Marijuana e insalata, un chilo di droga conservato in frigo: fermato 19enne

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Un nascondiglio insolito, scelto probabilmente per eludere i controlli: nel frigorifero, tra le verdure, erano stati sistemati quasi 900 grammi di hashish. È quanto scoperto dai carabinieri durante un’operazione a Casoria che ha portato all’arresto di un 19enne del posto.

Il giovane, Francesco Ferrara, è stato fermato dai militari della stazione locale al termine di una perquisizione domiciliare. L’attività investigativa si inserisce nei servizi mirati al contrasto dello spaccio di droga sul territorio. Già noto alle forze dell’ordine, il ragazzo dovrà ora rispondere dell’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata alla vendita.

Nel corso del controllo, i carabinieri hanno individuato diversi quantitativi di droga distribuiti in vari punti della casa. In particolare, all’interno di uno zaino e di un giubbotto sono stati trovati circa 70 grammi di marijuana e 40 grammi di cocaina.

La scoperta più significativa è però avvenuta in cucina. Aprendo il frigorifero, i militari si sono trovati davanti a un ingente quantitativo di hashish confezionato sottovuoto. La scelta di conservarlo tra gli alimenti, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata dettata dal tentativo di nascondere la sostanza e mantenerne intatte le caratteristiche.

La droga è stata immediatamente sequestrata, mentre per il giovane sono scattate le manette. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere, dove resta in attesa di giudizio.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel monitorare le dinamiche legate allo spaccio, con controlli sempre più mirati anche nei contesti domestici, spesso utilizzati come basi operative per la distribuzione delle sostanze.

ASD MDA COCOON – Comunicazione istituzionale

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COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Dell’associazione sportiva ASD MDA COCOON Si porta a conoscenza degli interessati che è convocata l’assemblea di tutti gli associati e tesserati dell’Associazione e degli aventi diritto per il giorno Sabato 25 Aprile 2026 alle ore 22:00 in prima convocazione ed in seconda convocazione Domenica 26 Aprile 2026 alle ore 10:00 presso la sede sociale “ASD MDA COCOON” Via Villa Felice n° 82 Sant’Anastasia (NA) Con il seguente ordine del giorno: 1) Relazione socio sportiva 2) analisi ed approvazione del rendiconto economico-finanziario dell’anno 2025 3) Varie Li 21 APRILE 2026 IL PRESIDENTE SIG. Luisa Rea

Assalto dei malviventi a Banca Intesa a Pomigliano

Tentato colpo nella notte ai danni della filiale di Banca Intesa Sanpaolo a Pomigliano d’Arco. L’episodio si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 4, quando alcuni individui, al momento non identificati, sono riusciti a introdursi all’interno dell’istituto di credito dopo aver forzato l’ingresso principale.

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero utilizzato un attrezzo metallico, probabilmente una leva, per scardinare la porta e accedere così ai locali della banca. Una volta all’interno, avrebbero tentato di impossessarsi del denaro contenuto in una cassa automatica, ma senza riuscirci. Il sistema di sicurezza o le difficoltà tecniche riscontrate durante l’azione avrebbero infatti impedito di portare a termine il furto.

Il colpo, quindi, si è concluso senza alcun bottino, costringendo i responsabili a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Non è escluso che i ladri possano essere stati disturbati o messi in fuga da qualche imprevisto, circostanza ora al vaglio degli investigatori.

Sul posto, in via Terracciano, sono intervenuti i carabinieri della compagnia competente per territorio insieme ai militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, che hanno avviato immediatamente i rilievi del caso. Gli accertamenti si concentrano sia sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona sia su eventuali tracce lasciate durante l’effrazione.

L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e risalire all’identità dei responsabili. Al momento non si esclude alcuna pista, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni dettaglio di un’azione che, seppur fallita, conferma l’attenzione delle bande criminali verso gli istituti di credito del territorio.

Anagrafe, scoperto giro di soldi e sesso per le carte di identità: 120 indagati

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  Appartamenti minuscoli trasformati, sulla carta, in residenze sovraffollate. In alcuni casi fino a venti persone registrate nello stesso indirizzo, spesso senza alcun riscontro reale. È da queste anomalie che è partita un’indagine complessa che ha portato alla luce un presunto sistema illegale legato al rilascio di documenti anagrafici. L’inchiesta è raccontata nell’edizione odierna de “Il Mattino”. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su due uffici cittadini, dove – secondo l’accusa – si sarebbe consolidata nel tempo una rete organizzata capace di aggirare le procedure. L’obiettivo era facilitare il rilascio di certificati di residenza e carte d’identità, elementi fondamentali per ottenere diritti e servizi. Il quadro che emerge è quello di una struttura ben articolata: circa 120 gli indagati, tra cui funzionari pubblici e intermediari. Le accuse ipotizzate comprendono reati gravi come associazione per delinquere, falso ideologico e corruzione. Alcuni dipendenti, nel frattempo, hanno lasciato il servizio o sono stati trasferiti. Secondo le risultanze investigative, per ottenere un’accelerazione delle pratiche erano richiesti pagamenti che variavano dai 30 ai 50 euro. Un vero e proprio tariffario, in base alla complessità della procedura. In diversi casi, i documenti sarebbero stati rilasciati senza verifiche, anche a persone prive dei requisiti necessari. Non mancano episodi particolarmente inquietanti: in alcune circostanze sarebbe stato richiesto, al posto del denaro, uno scambio di natura sessuale per favorire l’esito positivo delle pratiche. Elementi che aggravano ulteriormente la posizione degli indagati. L’inchiesta ha inoltre evidenziato il ruolo di figure esterne, considerate punti di raccordo tra i richiedenti e gli uffici pubblici. Tra queste, anche strutture che avrebbero operato come veri e propri canali di reclutamento. Determinanti per le indagini sono state le attività tecniche, comprese intercettazioni e riprese ambientali, che avrebbero documentato il funzionamento del sistema. Gli inquirenti parlano di un meccanismo consolidato nel tempo, basato su controlli inesistenti e complicità diffuse.

Somma, Antonio Coppola: “Cambiare si può: la lista a Viso Aperto al fianco di Antonio Granato”

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Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

A Viso Aperto, una lista giovane che parteciperà alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, aderendo al progetto civico che ha scelto l’avvocato Antonio Granato quale candidato sindaco per la sua storia personale e per le competenze professionali ed istituzionali che assicureranno stabilità alla prossima amministrazione.

Se vuoi cambiare le cose, devi esserci: è con questo senso di responsabilità che vogliamo provare insieme ai sommesi che si riconosceranno nei candidati e nelle candidate della nostra lista ad essere protagonisti di un governo civico che avrà come unico scopo quello di restituire a Somma Vesuviana la reputazione che merita.

Avvertiamo la necessità di dimostrare che la politica è passione, identità territoriale e tutela delle nostre radici: facciamolo insieme a viso aperto!

Somma Vesuviana, lì 20/04/2026

Dott. Antonio Coppola

Rive, a Napoli nasce laboratorio innovativo contro la violenza di genere

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Napoli diventa laboratorio di innovazione sociale con il lancio di RIVE – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, in programma mercoledì 22 aprile 2026 a partire dalle 9 a Palazzo Cavalcanti 348.

L’iniziativa, sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, segna l’avvio di un percorso biennale che unisce ricerca, formazione e intervento diretto, con un approccio multidisciplinare e orientato al cambiamento reale.

I lavori si apriranno con i saluti di Emanuela Ferrante e Giusy Terracciano Ficca, seguiti dagli interventi di Rosa Di Matteo e Immacolata Di Napoli, figure chiave nella gestione e nel coordinamento del progetto. Il progetto, nato nell’ambito dei perfezionamenti in “Perizia psicologica, CTU e referto psicologico per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza assistita (IPV e VDW)” e in “Interventi per il recupero di autori di violenza domestica e di genere” dell’Università Federico II, trova forza nell’attività dei CAV della città di Napoli e dell’intera rete interistituzionale per il contrasto alla violenza sulle donne.

Il progetto si fonda sull’apporto di Gabriella Ferrari Bravo, presidente Psycom APS, associazione da sempre attiva nel contrasto alla vittimizzazione secondaria delle donne nei procedimenti di denuncia della violenza di genere, e di Marcella Autiero, presidente dell’associazione Pensare Più-Ram, impegnata con il DSU nella sperimentazione del videogioco VIDACS per la sensibilizzazione degli autori di violenza sugli effetti sui minori della violenza assistita.

Tra i protagonisti del progetto Francesca Marone, responsabile del Master in Studi di genere, educazione alle differenze e politiche di uguaglianza di genere dell’Università Federico II, che con Marco Musella porterà un contributo fondamentale nella costruzione del modello formativo per percorsi di empowerment, e Fortuna Procentese, responsabile del Community Psychology Lab della stessa Università, che attiverà e monitorerà un percorso innovativo per il contrasto delle dinamiche psicosociali che impediscono la fuoriuscita dalla violenza.

La dimensione comunicativa sarà curata da Emanuele Esempio Andrea Terracciano, mentre le conclusioni saranno affidate a Caterina Arcidiacono, figura di rilievo nel panorama nazionale.

RIVE nasce con l’obiettivo di superare l’approccio emergenziale alla violenza di genere, puntando su prevenzione, consapevolezza e partecipazione attiva. Nei prossimi due anni saranno sviluppati strumenti innovativi di ricerca e intervento, capaci di incidere sul territorio e generare un cambiamento culturale duraturo.

Un progetto che non si limita a raccontare il problema, ma costruisce soluzioni.

Sant’Anastasia, “Progetto CIVICO Italia” ufficializza il sostegno al candidato sindaco Mariano Caserta

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Riceviamo dal Comunicato stampa Progetto Civico Sant’ Anastasia e pubblichiamo   A Sant’Anastasia da qualche mese è nato Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia, un comitato locale aderente al Progetto Civico Italia fondato da Alessandro Onorato proprio con l’idea di creare una nuova politica realmente attenta alla persona e ai territori, anche quelli più piccoli. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di mettere al centro competenze, conoscenza del territorio, partecipazione e responsabilità, per costruire un percorso concreto e condiviso per la città. Il progetto si fonda sulla convinzione che un buon modello amministrativo debba partire dai territori e coinvolgere direttamente i cittadini, valorizzando le energie locali e trasformandole in azioni reali, capaci di rispondere ai bisogni della comunità. In accordo con il coordinamento regionale guidato da Carlo Puca in occasione delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia ha scelto di  sostenere la candidatura a sindaco di Mariano Caserta, condividendone la visione e l’impegno per una città più attenta, efficiente e vicina alle persone. A testimonianza di un impegno concreto e diretto, diversi componenti del comitato hanno deciso di candidarsi nelle liste civiche a supporto del candidato sindaco. Tra questi, anche la coordinatrice del comitato, Susy Rea, che ha scelto di scendere in campo in prima persona, rafforzando ulteriormente il legame tra Progetto Civico e la partecipazione attiva alla vita amministrativa della città. Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia si propone così come uno spazio aperto e inclusivo, dove idee, competenze e responsabilità si incontrano per costruire insieme il futuro della comunità. Le comunità si costruiscono insieme. Il futuro si costruisce insieme

Comunità Laudato Sii, “Un anno senza Papa Francesco: cosa resta del suo pontificato”

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Riceviamo dal referente della Comunità Laudato Sii e pubblichiamo   Ad un anno dalla morte di Papa Francesco: il peso leggero di un’eredità.  Francesco, il Papa che ha riportato la Chiesa sulla strada degli uomini   C’è un modo di raccontare alcune vite che non passa dalla cronaca, ma dalla memoria Non perché quelle vite siano concluse, ma perché hanno già lasciato un segno così profondo da poter essere rilette come una storia compiuta, attraversata da un senso riconoscibile. È in questo spazio che si colloca la figura di Papa Francesco, un Papa che ha cambiato il linguaggio prima ancora delle strutture, e che ha riportato la Chiesa dentro le contraddizioni del mondo contemporaneo, senza proteggerla dietro formule rassicuranti. Nato Jorge Mario Bergoglio, figlio di emigranti, cresciuto in una Buenos Aires lontana dai centri del potere ecclesiastico europeo, Francesco ha portato con sé una geografia diversa. Non solo fisica, ma culturale e spirituale. Una Chiesa vista dalle periferie, non dal centro. Dai margini, non dai palazzi. Quando nel 2013 si affaccia per la prima volta da Pontefice, quel semplice “buonasera” segna già una frattura. Non è solo un saluto: è un cambio di postura. Il Papa non si presenta come un’autorità distante, ma come un uomo tra gli uomini. E forse è proprio questa la chiave del suo pontificato: aver insistito ostinatamente sull’umanità. C’è un’immagine, più di altre, che restituisce questa idea in modo potente.  È quella del carcere di Rebibbia, durante il rito del Giovedì Santo. Papa Francesco si inginocchia e lava i piedi ai detenuti.  Tra loro c’è anche una persona transgender, Isabel. Il gesto è lo stesso di sempre, antico, evangelico. Ma il contesto lo rende nuovo, persino spiazzante. Non è un gesto simbolico nel senso vuoto del termine. È una scelta precisa: portare la misericordia là dove il giudizio è più forte, riconoscere dignità là dove spesso prevale l’esclusione.  In quel momento, la Chiesa non parla “di” qualcuno. Si china “verso” qualcuno.  Francesco ha parlato di misericordia in un tempo dominato dal giudizio. Ha parlato di accoglienza mentre crescevano muri e diffidenze. Ha richiamato la responsabilità verso i più fragili, in un mondo sempre più segnato da disuguaglianze evidenti e spesso accettate come inevitabili.  Non è stato un Papa “comodo”. Né per chi dentro la Chiesa avrebbe preferito una linea più rigida e identitaria, né per chi fuori si aspettava cambiamenti immediati e radicali. Si è mosso su un terreno difficile ,  instabile, fatto più di sforzi che di certezze:  sforzo di tenere insieme la tradizione e il presente, sforzo di non perdere il cuore del messaggio cristiano dentro le sue stesse strutture, sforzo  soprattutto, di restituire credibilità a una parola, quella della Chiesa , che negli anni aveva perso ascolto. In questo percorso non sono mancate ambiguità, lentezze, contraddizioni. Ma sarebbe riduttivo leggere la sua esperienza solo attraverso ciò che non è riuscito a cambiare. Più interessante è osservare ciò che ha rimesso in movimento. Ha spostato il baricentro del discorso pubblico. Ha rimesso al centro, con l’Enciclica Laudato sii, i poveri non come categoria astratta, ma come criterio concreto di giudizio. Nella stessa Enciclica ha  parlato di ambiente, di economia, di guerra, con una libertà che raramente si era vista in modo così diretto. E soprattutto ha modificato il tono. In un’epoca segnata da leadership gridate, Francesco ha scelto una voce spesso bassa, a tratti persino esitante.  Una voce che non cercava l’applauso, ma l’ascolto. Non sempre ottenendolo, ma insistendo comunque. Raccontarlo oggi significa non attendere la distanza della storia, ma riconoscere che alcune traiettorie sono già visibili. La sua non è solo la storia di un Papa, è la storia di un tentativo di riportare senza retorica  il sacro dentro la vita quotidiana, di ridurre la distanza tra istituzione e persona, di  dire, in fondo, che la fede, prima ancora che dottrina, è relazione. Che lo si condivida o meno, resterà questo: un pontificato che ha provato a spostare lo sguardo.  E in tempi come questi, non è poco.

 

Lutto nel Vesuviano: morto improvvisamente il maestro Gianni Sallustro

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Fondatore dell’Accademia Vesuviana del Cinema e del Teatro e anima del Teatro Instabile Napoli, è venuto a mancare questa mattina Una notizia che ha lasciato sgomenta l’intera comunità: è morto improvvisamente Gianni Sallustro, attore, regista e formatore originario di San Gennarello, frazione di Ottaviano. La sua scomparsa, arrivata in modo inatteso, ha generato profonda commozione nel mondo culturale vesuviano e napoletano, dove Sallustro era considerato un punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni. Fondatore dell’Accademia Vesuviana del Cinema e del Teatro, Sallustro aveva dato vita a un progetto che negli anni è diventato una vera e propria fucina di talenti. Centinaia di giovani del territorio hanno mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo proprio grazie ai suoi corsi, ai laboratori e alle numerose iniziative portate avanti anche all’interno delle scuole. Il suo impegno andava ben oltre la formazione artistica: per Sallustro il teatro era uno strumento educativo, un mezzo per aiutare i ragazzi a esprimersi, a superare le proprie fragilità e a costruire un percorso di crescita personale. Una visione che lo aveva portato a collaborare con numerosi istituti scolastici del territorio vesuviano, contribuendo a diffondere la cultura teatrale tra i più giovani. Negli ultimi anni era anche alla guida del Teatro Instabile Napoli, realtà vivace e dinamica del panorama partenopeo, dove aveva promosso una programmazione attenta sia alla tradizione che alla sperimentazione, dando spazio a nuovi artisti e produzioni indipendenti. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo appassionato, generoso e profondamente legato al suo territorio. Un “maestro” nel senso più autentico del termine, capace di trasmettere entusiasmo e di lasciare un segno concreto nella vita di tanti ragazzi. La sua morte improvvisa lascia un vuoto enorme, difficile da colmare. Resta però viva l’eredità culturale e umana che ha costruito nel tempo: un patrimonio fatto di progetti, spettacoli e soprattutto di giovani che grazie a lui hanno scoperto il valore dell’arte. Il Vesuviano perde oggi una figura preziosa, ma il suo insegnamento continuerà a vivere sui palcoscenici e nelle storie di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo. ( fonte foto: rete internet)

Arte e fraternità nel nome di San Francesco: al via il percorso itinerante in Campania

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Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una figura che continua a parlare al presente con un messaggio universale di fraternità, pace e armonia tra uomo e creato. Da questa visione nasce FRATELLO UNIVERSO, una collettiva d’arte che trasforma il pensiero francescano in un’esperienza contemporanea, capace di unire linguaggi, sensibilità e percorsi artistici diversi in un unico racconto condiviso. Il progetto si fonda su un principio essenziale: la forza dell’insieme, che sfida la rilevanza dell’individuale. 25 sagome del Santo di Assisi, a grandezza naturale, affidate ad altrettanti artisti chiamati a interpretare una parte della vita e del messaggio di Francesco, dando forma a una biografia corale che si costruisce attraverso segni, materie e visioni.   FRATELLO UNIVERSO nasce dunque dall’incontro di sensibilità diverse, linguaggi lontani, esperienze autonome che scelgono di convergere in un unico racconto. Pittura, segno, materia, visione: ogni artista porta con sé una voce distinta, ma nessuna voce resta isolata. Tutte entrano in relazione, tutte si riconoscono in un orizzonte comune. È nella diversità che questa collettiva trova la sua verità più profonda. È nella pluralità che prende forma l’unità. Ogni opera è una tappa, un frammento, una soglia. Ogni artista ha accolto l’invito a confrontarsi con la figura di Francesco non per rappresentarlo, ma per attraversarlo: cogliendone un gesto, un simbolo, una intuizione, una traccia di Vangelo vissuto. Elemento centrale dell’esperienza espositiva è la presenza, su ogni sagoma, di uno specchio all’altezza degli occhi: un invito diretto al visitatore a riconoscersi, a entrare nell’opera, a diventare parte attiva del percorso. Per questo FRATELLO UNIVERSO non è una mostra da guardare, ma un’esperienza da attraversare.   La collettiva prende avvio con tre prime tappe, che segnano l’inizio di un percorso più ampio, destinato a proseguire in altri luoghi in via di definizione:   Aula Capitolare – Santuario Madonna dell’Arco dal 27 aprile al 3 maggio Tappa di apertura del percorso, scelta nel segno della fraternità universale: l’abbraccio tra Francesco e Domenico, simbolo di unità tra carismi diversi, ispira l’avvio del percorso in un luogo domenicano, come gesto concreto di dialogo e condivisione.   Basilica di San Lorenzo Maggiore – Napoli dal 14 maggio al 20 giugno Chiesa Giubilare Francescana per il 2026, San Lorenzo Maggiore è la più antica basilica francescana della città, nel cuore del centro storico di Napoli. Un luogo di straordinario valore culturale e spirituale, profondamente coerente con il messaggio del progetto. Napoli, in molte delle sue espressioni più autentiche, è stata ed è città francescana: nella devozione popolare, nella cultura, nel rapporto vivo con gli ultimi.   Chiesa dell’Annunziata – Collegiata di Santa Maria delle Grazie – Marigliano dal 23 giugno al 12 luglio Tappa significativa per il suo valore umano e simbolico: la collettiva è esposta anche in onore di Santa Maria delle Grazie, a cui la chiesa è dedicata. Un luogo profondamente legato al percorso personale dell’ideatore, che qui è cresciuto e ha maturato la propria formazione, e lo ha scelto come spazio di restituzione e condivisione con la comunità.   FRATELLO UNIVERSO si configura così come un progetto che unisce arte, spiritualità e responsabilità contemporanea, offrendo al pubblico non solo un’esposizione, ma un’esperienza di incontro e partecipazione. Un invito a riscoprire, attraverso l’arte, il valore della fraternità universale. Un invito che oggi, più che mai, interpella ciascuno di noi.