Napoli, B&B chiede ai turisti israeliani di dichiarare di non aver partecipato a operazioni militari: scoppia la polemica

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Un bed & breakfast in via Toledo al centro di un caso internazionale: il gestore, l’ex consigliere comunale Francesco Minisci, finisce sulla stampa israeliana e denuncia minacce telefoniche dopo aver posto condizioni agli ospiti provenienti da Israele

Un semplice scambio di messaggi per la prenotazione di una stanza si è trasformato in un caso politico e mediatico che da Napoli è arrivato fino a Tel Aviv. A finire al centro della polemica è Francesco Minisci, ex consigliere comunale e gestore di un noto bed & breakfast in via Toledo, molto frequentato da turisti italiani e stranieri.

Secondo quanto riportato da un portale di informazione israeliano, a una turista di nome Shir, che aveva chiesto disponibilità di una camera, la struttura avrebbe risposto chiedendole di dichiarare di non aver preso parte a operazioni militari nella Striscia di Gaza e di non sostenere le politiche del governo Netanyahu. In caso contrario, la prenotazione sarebbe stata respinta e l’importo restituito.

Il caso è approdato anche sui media israeliani, in particolare sul portale “N12”, scatenando una serie di chiamate offensive rivolte al gestore.

Il caso ha acceso il dibattito, dividendo opinione pubblica e commentatori. Da un lato chi difende la scelta del gestore come gesto politico contro la guerra, dall’altro chi la considera una condotta discriminatoria nei confronti dei cittadini israeliani.

fonte foto: MyWoWo

Settembre, tempo di buoni propositi (e di dormire): cresce il turismo del sonno

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Sempre più italiani scelgono vacanze dedicate al riposo. Una ricerca Skyscanner rivela: per un viaggiatore su quattro, dormire è ormai l’attività principale delle ferie.

Settembre, per molti, è il mese dei nuovi inizi: palestra, dieta, corsi da intraprendere. Eppure, spesso ci si arriva esausti, con la sola voglia di recuperare ore di sonno. Non stupisce quindi che proprio il riposo sia diventato un trend di viaggio.

Secondo un’indagine condotta da Skyscanner (“Travel trends: ridefinire il valore del viaggio attraverso l’esperienza”), il 24% dei viaggiatori italiani ammette di considerare il sonno il vero fulcro delle proprie vacanze. Una percentuale significativa che conferma come il cosiddetto “sleep tourism” – turismo del sonno – stia conquistando sempre più spazio.

Del resto, i dati parlano chiaro: il 44% delle persone non riesce a dormire le 7-8 ore consigliate ogni notte. Ne deriva un accumulo di stanchezza che non si recupera con un semplice weekend di relax. Così, nascono pacchetti turistici e soggiorni pensati appositamente per il riposo: hotel con stanze insonorizzate, letti di ultima generazione, programmi di benessere e persino consulenze per migliorare la qualità del sonno.

Dormire, dunque, non è più visto come una pausa passiva, ma come una vera esperienza di viaggio, tanto quanto visitare un museo o scoprire una città. Una tendenza che rivela un cambiamento culturale: oggi le vacanze non sono soltanto sinonimo di scoperta, ma anche di cura personale e di ascolto dei propri bisogni più profondi.

Centrodestra si scanna sui nomi, Meloni costretta a decidere il candidato presidente

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La scelta del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania è ormai diventata una questione esplosiva che dovrà essere risolta direttamente dai leader nazionali, con Giorgia Meloni chiamata a mettere la parola fine a settimane di scontri interni.   Sul tavolo ci sono numerosi nomi, sia politici sia civici, frutto delle proposte avanzate dalle diverse anime della coalizione. Il rischio è di averne troppi e di non riuscire a convergere su una figura condivisa. Tra i politici spiccano Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, in corsa da mesi, Gianpiero Zinzi per la Lega e Mara Carfagna in quota Noi Moderati. Forza Italia spinge invece per un candidato civico, e ha messo in campo nomi come Matteo Lorito, Gianfranco Nicoletti, Costanzo Jannotti Pecci e Michele Di Bari.   In Fratelli d’Italia il nome forte resta quello di Cirielli, appoggiato da una parte del partito ma non senza resistenze interne. A fare da contraltare c’è Giosy Romano, commissario della Zes unica, vicino a Raffaele Fitto e gradito a Forza Italia, ma non a Cirielli. Sullo sfondo resta anche il nome di Gennaro Sangiuliano, pur senza una candidatura ufficiale.   Il centrodestra è diviso anche per questioni di equilibri nazionali: Meloni non vuole stravolgere gli assetti di governo, motivo per cui candidature di ministri in carica come Matteo Piantedosi sono state accantonate. Intanto il centrosinistra, con Vincenzo De Luca schierato a sostegno di Roberto Fico, si muove in modo più compatto.   L’attesa ora è per i prossimi giorni, quando il vertice tra i leader del centrodestra dovrà chiudere non solo la partita della Campania, ma anche quelle di Veneto e Puglia. Il rischio di un effetto domino è concreto e la decisione finale spetterà proprio a Meloni, chiamata a ricomporre le fratture e indicare un nome che possa tenere unita la coalizione.

Terremoto ai Campi Flegrei: magnitudo 4.0 all’alba, treni fermi per controlli

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NAPOLI – Mattinata di paura ai Campi Flegrei. Dopo una lunga sequenza di scosse cominciata domenica, alle 4:55 di oggi, lunedì 1 settembre 2025, un sisma di magnitudo 4.0 ha svegliato gran parte della popolazione. L’evento segue una serie di movimenti tellurici registrati già dalla mezzanotte.   Il Dipartimento della Protezione Civile fa sapere che la scossa è stata chiaramente avvertita in tutta l’area flegrea, ma dalle prime verifiche non emergono danni.   Disagi alla mobilità L’Eav ha sospeso temporaneamente i collegamenti ferroviari delle linee Cumana e Circumflegrea per effettuare controlli di sicurezza. Sul proprio sito, l’azienda ha annunciato l’attivazione di autobus sostitutivi gestiti dalla ditta D’Agostino, operativi sulle tratte Montesanto–Torregaveta e Montesanto–Licola, in entrambi i sensi di marcia.   Sequenza sismica in corso La terra ha iniziato a tremare già ieri alle 16:10 con un terremoto di magnitudo 3.3, seguito da altre due scosse quasi identiche e da diversi eventi minori nella notte, di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.8, fino al picco di stamattina.

Tragedia in autostrada, muoiono due giovani. Cinque feriti

Tragedia all’alba sull’autostrada Napoli-Salerno, all’altezza dello svincolo di Portici, dove un violento impatto tra due vetture è costato la vita a due giovani originari di Torre Annunziata. Nell’incidente sono rimaste ferite altre tre persone, soccorse in condizioni di diversa gravità.   Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe avvenuto a causa di un tamponamento ad alta velocità. La violenza dell’urto ha provocato il ribaltamento di una delle auto coinvolte, finita di traverso sulla carreggiata. L’impatto ha provocato il blocco totale della circolazione, con lunghe code e disagi per gli automobilisti in transito.   Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con diverse ambulanze e l’elisoccorso, che ha trasferito due dei feriti in condizioni più critiche agli ospedali del Mare e Cardarelli di Napoli. Le forze dell’ordine hanno effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica e verificare eventuali responsabilità.   La notizia ha scosso profondamente la comunità di Torre Annunziata, dove le due giovani vittime erano molto conosciute. Amici e familiari, appresa la notizia, hanno espresso incredulità e dolore per una perdita improvvisa che lascia un vuoto incolmabile.   Le operazioni di messa in sicurezza della carreggiata e la rimozione dei veicoli incidentati si sono protratte per diverse ore, causando pesanti ripercussioni sul traffico autostradale in direzione Sud.

Le ricette di Biagio: mulignane ‘mbuttunate. Quando il mercato di Nola dettava il prezzo del “caciocavallo”

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Gli studiosi della lingua napoletana si trovano in difficoltà davanti a questa parola, “’mbuttunato”, usata, talvolta, anche nella forma “’mbettonato”. Sono concordi nel dire che significa “farcire, riempire”, un riempire totale che non lascia nemmeno un millimetro di spazio vuoto. Per spiegarne l’origine la collegano alla “botte”, e a una radice celtica che indica la rotondità, da cui nasce anche “bottone”. Credo che la lingua napoletana, maestra nel creare metafore e onomatopee, abbia costruito questa parola per indicare una farcitura che diventa padrona di chi viene farcito: e una persona “’mbuttunata” si sente a tal punto dominata che alla fine si ribella. Perciò il prof. D’Ascoli diceva che “’mbuttunare” significa anche “sobillare, istigare”. Pensate a noi, “’mbuttunate ‘e chiacchiere, d’’a matina a sera”.   Ingredienti: 8 melanzane 2 spicchi d’aglio, 400gr. di pomodoro, 100gr. di caciocavallo, menta fresca, olio, sale fino e pepe. Lavate e asciugate le melanzane, eliminate il picciolo e con un coltellino praticate delle incisioni verticali sulla superficie (4 o 5 ciascuna). Dopo averle cosparse, anche nei tagli, di sale fino, lasciatele riposare nello scolapasta per almeno 1 ora in modo che perdano la loro acqua di vegetazione. Trascorso questo tempo, sciacquatele bene sotto l’acqua corrente e lasciatele in ammollo per 10 minuti in modo che perdano bene il sale. Asciugatele con carta da cucina. Tagliate l’aglio a fettine sottili e poi a listarelle e avvolgete ciascuna di esse in una foglia di menta. Infilatele delicatamente all’interno di ciascun taglio. Tagliate il caciocavallo a fettine e mettete anche queste all’interno delle cavità delle melanzane. Disponete le melanzane in una casseruola con l’olio e fatele rosolare uniformemente. Quando saranno dorate, aggiungete la polpa di pomodoro, coprite con un coperchio e fate cuocere a fiamma media per 30-40 minuti. Quando le melanzane ‘mbuttunate” saranno tenere e la salsa ristretta, cospargetele con un velo di pepe, trasferitele su un piatto da portata e servite. (l’immagine è tratta dal sito “GialloZafferano”, la ricetta dal sito “Cucchiaio d’argento).   Tra il 1840 e il 1870 il mercato che si teneva a Nola, il mercoledì, era così importante che faceva “assisa”, cioè dettava i prezzi, per formaggi e “baccalari”, ed erano prezzi “di obbligo” per tutto il territorio compreso tra Acerra e il Vesuviano. Il documento di “assisa” del giugno 1854 ci dice che il mercato offre 12 tipi di cacio: il meno costoso è il “caprino” che si vende a 15 “grana” il “rotolo”; il più costoso è il cacio d’Olanda: per comprarne un “rotolo” servono 38 “grana”. E’ utile ricordare che un ducato equivaleva a 100 grana, che un “rotolo” corrispondeva a poco più di 800 grammi e che un bracciante guadagnava 15 grana al giorno, e, in più, un piatto di verdura o un pezzo di baccalà fritto e due bicchieri di “acquata”. Lo dico per quegli illustri storici che ancora ci presentano il regno di Napoli sotto il Borbone come il terzo Stato più ricco d’Europa (o del mondo?). Il caciocavallo, che è fondamentale nella ricetta delle “’mbuttunate”, si chiamò così perché, durante la lavorazione, ogni coppia di forme veniva appesa “a cavallo” di un’asta o, scrive qualche studioso, per l’immagine di un cavallo che fino al 1860 fu impressa sul contenitore del formaggio. Il mercato di Nola offriva quattro tipi di caciocavallo dell’Irpinia: fresco, vecchio, stravecchio e caprino. Gli “umili” non potevano comprarlo, perché ogni “rotolo” costava da 35 a 40 “grana”. Impiegati e artigiani – la “piccola borghesia”- potevano permettersi, nei giorni di festa, la ricotta “peruta”, cioè salata e stagionata, di Montella, che costava tra 10 e 12 grana al “rotolo: ancora nel primo decennio del ‘900 la portavano nel Vesuviano i pastori avellinesi che in inverno spingevano le pecore a svernare lungo gli alvei del Vesuvio, tra Sant’Anastasia e Pollena, “in una spettacolare transumanza che meriterebbe di essere raccontata, anche perché ha influito sulla storia alimentare del territorio tra Napoli, Ottaviano e Nola”. Lo scrissi nel 2015 in un articolo pubblicato su “Civiltà della Tavola / Accademia Italiana della Cucina”: dieci anni fa credevo ancora che studiare la  storia del passato fosse indispensabile per capire il presente: oggi so che la storia non interessa a nessuno, perché non vogliono farci capire la verità del presente, e noi accettiamo tranquillamente l’imposizione. Il caciocavallo, formaggio saporito e rasserenante, era presente, sempre, nelle dispense degli Ordini religiosi, soprattutto dei Domenicani e dei Camaldolesi: al mercato di Nola gli ufficiali siciliani e calabresi dei reggimenti borbonici di stanza nelle caserme nolane e in quelle di Nocera potevano trovare anche il “rasco di Sicilia nuovo”, un raro formaggio vaccino prodotto in Sicilia e in Calabria. Nel maggio del 1875 il sindaco di Boscoreale comunica al Sottoprefetto di Castellammare che “i poveri” usano spesso “grassi rancidi, provenienti da bestie bovine, pecorine, caprine e suine morte o uccise per malattia: grassi che dovrebbero essere usati solo per la fabbricazione del sapone.”. “E non parliamo del costo e degli inganni dell’olio” aggiunge il sindaco. E noi, oggi, cosa dovremmo dire?  

All’ultimo respiro Anguissa stende un ottimo Cagliari

Il campionato è appena iniziato ed è già tempo di emozioni forti: il Napoli all’ultima azione disponibile supera il Cagliari e si mantiene a punteggio pieno. Conte ha confermato lo stesso schieramento di Reggio Emilia fatta eccezione per Spinazzola, ma la difesa compatta dei sardi ha evidenziato qualche limite di questo 4-1-4-1, perché l’assenza di un giocatore capace di saltare l’uomo rende la manovra abbastanza lenta e prevedibile in mancanza di disattenzioni avversarie. In tal senso l’ingresso di Lang poteva essere anticipato, dal momento che ha portato lo scompiglio necessario per aprire qualche spazio in più. Ovviamente, la copertina è tutta per Frank Anguissa che, come l’anno scorso contro il Parma, mette la firma su punti che in una corsa scudetto potrebbero rivelarsi decisivi: è un giocatore fondamentale per le due fasi e sarà difficile sostituirlo adeguatamente durante il periodo della coppa d’Africa. Prosegue il suo ottimo momento di forma Politano, che è stato il pericolo principale per tutta la partita alternando giocate a rientrare e cross dal fondo, riuscendo sempre a sorprendere il suo marcatore. Infine, è avvenuto l’esordio di un altro figlio di Napoli e prodotto del settore giovanile, Giuseppe Ambrosino, che è entrato bene in un momento della partita tutt’altro che semplice, mostrando una certa personalità, aspetto importante a questi livelli: sarà una serata che non dimenticherà mai.

Somma, auto danneggiate in via San Giovanni De Matha: scatta la denuncia

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Somma Vesuviana. Auto vandalizzate nelle ore serali a Via San Giovanni De Matha, nei pressi del Casamale: due episodi in due venerdì consecutivi.  Serate di svago che si trasformano in amare sorprese per alcuni giovani frequentatori del Casamale. Per due venerdì sera consecutivi, infatti, diverse auto parcheggiate in via San Giovanni De Matha sono state danneggiate e vandalizzate, generando la rabbia e l’indignazione dei proprietari. Il Casamale attira ogni settimana numerosi visitatori, non solo sommesi ma anche provenienti dai paesi limitrofi dell’area vesuviana. Il borgo storico di Somma, noto per la sua atmosfera suggestiva, i locali rinomati e i luoghi di ritrovo sempre affollati, è da tempo punto di riferimento per chi vuole trascorrere una serata tra amici.

Tuttavia, la presenza della ZTL limita l’accesso al centro storico e manca ancora la messa in sicurezza del parcheggio dietro le Torri. Per questo motivo, i ragazzi sono costretti a parcheggiare le proprie auto in zone adiacenti al borgo, come via San Giovanni De Matha. Proprio qui, negli ultimi due venerdì, un gruppo di giovani ha trovato le proprie vetture con i vetri rotti e altri danni evidenti.

L’ultimo episodio si è verificato nella serata di ieri, venerdì 29 agosto, mentre un evento analogo era già avvenuto la settimana precedente allo stesso gruppo di giovani. I ragazzi, ormai abituati a ritrovarsi nel borgo per trascorrere qualche ora in compagnia, hanno deciso di denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine, nella speranza che episodi simili non si ripetano più.

Al momento non si hanno notizie certe sugli autori degli atti vandalici. Gli abitanti della zona e i frequentatori del Casamale chiedono maggiore sorveglianza e controlli, per garantire sicurezza anche nelle aree adiacenti al centro storico.

Caso chiuso: stasera Decibel Bellini sarà lo speaker. Ci sarà anche Geolier

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Dopo giorni di voci, tensioni e scambi di telefonate, il caso è chiuso: Daniele “Decibel” Bellini continuerà a essere la voce ufficiale dello stadio Maradona. La querelle che aveva infiammato l’ambiente azzurro si è conclusa con un accordo che mette d’accordo tutti: Aurelio De Laurentiis, Geolier e lo stesso Bellini.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, le lunghe conversazioni tra le parti hanno portato a una riconciliazione. L’episodio che aveva scatenato la polemica nasceva da una storia Instagram pubblicata da Bellini, in cui lo speaker aveva scritto: “A volte dare il massimo non basta”. Parole che avevano lasciato intendere un addio imminente, che in effetti c’era stato con la gestione del pre partita affidata proprio alla società di Emanuele Palumbo, il vero nome di Geolier, salvo poi fare un passo indietro di fronte alla furia dei social. In pratica a poche ore dal fischio iniziale della prima in casa si rischiava un pre-partita muto. Ed invece ora le voci saranno due: quella storica, e quella delle new entry proposte dalla società dei Palumbo.

L’intesa raggiunta prevede che Bellini resti lo speaker delle gare casalinghe del Napoli, mentre l’azienda di Geolier curerà l’intera parte artistica del pre-partita, unendo così tradizione e novità nell’atmosfera di Fuorigrotta.

“La voce del Maradona” è pronta a farsi sentire ancora, accompagnando ogni gol e ogni vittoria degli azzurri. Per i tifosi, legatissimi alla sua figura, la notizia è un sospiro di sollievo: la telenovela lampo dell’estate calcistica napoletana si chiude con il lieto fine.

Marigliano, “AbilMente all’aria aperta”: programma per l’inclusione degli under 18 con disabilità

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Marigliano, “AbilMente all’aria aperta”: programma per l’inclusione degli under 18 con disabilità Il sindaco Gaetano Bocchino: “La città cresce solo se non lascia nessuno indietro” Parola d’ordine inclusione e integrazione: questi gli obiettivi di “AbilMente all’aria aperta”, iniziativa che vedrà protagonisti bambini e ragazzi, tra i 6 ed i 18 anni, con disabilità. Un programma progettato per favorire occasioni di condivisione, di partecipazione attiva e di confronto all’insegna della crescita collettiva. A promuovere il progetto è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino, con l’assessore alle politiche sociali Luigi Amato. “Lo scopo – spiega, infatti l’assessore Luigi Amato – è quello di favorire l’inclusione sociale, la partecipazione e il benessere psico-fisico dei partecipanti, promuovendo relazioni positive e processi di autonomia, soprattutto attraverso il gioco all’aria aperta, e consentendo di esprimere le proprie abilità in un contesto fortemente motivante”. Saranno realizzati quattro incontri, di circa quattro ore, dedicati ad attività ludico-ricreative: si svolgeranno orientativamente nei fine settimana, tra la seconda metà di settembre e la prima metà di ottobre, prevalentemente in una adeguata e ampia area all’aperto che accoglierà bambini e ragazzi, genitori operatori e tutte le persone che vorranno vivere esperienze che promettono di arricchire lo spirito, il corpo e la mente. Le attività potranno prevedere laboratori artistici, musicali, teatrali e creativi,  gioco e sport su misura per i protagonisti, uscite ed escursioni accessibili. Per l’organizzazione e la gestione dell’iniziativa è stata pubblicata sul sito ufficiale del Comune di Marigliano una manifestazione di interesse rivolta ad associazioni, organizzazioni, enti senza scopo di lucro, che abbiano adeguate esperienze nel campo educativo, formativo, ricreativo, della disabilità, dell’inclusione sociale e culturale. Gli operatori interessati potranno comunicarlo entro venerdì 5 settembre 2025. Stessa data per i ragazzi e le famiglie che vorranno partecipare e che troveranno tutte le informazioni sempre sul portale del Comune. In quest’ultimo caso le adesioni saranno utili anche per personalizzare ulteriormente il programma che partirà nelle prossime settimane. “ Il sociale – aggiunge Amato – è un settore che merita attenzione e cura da parte delle istituzioni e di tutta la comunità, andando molto oltre gli adempimenti obbligatori per costruire contesti che rispondano ai reali bisogni di vita delle persone” “Fin dall’insediamento abbiamo imboccato un percorso che non prevede scorciatoie: priorità alle esigenze di ciascuno dei cittadini di Marigliano ed in particolare di chi è più debole. Solo così potremo raggiungere il risultato della crescita complessiva di una comunità verso la quale abbiamo il dovere di prodigarci ogni giorno per assicurare il diritto a vivere in un contesto confortevole da tutti i punti di vista, dal decoro, ai servizi, alla crescita culturale e sociale”, conclude il sindaco Gaetano Bocchino.