Psiche Donna e Medicina di Genere, dall’utero vagante al cervello plastico: la fine di un pregiudizio millenario

Per millenni, la psiche della donna è stata interpretata attraverso la lente di un riduzionismo che ha alternato la demonizzazione di funzioni biologiche naturali alla patologizzazione di risposte adattive a contesti sociali oppressivi. La medicina di genere, definita come una dimensione interdisciplinare che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia e sulla patologia umana, rappresenta la risposta scientifica moderna a questa eredità, mirando a garantire equità e appropriatezza della cura attraverso la comprensione delle specificità femminili superando i paradigmi clinici tradizionali per abbracciare una prospettiva di genere che sia al contempo storica, biologica e sociologica. La storia della psichiatria è stata, per lungo tempo, una storia di esclusione e di etichettamento. Il concetto di isteria, derivante dal termine greco hystera (utero), incarna il prototipo della patologizzazione della biologia femminile. Nell’antica Grecia, si credeva che l’utero fosse un organo semovente (“utero vagante”) che, muovendosi nel corpo femminile in cerca di fertilità, causasse attacchi nevrotici, soffocamento o follia. Sin dall’antichità, il disagio psichico della donna è stato localizzato nell’apparato riproduttivo, suggerendo che l’essenza stessa della femminilità fosse la fonte di una instabilità intrinseca. Questo approccio ha creato un solco profondo nella comprensione clinica, dove la donna è stata costantemente definita come una “variazione” rispetto a un modello maschile assunto come standard universale. L’archeologia della psiche femminile mostra che l’isteria non era una malattia reale, ma un “specchio storico della misoginia medica”. Smascherare questo passato permette di riconoscere le radici del pregiudizio che ancora oggi le donne affrontano, spesso portate a dubitare della legittimità delle proprie esperienze emotive e fisiche. Nel XVIII secolo, autori come Robert Whytt ipotizzò che malattie come l’isteria fossero dovute a malfunzionamenti nervosi, descrivendo parossismi, tremori e paralisi locali che colpivano con maggior violenza il genere femminile, diagnosi comunque impregnata di giudizi morali e sociali. Il XIX secolo Jean-Martin Charcot alla Salpêtrière mappò i sintomi isterici, consolidando l’immagine della donna come soggetto “teatrale”, incline a pose istrioniche e alla ricerca di auto soddisfacimento attraverso la malattia. Sigmund Freud ha portato un grande contributo alla conoscenza della psiche femminile, ipotizzò che l’isteria fosse legata a traumi psicologici repressi (spesso sessuali) e conflitti inconsci, formulando teorie come quella dell'”invidia del pene”, che però radicavano il disagio femminile nella biologia. Un esempio per comprendere la psicopatologia femminile in Italia è il tarantismo. Fenomeno diffuso soprattutto nel Salento, vedeva protagoniste donne, spesso in età puberale, che reagivano a un malessere interiore con stati di trance e balli frenetici. In antropologia medica, questo è definito come “incorporazione”: il disagio sociale e psicologico legato a condizioni di vita e lavoro durissime veniva drammatizzato attraverso sintomi somatici che offrivano una via di fuga momentanea da ruoli sociali rigidi e oppressivi, un linguaggio per esprimere l’indicibile in contesti di privazione. Le neuroscienze moderne superato il mito di un cervello “neutro”, dimostrano come il sesso biologico e l’identità di genere influenzino profondamente l’architettura neurale e la chimica del cervello. Le differenze strutturali osservate sono il risultato di una complessa interazione tra geni, ondate ormonali prenatali e sviluppo neuronale. La differenziazione sessuale del cervello si attua durante la vita intrauterina e prosegue nel periodo puberale attraverso effetti organizzativi permanenti degli ormoni sessuali. Nel maschio, un picco di testosterone mascolinizza i circuiti cerebrali, mentre il cervello femminile si sviluppa in assenza di tale ondata massiccia. Queste differenze non indicano una superiorità cognitiva, ma riflettono diverse modalità di osservazione ed elaborazione della realtà. Uno dei campi di ricerca più fertili riguarda la “Matrescence”, termine coniato dall’antropologa Dana Raphael negli anni ’70, che descrive il “diventare madre” come una metamorfosi, non un evento istantaneo. Gli studi hanno dimostrato che il cervello materno subisce un rimodellamento paragonabile, per entità e importanza, a quello dell’adolescenza. Ricerche pubblicate su Nature Communications e Nature Neuroscience nel 2024 e 2025 hanno utilizzato l’imaging di precisione per mappare il cervello femminile dal preconcepimento fino a due anni dopo il parto. I dati indicano che circa il 94% della materia grigia subisce alterazioni durante la gravidanza. Si osserva una riduzione volumetrica della sostanza grigia (circa il 2,7% nel secondo trimestre) che non indica una perdita cognitiva, ma un processo di “potatura sinaptica” (pruning) volto a ottimizzare le reti neurali deputate all’accudimento e alla. Recupero post-partum e protezione neurobiologica. Dopo il parto, il cervello inizia una fase di recupero dinamico. Molte regioni, inclusi l’ippocampo e l’amigdala, mostrano un aumento di volume che porta il cervello ad apparire “più giovane” nelle prime settimane dopo la nascita. Questo “rimbalzo” è legato alle fluttuazioni degli estrogeni (estriolo e estrone solfato). È interessante notare come la genitorialità possa conferire benefici alla salute cerebrale a lungo termine: il numero di figli è stato associato a una struttura cerebrale funzionalmente più giovane, suggerendo un effetto neuroprotettivo che altera le traiettorie dell’invecchiamento sia nelle femmine che nei maschi coinvolti nell’accudimento. Disturbi legati alle transizioni riproduttive La vulnerabilità psichica femminile non è distribuita uniformemente, ma si addensa attorno a specifiche finestre neuroendocrine. La depressione, ad esempio, colpisce circa il 12% delle donne in Italia (contro il 6% degli uomini), con una prevalenza che raddoppia durante gli anni riproduttivi. Disturbo Disforico Premestruale (PMDD) e Sindrome Premestruale. Il PMDD è una condizione grave e spesso sottodiagnosticata che colpisce tra l’1,2% e il 6,4% delle donne. A differenza della sindrome premestruale comune, il PMDD interferisce pesantemente con le funzioni sociali e lavorative. La diagnosi richiede la presenza di almeno cinque sintomi (tra cui labilità affettiva, irritabilità o umore depresso) nella settimana precedente la mestruazione, con un miglioramento immediato dopo l’inizio del flusso. La depressione post-partum alla psicosi Il periodo post-partum è una delle fasi di massima vulnerabilità. Fino a 4 genitori su 10 riportano stress o ansia, ma la depressione post-partum (DPP) vera e propria colpisce il 10-15% delle donne, manifestandosi con sintomi che durano oltre le due settimane e interferiscono con la cura del bambino. Molto più rara (1-2 su 1000 parti) ma gravissima è la psicosi puerperale, caratterizzata da deliri, allucinazioni e rischio di infanticidio o suicidio; questa condizione richiede una valutazione specialistica immediata, idealmente entro 4 ore dall’esordio. Un’area emergente è il PTSD da parto, legato a esperienze traumatiche di dolore estremo o rischio vitale, che può manifestarsi con flashback e paura di gravidanze future. La transizione menopausale rappresenta una “finestra critica” per il rilevamento precoce della vulnerabilità emozionale e cognitiva. La drastica caduta degli estrogeni e del progesterone causa aumento del Cortisolo: i livelli di glucocorticoidi salgono, contribuendo all’infiammazione sistemica e cerebrale. Desincronizzazione dei ritmi: La riduzione della melatonina altera il pattern del sonno, peggiorando i disturbi dell’umore e favorendo la “nebbia cognitiva”. Il futuro della medicina e psichiatria di genere risiede in un approccio che riconosca la donna nella sua interezza — biologica, relazionale e sociale — solo così sarà possibile superare l’eredità della psichiatrizzazione e offrire cure realmente appropriate e umane. Giuseppe Auriemma Medico Psichiatra Psicoterapeuta Psico-Oncologo di II Livello  

Ottaviano celebra l’8 marzo con l’evento “La forza delle donne”

All’auditorium dell’I.S.I.S. “Luigi De’ Medici” un incontro tra testimonianze, scuola e arte per riflettere sul ruolo delle donne nella società.   Un momento di riflessione, confronto e valorizzazione del ruolo femminile nella società. È questo lo spirito dell’iniziativa “La forza delle donne”, evento organizzato dalla Pro Loco Medicea di Ottaviano in occasione della Giornata Internazionale della Donna. L’incontro si terrà mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 9.30 presso l’auditorium dell’I.S.I.S. Luigi De’ Medici, in via Funari a Ottaviano, e vedrà la partecipazione di istituzioni, scuole del territorio e numerosi ospiti impegnati in ambito culturale, sociale e professionale. Ad aprire l’evento saranno i saluti di Alfonso Palma, vicepresidente della Pro Loco Medicea, e Domenico La Marca, rappresentante dell’associazione organizzatrice. A seguire si alterneranno diversi interventi che offriranno spunti di riflessione sul ruolo della donna nella società contemporanea, tra esperienze professionali, testimonianze personali e momenti di dialogo con gli studenti. Tra i relatori previsti figurano il dirigente scolastico Vincenzo Falco, l’avvocata Filomena Fiore, magistrato onorario presso il Tribunale di Napoli, la judoka paralimpica Matilde Lauria, la giornalista Lucia La Marca e la psicologa Pasqualina Pesce. Particolarmente significativa sarà la partecipazione degli studenti delle scuole del territorio, tra cui gli istituti secondari di primo grado Piero Angela, M. Beneventano e A. D’Aosta, oltre agli istituti superiori I.S.I.S. “Luigi De’ Medici” e Liceo “A. Diaz”, coinvolti in un percorso educativo dedicato ai temi dell’uguaglianza, del rispetto e dell’empowerment femminile. L’iniziativa sarà arricchita anche da un momento artistico con la partecipazione dell’artista Daniele Ciniglio, mentre la conduzione dell’evento sarà affidata alla giornalista Teresa Maddalo. L’appuntamento rappresenta un’occasione importante per coinvolgere soprattutto i più giovani in una riflessione condivisa sui diritti, sulle opportunità e sulle sfide che ancora oggi molte donne affrontano. Un momento di confronto che intende promuovere una cultura della parità e del rispetto, partendo proprio dal dialogo tra scuola, istituzioni e territorio.

Marigliano, minorenne alla guida di un ciclomotore senza patente: maxi multa da 6mila euro

Controlli nella serata nella villa per le scorribande di ciclomotori e .motocicli segnalati sui marciapiedi
Questa volta  è stato fermato un minorenne alla guida di un ciclomotore senza targa,  senza patente e senza assicurazione.
Il totale delle sanzioni ammonta a 6000 euro e il ciclomotore é stato sottoposto a fermo amministrativo per la confisca
In questi giorni  sono stati effettuati anche controlli sulla immigrazione clandestina. Durante un  un controllo per lavoro nero  è stato denunciato un tunisino per clandestinità

Si uccide pure ad Arzano: secondo omicidio di camorra in provincia in poche ore

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  Una giornata segnata dalla violenza nella provincia di Napoli. Dopo il delitto avvenuto a Marano di Napoli, un secondo omicidio si è consumato nel pomeriggio ad Arzano, dove un uomo di 38 anni è stato assassinato in piena strada. L’agguato è avvenuto lungo via Mazzini. La vittima, ritenuta dagli investigatori orbitante nell’ambiente della criminalità organizzata e collegata alle dinamiche interne del cosiddetto clan “167”, stava rientrando in auto quando è stata presa di mira dai sicari. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’uomo si trovava alla guida di una Peugeot 3008 quando uno scooter con due individui a bordo lo ha affiancato. I due aggressori, con indosso abiti scuri e caschi integrali per non farsi riconoscere, hanno esploso diversi colpi di arma da fuoco. La vittima avrebbe tentato di sottrarsi all’attacco accelerando con la vettura, cercando di allontanarsi dalla zona dell’agguato. Ma il tentativo di fuga non è bastato. Lo scooter ha inseguito l’auto per alcune decine di metri. A quel punto i killer hanno sparato ancora, colpendo mortalmente il 38enne. L’uomo è morto poco dopo, mentre i responsabili dell’agguato si sono dileguati rapidamente tra le strade della zona. L’episodio ha provocato forte preoccupazione tra i residenti, anche per la modalità dell’attacco avvenuto in pieno giorno e in una strada frequentata da automobilisti e pedoni. Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri e gli investigatori della polizia scientifica che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per individuare i responsabili. Il nuovo omicidio avvenuto ad Arzano arriva a poche ore di distanza da quello registrato a Marano di Napoli, dove un’altra persona è stata uccisa in un distinto episodio di violenza. Due fatti di sangue nella stessa giornata che riaccendono i riflettori sulla tensione criminale che attraversa alcune aree della provincia partenopea.

Somma Vesuviana, partecipato incontro per l’appello del Comitato del NO per il Referendum sulla giustizia

Riceviamo e pubblichiamo

Un confronto pubblico per spiegare ai cittadini i contenuti della riforma della giustizia e le ragioni del NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. È quello che si è svolto alla Sala Santa Caterina di Somma Vesuviana, dove il Comitato per il NO ha promosso un incontro partecipato che ha visto la presenza di cittadini, professionisti e rappresentanti del mondo associativo e istituzionale.

A moderare e introdurre la serata è stata l’avvocato Grazia Vernillo, che ha illustrato il significato del referendum confermativo e le motivazioni che hanno portato alla nascita del Comitato per il NO di Somma Vesuviana.

Nel corso dell’incontro si sono alternati interventi di carattere tecnico e politico che hanno approfondito i principali aspetti della riforma. La dottoressa Anna Bianco, giudice del lavoro, si è soffermata sul tema della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. L’avvocato Davide Trezza ha affrontato invece la questione dal punto di vista sociale e politico, evidenziando le possibili ricadute della riforma sull’equilibrio del sistema democratico.

Sul tema della divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e del sorteggio dei membri al suo interno sono intervenuti il giudice civile Giuseppe Izzo e l’avvocato Roberto Oratino, esponente del comitato avvocati per il NO.

La dottoressa Marianna Imbimbo, sostituto procuratore, ha illustrato le criticità legate all’istituzione dell’Alta Corte di Giustizia prevista dalla riforma.

A concludere la serata è stato il segretario generale della CGIL Napoli, Nicola Ricci, che ha rivolto un appello alla partecipazione al voto del 22 e 23 marzo, invitando la cittadinanza a votare NO per difendere i principi costituzionali e l’autonomia della magistratura.

In chiusura l’avvocato Grazia Vernillo ha ringraziato gli ospiti, le forze politiche e associative che fanno parte del comitato e tutti i cittadini intervenuti, invitando a esercitare il diritto di voto in modo libero e consapevole.

 

Ditta di caffè “Bevanda del Re” distrutta da rogo: parte raccolta fondi dopo il disastro

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Un incendio ha colpito la realtà legata alla storica “Bevanda del Re”, mettendo a rischio una tradizione che da tempo rappresenta un simbolo di identità e cultura gastronomica.

Ma la risposta non si è fatta attendere. Per sostenere la ripartenza del progetto è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, con il titolo “Aiutateci a far rinascere la Bevanda del Re”.

L’obiettivo è chiaro: raccogliere il sostegno necessario per recuperare e rilanciare una produzione che rappresenta molto più di una semplice bevanda.

Un simbolo di tradizione

Dietro la “Bevanda del Re” c’è una storia fatta di memoria, ricette tramandate e legame con il territorio.

Il progetto punta a riportare in vita una tradizione storica e a trasformarla in un’opportunità per il futuro.

Questa bevanda rappresenta infatti:

  • una tradizione gastronomica da recuperare

  • un patrimonio culturale da preservare

  • una possibile leva di sviluppo per il territorio

L’idea è quella di dare nuova energia a questa produzione storica, coniugando tradizione e innovazione.

Una sfida che coinvolge tutti

L’incendio ha reso ancora più urgente il bisogno di sostegno.

Proprio per questo i promotori dell’iniziativa hanno scelto di lanciare un appello pubblico, coinvolgendo la comunità attraverso una campagna di raccolta fondi.

La partecipazione collettiva può rappresentare la chiave per far ripartire la produzione e restituire futuro a questa tradizione.

Anche un piccolo contributo può aiutare a costruire un progetto che punta a trasformare un momento difficile in un’occasione di rinascita.

Come partecipare

Chi vuole sostenere l’iniziativa può farlo facilmente attraverso la piattaforma GoFundMe.

👉 Il link per contribuire:
https://www.gofundme.com/f/aiutateci-a-far-rinascere-la-bevanda-del-re

Partecipare significa aiutare a salvare una tradizione e sostenere un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il passato.

Perché alcune storie non devono essere dimenticate.
Devono trovare la forza di ricominciare.

Somma verso il voto, Ludovica Gentile (GD): “Tanti candidati, neanche un progetto politico”

Riceviamo da Ludovica Gentile(GD) e pubblichiamo “Ciò a cui stiamo assistendo in queste ore nel dibattito politico sommese è ai limiti del ridicolo. Tanti personalismi fatti passare per visione, un toto nomi imbarazzante che vede il proliferarsi di candidati sindaci e l’assenza totale di gruppi politici forti e strutturati. Lo stesso vale per i programmi: una visione idealizzata e surreale della realtà, nessuno che si preoccupa di analizzare lo stato dell’arte, aprire tavoli di ascolto e fare accesso agli atti per dare risposte serie ai cittadini. Il campo largo, purtroppo, non è da meno. La sinistra può, a questo giro, riprendere la guida del Paese ma deve partire da un’idea chiara: bisogna costruire, non distruggere. Non c’è tempo né spazio per le pretese personalistiche di nessuno, questo è il tempo della politica non dell’ego. La Campania e Napoli sono l’esempio lampante della rinascita sociale e culturale del sud Italia. La buona politica ed il PNRR dettano il passo di una crescita economica superiore alla media nazionale. Tutto questo è stato possibile anche perché da anni i napoletani hanno iniziato a credere in se stessi e ad essere orgogliosi dei propri figli. Questo rinascimento non esiste nel nostro paese. Somma Vesuviana dista 15 km dalla stazione centrale di Napoli eppure sembra che la nostra comunità sia lontanissima, un microcosmo dove regna il disordine, l’invidia, il giudizio universale e la caccia alle streghe. Prima di autoproclamarsi sindaci bisognerebbe avere una coalizione larga, coerente, strutturata. I tempi si stringono e le idee non ci sono, è il momento di dare un segnale di svolta con una figura nuova, giovane, di ampio respiro; non si può continuare a tentennare dando terreno a figure calate dall’alto: il nostro momento è adesso”.

“La violenza non ha vinto” Alessia Viola, 15 minuti da incubo sul bus

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Giovedì 5 marzo, sul bus C32 diretto al Vomero, una donna è stata vittima di un violento episodio: uno sconosciuto l’ha aggredita con un coltello causandole lesioni anche sul viso.

Fortunatamente, prima che intervenissero le forze dell’ordine, è stata salvata dal conducente dell’autobus. L’eroe in questione è Davide Pecoraro, era stato intimato di far uscire tutti, ha poi affrontato con le parole l’aggressore faccia a faccia guadagnando tempo in attesa dei soccorsi.

Successivamente,  ha ricevuto una telefonata dal sindaco Manfredi, il quale si è complimentato dicendo che gli verrà consegnato un riconoscimento particolare.

La vittima è Alessia Viola, penalista di 32 anni, che dichiara: “Ho solo difeso la mia dignità”. Ha aggiunto che in quei 15 minuti le è passata davanti tutta la sua vita, ha pensato a tutte le persone che amava ripetendo a se stessa di farcela. Si racconta infatti che abbia tentato di disarmare l’uomo senza cedere ai colpi subiti.

A seguire il caso è il pm Roberto Pirro Balatto, accompagnato dal procuratore Antonio Ricci. Secondo le prime ricostruzioni, il colpevole Antonio Meglio (anche laureato in giurisprudenza) racconta di essere stato vittima di un tranello amoroso da parte di un’escort e di aver deciso di prendersela con una donna qualsiasi. Dopo averla puntata sull’autobus, si è infatti posizionato alle sue spalle e ha aspettato che uscissero tutti.

Le accuse sono: lesioni gravissime, sequestro di persona e deturpamento del viso, un’accusa ricondotta a una nuova fattispecie giuridica che colpisce chi danneggia il volto. Dopo l’accaduto, Antonio Meglio ha tentato l’autolesionismo con una pen-drive che aveva a portata di mano ed è stato trasportato all’Ospedale del Mare.

Attualmente è in cella e si attende l’interrogatorio e tutti gli aggiornamenti.

Intanto proseguono le indagini, nel suo “covo” sono stati ritrovati manifesti ideologici, ritagli di codice penale, armi e fucili che attualmente sono sotto screening dei militari.

Operazione interforze nel Vesuviano, 15 nei guai per trasporto illegale di rifiuti

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  Proseguono senza sosta i controlli straordinari nell’area della Terra dei Fuochi. Le operazioni coordinate dalle Prefetture di Napoli e Caserta, guidate dai prefetti Michele di Bari e Lucia Volpe, hanno portato a una serie di interventi su tutto il territorio con l’impiego congiunto di forze dell’ordine, esercito e polizie locali. Nel corso dell’ultimo mese sono stati effettuati oltre 1.400 servizi di pattuglia nell’ambito del piano di prevenzione e contrasto ai reati ambientali. Il bilancio complessivo parla di 5 arresti, 146 persone denunciate, 89 veicoli sequestrati e più di 5.800 controlli effettuati sul territorio. Le verifiche hanno interessato anche numerosi siti produttivi: su 127 controlli effettuati, ben 81 attività sono state poste sotto sequestro. Le sanzioni amministrative elevate superano complessivamente i 950mila euro. Particolare attenzione è stata dedicata al traffico illecito di rifiuti nelle principali arterie stradali tra le province di Napoli e Caserta. In questo contesto, un’operazione mirata della Polizia Stradale ha portato alla denuncia di 15 persone per trasporto illegale di rifiuti. Una parte significativa dell’attività investigativa ha riguardato i territori di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, dove sono stati individuati due dei principali episodi di smaltimento illecito. Qui gli agenti hanno intercettato carichi di rifiuti trasportati senza autorizzazione e destinati allo smaltimento illegale. Complessivamente sono state sequestrate circa tre tonnellate e mezzo di materiali, tra ferro, acciaio e residui provenienti da cantieri edili e demolizioni. Le indagini hanno permesso di accertare che i rifiuti venivano movimentati senza la necessaria documentazione e senza rispettare le norme previste per il trasporto e la gestione dei materiali di scarto. Proprio nei comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano sono scattate due delle denunce complessive effettuate nell’ambito dell’operazione. Le verifiche hanno interessato anche altri territori della Terra dei Fuochi, con interventi mirati nei quartieri dell’area metropolitana di Napoli e in diversi centri della provincia di Caserta. Tra le operazioni più rilevanti figura il sequestro di un veicolo carico di rifiuti speciali a Secondigliano, mentre altre attività hanno portato alla scoperta di depositi abusivi e attività produttive irregolari. L’azione di controllo proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di contrastare il traffico illegale di rifiuti e tutelare il territorio da fenomeni di inquinamento ambientale che continuano a rappresentare una delle principali emergenze dell’area compresa tra Napoli e Caserta. Le autorità hanno ribadito che il piano straordinario di vigilanza resterà attivo con controlli capillari su strade, aziende e aree agricole, per impedire nuovi episodi di smaltimento illegale e rafforzare la tutela della salute pubblica.

Camorra insaguina provincia: assassinato in centro

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Mattinata di paura a Marano di Napoli, dove un uomo è stato ucciso in un agguato avvenuto nel cuore della città. Il fatto si è verificato in via Svizzera, dove diversi colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro un’auto. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, un gruppo di persone avrebbe raggiunto il veicolo su cui si trovava la vittima e avrebbe aperto il fuoco. L’azione sarebbe stata fulminea e pianificata, tanto da far pensare a un vero e proprio agguato. Gli spari hanno seminato il panico tra i residenti e tra gli automobilisti che in quel momento transitavano nella zona. Alcuni testimoni raccontano di aver sentito distintamente le detonazioni e di aver visto la scena dall’esterno delle proprie abitazioni o dai negozi vicini. In pochi minuti sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Marano, che hanno raggiunto via Svizzera per mettere in sicurezza l’area e avviare i primi accertamenti. La strada è stata delimitata per consentire ai militari di effettuare i rilievi balistici e raccogliere eventuali prove utili alle indagini. La vittima, al momento, non è stata ancora identificata ufficialmente. Gli investigatori stanno lavorando per stabilire chi sia l’uomo e per comprendere il contesto in cui è maturato l’omicidio. Tra le attività investigative in corso vi è anche l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che potrebbero fornire indicazioni importanti sui responsabili dell’agguato e sulle modalità con cui è stato compiuto. L’episodio ha provocato disagi alla circolazione, con traffico rallentato e deviazioni nelle strade circostanti. L’area è rimasta a lungo presidiata dalle forze dell’ordine. Le indagini proseguono senza sosta per individuare i responsabili e chiarire il movente di un delitto che ha scosso profondamente la comunità locale.