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La società ci ha finalmente messo la faccia
Strade impraticabili nella zona industriale di San Vitaliano
I cittadini di San Vitaliano segnalano un enorme disagio per le condizioni del manto stradale nella zona industriale del paese
Buche che sembrano crateri, manto stradale rovinato, questa è la situazione nella quale si trova la zona industriale di San Vitaliano e che rende impraticabile la circolazione dei cittadini.
La segnalazione arriva dai video condivisi dai cittadini che denunciano una situazione ormai insostenibile. Le condizioni in cui si trova la strada non permette la circolazione in sicurezza di veicoli e pedoni.
Il tutto peggiora nei giorni di maltempo, dove le buche (definite dalla popolazione “crateri”) si riempiono di acqua piovana rendendole poco visibili a chi transita, spesso causando danni ai veicoli.
I residenti si sono ribellati, lanciando una denuncia sui social: “Non si può camminare neanche a piedi e con le piogge la situazione diventa insostenibile. Ormai siamo costretti a convivere con questo disastro e a pagare continuamente gommisti e meccanici per i danni subiti”.
Sulla questione è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli, affermando che verrà fatta richiesta agli enti competenti di intervenire in maniera tempestiva per ripristinare il manto stradale: “Queste immagini sono l’ennesima dimostrazione dello stato di abbandono in cui versano troppi territori della provincia. Strade ridotte a colabrodo, pericolose e indegne di un Paese civile. I cittadini sono costretti a pagare di tasca propria le conseguenze dell’incuria, tra gomme forate e cerchioni distrutti, ma il rischio più grave è quello per la sicurezza. In queste condizioni può verificarsi un incidente serio in qualsiasi momento. È inaccettabile che intere aree produttive e residenziali vengano lasciate senza manutenzione e senza interventi. Chiederemo agli enti competenti di intervenire immediatamente per ripristinare condizioni di sicurezza e restituire dignità a questi territori. La provincia non può essere trattata come una periferia dimenticata”.
Questa non è l’unica segnalazione. Infatti, sono tantissimi i cittadini che lamentano condizioni di precarietà delle strade dei paesi vesuviani e nolani, chiedendo alle istituzioni di intervenire per risolvere questi problemi.
(Fonte foto: pagina facebook Francesco Emilio Borrelli)
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Ponza, il culto di San Silverio tra musica e memoria
Il 20 giugno l’isola si veste a festa con una suggestiva processione in mare, dove il busto del santo viene portato su una barca adornata di garofani rossi. È il giorno principale, caratterizzato da una solenne messa e dalla caratteristica processione, che coinvolge la comunità locale e numerosi turisti. I garofani rossi sono il fiore tipico associato al culto e al martirio del santo; al termine della processione, questi vengono benedetti e lanciati, con i fedeli che cercano di prenderne uno a volo. Oltre al 20 giugno, i festeggiamenti coinvolgono l’intera isola, con eventi che anticipano la celebrazione principale. Il culto di San Silverio è un pilastro dell’identità ponzese, unendo fede e tradizioni marinare, creando un legame indissolubile tra l’isola, il santo e i suoi abitanti. L’inno di San Silverio rimane uno dei pezzi musicali e devozionali più significativi della tradizione pontina. Tramandato anche con versioni cantate a carattere popolare, l’inno trovò la massima espressione nell’esecuzione con la pianola del compianto maestro Nino Picicco. Sicuramente l’origine melodica è campana perché è la stessa musica dell’inno di Sant’Anna di Bacoli, come spiega il musicista Giuliano Vitiello di Ponza. A riguardo, bisogna sottolineare che la colonizzazione dell’isola ebbe inizio nel 1734 per opera di Carlo III di Borbone con l’arrivo di numerose famiglie di Ischia e, successivamente, di famiglie provenienti da Torre del Greco.
Inno a San Silverio
Banda musicale Isola di Ponza
dirige il M° Antonio Cafolla
E’ facile, molto probabilmente, che qualche sacerdote napoletano che proveniva da Napoli abbia portato con se a Ponza quella musica dell’inno di Sant’Anna, sulla quale è stato scritto un nuovo testo totalmente dedicato al santo locale. Tanti ponzesi emigrati in America hanno portato con loro la venerazione di questo santo papa, tantoché – aggiunge Vitiello – fu un ponzese di New York a scrivere un’altra canzone dedicata a San Silverio. Esistono registrazioni dell’inno che vedono la partecipazione di musicisti locali come dicevamo di Nino Picicco e Vittorio Spignesi per accompagnare il canto devozionale. Il testo evocato si concentra sulla figura del santo, esaltando la sua vita e la sua protezione verso i pescatori e la comunità isolana, includendo numerose invocazioni per la salvezza durante le tempeste. La versione alta della composizione è quella che invece trova certamente espressione nel suono della banda cittadina di Ponza, che ingloba bravissimi professionisti. Viene eseguita anche una versione popolare dell’inno, che viene cantata all’interno delle devozioni della novena, come spiega lo storico locale Francesco De Luca. L’anonima melodia popolare ha un andamento più fluido, semplice ed orecchiabile. All’ascolto comunque dell’inno, il tutto si presenta mirabile nell’accordo fra parole e musica, con una giusta e complessa costruzione del motivo e bello nell’insieme.Note d’Arte torna da Casa Sanremo: tre giorni di danza e una finalissima conquistata
La scuola di Casalnuovo diretta da Mia Mele protagonista dal 13 al 15 febbraio a Casa Sanremo. Tra stage con professionisti e la coreografia “Bolliwood” volata in finale a Roma.
Dopo aver superato le selezioni ufficiali lo scorso novembre, la scuola Note d’Arte di Casalnuovo di Napoli, diretta da Mia Mele, ha vissuto dal 13 al 15 febbraio l’esperienza di Casa Sanremo nel Comune di Sanremo.
I ragazzi sono rientrati estasiati, raccontano dalla scuola, dopo tre giorni intensi dedicati alla danza, alla formazione e alle esibizioni sul palco della kermesse parallela al Festival.
Le coreografie e la finalissima
Sul palco sono state presentate le coreografie delle maestre Naomi Bonanno, già ballerina dello spettacolo Made in Sud e Laura Russo.
Tra le performance proposte, la coreografia “Bolliwood” ha ottenuto un risultato significativo: è stata selezionata direttamente per la finalissima a Roma della competizione JEDA, confermando la preparazione e la qualità del lavoro svolto.
Stage con professionisti
Durante la permanenza a Sanremo, gli allievi hanno preso parte anche a stage con Andreas Müller e Simone Nolasco, momenti di confronto e crescita che hanno arricchito ulteriormente l’esperienza.
Nel gruppo erano presenti diverse ballerine della scuola e il danzatore Matteo Castro del GTN di Pomigliano d’Arco.
Un’esperienza che ha rafforzato la passione per la danza nei giovani partecipanti e che consolida la reputazione della scuola Note d’Arte come realtà attiva e dinamica nel panorama artistico del territorio vesuviano.

