Operazioni NAS: sequestri, chiusure e arresti a Nola, Marigliano, Caivano, San Giorgio
Con l’approssimarsi del periodo delle festività di fine anno i Carabinieri del NAS di Napoli, insieme ai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno eseguito vari controlli nei settori di competenza allo scopo di prevenire attività illecite che danneggiano i cittadini:
Caivano: i Carabinieri del NAS di Napoli, dopo aver sottoposto a una verifica igienico sanitaria un punto vendita di carni e salumi, hanno individuato un’anomalia nel misuratore di energia elettrica, ubicato all’ingresso dell’attività. A quel punto, una volta richiesto ed ottenuto l’appoggio di personale specializzato della società distributrice di energia elettrica, i militari hanno accertato la manomissione interna dei circuiti del misuratore di energia, manomissione che ha determinato un furto di energia elettrica perdurante da circa cinque anni per un ammontare di oltre quarantamila. Il gestore dell’esercizio è stato quindi arrestato. Nel medesimo contesto i NAS hanno riscontrato che carni ed alimenti preparati erano privi di qualsiasi indicazione utile alla loro rintracciabilità nonché di documentazione di trasporto per cui si è proceduto al sequestro amministrativo di 10 chili di questi alimenti.
Nola, via Cimitile: militari del NAS di Napoli hanno eseguito una verifica igienico sanitaria presso un’attività di pasticceria. Alla fine hanno disposto il sequestro amministrativo di 70 chili di alimenti (prodotti di friggitoria e dolci tipici siciliani, quali arancini, cassata, cassatine) in quanto privi di informazioni utili a garantirne la rintracciabilità alimentare. Sono state anche impartite alcune prescrizioni relative ad alcune non conformità riscontrate durante la verifica igienico sanitaria per le carenze strutturali del laboratorio di produzione e per il mancato aggiornamento del sistema di monitoraggio previsto dal manuale HACCP.
Marigliano, corso Umberto: i Carabinieri del NAS di Napoli, coadiuvati nelle fasi di verifica da personale dell’ASL NA 3 SUD e della polizia locale, hanno condotto un’ispezione igienico sanitaria in un esercizio di vendita di prodotti agricoli al cui termine hanno proceduto alla chiusura igienico sanitaria di un’area esterna adibita abusivamente per la vendita di prodotti ortofrutticoli, ma in assenza di notifica alimentare. E’ stato anche contestato un ampliamento della superficie di vendita in assenza di S.C.I.A. ed è stata prescritta l’eliminazione delle carenze igienico-sanitarie riscontrate e riferite agli ambienti ed alle aree deputate allo svolgimento dell’attivita’.
San Giorgio a Cremano, via Gianturco: i militari del NAS hanno eseguito una verifica igienico sanitaria presso un bar/pasticceria al termine della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 100 chili di prodotti di pasticceria (babà, roccocò, sfogliatelle,cornetti, pan di spagna) perché privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare. E’ stata anche disposta una “diffida” per alcune non conformità riscontrate nel corso della verifica igienico sanitaria a causa di carenze strutturali del laboratorio di produzione e per il mancato aggiornamento del sistema di autocontrollo.
Nola, via Napolitano: i Carabinieri del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un pub al cui termine hanno disposto il sequestro amministrativo di 250 chili circa di alimenti vari (verdure, pane, panini, prodotti di friggitoria, carnei, pasta, prodotti ittici, dolci vari ) privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare. Disposta anche la chiusura amministrativa di tre locali adibiti a deposito alimentare per una serie di gravi carenze igienico sanitarie riscontrate durante la verifica. Impartite infine per carenze formali e sostanziali relative al locale cucina e per il mancato aggiornamento delle schede di monitoraggio previste dal manuale di autocontrollo.
Sant’Anastasia, dimissioni del sindaco Abete. I Verdi: “Era inevitabile”
Dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e dalla commissaria cittadina dei Verdi, Ines Barone, riceviamo e pubblichiamo.
“Il Sindaco di Sant’Anastasia, Raffaele Abete, arrestato per corruzione, per aver alterato per via telematica i risultati di concorsi pubblici in cambio di tangenti che vanno dai 30 ai 50 mila euro, si è dimesso.
“Le dimissioni erano un atto dovuto da noi richiesto con forza. Le accuse sono molto gravi e non si può essere a capo dell’amministrazione cittadina con una simile situazione giudiziaria. Spetterà poi ai magistrati approfondire la vicenda ma intanto bisogna chiudere questa esperienza amministrativa. Adesso è necessario per questo comune liberarsi dell’onta degli ultimi due sindaci che si sono succeduti entrambi arrestati. Il primo già condannato per una vicenda di mazzette e il secondo agli arresti per corruzione.” – hanno dichiarato il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il commissario del Sole che Ride di Sant’Anastasia Ines Barone che avevano chiesto con forza le dimissioni del primo cittadino”.
Sant’Anastasia, il sindaco Abete si è dimesso
Lello Abete, primo cittadino dal 2014 e rieletto sindaco nella primavera scorsa, ha fatto giungere qualche ora fa a Palazzo Siano le sue dimissioni irrevocabili. Entro qualche ora anche la sua giunta e i consiglieri comunali faranno lo stesso, consegnando la città ad un commissario prefettizio che dovrà poi traghettarla a nuove elezioni.
Che Abete avesse deciso per le dimissioni era chiaro già da molte ore, ma la conferenza dei capigruppo tenutasi ieri aveva comunque fissato una seduta di consiglio comunale per lunedì 23 dicembre, con l’intenzione di compiere l’ultimo atto, l’unico possibile, nella sede sovrana dell’assise cittadina dopo aver approvato alcune deliberazioni importanti per la città.
La decisione dell’ormai ex sindaco consentirà alla difesa più margini di speranza nella decisione del Riesame che potrebbe, o meno, decidere per misure cautelari meno afflittive come i domiciliari.
L’incoerenza tra politica e manager delle Aziende Sanitarie della Campania
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato Idonei Collaboratori Amministrativi Sanità Campana
Sembra non essere passato troppo tempo tra la pubblicazione di ben due graduatorie indette rispettivamente dalle due Aziende Ospedaliere di rilievo Nazionale Santobono Pausilipon e Antonio Cardarelli, per la figura di collaboratore amministrativo professionale cat. D e i numerosi inviti del Governo regionale, da ultima circolare prot. n. 680474 dell’11.11.2019, con cui la Giunta Regionale della Campania, al fine di garantire procedure di reclutamento omogenee e trasparenti in tutto il territorio regionale, nonché per soddisfare le esigenze di efficacia, speditezza, efficienza ed economicità e in ragione del principio del contenimento della spesa, muovendo dall’assunto secondo cui l’utilizzo delle graduatorie vigenti risulta essere strumento preferibile per evidenti ragioni di speditezza ed economicità, rinnovava l’invito ai Direttori Generali/Commissari Straordinari delle Aziende Sanitarie della Campania, affinché gli stessi valutassero prioritariamente la necessità di utilizzazione delle graduatorie concorsuali vigenti, nel rispetto della normativa in materia; senza contare i numerevoli indirizzi emessi in tal senso dalla giurisprudenza (vedasi Adunanza Plenaria n° 14 del 28/07/2011) con cui i Giudici di Palazzo Spada hanno senz’altro sancito la sostanziale inversione del rapporto tra l’opzione per un nuovo concorso e la decisione di scorrimento delle graduatorie preesistenti ed efficaci, evidenziando come quest’ultima modalità di reclutamento rappresenti ormai la regola generale costituendo l’indizione di un nuovo concorso una mera eccezione, per non parlare dell’invito dell’attuale Ministro Speranza a provvedere alla copertura delle vacanze organiche prioritariamente attraverso lo scorrimento delle graduatorie.
Orbene alla luce dei sopra citati indirizzi sia politici che giurisprudenziali non si comprende come le Aziende Sanitarie Locali ed Ospedaliere continuino deliberatamente a bandire concorsi a totale dispregio delle esigenze di efficacia, speditezza, efficienza, economicità, trasparenza e buon amministrazione sancite a livello costituzionale dall’art. 97 con un notevole aggravio di spesa e un dispendio di risorse pubbliche, attesi i costi elevati di un concorso pubblico, senza contare le notevoli ripercussioni che tali scelte comportano sui cittadini utenti costretti ad relazionarsi con un Servizio Sanitario lento, in quanto sotto organico e in affanno.
Ebbene alla luce di quanto esposto e soprattutto del recentissimo piano triennale regionale del personale del comparto Sanità approvato con DCA 94 del 21 novembre 2019 con cui si evidenzia l’esistenza di numerose vacanze organiche nel settore amministrativo è auspicabile un intervento più incisivo del Governo regionale affinché i manager provvedano prioritariamente a scorrere le graduatorie per il personale amministrativo del comparto sanità fermando così l’ingiusta proliferazione di concorsi lunghi, costosi per i vari bilanci, molto spesso inclini a fenomeni corruttivi difficilmente controllabili, dando la possibilità a tanti giovani che un concorso lo hanno superato di poter entrare nel mondo del lavoro collaborando alla costruzione di una sanità perfetta come auspicato dal nostro Governatore regionale.
CICASC
Comitato Idonei Collaboratori Amministrativi Sanità Campana
Il libro di Salvatore Esposito “Fili d’innocenza” sarà presentato al Gran Caffè Gambrinus di Napoli
Sabato 21 dicembre alle 16.00, a via Chiaia 1, presso il Gran Caffè Gambrinus di Napoli, si terrà la presentazione del libro di Salvatore Esposito “Fili d’innocenza”. Il romanzo d’esordio dell’autore vesuviano è già stato insignito della menzione d’onore al concorso letterario Premio Città di Grosseto 2019. Dopo i saluti dei presidenti di associazioni culturali e artistiche del territorio: Diana Pezza Borrelli per “Plebiscito & dintorni”, Carmine Ardolino per “Napoli Cultural Classic”, Antonio Falcone per “La fontana del Villaggio” e Christophe Mourey per “Cchiù Art”, introdurrà l’incontro la moderatrice Valentina Mazzella. A seguire gli interventi del giornalista consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, dello speaker Gianni Simioli, del rinomato scrittore, sceneggiatore e drammaturgo napoletano Maurizio de Giovanni e, infine, dell’autore del libro Salvatore Esposito. Durante la presentazione gli attori Emiliana Caiazzo e Aurelio Cerciello declameranno alcuni stralci del romanzo accompagnati alla chitarra da Chiara Di Matteo. L’evento sarà impreziosito da alcune opere d’arte di Christophe Mourey e Carla Merone, autrice dell’opera raffigurata sulla copertina del libro.
Sant’Anastasia/Concorsopoli, i candidati (alcuni) e le commissioni
Tra i partecipanti, e tra i vincitori, dei concorsi al Comune di Sant’Anastasia ci sono – come è oramai chiaro a tutti – alcuni che hanno pagato. Altri hanno partecipato nella speranza di conquistarsi correttamente un posto di lavoro, altri ancora sono stati illusi. La rosa dei nomi è stata passata al vaglio degli inquirenti e per taluni non sarebbe ancora finita qui.
IL RACCOMANDATO DALL’ASSESSORE. Nella seconda ordinanza di Concorsopoli compare un’altra vittima e un secondo capo di imputazione, un tentativo di induzione indebita che riguarda in questo caso solo due degli indagati: il segretario comunale Egizio Lombardi e l’imprenditore Alessandro Montuori, titolare dell’agenzia selezioni e concorsi di Salerno. Un «tentativo» perché la vittima, un candidato ai concorsi di Sant’Anastasia, non ha mai pagato. In questa storia, il primo contatto con uno degli esponenti della cricca che truccava i concorsi, lo prende un assessore di un comune in provincia di Salerno allo scopo di presentare un aspirante candidato ad Alessandro Montuori. Il contatto avviene, il candidato che a sua volta in passato era stato consigliere comunale, è ammesso alle preselezioni di Sant’Anastasia e poi anche alle altre prove. Però, prima dell’esame orale, l’ultimo step, Montuori contatta sia l’assessore che il candidato e dà loro appuntamento al centro commerciale Vulcano Buono di Nola. Ed è lì che arriva il Lombardi. Fino a quel momento non vi erano state richieste di denaro, invece l’ex segretario – presidente delle commissioni d’esame – spiega alfine come funziona il giochetto. «Approfittatene perché questo è un treno che passa una volta sola» – li ammonì il segretario e, alla richiesta di ulteriori garanzie a fronte di un versamento di ben 20 mila euro, Lombardi avrebbe replicato: «Le uniche garanzie le dà la morte». I tempi, anche in questo caso come in tutti gli altri che riguardano l’inchiesta, erano stretti. Il segretario avvisa che stava per partire alla volta della Svizzera – si era nell’ottobre scorso – e dunque il versamento sarebbe dovuto avvenire entro breve. Il candidato decise di non pagare. Nella graduatoria finale risulta dodicesimo.
LA FIGLIOLA DA SISTEMARE. Da questa e da altre storie emerge con chiarezza che Montuori si occupava materialmente di alterare le prove preselettive, quelle che il candidato di Salerno, prima ancora di comprendere appieno che per conquistarsi un posto avrebbe dovuto pagare, supera. Con lui le supera anche un’altra candidata, ma stavolta ad assicurarle il risultato almeno nelle prime prove non era stato né l’imprenditore, né il segretario, né Iorio. La mamma della candidata in questione, che fino a pochi mesi fa – prima della pensione – ricopriva un ruolo di spicco nella comunità locale, aveva chiamato direttamente il sindaco Abete ed era stata ampiamente rassicurata pur con un po’ di fastidio giacché la signora si era lasciata un po’ troppo andare al telefono, con parole e frasi dirette che, se captate (e lo erano) avrebbero potuto creare guai. L’episodio risale a fine febbraio 2019.
LA VINCITRICE INDAGATA. Di una delle vincitrici, Georgia Biscardi, e del marito Paolo Manna di professione dentista, si è già detto. Per i due è stata applicata una misura cautelare di divieto di dimora in Campania. Lei viene ammessa alle prove orali ad elezioni amministrative terminate. Glielo annuncia Pasquale Iorio quando le fornisce anche le domande che in sede di esame le sarebbero state rivolte. A dire il vero le consegna ben 23 domande, per evitare che accada qualcosa e che la candidata possa rimanere silente dinanzi alla commissione. Non certo per la commissione, sia chiaro. Ma perché nel pubblico potrebbero esservi altri candidati che non dovevano assolutamente nutrire sospetti in merito alla brillante preparazione della Biscardi. Però precisa, l’ormai già eletto consigliere Iorio: «Te le impari o non te le impari, non cambia niente». E il marito della futura impiegata del Comune di Sant’Anastasia capisce la solfa e aggiunge: «Per l’ultima trance mi fai sapere dove ci dobbiamo vedere». E rispetto a questa storia, secondo gli inquirenti e in base a quel che Iorio si fa sfuggire, anche il secondo classificato, ossia colui che arriva subito dopo la Biscardi, sarebbe coinvolto nel mercimonio. Ma a differenza sua – lo dice Iorio – sapeva già che si sarebbe classificato primo tra gli idonei non vincitori e che sarebbe poi comunque stato assunto in seguito allo scorrimento della graduatoria. La Biscardi però, nonostante le rassicurazioni, è agitata, preoccupata. Soprattutto che qualcuno possa girare dei video durante la prova orale. E Iorio non riesce a calmarla ma le consiglia, nel caso, di chiedere almeno di stare un po’ a distanza. Stabilito tutto, il marito della candidata consegna l’ultima tranche, come documentato dagli investigatori con prove fotografiche. La consegna avviene nei pressi di una concessionaria di auto in via Archi Augustei, nei pressi del bistrot lì accanto.
Il TRENTUNENNE DI POMIGLIANO. Nel caso in questione, il candidato al quale sono stati estorti ventimila euro con la promessa di un posto pubblico, ha parlato troppo. Si è confidato e non gli è andata bene perché il depositario dei suoi sfoghi ha riportato tutto ad una persona vicina al sindaco Abete. Ma sarà lo stesso primo cittadino ad impedire che sia fatto fuori dalle graduatorie. «No, è pericoloso» dirà il sindaco al segretario Lombardi che invece vorrebbe escludere «quello scemo» che ha cantato. Iorio, al corrente di tutto, dirà poi al giovane di essere stato lui a battersi per salvarlo aggiungendo: «Vabbuò, po verimm comm’amma apparà cu Lello». E aggiunse che dovevano stare tutti molto attenti perché, in caso contrario, avrebbero rischiato di essere arrestati.
LE COMMISSIONI DI PIMONTE. I riflettori degli inquirenti si sono puntati soprattutto sulle commissioni di Pimonte dove il segretario comunale, come a Sant’Anastasia, era Egizio Lombardi. Tre sono le figure professionali a concorso nel piccolo centro dei Monti Lattari dove naturalmente a curare le prove è l’agenzia di selezioni e concorsi che vede come titolare Alessandro Montuori. Per la prima commissione, presieduta da Lombardi, gli si affiancano due componenti esperti esterni, uno dei quali è un commercialista che è stato anche nelle commissioni giudicatrici di Cercola e che ricopre un ruolo di spicco in un organismo importante del comune di San Giuseppe Vesuviano. Nella seconda commissione, sempre presieduta da Lombardi, ritroviamo ancora l’esperto di cui sopra, affiancato da un altro componente cui sono affidati ruoli di primo piano in un comune vicino a Sant’Anastasia e nello stesso comune di Sant’Anastasia, per nomina diretta del sindaco. Ai concorsi di Pimonte vengono ammesse due candidate anastasiane, non estranee agli uffici del municipio, le cui utenze sono dagli inquirenti, in quel periodo, debitamente intercettate. Non ci sono soltanto loro però: alla volta dei Monti Lattari si sono riversati vesuviani in quantità: da San Giuseppe Vesuviano, da Saviano, da Pollena Trocchia. Una circostanza che non passa inosservata giacché in campagna elettorale un senatore di Fdi, Iannone, presentò in merito una interrogazione parlamentare.
LE COMMISSIONI DI CARDITO. L’agenzia di selezioni e concorsi di Alessandro Montuori, presente a Sant’Anastasia, a Pimonte – fermiamoci qui per ora (cosa che potrebbe anche essere naturale, poiché si tratta di un’agenzia come poche ne esistono in Italia e che ha lavorato su tutto il territorio nazionale), si occupava anche dei concorsi al comune di Cardito. Qui riesce a garantirsi l’incarico con un ribasso a base d’asta a dir poco eccezionale, il 50, 55%. In due commissioni su quattro, per i concorsi carditesi, c’è un avvocato e c’è Egizio Lombardi. Un avvocato, dicevamo, che mentre ricopre il ruolo di componente di una commissione esaminatrice a Cardito…partecipa in veste di concorrente a quello di Pimonte.
La storia di un “santolillo” napoletano del Seicento, che, all’età di cinque anni, già faceva miracoli
La storia di Francesco Bartolomeo Belli, figlio di un pescatore del quartiere dei Remolari, che appare dotato di virtù taumaturgiche, esercitate soprattutto in favore delle donne che incontrano difficoltà di gravidanza, di parto e di allattamento. Il ruolo della madre, e dei Padri Francescani riformati. Il “santolillo” viene sottoposto a esorcismo. Infine viene relegato nel monastero di San Giorgio, che è amministrato dall’Ordine dei Pii Operai. Il quadro “Scienza e carità” che Picasso dipinse a quindici anni.
La storia è raccontata da Pierroberto Scaramella nel libro “ I santolilli: culti dell’infanzia e santità infantile a Napoli alla fine del XVII secolo”. Nella primavera del 1670 Ursula Ciaccia, di 35 anni, che porta i visibili segni di una gravidanza avanzata, si reca nella chiesa dell’Opedaletto dei Padri Francescani riformati, per confessarsi. Un sacerdote dotato di spirito profetico le dice sussurrando che partorirà il 26 agosto e che suo figlio, a cui ella deve mettere il nome di Francesco, sarà “un gran servo di Dio”. Il bambino nasce proprio il 26 agosto e viene battezzato col nome di Francesco Bartolomeo. I prodigi incominciano subito: non c’è “mammana” che non voglia dargli il latte, perché quando lo allattano, le donne si sentono “ricreare”, “arricrià’”, immerse in uno stato di assoluta serenità. Ma fin dal primo momento di venerdì Francesco Bartolomeo rifiuta il latte e respinge, con calma, ma con fermezza, sia il seno delle nutrici che quello della madre.Nel 1675 la fama del “santolillo” si è ormai diffusa in tutta la città: ogni giorno, nel quartiere dei Remolari, una folla di napoletani chiede di entrare nella povera casa di Ursula e del marito Antonio Belli, che fa il pescivendolo. Tutti vogliono essere ammessi nella spoglai stanza in cui il “santolillo”, vestito con un “abitello di Sant’Antonio”, scalzo, sta su un “paglione” “in costante adorazione di un altarino creato da lui stesso con alcune immagini sacre e una statuina di San Francesco”. La fama del “santolillo” miracoloso è tale che interviene, sotto la guida dell’Inquisizione romana, il tribunale della Curia napoletana: vengono interrogati la madre, i numerosi “fautori” del “santolillo”, non pochi testimoni. Tutti dicono, concordemente,che il bambino è dotato di “potenti capacità taumaturgiche e di spirito profetico” e che egli ha certamente fatto prodigi “in utero matris”, ha moltiplicato cibi, ha guarito infermi, ha compiuto esorcismi e ha indotto al pentimento peccatori incalliti: ci sono prove e documenti.
Le indagini permettono di stabilire che alle “spalle” del bambino operano la madre, la nonna e altri famigliari, che hanno creato un gruppo compatto e cercano di orientare i poteri taumaturgici di Francesco Bartolomeo – egli li attiva attraverso il segno della croce – a portare aiuto alle donne che incontrano difficoltà di gravidanza, di parto, di allattamento. Osserva giustamente lo Scaramella che i famigliari del “santolillo” appartengono al gruppo sociale dei pescatori e dei portuali, predisposti “ a una spiritualità misticheggiante, attenti agli aspetti più “carnali” della predicazione barocca”. Accanto alla famiglia é schierato un folto gruppo di “fautori”, ma è assai probabile che alla guida del sistema ci fossero proprio i frati dell’Ospedaletto, e che essi abbiano regolato tutto il “processo formativo che aveva portato un bambino particolarmente vivace e sveglio ad essere additato come santo- bambino dalla popolazione”.
I Tribunali della Fede decidono di sottoporre il “santolillo” a una seduta esorcistica: il loro intento è quello di dimostrare che Francesco Bartolomeo non è un piccolo santo, ma è un “posseduto”, e che il diavolo che lo “possiede” è assai pericoloso. Il “santolillo” venne esaminato, in otto sedute, da un domenicano del convento di San Pietro Martire, che usò ogni tipo di tecnica esorcistica – anche le tecniche non consentite – per far “venire alla lingua” il demonio che “stava” nel bambino: ma l’esperimento fallì, e si dimostrò inconsistente anche l’ipotesi della simulazione. Contribuì a demolire questa ipotesi l’energia con cui la madre respinse, punto per punto, i sospetti degli “inquisitori”. “Il caso- scrive lo Scaramella – si chiude drammaticamente con l’affidamento del bambino” all’ordine religioso dei Pii Operai: Francesco Bartolomeo viene relegato nel monastero di San Giorgio, sotto la direzione spirituale di Pietro Grisolfo e Antonio Torres. Ma sei anni dopo proprio Pietro Grisolfo scriverà un libro per illustrare i prodigi di un altro “santolillo”, Nicola de Fusco, morto nel 1680, all’età di tre anni e mezzo. Ma di questo parleremo in un altro articolo.
L’articolo è corredato da un quadro di Picasso, “Scienza e carità”, in cui ci sono un bambino e una donna malata, ma il compito di dare salute è affidato alla medicina. Il quadro è stato scelto soprattutto perché Picasso lo dipinse a 15 anni: e questo pare un prodigio.
Somma Vesuviana, a 35 anni dalla Strage del Rapido 904 il Comune ricorda le 4 vittime sommesi
A 35 anni di distanza dalla strage del “Rapido 904” la città di Somma Vesuviana ricorda l’estremo sacrificio di 4 suoi cittadini: Angela Calvanese e Nicole De Simone e i loro figli Anna e Giovanni che persero la vita il 23 dicembre 1984. La bomba piazzata sul “904” provocò 16 morti e 267 feriti: il treno era partito alle 12.55 da Napoli Centrale diretto a Milano. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno e con il sostegno organizzativo del presidente del consiglio Giuseppe Sommese, ha organizzato un evento commemorativo per venerdì 20 dicembre.
Alle ore 8.30 ci sarà la deposizione di una corona al monumento dedicato alla famiglia al cimitero comunale, alle ore 9 presso la reale chiesa di San Domenico il concerto della “Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania” nel corso del quale sono previsti interventi della famiglia, delle autorità e degli studenti. Oltre alla testimonianza di Giuliana Covella autrice del libro “Rapido 904, la strage dimenticata” (Graus editore), a presentare l’appuntamento nella chiesa sarà la giornalista Giovanna Salvati.
“Il 20 dicembre rendiamo omaggio a 4 nostri concittadini, Angela Calvanese, Nicola De Simone e i loro bimbi Anna e Giovanni, due piccoli di appena 9 e 4 anni”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “persero la vita nell’attentato del Rapido 904 avvenuto a ridosso del Natale di 35 anni fa. Vogliamo ricordare il loro esempio alle giovane generazioni, ecco perché saremo al cimitero e poi nella chiesa di San Domenico dove anche gli studenti saranno presenti al concerto della Fanfara dei carabinieri. Chiedo a tutti i cittadini di partecipare all’evento per dimostrare la nostra vicinanza alla famiglia a 35 anni dal quel terribile attentato”.
Feste natalizie, a Somma Vesuviana un calendario ricco di eventi: ecco il programma
Luci, arte, musica, danza, scuole, artigianato, gastronomia, il presepe vivente, il concerto di Ivan Granatino, divertimento assicurato con la tombola scostumata di Gerardo Amarante, e per il primo anno i mercatini nel Castello d’Alagno. Questo, e molto altro, nel calendario di eventi organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni che è cominciato il 10 dicembre e terminerà il 6 gennaio. In particolare del calendario natalizio fanno parte due progetti “La magia del Natale: le luci d’artista illuminano Somma Vesuviana” che si è classificato al 9° posto in tutta la Provincia di Napoli su circa 200 progetti presentati (si tratta di 30mila euro nei quali rientrano, luminarie, mercatini al Castello e Lucerne a Led) e poi quello finanziato dalla Camera di Commercio di Napoli 25mila euro (a fondo perduto) presentato al Comune dall’Aicast Somma Vesuviana (di cui è responsabile Crescenzo De Falco) e in particolare dalla ditta “Mimmo Eventi”.
“Quest’anno senza utilizzare fondi del Comune riusciamo ad organizzare tanti eventi per accontentare grandi e piccini”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “Siamo stati in grado di sfruttare al meglio i finanziamenti messi a disposizione dagli enti sovracomunali per questo scopo, e ringrazio per l’impegno l’assessore, gli uffici e le associazioni che ci hanno coadiuvato. Certo tutto è migliorabile e qualche ritardo che c’è stato quest’anno ci insegna su cosa puntare per non ripetere, il prossimo anno, lo stesso errore, ma sono sicuro che i miei concittadini sapranno apprezzare gli eventi messi in cantiere e li vivranno insieme a noi per rendere il Natale quello che è davvero: un momento di condivisione”.
Soddisfatta anche l’assessore agli Spettacoli e alla Cultura Floriana Pirozzi: “Gli eventi di Natale sono stati organizzati con la massima responsabilità, a chiusura di un anno proficuo di attività che ha visto il susseguirsi una serie di manifestazioni che hanno attratto in città tantissimi visitatori. Per la prima volta, inoltre, avremo i mercatini all’interno del Castello d’Alagno, che si concluderanno con la festa della Befana e per questo ringrazio, per l’impegno profuso, l’associazione Festa delle Lucerne, non da ultimo, anche per la realizzazione della seconda edizione delle Lucerne al Led al Casamale, progetto di alternanza scuola lavoro, nato in collaborazione con l’Iti Majorana”.
Si ringrazia per tutto il programma:
l’Amministrazione Comunale, Città Metropolitana di Napoli e la Camera di Commercio di Napoli , la Commissione Pari Opportunità, la Croce Rossa Italiana, il I Circolo didattico “Raffaele Arfè”, l’associazione Festa delle Lucerne, Botteghe al Centro, Borgo Onlus, la ProLoco Somma Vesuviana, l’Associazione EvaProEva, le Corali, AICAST Somma Vesuviana, ITI “E. Majorana”, i volontari della protezione civile, le forze di polizia presenti sul territorio e le associazioni ed i cittadini che hanno reso possibile l’evento del Presepe al Borgo Casamale.
PROGRAMMA COMPLETO:
Da Lunedì 16 a Mercoledì 18 Dicembre, ore 17.00, Chiesa di S. Domenico
“Progetto Natale in musica”, IV Edizione Coro del I° Circolo didattico
Mercoledì 18 Dicembre, ore 18.00, Atrio Palazzo Torino
Intrattenimento musicale per i diversamente abili, a cura della Commissione Pari Opportunità
Venerdì 20 Dicembre, ore 19.30
Cena solidale con gli anziani dei centri Polifunzionali, a cura della Commissione Pari Opportunità
Venerdì 20 Dicembre, ore 17.00 – 23.00, Castello D’Alagno
Mercatini Di Natale: Esposizioni di Artigianat o e articoli Natalizi, Mostra di Ricamo, Enogastronomia, Animazione, Spettacoli, Musica.
A cura dell’Associazione Festa delle Lucerne
Sabato 21 Dicembre, ore 10.00 – 13.00
Visita guidata al Centro Storico Casamale e al Castello D’Alagno a cura della Pro Loco
Sabato 21 Dicembre, ore 17.00 – 23.00, Castello D’Alagno
Mercatini Di Natale: Esposizion i di A rtigian ato e articoli N atalizi, M ostra di R icam o, Enogastronomia, Animazione, Spettacoli, Musica.
A cura dell’Associazione Festa delle Lucerne
Domenica 22 Dicembre, ore 10.00, Piazza Vittorio Emanuele III
Calza Solidale a cura dell’Associazione EvaProEva
Sabato 21 Dicembre, ore 17.00 – 20.00, Via Aldo Moro Primo Tratto
APERTURA EVENTI “Summa Attraction” – Esibizione Gruppo Musicale “ I PARIA’’
Domenica 22 Dicembre, 10.00 – 13.00 e 17.00 – 23.00, Castello D’Alagno
Mercatini Di Natale: Villaggio di Babbo Natale, Esposizioni di Artigianato e Articoli Natalizi, Mostra di Ricamo, Enogastronomia, Animazione, Spettacoli, Musica.
A cura dell’Associazione Festa delle Lucerne
Lunedì 23 Dicembre ore 17.00 – 20.00, Via A. Moro Primo Tratto Spettacolo musicale: quartetto d’archi (scuola MusikaRara –Maestra Rosanna Cimmino) Ballerini e attori ( asd Percorsi di Danza – Maestro Angelo Parisi) Esibizione canora del tenore Maestro Vincenzo Costanzo
Martedì 24 Dicembre, ore 12.00 – 19.00,Via A. Moro Primo Tratto
Animazione – Live Show Emanuela Montella & Musica Live con i DJ Umberto Cerciello e Dj Di Mauro
Venerdì 27 Dicembre, ore 17.00 – 20.00, Via A. Moro Primo Tratto
Esibizione allievi della Scuola “MusikaRara” di Rosanna Cimmino
Esibizione Gruppo Musicale “Just Sound”
Sabato 28 Dicembre, Via A. Moro Primo Tratto
Ore 11.00 Show Cook ing con lo Chef Erio Doninzetti
Ore 17.00 – 20.00Esibizione Musicale in Dj Set Paky G e Ivan Granatino
Sabato 28 Dicembre, ore 19.00, Chiesa di Santa Maria del Pozzo
Concerto a cura del “Coro Gaetano Di Matteo”
Domenica 29 Dicembre,ore 10.00 – 13.00, Piazza Vittorio Emanuele III
Calza Solidale a cura dell’Associazione EvaProEva
Lunedì 30 Dicembre 17.00 – 20.00,Via A. Moro Primo Tratto
Tombola Scostumata con Gerardo Amarante
Domenica 29 Dicembre, Via A. Moro Primo Tratto
Ore 10.00 – 13.00 Torneo di Tennis da Tavolo con la partecipazione del Campione Paraolimpico Nicola Moliterno e del Garante delle persone con
disabilità Comune di Somma Vesuviana Claudio De Vivo
Esibizione dell’Associazione Musicale “Antonio Seraponte”
Ore 17.00 – 20.00 M usica con Dj Marrakesh e serata karaoke
Lunedì 30 Dicembre ore 19.00, Chiostro Santa Maria del Pozzo
Cena Solidale per le famiglie con consegna pacchi a cura della Croce Rossa
Martedì 31 Dicembre, ore 12.00 – 19.00,Via A. Moro Primo Tratto
Animazione – Live Show con i DJ Umberto Cerciello e Dj Di Mauro
Venerdì 3 Gennaio, ore 19.00, Castello D’Alagno
“Metti una Sera al Castello” , organizzato dal Forum Giovani Somma Vesuviana
Sabato 4 Gennaio, ore 10.00, Chiostro Santa Maria del Pozzo
Consegna doni per il progetto “I bambini aiutano i bambini, a cura della Croce Rossa
Sabato 4 Gennaio, ore 10.00, Piazza Vittorio Emanuele III
Calza Solidale a cura dell’Associazione EvaProEva
Sabato 4 e Domenica 5 Gennaio , ore 18.30 – 21.30, Centro Storico Casamale
Presepe al Borgo 2020
Domenica 5 Gennaio , ore 10.00 – 13.00, Castello D’Alagno
Befana al Castello D’Alagno – La Befana incontrerà i bambini donando dolciumi
Lunedì 6 Gennaio , ore 19.00, Chiesa del Carmine
Concerto Corale Vesuviana
Madonna dell’Arco, si è spenta Suor Margherita
Da padre Alessio Romano e dall’intera comunità Domenicana di Madonna dell’Arco, riceviamo e pubblichiamo.
Si è spenta, questa mattina, presso le Case di riposo di Madonna dell’Arco Suor Maria Margherita Seclì op, figlia delle Suore Domenicane di Madonna dell’Arco, per più di 50 anni instancabile operatrice di bene e carità nelle opere dello stesso Santuario.
Suor Margherita era nata a Parabita (Le) il 4 agosto del 1936, dal padre Cataldo e dalla madre Maria Rosaria e insieme ai 2 fratelli e alle 4 sorelle vengono educati alla fede. Suor Margherita fin da giovane frequenta l’Azione Cattolica presso la chiesa madre di Parabita e sotto la guida del Parroco e dei padri Domenicani, custodi del Santuario della Madonna della Coltura, coltiva la sua vocazione alla vita religiosa.
Il 27 dicembre del 1965 entra a far parte della Congregazione delle Suore Domenicane di Madonna dell’Arco e fa il suo ingresso nella Comunità di Noviziato Sant’Anastasia. Pertanto, trascorre gli anni della formazione iniziale, presso il Convento Santa Caterina da Siena in Sodani, dove per volontà dei superiori e con grande slancio personale intraprende anche gli studi per diventare infermiera. Nel 1967, al termine del noviziato, emette la professione semplice e il 30 settembre 1973 la professione solenne, promettendo a Dio e alla Beata vergine Maria di amarli e servirli con immenso amore e in spirito di carità e servizio fino alla morte.
Dopo una breve esperienza presso il Convento Santa Maria della Sanità in Mariglianella, nei primi anni settanta prende dimora presso la comunità dell’Orfanotrofio Femminile di Madonna dell’Arco. In quest’opera del Santuario, insieme alle sue consorelle e ai frati Domenicani, Suor Margherita si prende cura delle bambine che venivano affidate alla cura materna delle suore nella struttura assistenziale. Svolgerà questo delicato compito, con immenso spirito materno e con grande gioia “memore di quanto ha detto il Signore Gesù: qualunque cosa che avrete fatto a questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me!” Terminò quella lunga esperienza nel mese di giugno del 1997, quando l’orfanotrofio fu chiuso per l’entrata in vigore della nuova legge statale che prevedeva l’accoglienza dei minori in case-famiglia o affidatarie o adottive. Conclusa quella esperienza, Suor Margherita fu trasferita presso le Case di Riposo Madonna dell’Arco, allo scopo di dedicarsi al servizio del Santuario e alla cura religiosa degli ospiti delle strutture per gli anziani. Tutto ciò lo ritenne sempre una grazia della Madonna perché era la sua grande aspirazione.
L’eco, la premura, la maternità di quell’amore che suor Margherita ha diffuso negli anni di apostolato presso l’orfanotrofio, è ancora vivo nelle tante bambine, oggi ormai donne, che l’anno sempre considerata come una seconda mamma, o come l’unica mamma della loro vita. In tutti questi anni e soprattutto in quest’ultimo mese, quando un’emorragia cerebrale l’ha costretta a trascorrere l’ultimo mese di vita a letto, le sue bambine, così amava chiamarle lei: Elsa, Michela, Rita, Anna, Antonietta, Marianna, Alessandra, Rosaria e tante altre, non le hanno fatto mancare il loro affetto visitandola spesso e rimanendo a lungo al suo capezzale.
Donna umile e di grande fede, ha sempre saputo trovare una parola buona per tutti. Materna con le bambine alle quali cuciva vestitini e divise, le educava alla fede e raccontava loro il Vangelo come una storia stupenda, da amare e imitare, così come era stata quella della sua vocazione, vissuta da lei nella quotidianità, nella preghiera e nel servizio agli altri. Suor Margherita era capace di donare tanta gioia e serenità, quella serenità che sapeva trasmettere col suo sorriso e col suo entusiasmo a chiunque la incontrava.
Dal 1997 fino ad oggi, ogni domenica, era presente in Santuario per accogliere i pellegrini presso la sala offerte. Era solita donare loro un’immaginetta della Madonna, invitando tutti a pregare la Mamma dell’Arco e consolando chi, in lacrime, le chiedeva preghiere per le sue necessità.
Un affetto immenso la legava ai sacerdoti, per i quali ogni giorno pregava, offrendo ogni penitenza e ogni piccola sofferenza della sua vita per la loro perseveranza e per la loro salvezza. Abile sarta, una volta smesso di lavorare per le sue bambine, si è dedicata a cucire per il decoro del Santuario e dei suoi frati. Dalle tovaglie per l’altare della Madonna, i lini per la messa, camici e casule per i sacerdoti, fino agli abiti religiosi dei frati…. tutto faceva con amore e per amore perché, per lei, quello era anche la sua preghiera. Quando le si chiedeva qualcosa era subito pronta e disponibile e sempre rispondeva “con l’aiuto della Madonna sarà fatto”.
“L’aiuto della Madonna!” Ogni suo lavoro era fatto con l’aiuto della preghiera a Maria e, ogni cosa bella, l’aveva sempre fatta la Madonna. Il merito era sempre della Madonna che le aveva guidato le mani e la mente nel fare qualsiasi lavoro. La Madonna da lei tanto amata e che, come sempre amava raccontare, non l’aveva mai abbandonata, ma sorretta e aiutata in tutti i giorni della sua vita, le donava quella gioia impagabile che traspariva dai suoi occhi lucidi e sorridenti.
Con queste poche righe vogliamo dire Grazie a suor Margherita.
Grazie per aver detto si a Dio ed esserti donata a Lui totalmente.
Grazie per le carezze che hai dato alle bambine che Dio ti ha affidato.
Grazie per l’affetto che hai donato agli anziani.
Grazie per l’esempio che ci hai dato di come si segue e si ama Cristo: umile, povero e obbediente.
Grazie per le preghiere che hai fatto per noi religiosi e religiose al servizio del Santuario.
Grazie per il sorriso e le parole di conforto che hai donato ai pellegrini che giungevano al Santuario.
Con te se ne va un pezzo importante della storia del Santuario e delle sue opere, ma resterà indelebile il tuo esempio di religiosa e di donna che ha saputo testimoniare la carità di Cristo con il suo operato: umile, silenzioso, discreto e generoso.
Dal 1997 fino ad oggi suor Margherita è vissuta nelle due Case di Riposo, sempre a Madonna dell’Arco, realizzando in pieno la sua vocazione: spendersi per amore della Madonna e dei Sacerdoti… Era solito dire: avrei bisogno di più tempo per fare tanto e fare meglio… per accontentare tutti ed essere felice di sentirmi utile. Il suo, però, lo ha ben investito, anticipandolo nel cuore dell’Eterno. Ad ognuno che le faceva visita, offriva un “bitter” perché, come diceva lei, il caffè non sapeva farlo. Così ci si sentiva ristorati dalla sua semplicità e dalla bontà che sgorgavano dal suo cuore, senza alcuna distinzione per nessuno.
Il 30 settembre del 2017, nel santuario di Madonna dell’Arco da lei tanto amato, ha celebrato il cinquantesimo anno della sua consacrazione religiosa, festeggiata da Consorelle, Confratelli e familiari. Il Suo ringraziamento, a braccio, è stato un “Magnificat”, un canto di lode all’Altissimo, per le “mirabilia Dei” ricevute. Simile ad una piccola bambina che si rivolge alla mamma, così Lei con la Mamma dell’Arco.
Domenica 17 novembre, dopo aver partecipato alla messa delle 7, ha preso il “suo posto” nella sala offerte. A fine mattinata, come “dopo aver fatto tutto ciò che doveva fare” è stata colpita da una sincope che l’ha portata ad una infermità grave. Da subito le condizioni sono apparse irreversibili, così dopo un primo ricovero presso l’ospedale civile, su consiglio dei medici e in accordo con i familiari, la portammo a casa sua, così come chiamava le case per anziani dove lei viveva. Nei momenti di lucidità e di dormiveglia riusciva a riconoscere chi le andava a far visita, ringraziava con voce flebile e sommessa, salutava con la mano e diceva a tutti: “Grazie, Grazie, quante premure per me…. Quanto fastidio…” Ricevuto il sacramento dell’Unzione degli infermi per due volte, si è addormentata nel Signore all’alba del 18 dicembre 2019.
Ci piace pensare e la fede ce lo fa sperare che adesso, come fiore profumato e delicato, come margherita graziosa, occupa il posto preparato dal Signore Gesù per lei, in quel giardino di Dio, dove i colori della carità compongono il volto della Misericordia del Padre.
Intercedi per noi, Suor Margherita, facci il dono della letizia del cuore, quella letizia che non appassisce né marcisce, perché fondata su Cristo Risorto e Vittorioso da morte.
