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Saviano, smontano una ringhiera di protezione e scappano
A Saviano, in pieno giorno, due individui hanno smontato una ringhiera utilizzata come protezione indisturbati
Questo è uno dei tantissimi episodi che avvengono quotidianamente sul territorio. In particolare, in questo caso i due uomini hanno agito in pieno giorno, non curando la presenza di auto e pedoni.
Gli individui, a Saviano, hanno smontato e sottratto una ringhiera di ferro installata su un muro di contenimento e l’episodio è stato documentato da alcune telecamere di video sorveglianza situate nella zona.
Il furto in questione non rappresenta solo un danno economico ma qualcosa di più grave e importante. Riguarda la sicurezza e la protezione dei pedoni, data la precarietà dell’area esposta a rischi di caduta nel vuoto senza alcuna protezione.
Sulla questione è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli, dopo aver ricevuto e visionato i filmati delle telecamere: “Siamo di fronte a una deriva criminale che non conosce più limiti. Agire alla luce del sole, smontando arredi urbani e protezioni di sicurezza con questa calma apparente, dimostra che questi delinquenti non temono più nulla. E la conferma di un territorio dove la percezione di impunità è altissima.”
Ha poi dichiarato di aver allertato le forze dell’ordine: “Non si tratta di piccoli furti, ma di atti che mettono a repentaglio l’incolumità fisica delle persone. Chi ha rubato quella ringhiera ha consapevolmente creato un baratro pericoloso per i residenti di Saviano. Ho chiesto alle Forze dell’Ordine di acquisire i filmati per risalire ai volti di chi ha compiuto questo gesto spregevole. Non possiamo permettere che le nostre strade diventino un terreno di saccheggio quotidiano.”
Il deputato ha concluso l’intervento con un appello alle istituzioni: “Occorre potenziare immediatamente il controllo del territorio. Servono più pattuglie e un sistema di videosorveglianza pubblico che funzioni e faccia da deterrente. I cittadini non possono essere lasciati soli a difendere persino le recinzioni delle proprie abitazioni o delle strade pubbliche.
La lotta al degrado passa inevitabilmente per una presenza costante dello Stato che riaffermi la legalità anche di fronte a episodi che qualcuno, erroneamente, definisce minori.”
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Casoria, chiude la villa comunale: rinascerà più moderna e funzionale
Prosegue il programma di rigenerazione urbana promosso dall’Amministrazione comunale di Raffaele Bene con un nuovo step operativo che riguarda uno dei luoghi più frequentati e simbolici della città. A partire da ieri, martedì 14 aprile, infatti, la Villa Comunale resterà chiusa al pubblico per consentire l’avvio di lavori di manutenzione straordinaria inseriti in un più ampio piano di riqualificazione degli spazi pubblici cittadini.
L’avviso è stato predisposto dal Comune per informare tempestivamente la cittadinanza su una chiusura necessaria a permettere l’esecuzione in sicurezza delle opere previste. L’intervento sulla Villa Comunale rientra in una visione più ampia di rilancio urbano che coinvolge anche altre strutture strategiche della città, come l’Ex Macello, destinato a diventare un nuovo polo culturale con sala teatrale e spazi multifunzionali, e il complesso della Caserma dei Carabinieri e del Tribunale, interessato da opere di messa in sicurezza, efficientamento e adeguamento alle normative vigenti.
Nel caso della Villa Comunale, i lavori riguarderanno in particolare la riqualificazione del verde, il miglioramento complessivo della fruibilità degli spazi, la realizzazione di nuove aree gioco e di zone dedicate al fitness all’aperto, oltre a interventi sulle aree esterne con nuove pavimentazioni, sistemazione degli spazi attrezzati e un’attenzione specifica al tema dell’accessibilità. L’obiettivo è restituire ai cittadini un luogo più moderno, sicuro, inclusivo e funzionale, capace di rispondere meglio alle esigenze delle famiglie, dei bambini, degli anziani e di chi vive quotidianamente gli spazi urbani.
“Con questo intervento – dichiara il sindaco Raffaele Bene – continuiamo a dare concretezza a un’idea di città che guarda al futuro senza dimenticare i bisogni quotidiani delle persone. La chiusura della Villa Comunale è un sacrificio temporaneo che chiediamo ai cittadini, ma è finalizzato a restituire uno spazio rinnovato, più bello, più sicuro e più accogliente. La rigenerazione urbana non è uno slogan, ma un lavoro costante che si traduce in cantieri, investimenti e risultati tangibili per la comunità”.
Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Capano, che sottolinea il valore strategico dell’intervento: “Stiamo investendo in modo concreto sulla rigenerazione della nostra città, restituendo spazi rinnovati e funzionali ai cittadini. Non si tratta solo di lavori pubblici, ma di un’azione più ampia di rilancio sociale, culturale e urbano, che mette al centro la qualità della vita e l’accessibilità dei luoghi. La Villa Comunale rappresenta un presidio importante di socialità e vivibilità, ed era necessario programmare un intervento strutturato per migliorarne standard, sicurezza e funzioni”.
L’Amministrazione comunale si scusa per gli eventuali disagi che la chiusura potrà comportare, sottolineando però come questo passaggio sia indispensabile per accelerare un percorso di trasformazione già avviato e destinato a incidere in modo significativo sulla qualità dello spazio pubblico a Casoria.
Castello di Cisterna, 86 dosi di droga: arrestato 28enne nel rione 219
Ancora un’operazione antidroga nel cuore dell’area vesuviana. I Carabinieri della stazione di Castello di Cisterna hanno arrestato un 28enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’intervento è scattato nel quartiere popolare “Legge 219”, zona già attenzionata dalle forze dell’ordine per episodi legati allo spaccio. Durante un servizio di controllo del territorio, i militari hanno notato un giovane aggirarsi con atteggiamento sospetto tra le palazzine del rione. Un comportamento che non è passato inosservato agli occhi degli operanti.
I Carabinieri hanno quindi deciso di procedere con un controllo approfondito. Sin dai primi momenti, il nervosismo mostrato dal 28enne ha rafforzato i sospetti dei militari, che hanno avviato una perquisizione personale.
L’attività ha dato esito positivo: l’uomo è stato trovato in possesso di ben 86 dosi di droga, suddivise in 20 dosi di cocaina e 66 dosi di crack, già confezionate e pronte per essere cedute sul mercato locale. Insieme agli stupefacenti, i militari hanno rinvenuto anche 250 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
A quel punto per il giovane sono scattate inevitabilmente le manette. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle decisioni sul suo futuro processuale.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio messo in campo dall’Arma per contrastare il fenomeno dello spaccio nelle aree più sensibili. Un’attività costante che punta a garantire sicurezza e legalità nei quartieri, spesso teatro di traffici illeciti e microcriminalità diffusa.

