Mariglianella, insediato il primo Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi

0
Riceviamo e  pubblichiamo Si è insediato ufficialmente il primo Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di Mariglianella. Nel corso della seduta sono stati eletti il Sindaco dei giovani, Davide Carbone, e il Presidente del Consiglio, Nino Panico. Sono stati inoltre proclamati consiglieri: Marta Aliperti, Dario Altavilla, Pasquale Cuomo, Martina Emolo, Luigi Esposito, Cristoforo Ianuale, Patrizia Martino, Giuseppe Pannone, Maria Teresa Romano e Beatrice Russo, che insieme al Sindaco e al Presidente rappresenteranno la voce delle ragazze e dei ragazzi del territorio. L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione: presenti in aula genitori, nonni, il dirigente scolastico, insegnanti, consiglieri comunali e assessori. Un momento di forte valore simbolico e civico che segna l’avvio di un percorso di educazione alla partecipazione democratica. «Vogliamo amministrare anche con i loro occhi – ha dichiarato il sindaco Arcangelo Russo –. Il confronto con i ragazzi ci aiuterà ad avere una visione diversa del paese e a comprendere meglio le esigenze delle nuove generazioni». Nel corso della seduta è stato affidato ai giovani consiglieri un compito preciso: elaborare e presentare proposte concrete, obiettivi e idee per migliorare il territorio, che saranno discusse nel prossimo Consiglio comunale dei ragazzi convocato per la fine di marzo. Le proposte potranno contribuire a orientare le future scelte amministrative. Dopo la dichiarazione di validità della seduta, su proposta del sindaco Russo, l’assemblea ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria del piccolo Domenico, un gesto condiviso che ha dato ulteriore profondità e significato all’incontro.

Marigliano chiude una vertenza iniziata nel 1978: il Consiglio approva la transazione

0

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio comunale di Marigliano ha approvato la transazione che chiude definitivamente un contenzioso che affonda le radici nel 1978, legato alla procedura espropriativa connessa alla realizzazione dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato.

Una vicenda lunga e complessa, approdata fino alla Corte d’Appello di Napoli, che per decenni ha rappresentato un concreto rischio finanziario per l’Ente.

Nel giudizio di primo grado, il Tribunale di Nola ha disposto una condanna al pagamento di € 700.000,00, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese. Elementi che, nel tempo, avrebbero potuto determinare un aggravio significativo dell’esposizione complessiva del Comune.

A rendere ancora più evidente il quadro di rischio sono state le valutazioni tecniche emerse nel corso del contenzioso: le due consulenze tecniche d’ufficio (CTU) avevano infatti quantificato importi rispettivamente superiori a 1 milione e 200 mila euro e a 1 milione e 360 mila euro circa. Dati che fotografavano un’esposizione potenzialmente ben più elevata rispetto alla cifra oggetto dell’accordo.

Proprio alla luce di questo scenario, e nell’esclusivo interesse pubblico, l’Amministrazione ha scelto la strada della definizione transattiva, finalizzata a garantire certezza di bilancio ed evitare il protrarsi di un giudizio dagli esiti incerti e potenzialmente più onerosi.

“Abbiamo chiuso una partita che durava da quasi mezzo secolo e che poteva trasformarsi in un danno crescente per la collettività – dichiara il Sindaco Gaetano Bocchino –. È stato un atto di responsabilità: mettere un punto fermo, tutelare le casse comunali e prevenire un’esposizione che, alla luce delle valutazioni tecniche emerse, avrebbe potuto superare abbondantemente il milione di euro”.

L’accordo approvato prevede il riconoscimento di una somma complessiva pari a € 744.000, comprensiva delle spese tecniche e legali, con pagamento rateizzato in tre tranche secondo il piano concordato.

Con questa decisione, il Comune chiude definitivamente una vertenza storica, elimina un fattore di rischio per l’equilibrio finanziario dell’Ente e mette in sicurezza la programmazione amministrativa dei prossimi anni, garantendo stabilità e tutela dell’interesse collettivo.

Alla Galleria Museopossibile la mostra tutta al femminile “Corpi, linguaggi e dislocazioni”

0
Alla Galleria Museopossibile “Officina per le arti contemporanee e lo spettacolo”, da giovedì 26 febbraio la mostra tutta al femminile Contemporanee – Corpi, linguaggi e dislocazioni, in occasione della Giornata Internazionale della donna. In esposizione 11 opere realizzate da altrettante artiste donne.
Le opere tracciano percorsi plurali e articolati, attraversando il corpo come luogo simbolico, il linguaggio come dispositivo espressivo e la dislocazione come condizione politica e percettiva. Si chiama Contemporanee – Corpi, linguaggi e dislocazioni la mostra collettiva tutta al femminile a cura di Costabile Guariglia presentata dalla Galleria Museopossibile “Officina per le arti contemporanee e lo spettacolo” guidata dal presidente Vladimiro Capasso che riunisce le ricerche di Antonella Botticelli, Anna Crescenzi, Diana D’Ambrosio, Francesca Di Martino, Mina Di Nardo, Tonia Erbino, Mariana Sofia Gonzàlez, Anna Maria Mirabella, Anna Maria Saviano, Maria Sara Pistilli e Nella Tarantino, allestita in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Le pratiche delle artiste si muovono tra differenti registri formali e concettuali, dando vita a uno sguardo che non si limita alla rappresentazione, ma si afferma come pratica critica e consapevole, capace di interrogare il presente e di mettere in tensione le forme consolidate del vedere e dell’abitare lo spazio.  «Le Ex Scuderie del Seminario Vescovile di Nola si configurano come un luogo attraversato da una stratificazione storica e simbolica che rimanda a pratiche di ordine, disciplina e controllo. In questo contesto, il “sensibile” non indica una condizione originaria né un valore morale, ma una soglia: uno spazio che resiste all’appropriazione, che non si lascia pacificare, che permane in uno stato di tensione», dice il curatore della mostra Costabile Guariglia. L’inaugurazione è prevista per  giovedì 26 febbraio 2026, ore 18.00 e le opere resteranno in mostra fino al 26 marzo.

La dispensa dei Camaldolesi di Nola nel sec. XVIII: un “tesoro” di notizie sull’economia del territorio

Tre botteghe del quartiere che i documenti chiamano “alla Schiava” vendevano, negli ultimi trenta anni del sec.XVIII, pasta lunga e corta, gnocchi fatti a mano, salami di Mugnano e di Cicciano, olio e castagne di Visciano e “dei tuori di Palma”, broccoli e patate di “Cemmetile”. Ma i Camaldolesi mangiavano solo “maccaroni” di Torre.  I cellerari dell’Eremo, Emanuele da Mirabella, e Stefano da Benevento, dal 1788 incominciarono a registrare l’acquisto di patate e di olio di Sarno e di broccoli, chiamati in un documento “vroccoli”, di Somma. Correda l’articolo l’immagine di “Interno di un convento”, quadro di Ludwig von Hagn.   Vincenzo Corrado, l’autore di un libro prezioso “Il cuoco galante”, non aveva dubbi: “i broccoli” erano un dono della terra di Napoli, e suggerivano ai Napoletani un complicato gioco metaforico: allo stupido si diceva, e si dice ancora, si’ ‘no vruoccolo, forse in omaggio, diciamo così, a quel particolare odore d’acqua solforata, o per commistione con il termine “brocco”, riferito prima al cavallo vecchio, con denti sporgenti, destinato a stare per sempre nella stalla, e poi anche a un uomo: cavalli e uomini buoni a nulla. Dal vruòccolo, immagine dello stupido vanitoso, nacque vrucculiarsi, muoversi in modo lezioso, o come dice G.B. Basile, ciancioso. Dunque i Camaldolesi di Nola – l’Eremo sta su un ciglione della collina di Visciano, e ha il Somma-Vesuvio proprio di fronte, e le terre che lo circondano sono fatte anche di cenere e di lapilli del vulcano – i Camaldolesi, dicevamo, permettevano solo ai broccoli di Somma, o del Somma, di entrare nella loro dispensa, i cui registri sono un compendio di una “cucina” di confine: vi sono indicati i rapporti commerciali con la pianura nolana, con l’ Avellinese, con il Vesuviano, i costi degli acquisti, gli incassi delle vendite. Nel bilancio annuale l’introito più cospicuo, in media 600 ducati, proveniva dalla vendita delle castagne di Visciano: le castagne della selva di Chiaio e della selva di dentro: quantità notevoli di queste castagne venivano acquistate, anno dopo anno, dai tavernieri del Nolano: Luca Spinello che aveva locanda al Bosco di Cimitile, Tommaso Sciarrillo di Marigliano, e da Antonio Pulicinella – si chiamava proprio così – della Terra di Cicciano. I registri ci dicono che l’arrivo del nuovo priore, Placido da Fragnito, venne festeggiato con dolci di castagne preparati nell’Eremo. Agli allevatori di maiali i frati vendevano cumuli enormi di scarti delle mele annurche e delle sorbe a panella, prodotte nei frutteti di Sant’Angelo e della Pietra. Pare, però, che preferissero le mele di Altavilla e di Savignano, dal momento che ne compravano per 120 ducati ogni anno. Filippo e Corrado, entrambi di Lauro, erano i pastori e i macellai degli agnelli e dei capretti: gli scrivani notavano a caratteri netti che “parti” di carne erano distribuiti ai “miseri” del territorio. Nella cantina dell’Eremo riposavano botti di vino “razzese”, di “greco” e di “fiano”: e questo “fiano” veniva da due vigneti di Castello di Palma. Nel 1765 i monaci ne vendettero 250 caraffe, circa 200 litri, ai “tagliatori della legna della Montagna per uso dell’Eremo”. Nel maggio del ’67 fornirono vino “greco”, fronde e il pascolo della Corleta ai pastori che portavano le greggi da Sant’Anastasia e da Pollena agli stazzi estivi dell’Avellinese. Ne ebbero in cambio lana, agnelli, pecore vecchie e pelli, che donarono, in parte, all’ospizio di Sant’Angelo. Gli affittuari delle selve di noccioli e dei vasti castagneti che l’Eremo possedeva nel territorio di Altavilla ogni anno riempivano la dispensa dei monaci con caci salati e dolci e con ricottelle: i formaggi, a quanto pare, erano raramente assenti dal menu. Infatti il dispensiere comprava ogni mese anche 10 chili di quel cacio di Polvica che ho trovato citato anche in altri documenti: poco dopo l’unità d’Italia, i carabinieri tenevano d’occhio un certo Sabato Ciardiello, forse di Palma, che nel mercato di Nola gestiva il suo banco di cacio di Polvica e di ricotte di Montella come un personale ufficio di imposta, perché riscuoteva sistematicamente il pizzo dagli altri venditori. I buoni Camaldolesi non si facevano mancare nulla: baccalà, stocco, alici salate, tarantiello, e, ogni mese, non meno di 60 chili di anguille, che il loro fornitore, Pietro Liguoro, faceva venire da Benevento e dal Garigliano. Non si facevano mancare nemmeno il torrone, il cedro e i sosamielli. Ogni anno consumavano circa 350 chili di riso, che compravano al mercato di Salerno. Da una “cucina” che usava in abbondanza zafferano e altre spezie li proteggevano certamente i digiuni, ma anche, e soprattutto, i salutari interventi di Francesco da Montevergine, che di mestiere faceva l’insagnatore, il salassatore, e che i monaci prudenti tenevano a stipendio fisso. Li proteggevano le minestre di cipolle e cocozzelle di Cemmetile, e soprattutto il tabacco. Se ne trovava di ogni tipo, nella dispensa dell’Eremo: tabacco trafilato, lavorato a Nola, tabacco a corda, tabacco Brasile, tabacco Avana, tabacco Avanetta, tabacco Rapé, un tabacco da fiuto. Che sarà mai quel liquore tonico che lo scrivano annotava tra i medicinali?  

Acerra, sequestrato capannone con scarti e ingombranti

0
    ACERRA – Blitz contro l’inquinamento ambientale, la Polizia Municipale sequestra una discarica abusiva. E’ quanto risulta all’esito di un’operazione portata a termine oggi dal Comando di Polizia Municipale di Acerra che ha posto sottochiave un fondo di circa 4mila metri quadri. Gli agenti, questa mattina, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, hanno ispezionato un’area a ridosso di via Nobile (zona Ice Snei), dove sono state rinvenute diverse tipologie di rifiuti abbandonati in maniera illegale, tra ingombranti e materiale di risulta di derivazione da lavori edili. In un capannone ubicato all’interno, inoltre, è stato scoperto dell’ulteriore materiale sul quale sono in corso accertamenti. Tutta la discarica abusiva è finita sotto sequestro. “Un intervento tempestivo da parte della nostra Municipale, che ringrazio a nome di tutta la città  – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – evitando, così, che quei rifiuti venissero dati alle fiamme a ridosso, oltretutto, di una vasta area residenziale. La questione ambientale resta prioritaria per questa amministrazione: rinnovo l’invito a tutti i cittadini a segnalare sempre alle autorità preposte ogni comportamento illecito inerente l’abbandono di rifiuti ed il loro conferimento in maniera non corretta”.      

Domenico, 7 indagati: indagini puntano sul Monaldi. Minacce di morte ai medici

0
 

Proseguono le indagini sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo di due anni originario di Nola deceduto dopo un trapianto di cuore effettuato all’ospedale Monaldi di Napoli. Nelle ultime ore la Procura partenopea ha iscritto nel registro degli indagati anche la primaria di Cardiochirurgia, la professoressa Marisa De Feo. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.

La docente si aggiunge ai chirurghi Gabriella Farina e Guido Oppido, già coinvolti nell’inchiesta rispettivamente per l’espianto dell’organo a Bolzano e per il successivo intervento di trapianto sul piccolo paziente. In totale, al momento, sono sette i sanitari iscritti come atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili.

Al centro dell’inchiesta vi è la presunta compromissione del cuore durante il trasporto. Secondo quanto emerso, l’organo sarebbe arrivato a Napoli parzialmente congelato, probabilmente a causa dell’impiego di ghiaccio secco all’interno del contenitore isotermico. Un elemento che dovrà essere attentamente valutato dai consulenti nominati dall’autorità giudiziaria.

La Procura di Napoli, allo stato, non ravvisa responsabilità dirette a carico della struttura ospedaliera di Bolzano. Le attività di prelievo, confezionamento, conservazione e trasporto dell’organo – secondo quanto stabilito dai protocolli – rientrano nella competenza dell’équipe che effettua l’espianto. L’assessore alla Sanità della Provincia autonoma di Bolzano, Hubert Messner, ha dichiarato che tutte le procedure sarebbero state eseguite nel rispetto delle linee guida vigenti, sottolineando l’esperienza del team coinvolto.

Determinante sarà ora l’incidente probatorio richiesto dalla Procura al giudice per le indagini preliminari, finalizzato all’esecuzione dell’autopsia e di una perizia medico-legale collegiale. I consulenti dovranno ricostruire l’intera catena degli eventi: dal momento dell’espianto del 23 dicembre, alle modalità di trasporto, fino all’intervento chirurgico e alla gestione post-operatoria.

Dopo il trapianto, Domenico era rimasto in vita per circa sessanta giorni grazie al supporto di macchinari, in attesa di un secondo trapianto che fino a pochi giorni prima del decesso appariva ancora possibile.

Gli inquirenti analizzeranno la cartella clinica, la denuncia presentata dai familiari e il verbale di sequestro del contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo. Si dovrà accertare se siano state rispettate le buone pratiche cliniche e se eventuali criticità fossero prevedibili o evitabili.

Intanto, mentre l’indagine procede sul piano tecnico, al Monaldi si registra un clima di forte tensione: secondo quanto trapela, alcuni medici avrebbero ricevuto minacce di morte e messaggi intimidatori. Un aspetto che rischia di alimentare ulteriormente un caso già delicato, mentre la magistratura continua a lavorare per fare piena luce sulla tragedia.

Rifiuti, 100 verbali a Pomigliano: sanzionati condomìni e negozi

0

Circa cento sanzioni per irregolarità nella gestione dei rifiuti sono state elevate nell’ultimo mese dalla polizia municipale a Pomigliano d’Arco, nel Napoletano. A comunicarlo è l’Amministrazione comunale, che evidenzia come nelle ultime settimane sia stato attivato un piano straordinario di controlli su tutto il territorio cittadino per verificare il corretto conferimento da parte di residenti, condomìni e attività commerciali.

Solo negli ultimi sette giorni sono state accertate 57 violazioni: 43 attribuite a condomìni e privati cittadini e 14 a esercizi commerciali e studi professionali. I controlli vengono effettuati quotidianamente da una task force composta dagli agenti della polizia locale e dagli operatori di Enam, la società partecipata che gestisce il servizio di raccolta.

Tra le infrazioni più ricorrenti figurano l’esposizione dei sacchetti fuori dall’orario consentito, l’utilizzo di buste nere o non trasparenti che impediscono le verifiche, l’errata separazione dei materiali con plastica, vetro e carta conferiti nell’indifferenziato, l’esposizione anticipata o prolungata dei carrellati e la gestione non corretta degli imballaggi da parte delle attività commerciali. Particolare attenzione viene riservata anche alla frazione organica, che deve contenere esclusivamente scarti alimentari e materiali compostabili.

Dal Comune fanno sapere che, alla luce delle criticità riscontrate, è stata rilanciata anche la campagna informativa sul corretto conferimento, con iniziative di sensibilizzazione e la distribuzione del calendario aggiornato della raccolta. Per le attività commerciali recidive è prevista inoltre la sospensione dell’attività da uno a quindici giorni, provvedimento già adottato in alcuni casi e pronto a essere nuovamente applicato in presenza di ulteriori violazioni.

Oliveto Citra celebra il trionfo del Varchera Sporting Club ai Campionati Primaverili Master di Agropoli

0
Grande orgoglio per la comunità di Oliveto Citra, che festeggia un nuovo e prestigioso risultato sportivo grazie al Varchera Sporting Club, protagonista assoluto ai Campionati Primaverili Master di Agropoli, dove ha conquistato il primo posto. Un traguardo di grande valore che premia l’impegno, la determinazione e il lavoro costante di un team affiatato, capace di distinguersi in una competizione di alto livello nel panorama della pesca sportiva e delle attività subacquee. La manifestazione, organizzata sotto l’egida della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS), ha visto la partecipazione di numerosi atleti provenienti da tutta Italia. In questo contesto altamente competitivo, il Varchera Sporting Club ha saputo emergere con una performance eccellente, portando a casa un risultato che rappresenta motivo di grande soddisfazione per tutto il territorio. Determinante è stato il contributo di ogni singolo atleta: ragazze e ragazzi che, con spirito di squadra e passione, hanno dato il massimo in ogni prova, dimostrando non solo preparazione tecnica ma anche forte coesione e senso di appartenenza. Tra le voci dei protagonisti, significativa è quella di Eliseo Esposito, componente storico e veterano della squadra, che ha dichiarato: «È stata una vittoria costruita con sacrificio, allenamenti costanti e grande spirito di gruppo. Ognuno di noi ha dato il massimo, sostenendosi a vicenda in ogni momento della competizione. Portare a casa questo risultato per Oliveto Citra è un’emozione indescrivibile e una grande responsabilità: continueremo a lavorare per migliorarci ancora». Il successo del team non è solo una vittoria sportiva, ma anche un simbolo della vitalità e del valore delle realtà associative locali, capaci di promuovere lo sport come strumento di crescita personale e collettiva. L’intera comunità si stringe attorno agli atleti del Varchera Sporting Club, celebrando un risultato che porta in alto il nome di Oliveto Citra e conferma ancora una volta come lo sport rappresenti un elemento fondamentale di identità e orgoglio territoriale. Complimenti a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi per questo straordinario successo.

Sicurezza, patto tra Prefetto e sindaci: più controlli anche di notte nell’area vesuviana

0
    Vertice a Ottaviano per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e prevenire criminalità e degrado urbano Più controlli sul territorio, presidi anche nelle ore notturne e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e forze dell’ordine. Sono questi i punti centrali emersi dal vertice convocato dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, con i sindaci e i rappresentanti istituzionali dei Comuni dell’area vesuviana. L’incontro, tenutosi nella sede del Palazzo Mediceo, ha rappresentato un momento di confronto sulla sicurezza urbana in un territorio che, negli ultimi mesi, ha registrato episodi di criminalità e allarme sociale. L’obiettivo è quello di rafforzare le strategie di prevenzione e garantire una maggiore presenza dello Stato, soprattutto nelle aree più esposte a fenomeni di illegalità. Secondo quanto emerso durante il tavolo, una delle priorità sarà l’intensificazione dei controlli anche nelle ore serali e notturne. I primi cittadini hanno espresso la necessità di un’azione coordinata e continua, capace di rispondere alle richieste di sicurezza provenienti da cittadini e operatori economici. La sinergia tra amministrazioni locali e forze dell’ordine viene considerata uno strumento fondamentale per contrastare degrado, furti e fenomeni legati alla criminalità organizzata. Nel corso della riunione si è fatto il punto anche sui risultati ottenuti negli ultimi anni, con un’attenzione particolare alle cosiddette “zone rosse” e al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Negli ultimi due anni sono stati adottati numerosi provvedimenti per contrastare infiltrazioni criminali e proteggere il tessuto economico locale. Parallelamente, l’installazione di centinaia di dispositivi tecnologici ha contribuito a migliorare le attività investigative e di prevenzione. Particolare rilievo è stato dato alla collaborazione tra enti, considerata la chiave per garantire un controllo più capillare del territorio. I sindaci hanno sottolineato come la sicurezza non possa essere demandata esclusivamente alle forze dell’ordine, ma richieda un impegno condiviso anche sul piano sociale e culturale, con politiche di inclusione e prevenzione. L’incontro si inserisce in un percorso più ampio che prevede ulteriori momenti di confronto e una presenza costante delle istituzioni nelle realtà locali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la percezione di sicurezza tra i cittadini e creare un sistema integrato capace di rispondere alle criticità di un’area strategica per l’intera provincia di Napoli.

Giovane operaio muore a 24 anni travolto da un camion durante il lavoro

0

Un ragazzo di appena 24 anni, residente a Sarno, ha perso la vita questa mattina in seguito a un grave incidente avvenuto durante l’orario di lavoro. La tragedia si è consumata all’interno di una ditta operante nel settore dei trasporti e della logistica, situata in via Fiano, a Nocera Inferiore.

In base alle prime informazioni raccolte, il giovane si trovava nell’area esterna dello stabilimento, nel piazzale adibito alle manovre dei mezzi pesanti, quando sarebbe stato travolto da un camion appartenente alla stessa azienda. Il mezzo, stando a una prima ricostruzione, stava effettuando una manovra in retromarcia al momento dell’impatto.

L’urto si è rivelato purtroppo devastante. Le condizioni del 24enne sono apparse immediatamente gravissime e, nonostante l’allarme lanciato tempestivamente, per lui non c’è stato nulla da fare. I soccorsi intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Sul luogo dell’incidente sono giunti i carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, coordinati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese. I militari hanno avviato tutti gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto. L’obiettivo è chiarire l’esatta dinamica dei fatti, verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e accertare eventuali responsabilità.

L’area è stata transennata per consentire i rilievi e le attività investigative di rito. La notizia ha rapidamente fatto il giro della comunità di origine del giovane, lasciando sgomenti familiari, amici e conoscenti, colpiti da una tragedia improvvisa che riporta ancora una volta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.