrimonio, famiglia e minori nella società multietnica.
La Pontificia Facoltà, attraverso il suo Dipartimento di Diritto Canonico, si impegna a promuovere corsi di alta formazione
interdisciplinari per quei professionisti, come gli avvocati, che operano in materia di matrimoni e gestione dei minori nel contesto di famiglie multietniche.
A sua volta, l’Ordine degli avvocati si impegna a incentivare
studi e ricerche specifiche, organizzare attività formative, di
aggiornamento, orientamento e perfezionamento professionale oltre a seminari, scambi culturali, nonché forum telematici dedicati alle materie oggetto della convenzione.
Il progetto formativo, fortemente voluto da monsignor Antonello Foderaro, moderatore del Dipartimento di Diritto Canonico della PFTIM, è stato sottoscritto alla presenza del presidente degli avvocati napoletani, Antonio Tafuri, del consigliere tesoriere Elena De Rosa e di don Francesco Asti, decano e vice-preside della sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
A Scisciano è “Natale in Piazza”: l’evento in programma domenica 22 dicembre
La nuova edizione della rassegna teatrale “Il Gusto del Teatro”, promossa dal comune di Scisciano in partenariato con i comuni di Mariglianella e San Vitaliano, sarà aperta dall’evento collaterale “Natale in Piazza”, giunto alla sua settima edizione. La kermesse, voluta dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Scisciano e dedicata ad animare le feste dei più piccoli, si terrà domenica 22 dicembre, a partire dalle ore 10,00, in Piazza XX Settembre. La piazza principale del comune dell’Agro-Nolano si trasformerà in un vero e proprio villaggio di Babbo Natale con tante sorprese per i più piccoli. Spettacoli, musica, laboratori e tanti momenti di puro divertimento contribuiranno a rendere indimenticabili le feste di tutta la famiglia. Dopo questo primo evento la rassegna teatrale “Il Gusto del Teatro” proseguirà a San Vitaliano, lunedì 23 dicembre, con lo spettacolo teatrale/musicale “Serenvivity” del duo Ebbanesis. L’iniziativa è è co-finanziata dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014/2020 – Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”. Per informazioni: www.ilgustodelteatro.it
Casamarciano, plastic free: il sindaco consegna le borracce di alluminio agli alunni del plesso Costantini
Casamarciano sempre più plastic free. Ieri mattina sono state consegnate delle borracce di alluminio agli alunni dell’istituto Costantini, guidato dalla dirigente Carolina Serpico.
L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Manzi con l’assessore alla pubblica istruzione Patrizia Mastrilli e resa possibile grazie al contributo della Gori e dell’associazione Inner Wheel che ne hanno sostenuto i costi.
“Il nostro è un percorso condiviso fin da subito con l’istituzione scolastica – dice il sindaco Andrea Manzi – La consegna ai nostri ragazzi di queste borracce è un passo importante perché, oltre a contribuire a liberare la scuola dalle bottiglie di plastica, è anche un momento educativo che coinvolge i più giovani e li abitua alla cultura del rispetto dell’ambiente. Ringrazio chi ha avuto questa sensibilità sostenendo i costi, la Gori e l’associazione Inner Wheel guidata dalla presidente Liliana De Falco”.
La cerimonia di stamattina rappresenta solo l’inizio di un percorso intrapreso dall’amministrazione comunale per la realizzazione di una piattaforma formativa di cui i ragazzi saranno gli attori principali.
“Mettiamo i giovani al centro mettendo in campo una serie di iniziative che, se da un lato favoriscono l’integrazione, dall’altro rafforzano la socializzazione contribuendo alla conoscenza e alla divulgazione dei temi ambientali – spiega l’assessore alla pubblica istruzione Patrizia Mastrilli – Quello di stamattina è solo il primo step di un percorso educativo che svilupperemo nel corso del prossimo anno che vedrà i ragazzi di Casamarciano impegnati in una vera e propria attività formativa di avvicinamento all’ambiente così da renderli più consapevoli e maturi”.
“Favoriamo tutte quelle iniziative che creano sinergia e che rafforzano il circuito virtuoso di idee – aggiunge Liliana De Falco, presidente dell’associazione Inner Wheel – Siamo a disposizione di quanti contribuiscono, con azioni ed esempi, a promuovere i valori di rispetto e di amicizia”.
Somma Vesuviana, Natale e Solidarietà: straordinario successo per la raccolta alimentare
Straordinaria raccolta alimentare promossa ed organizzata dall’Associazione ” Antonio Seraponte” in collaborazione con la Protezione Civile Civile Cobra 2 e al Coordinamento “Vesuvius”.
La raccolta alimentare, un gesto semplice ma di straordinaria solidarietà. L’occasione per sentirsi vicini ai meno fortunati, l’opportunità di sentirsi una vera comunità. Questo l’obiettivo della raccolta alimentare che è passata anche per le scuole e che ha dato risposte davvero eccellenti. Un impegno che da anni porta avanti Ciro Seraponte, l’anima dell’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” in collaborazione con la Protezione Civile Cobra 2 e al Coordinamento “Vesuvius”. L’iniziativa viene accolta con molto entusiasmo dalle scuole e anche quest’anno il Natale sarà più bello e più dignitoso per tante famiglie, grazie ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori, ai Docenti, al Personale e ai Dirigenti delle Scuole di Somma Vesuviana, che hanno partecipato con grande affetto.
“Abbiamo provveduto ad avvisare il Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno, il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Sommese e tutte le Istituzioni locali, a partire dagli On. Gianfranco Di Sarno e Carmine Mocerino, al fine di coinvolgerli nella distribuzione agli aventi diritto.Tutti gli alimenti- spiega Ciro Seraponte- sono stati raccolti in uno spazio del Convento dei Padri Trinitari, grazie a Padre Giuseppe e Padre Nicola che ce l’hanno concesso, e da li partirà a giorni la consegna. CHI FA DEL BENE RICEVE BENE!!! Il nostro desiderio è che le belle notizie prendano sempre il sopravvento su quelle cattive. Felice e sereno Natale a tutti, con tanta Buona musica!!!”
Secondo Circolo Didattico di Somma Vesuviana, un presepe vivente pieno di emozione
Il Presepe Vivente realizzato nel Plesso Rione Trieste ha incantato i genitori ed entusiasmato l’intera comunità .
Se il fiore più bello è quello che resiste agli inverni e all’inclemenza degli elementi, così i risultati che restano sono quelli che vincono la fatica di respirare realtà di periferia con tutte le difficoltà che essa comporta. I risultati che restano sono quelli che abbagliano e commuovono, come ha abbagliato e commosso il lavoro nato dalla volontà di insegnanti, collaboratori, genitori e un’intera comunità con loro i protagonisti assoluti: i bambini della primaria e dell’infanzia del plesso del Rione Trieste di Somma Vesuviana, impegnati nella manifestazione Presepe Vivente “La Notte Santa”. Non solo la sacra famiglia, re Magi e angeli ma tanti altri personaggi : lavandaie, pastai, cestai, falegnami, soldati romani, Erode, venditori di tessuti, pastorelli, pecorelle, macellai, panettieri, fruttivendoli, pescivendoli: la scuola si è trasformata magicamente in una piccola Betlemme.
Il progetto ha suscitato l’interesse e l’entusiasmo dei genitori e ha visto la collaborazione attiva dell’Associazione “Zi Riccardo e le donne della Tammorra”, da anni in prima linea per la valorizzazione del territorio e, soprattutto, impegnati nei laboratori di musica, canti della tradizioni per i bimbi e i giovani del quartiere Rione Trieste e non solo. A loro si deve l’abbellimento con il verde e con alcuni attrezzi e strumenti di antichissimi mestieri.
Non è mancato il prezioso supporto dei volontari della Protezione Civile Cobra2 e del gruppo Vesuvius per gestire le presenze di genitori , che sono stati davvero numerosissimi, così come non è mancato il supporto straordinario dell’architetto Iovine del settore scuola per migliorare la pubblica illuminazione degli ambienti e del cortile.
Tanto il lavoro sinergico, interpretazioni da imparare, scene da allestire per questa “Notte Santa” che ha avvicinato grandi e piccoli a quello spirito che l’essenza del presepe porta con sé: «Si vede che c’è stato un lavoro enorme dietro, negli allestimenti, nei costumi -ha dichiarato il vice sindaco Maria Vittoria di Palma, presente alla manifestazione – I bambini sono stati bravissimi nelle scene recitate, credo sia stata la cosa più bella fatta dai bambini che ho visto quest’anno. Sono rimasta assolutamente colpita». Molto presi dal ruolo assegnatogli dalle insegnanti , i piccoli hanno infatti trasmesso il vero umano calore che queste feste rappresentano, la famiglia e la comunità che si stringe nel presepe, simbolo di attesa di una rinascita che cambia il mondo.
E la Buona Scuola ha mostrato i frutti di un lavoro costante nel quale ognuno ha avuto un ruolo fondamentale e sul quale il Dirigente Scolastico, Antonella Luisa La Pietra, si dice più che soddisfatta commentando sulla pagina facebook della Scuola: «Passione, energia, entusiasmo, amicizia, partecipazione, collaborazione, bellezza … queste le parole che alunni, genitori, maestre e collaboratori hanno declinato in un lavoro corale per la realizzazione di questa prima edizione del Presepe Vivente. Una rappresentazione viva, reale, autentica in cui i bimbi sono stati protagonisti attivi del loro apprendimento, misurandosi con i loro ruoli studiati con impegno e assimilati con profondità. Ancora una volta questi bimbi hanno vissuto concretamente lo spirito dell’inclusione che caratterizza da sempre questa scuola. E ancora una volta il plesso di Rione Trieste si è confermato casa delle bimbe e dei bimbi che lo frequentano e che qui respirano aria di famiglia, grazie alla cura e alla dedizione assoluta che le bravissime maestre rivolgono loro. Da parte mia grazie con tutto il cuore a tutti per la magia che ci hanno regalato».
Il contrabbando del pane a Somma nel XVIII secolo
Fino al 1750 l’Università di Somma (il governo locale), non possedendo beni patrimoniali, visse a gabella, cioè esclusivamente grazie ai dazi gravanti sui consumi. La rendita più antica e cospicua era sempre stata la gabella sulla farina e il diritto esclusivo dell’Università di vendere il pane alla popolazione.
Gli Amministratori locali accordavano ad un conduttore, dietro pagamento di un compenso, il diritto di fare pane (jus panizzandi) nel forno pubblico dell’Università. L’ “affittatore”, dal canto suo, uomo sempre raccomandato dalle autorità locali, vendeva il pane prodotto, ogni giorno, in otto botteghe del pane distribuite nei tre quartieri della città. Oltre al predetto conduttore, nessun altra persona, cittadino o forestiere, poteva fare pane per venderlo oppure introdurlo nel territorio di Somma per farne mercimonio, come riferisce il compianto storico locale Giorgio Cocozza. Il forno pubblico, secondo le ultime acquisizioni, doveva trovarsi nel primo tratto di via Casaraia (la strada che attualmente va dal negozio Hereke di via Gramsci e arriva all’incrocio che porta a via San Pietro), che all’epoca era citata nelle “Matrici della popolazione” con il toponimo “Strada Forno”. I Capitoli dell’Università prevedevano una sola eccezione: i tavernari ed i massari delle grandi masserie potevano fare pane nei loro forni, ma solo per venderlo agli avventori, ai forestieri di passaggio e ai coloni che abitavano nell’ambito della masseria stessa.
Quando il 1° gennaio 1751 entrò in vigore a Somma il Catasto Onciario borbonico del 1744, il popolo di Somma credette che fossero cessati tutti i dazi e le gabelle, tra cui quella del pane. Tutto ciò liberalizzò la vendita del pane di contrabbando, portando una forte caduta della corposa rendita con cui l’Università di Somma pagava il Regio Erario. La gente non comprava più nelle botteghe legali, ma in quelle illegali che disponevano sia di un prezzo inferiore che di una qualità superiore, in quanto non sempre il pane legale era fatto con ingredienti di buon livello. Addirittura, nel 1793, il Governo locale della Città di Somma, tramite il suo procuratore legale, dovette ricorrere al Tribunale della Regia Camera della Sommaria per ribadire di essere la titolare, da tempo immemorabile, del diritto di vendere il pane, l’olio e il vino al minuto. Il ricorso era stato fatto perché il fattore della masseria della Starza Regina si era messo a vendere illegalmente nella sua baracca i generi alimentari citati.
Il Tribunale, riconosciuta fondata l’ istanza degli amministratori locali, ordinò al Regio Governatore di Somma di adottare tutte le misure urgenti volte ad assicurare il mantenimento dell’antico diritto dell’Università. Il povero fattore della Starza Regina fu costretto a togliere le baracche e a non vendere il pane ed altri generi commestibili sottoposti al vincolo. Nonostante i ripetuti interventi del Tribunale e l’attenta vigilanza locale, il contrabbando del pane non fu estirpato. Il caso eclatante, che vale la pena ricordare, avvenne il 4 dicembre del 1795 ad un giovane sommese di nome Giuseppe Sorrentino. Questi acquistò, in un forno illegale di Somma, otto palate di pane buono e tenero e mentre lo portava pubblicamente a casa sua, nel quartiere Casamale, fu fermato improvvisamente dal vigilante Vincenzo Reanna (Rianna), che gli sequestrò il pane unitamente al sacchetto che lo conteneva. La cosa mandò su tutte le furie Domenico Sorrentino alias Nasone, padre del giovane fermato. Questi, uomo violento e rivoltoso, ben noto a Somma, dopo aver ingiuriato e minacciato i conduttori del forno pubblico, ebbe la temerarietà di schiaffeggiare nella sua casa la moglie del vigilante Vincenzo Reanna. L’azione violenta del Sorrentino, subito denunziato alle autorità competenti, continuò anche il giorno dopo; infatti, si portò dal Governatore Regio e con un atteggiamento arrogante gli disse che il pane lo comprava “dove voleva e quanto ne voleva”, adducendo che in qualità di cittadino napoletano, e non lo era, godeva di tutti i diritti civici. Chiese, quindi, l’immediata restituzione delle otto palate di pane e del sacchetto, avvertendo che in caso contrario avrebbe creato disordini tra il popolo. Addirittura il Sorrentino offese il Regio Governatore, accusandolo di percepire una lauta mazzetta dall’affittatore del forno pubblico. Il Governatore, dopo tale oltraggiosa affermazione, ordinò subito l’arresto del Sorrentino. La cattura non fu possibile sia per l’assenza della squadra del Tribunale di Campagna, residente nel vicino Casale di Sant’Anastasia, sia perché gli armigeri della Regia Corte non furono sufficienti a bloccare il facinoroso uomo, che aveva una vasta parentela e godeva pure di un notevole appoggio tra il popolino. Dopo ripetute ricognizioni, però, e tanti interrogatori, tra cui uno alla moglie del vigilante Reanna, il Tribunale della Regia Camera della Sommaria decretò ufficialmente la carcerazione di Domenico Sorrentino. Stavolta la squadra di Campagna eseguì il mandato e rinchiuse il reo nelle carceri di Pomigliano d’Arco, lontano da Somma. Il contrabbando del pane e degli altri generi soggetti a gabella, però, continuò a svilupparsi in forme più o meno celate, nonostante i ripetuti interventi delle autorità preposte alla repressione degli abusi.
Arriva “That’s Christmas Live Show”. E salverà il tetto della Chiesa di San Potito
Torna a Napoli “That’s Christmas Live Show”, lo spettacolo musicale ideato e diretto da Carlo Morelli che si terrà nella Chiesa di San Potito il 4 gennaio alle 20.30 e il 5 gennaio alle 18.30.
Sarà un fantastico viaggio dalla canzone classica napoletana ai nostri tempi, con gli arrangiamenti del Maestro Morelli che esaltano e colorano il programma musicale di moderne sonorità, presentando rielaborazioni di brani intramontabili come “White Christmas”, “Jingle bells”, “All I want For Christmas is You”, “Santa Claus is coming”, “Let it snow”, “Imagine” di John Lenon, “’O Sarracino” e “I Will Survive” di Gloria Gaynor.
Un exploit musicale capace di affascinare il pubblico di tutte le età, che potrà scoprire il fascino di una città che ha insegnato la sua musica nelle corti di tutta Europa. Inoltre, attraverso l’acquisto del biglietto ogni singolo spettatore potrà contribuire al restauro del tetto della Chiesa di San Potito.
Grande protagonista sarà il Coro della Città di Napoli: in scena giovani cantanti, divisi su 4 corde (soprano – mezzosoprano – tenore – basso). Ragazzi e ragazze di spiccate personalità, musicisti diplomati nei Conservatori, voci estremamente diverse l’una dall’altra, unite da un unico scopo: diffondere buonumore, energia e positività attraverso la musica. I componenti del Coro, inoltre, diventeranno, ad uno ad uno, interpreti solisti di ogni brano.
“Dirigere il Coro è emozionante, esaltante e affascinante – racconta entusiasta il Maestro Morelli – ogni volta vengo letteralmente rapito dalle note. Ecco perché la mia direzione è sempre in levare. Tra me e il Coro si crea un feeling tale da renderlo il mio prolungamento naturale. È come quando si suona: dallo strumento esce la musica di chi lo suona; dalla voce del Coro esce la mia voce. Il Coro diventa me stesso moltiplicato. Ad ogni movimento che scandisco c’è una reazione puntuale e precisa. Il risultato è un’esplosione di energia – conclude Morelli – che arriva diretta al pubblico, coinvolgendolo e rendendolo protagonista di una performance davvero unica”.
QUANDO:
– 4 gennaio ore 20.30
– 5 gennaio ore 18.30
DOVE:
Chiesa di San Potito – Via Salvatore Tommasi 1 Napoli.
PER INFO E PRENOTAZIONI:
Tel. 3914198749
Email: thatsnapoliliveshow@gmail.com
Sant’Anastasia non ha più un governo: dopo il sindaco si dimettono assessori e consiglieri
Ieri sera i consiglieri comunali di maggioranza, confortati dalle firme dei colleghi del Pd Peppe Maiello e Raffaele Coccia (per evitare una surroga), hanno rassegnato le loro dimissioni, dunque tutta l’assise è decaduta. Così ha fatto anche la giunta comunale, hanno firmato via via le dimissioni il vicesindaco Mariano Caserta e gli assessori Gelsomina Maiello, Alfonso Di Fraia, Bruno Beneduce, Claudia Ardolino. Toccherà ora ad un commissario prefettizio portare la città alle elezioni.
Lello Abete, sindaco di Sant’Anastasia dal 2014, riconfermato al primo turno nelle amministrative della scorsa primavera, ha fatto protocollare le sue dimissioni a Palazzo Siano ieri mattina. Dopo quattordici giorni dal momento dell’arresto per l’inchiesta «Concorsopoli» che sta facendo tremare anche numerosi comuni limitrofi. L’ormai ex primo cittadino si trova infatti nel carcere di Poggioreale da venerdì 6 dicembre, giorno in cui gli uomini della Guardia di Finanza lo prelevarono dalla sua abitazione, arrestando al contempo il consigliere comunale di maggioranza Pasquale Iorio, il segretario generale Egizio Lombardi, l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori e una delle candidate vincitrici dei concorsi banditi al Comune di Sant’Anastasia insieme a suo marito, Georgia Biscardi e Paolo Manna, per cui la Procura dispose il divieto di dimora in Campania. Le accuse a carico del primo cittadino e degli altri indagati sono pesanti e riguardano l’associazione a delinquere (accusa che per Montuori e Lombardi il Riesame ha fatto cadere, ma ci sarebbe un ricorso del pm in Cassazione) dedita a più delitti di corruzione finalizzati a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici. Le due ordinanze firmate dal gip Fortuna Basile che ha applicato le misure cautelari richieste dai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano e ancor prima la conferenza stampa con il procuratore capo di Nola, Anna Maria Lucchetta, il giorno degli arresti, hanno portato alla luce un quadro accusatorio che non promette alcunché di buono per gli indagati. La decisione di rassegnare le dimissioni è stata per Lello Abete, evidentemente, molto difficile. L’ex sindaco è stato l’unico, dopo gli arresti, a rispondere alle domande dei giudici professandosi estraneo ai fatti, tutti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma appena qualche giorno fa, con due nuovi capi di imputazione e una nuova ordinanza che confermava le esigenze cautelari di custodia in carcere, i suoi legali Giovanni Pansini e Isidoro Spiezia avevano già annunciato che si sarebbe andati in questa direzione, mentre quasi tutti coloro che nell’ultima campagna elettorale lo avevano appoggiato cominciavano la fuga dall’ex carro del vincitore. E soltanto ieri l’avvocato Spiezia rimarcava: «Lello Abete si è dimesso unicamente per rispetto della città di Sant’Anastasia e per ragioni di trasparenza, aver fatto passare due settimane per realizzare compiutamente tale decisione ha quale unica ragione il suo essere determinato a dimostrare la propria innocenza». Una decisione che il tribunale del Riesame potrebbe tenere in conto giacché gli avvocati puntano a misure cautelari meno afflittive, come la custodia domiciliare. Le udienze del tribunale della Libertà dovrebbero essere fissate, per Abete come per Iorio (assistito dall’avvocato Sabato Graziano) il giorno della vigilia di Natale. Intanto nella serata di ieri sono arrivate le dimissioni della giunta, dunque di tutti gli assessori rimasti sinora in carica, e dei consiglieri comunali, mentre il giorno precedente già una di loro, Giulia Raia, aveva preceduto la decisione collettiva protocollando le sue. Sarà ora un commissario prefettizio a dover traghettare Sant’Anastasia verso nuove elezioni che, a meno di sorprese, potrebbero già tenersi insieme alle regionali del prossimo anno. Restano le macerie di un paese che si sta disgregando anche socialmente, dove tutte le promesse di una campagna elettorale sono finite al macero con l’amministrazione decapitata dei suoi vertici. Resta la delusione di tanti giovani che avevano partecipato a concorsi pubblici sperando in un lavoro e che si sono visti superare da chi ha pagato 20, 30 o 50mila euro per comprarsi il futuro. Ucciso sotto casa ad Acerra: morto il ras Avventurato. Tre omicidi in pochi metri…
Nel tardo pomeriggio di ieri è stato ucciso Giuseppe Avventurato, 48 anni, pregiudicato. L’uomo è stato raggiunto da tre colpi di pistola, alla testa e al torace, sparati da distanza ravvicinata mentre si trovava sul marciapiede davanti al terraneo in cui abitava, al corso della Resistenza, pieno centro popolare di Acerra. Avventurato non è morto subito. I suoi parenti si sono accorti che era ancora vivo per cui non hanno voluto attendere l’arrivo dell’ambulanza. Lo hanno subito portato con una loro autovettura nella vicinissima clinica Villa dei Fiori, l’attrezzato ospedale convenzionato del territorio. Ma qui i medici hanno constatato che le ferite inferte alla vittima dell’agguato erano troppo profonde e devastanti. Avventurato è quindi morto poco dopo il ricovero, nel pronto soccorso del presidio ospedaliero. Intanto si teme una nuova faida di camorra. Un altro omicidio ad Acerra è stato messo a segno dieci mesi fa. A febbraio è caduto sotto i colpi dei killer Vincenzo Mariniello, 46 anni, anche lui pregiudicato, proprio a poche centinaia di metri dall’ultimo fatto di sangue. Un omicidio, questo del figlio del boss, anche lui ucciso, nel 2000, Gennaro Mariniello, che ha interrotto più di tre anni consecutivi di tregua mafiosa. Prima di allora infatti l’ultimo omicidio avvenuto ad Acerra è stato quello ai danni di Ignazio Adalberto Caruso, un altro pregiudicato, ammazzato il 19 settembre del 2015, anche lui proprio nelle immediate vicinanze del corso della Resistenza, in piazza San Pietro.
