Claudia Koll inaugura la terza edizione del Summa Libri Festival a Somma Vesuviana

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Siamo lieti di invitarVi alla inaugurazione della III edizione della manifestazione culturale SUMMA LIBRI FESTIVAL che si terràil 24 ottobre 2025 alle ore 18.30 presso la Sala del Cenacolo del Complesso Monumentale di S. Croce in S. Maria del Pozzo. Ingresso libero

Avremo l’onore di ospitare Claudia Koll, attrice di teatro, cinema, televisione e regista, che presenterà il suo ultimo libro “Qualcosa di me, Dialogo con un’amica”. Come insegnante e Causelorprofessionista, ha approfondito la connessione fra PastoralCounseling-Gestalt Therapy e l’Arte che l’hanno confermata in un percorso umano per tutti coloro che si rivolgono a lei. Nel 2005 ha fondato l’associazione “Le Opere del Padre” di cui è presidente. L’Associazione si occupa di evangelizzazione e di progetti di solidarietà in Italia, in Africa e anche in altri paesi del mondo. Ad intervistarla ci sarà la giornalista dott.ssa Conchita Sannino, inviata del quotidiano “la Repubblica”, firmataria di numerose inchieste, libri, documentari.

La manifestazione organizzata dall’ Associazione di Promozione Sociale Soma e Psiche sul territorio di Somma Vesuviana ha il patrocinio morale della Regione Campania ed ha già visto protagonisti celebri autori di libri come Maurizio De Giovanni, Dacia Maraini, Federica Angeli, Vincenza Alfano , Prof Ciro Castaldo, Annella Prisco, Manlio Santanelli (… tanti altri ) che hanno incontrato la comunità di Somma Vesuviana , allievi delle scuole di ogni ordine e grado per riflettere insieme su alcuni argomenti di attualità come la “Solitudine”, “il Bullismo”, la “Condizione della donna nella società odierna”…

In questo progetto siamo in rete con le associazioni Universo di Mimì, Jesce o sole, Smile for two, Hub side, Amici del Casamale, APS Annalisa Durante, Comunità Parrocchiale di S. Pietro, S. Michele, S. Giorgio, s. Croce, e con la partecipazione attiva delle Fidapa (sezioni di Ottaviano, S. Giuseppe, Poggiomarino, Nola, Palma Campania).

Crediamo che i libri offrano spunti di riflessione, stimolino l’empatia e allarghino la prospettiva sul mondo e sulle vite altrui offrendo momenti di evasione e benessere mentale e psicologico che potrebbe inevitabilmente riflettersi anche sul benessere fisico e sociale. L’obiettivo della manifestazione è proprio quello di fermarsi a riflettere per arrivare a una maggiore comprensione di sé e del mondo, aumentando così l’alfabetizzazione emotiva.

I prossimi appuntamenti sono

–  il 29 Novembre 2025, alle ore 17.00, presso la Sala del Cenacolo con il prof Antonio Masullo, affronteremo la tematica della Shoah, tematica ricorrente in numerosi suoi libri, per una profonda riflessione insieme agli  adolescenti e agli adulti sui nuovi Genocidi.

– il 14 e 28 Novembre presso L’ITIS di Somma Vesuviana e presso L’Istituto Pacioli di S. Anastasia con la Polizia di Stato, la signora Angela Buanne, madre della giovane fotografa, Livia, morta nel 2015 a bordo di un’auto guidata dal fidanzato contromano in tangenziale a Napoli. Parleremo del “Viaggio al centro della nottedi Luca Maurelli, Angela Buanne e Andrea Raguzzino per prevenire gli incidenti stradali.

L’associazione SOMA E PSICHE è iscritta al Registro delle APS della Regione Campania e trasmigrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore Sezione B “Associazioni di Promozione Sociale”).

Si è costituita a dicembre del 2017, non ha interessi politici, persegue la finalità di ampliare la conoscenza e la diffusione della CULTURA DELLA PREVENZIONE e del BEN-ESSERE PSICOFISICO e delle relative pratiche in generale ispirandosi al concetto di SALUTE dell’OMS del 1948 definita non solo come assenza di malattia, ma come uno stato di benessere Psico-Fisico, Emotivo, Sociale e Spirituale.

L’associazione nasce dalla necessità di alcuni professionisti di rendersi parte attiva del territorio in un momento storico molto complesso, ricco di cambiamenti sempre più emergenti ed in emergenza. Nasce da teste cuori e mani con diverse storie esperienze e professionalità. Il nostro obiettivo prioritario è quello di promuovere tutte quelle iniziative che favoriscono lo sviluppo della personalità umana in tutte le sue espressioni, favorendo l’esercizio del Diritto alla salute, alla Tutela Sociale, all’Istruzione, alla Cultura, alla Formazione, nonché alla Valorizzazione delle Attitudini e delle Capacità Professionali, privilegiando le attività di Prevenzione, Promozione, Empowerment ed Assistenza sul territorio.

Somma Vesuviana, 8 Ottobre 2025

Operazione dei Carabinieri: sequestrata discarica abusiva di rifiuti speciali a San Gennaro Vesuviano

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SAN GENNARO VESUVIANO – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli e della Compagnia di Nola hanno eseguito, nella mattinata di giovedì 23 ottobre, il sequestro d’iniziativa di un’area di circa 1000 metri quadrati, utilizzata come discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

L’operazione, condotta con il supporto del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano (SA), rientra in un più ampio piano di controllo del territorio volto all’individuazione di siti di abbandono illegale. L’ispezione ha permesso di rinvenire circa 400 tonnellate di rifiuti abbandonati sul terreno, senza alcuna protezione e in violazione delle norme ambientali.

Tra i materiali sequestrati figurano rifiuti urbani indifferenziati, plastiche, gomme, parti di auto demolite, filtri e batterie esauste, oltre a guaine bituminose provenienti da lavori stradali. Tutti elementi sottratti al regolare circuito di smaltimento.

L’area, occultata dalla fitta vegetazione e priva di qualsiasi autorizzazione, sarebbe stata utilizzata da tempo come punto di deposito stabile. I militari hanno inoltre posto sotto sequestro i mezzi d’opera e gli autocarri presenti, ritenuti utilizzati per il trasporto dei materiali.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, puntano ora a identificare i soggetti coinvolti nella gestione dell’illecito sito. Il provvedimento cautelare, adottato dai Carabinieri, sarà sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria per la convalida.

L’intervento conferma l’attenzione dell’Arma verso la tutela ambientale e la lotta al fenomeno delle discariche abusive che continuano a deturpare le aree del Vesuviano, con gravi conseguenze per il territorio e la salute pubblica.

Furti, rapine e babygang: Pomigliano si scopre insicura. Commercianti scrivono al Prefetto

In questi giorni cittadini, commercianti e imprenditori di Pomigliano d’Arco hanno inviato due lettere, una al Prefetto e l’altra al Sindaco, per chiedere un rafforzamento delle misure di sicurezza.

La preoccupazione in città continua a crescere: il clima percepito è sempre più insicuro, complice la presenza di vandali e baby gang. Nelle ore serali, la situazione sembra peggiorare ulteriormente.

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i furti nei negozi e negli uffici, oltre alle rapine per strada. Una delle più recenti è avvenuta il 2 ottobre nel parcheggio dell’ex stazione Vesuviana.

In entrambe le lettere si sollecita una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine. In particolare, nel primo documento, un gruppo di commercianti sottolinea come il proprio settore, a differenza di qualche anno fa, sia oggi fortemente penalizzato, chiedendo un intervento concreto. Nella seconda, i cittadini lamentano l’aumento dei furti, soprattutto nel fine settimana.

La Prefettura ha già risposto alle segnalazioni, comunicando di aver preso in esame le richieste e di aver affrontato il tema durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, avviando le procedure necessarie per la definizione delle azioni conseguenti.

Chiude l’acqua alla vicina e poi la pugnala al petto, choc a Terzigno

RZIGNO: chiude l’acqua alla vicina e la attende con un coltello. Lama nel petto, donna viva per miracolo. 40enne arrestato dai Carabinieri Il coltello ha ferito per uccidere, un segno meno disegnato tra i due seni. Non è la lama di un marito ormai ex, un compagno rifiutato o di uno spasimante morboso. È quello del vicino di casa. Di un uomo di 40 anni che occupa l’appartamento immediatamente sotto a quello della vittima. La storia di oggi ci porta a Terzigno. È l’ennesimo racconto di sangue, con un finale che è lieto solo perché il coltello da cucina spinto nello sterno di una 32enne, è penetrato senza incontrare organi vitali. Un miracolo, ripetono i medici. La palazzina dove vivono i due protagonisti di questa vicenda è animata quotidianamente dalle solite banali discussioni. I panni stesi male, la musica ad alto volume, i tacchi che battono, l’auto parcheggiata nel posto sbagliato. Una lista praticamente infinita con la tolleranza zero come comune denominatore. Questa volta la goccia è quella che scorre dal pavimento del terrazzino della donna. Lo sta pulendo di ramazza. Il 40enne è al piano inferiore. Grida come ha fatto in passato, insulta, minaccia, poi agisce. In cucina sfila il cassetto delle posate, afferra un grosso coltello e, scalino dopo scalino, è al piano terra dove ci sono i contatori. Chiude la valvola della fornitura idrica della vicina e si nasconde, arma in pugno. Sa che sarebbe scesa per riaprirla perché l’ha già fatto altre volte. Eccola, il tintinnio delle chiavi e poi lo schiaffo delle pantofole sulle scale. Arriva alla manopola e la rimette in posizione. Il tempo di voltarsi che la lama cala sul suo petto. È un colpo violentissimo. Lui fugge e si richiude in casa, la donna strilla e viene soccorsa dai vicini. I carabinieri della stazione di Terzigno arriveranno pochi minuti dopo, allertati dal 112. La vittima è sconvolta e, prima di correre in ospedale, con un filo di voce, indica chi avrebbe tentato di ucciderla. I militari sono davanti alla sua porta, non vuole saperne di aprire. La mediazione dura poco e i carabinieri riescono ad entrare e ad ammanettare il 40enne. Con lui ancora il coltello insanguinato. Ora in carcere, risponderà di tentato omicidio. La donna, ancora in ospedale non in pericolo di vita.

Ora legale e sonno, quali sono gli effetti sul nostro riposo?

Riceviamo e pubblichiamo

Uno studio del Centro di Medicina del Sonno dell’I.R.C.C.S. Neuromed, in collaborazione con altri centri di ricerca italiani, mostra come il passaggio all’ora legale riduca la qualità e la durata del sonno, in particolare nei cronotipi serali

 

L’ora legale, adottata in più di settanta Paesi, è stata introdotta con l’intento di ridurre i consumi energetici e migliorare l’utilizzo della luce naturale. Negli ultimi anni, tuttavia, il dibattito si è spostato sempre più sugli effetti che questo cambiamento può avere sulla salute delle persone, in particolare sul sonno e sulla vigilanza diurna.

 

Una revisione sistematica, cioè un’analisi che raccoglie e valuta in maniera critica tutti gli studi disponibili su un determinato argomento, pubblicata sulla rivista Sleep Medicine Reviews, ha cercato di fare chiarezza. Il lavoro è stato guidato dal Centro di Medicina del Sonno dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con Università di Pavia, Fondazione Mondino, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università Uninettuno e Università di Genova.

 

I ricercatori hanno esaminato 27 studi condotti in diversi Paesi, mettendo in luce un quadro articolato. Le conseguenze del passaggio primaverile all’ora legale appaiono più nette: riduzione della durata del sonno, maggiore frammentazione e incremento della sonnolenza diurna. Effetti che risultano particolarmente marcati negli individui con cronotipo serale, i cosiddetti “gufi”, che tendono a coricarsi tardi e a soffrire di più lo spostamento dell’orologio sociale. Al contrario, il ritorno all’ora solare in autunno sembra avere conseguenze più contenute e talvolta persino favorevoli, con un temporaneo aumento delle ore di sonno.

 

«La nostra revisione – dice Andrea Romigi, neurologo del Neuromed – mostra come i cambi stagionali dell’orologio incidano sulla qualità del riposo, soprattutto in primavera. Si tratta di effetti in genere transitori, ma che, se ripetuti ogni anno, possono contribuire a un disallineamento tra i ritmi biologici e quelli sociali. Capire questi meccanismi è essenziale per orientare politiche sanitarie e sociali più rispettose della fisiologia del sonno».

 

Il quadro tracciato dalle ricerche disponibili, pur eterogenee per metodi e campioni, è chiaro: i cambi stagionali, in particolare quello primaverile, hanno effetti misurabili sul sonno e sulla vigilanza. La mancanza di studi basati su polisonnografia, la tecnica di riferimento per analizzare il sonno, rende ancora più importante promuovere indagini future più ampie e standardizzate, capaci di chiarire meglio anche le conseguenze a lungo termine.

 

Gli autori sottolineano che gli studi finora condotti presentano alcune limitazioni: campioni ridotti, metodologie differenti e strumenti di rilevazione non sempre comparabili. Nonostante ciò, la revisione permette di individuare tendenze comuni e fornisce una base solida per orientare nuove ricerche. In prospettiva, questo tipo di indagini potrà offrire un supporto concreto a decisioni di politica pubblica che tengano conto non solo di criteri economici e organizzativi, ma anche della salute e del benessere delle persone.

 

 

 

L’IRCCS Neuromed

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso e quello vascolare. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano un’alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.

 

Sant’Anastasia, Terre di Campania promuove un incontro per parlare di risate e ben vivere

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 24 ottobre, l’incontro curato da Terre di Campania al Museo Multimediale delle Acque Campane di Sant’Anastasia, per parlare di risate e ben vivere.

 

Da ormai diversi anni l’Associazione Terre di Campania APS, che ha tra i suoi scopi la valorizzazione e la riscoperta delle figure eccellenti della nostra regione, dedica iniziative ed eventi a personaggi di spicco del passato, originari della Campania.

Nella ricorrenza dei 100 anni dalla morte di Eduardo Scarpetta, uno dei più grandi autori/attori comici affermatosi agli inizi del 1900, Terre di Campania ha scelto di dedicare al famoso artista l’incontro dal titolo “RIDERE È UN’ARTE, Buonumore e Benessere con Eduardo Scarpetta”.

Il convegno si terrà Venerdì 24 ottobre, a partire dalle ore 18:00, presso la sede del Museo Multimediale delle Acque Campane, in via Romani n°3 – Sant’Anastasia (NA).

Oggi, il bisogno di sorridere e soprattutto di ridere appare quanto mai impellente. In un momento storico complesso, segnato da vicende internazionali che stanno cambiando il volto del mondo occidentale, la leggerezza e il potere terapeutico di una bella risata, capace di sostenere il tono dell’umore, riequilibrando e attenuando stress e nervosismo, è un elemento sociale da rivalutare.

La risata, infatti, rafforza le relazioni sociali e facilita la comunicazione con chi ci circonda, instaurando un clima emotivo di sintonia. Sarà questo il tema centrale dell’incontro che vedrà confrontarsi diversi esperti in tale ambito.

Della risata Scarpetta fece il leit motiv della sua vita e della sua drammaturgia, riuscendo ad attirare un pubblico folto che opponeva all’incertezza del primo Novecento la certezza di momenti di spensieratezza grazie alle battute di Felice Sciosciammocca, il suo personaggio /macchietta più famoso, ripreso, mutatis mutandis, anche dal figlio Eduardo de Filippo, avuto da Luisa De Filippo insieme a Titina e Peppino.

Ai saluti di Carmine Esposito, Sindaco del Comune di Sant’Anastasia, e di Simone Ottaiano, direttore del Museo Multimediale delle Acque Campane, seguiranno gli interventidi: Aldo Bova, Presidente nazionale Forum Sociosanitario;Nadia di Paola, Professoressa di economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; Alessandra Alfieri, Neurochirurga; Rodolfo Matto, Clown Gelotologo; Rosaria De Cicco, Attrice.

A moderare l’evento sarà Maddalena Venuso, giornalista. Sono stati invitati ad intervenire i rappresentanti della Regione Campania.

A conclusione seguirà una degustazione di tipicità campane e sarà possibile partecipare al percorso espositivo realizzato da Ilaria Moscato, Curatrice d’Arte.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania.

I pittori “dimenticati” della “Scuola di Resina”, De Gregorio, Rossano, Cecioni e De Nittis

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Marco De Gregorio, che era di Resina, forse già nel 1855, o forse nel 1861, dopo aver smesso la camicia rossa di garibaldino, aprì uno studio alla Favorita di Portici. Si unirono a lui Federico Rossano e, nel 1863, Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Nacque la “Scuola di Resina“,che anni dopo Domenico Morelli chiamò “la Repubblica di Portici“,con maligna allusione alle simpatie politiche di Marco De Gregorio e alla sua manifesta attenzione per i circoli anarchici: e amici tra gli anarchici aveva, allora, anche De Nittis. Corredano l’articolo le immagini di due quadri: l’autoritratto di Federico Rossano e “Edoardo Dalbono a passeggio” ritratto da G. De Nittis.

I pittori della “Scuola di Resina” non vinsero né concorsi né “pensionati”, che, scrisse Adriano Cecioni, erano in mano ad una “camorra” e a Domenico Morelli. Morelli veniva descritto dai nemici, e a, bassa voce anche da qualche amico, come un Papa dell’Arte, a cui era concesso dal Potere il potere di santificare e scomunicare, e anche di assolvere. I quattro fondatori della Scuola – scrisse Diego Martelli, ideologo e patrono dei “Macchiaioli“, – “sono dei “radicali in arte, non riconoscono alcuna autorità “e hanno interesse solo per la verità, e non “per la moda“, né per “il danaro“, De Gregorio morì nel 1876. Francesco Netti, che si era buttato a destra, ma un poco se ne vergognava, commemorò l’amico riconoscendo che in lui l’uomo e il pittore coincidevano, nel segno di un’“onestà rigida e inalterabile, di un cuore aperto e ingenuo. Prima di dire una menzogna in pittura si sarebbe lasciato tagliare le mani.”.

Tuttavia, “non è stato un bravissimo pittore” sentenziò il Netti: che era un buon pittore, ma non aveva né l’occhio né la sensibilità necessari per comprendere la grandezza dell’arte del suo amico. Del resto, le tendenze anarchiche di De Gregorio, attento lettore degli scritti di Bakunin, erano note a tutti, e molti sapevano che anche De Nittis era stato attratto da idee “estreme”: l’anarchico Carlo Cafiero era suo amico d’infanzia. I due quadri le cui immagini corredano l’articolo sono una chiara testimonianza di aspetti importanti delle novità introdotte dalla “scuola di Resina”. Nell’autoritratto Federico Rossano affida alla sua immagine il compito di esprimere non il nobile ossequio ai valori ideali dell’arte, come avevano fatto quasi tutti i pittori prima di lui, ma il silenzioso corruccio di chi “sente” il vivere come un duro, quotidiano combattere. L’uomo raffigurato da De Nittis, di spalle, con bombetta in testa, giacca non proprio elegante, e bastoncino da passeggio, nessuno penserebbe, a prima vista, che sia un pittore: De Nittis, a cui piaceva scherzare e fare ironia, rappresenta con chiarezza il carattere estroso dell’amico, come se volesse ricordarci che Dalbono aveva l’abitudine di incontrarsi all’alba, sull’altura di San Potito, con modelli e modelle, per studiare gli effetti della prima luce: e talvolta, tra i convocati, c’era un incappucciato, la cui presenza induceva abitanti e passanti a sospettare che quel gruppo di persone “celebrasse” riti magici.

Era naturale che Morelli e i pittori della Scuola di Posillipo non parlassero bene dei pittori della “Repubblica di Portici”, ostili, programmaticamente, allo “storicismo romantico “di Morelli e ai paesaggi idealizzati di Giacinto Gigante, di Filippo Palizzi, di Gabriele Smargiassi. I “porticesi” si proposero di seguire la “lezione” dei Macchiaioli e di rappresentare la vita vera e la fatica quotidiana degli “umili”: questo progetto spinse De Gregorio e Laezza a girare per la campagna vesuviana e ad osservare con grande attenzione il mondo dei contadini. Molti pittori si fecero conquistare dal programma dei “porticesi”, ma delle opere di pochi abbiamo notizie precise. Per esempio, di Giuseppe Giuliani, “una enigmatica figura di pittore di origine pugliese, si sa poco o niente ed è probabile, data anche la qualità del suo lavoro, che più di uno dei suoi quadri circoli oggi sotto il nome di qualche più illustre contemporaneo. Anche molti dipinti della produzione di De Gregorio sono andati dispersi, il che rende assai difficile una ricostruzione attendibile della sua vicenda artistica.”( Christine Farese Sperken).

Somma Vesuviana, riceviamo e pubblichiamo un appello per la pace sottoscritto da un gruppo di docenti

Riceviamo e pubblichiamo d un gruppo di docenti del Liceo Torricelli Siamo un gruppo di docenti del Liceo Torricelli di Somma Vesuviana e con il presente documento, che sottoscriviamo a titolo esclusivamente personale, desideriamo avviare una riflessione critica, istituire un dialogo aperto e assumere una chiara posizione in merito agli eventi in corso nel mondo e, in particolare, in Palestina. Il ritorno della guerra in Europa, i numerosi conflitti su scala globale e l’accelerazione della corsa al riarmo rappresentano una grave minaccia per la convivenza civile e la pace tra le nazioni. In questo contesto, insieme all’incertezza, crescono le preoccupazioni per il destino delle generazioni future. A Gaza, teatro di macerie e morti, abbiamo assistito con dolore a un crimine che è stato riconosciuto dalla Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite come “genocidio”, perpetrato da un esercito contro un popolo, attraverso il blocco dell’ingresso di farmaci, attrezzature mediche, cibo e acqua. La privazione di risorse vitali, unita agli attacchi indiscriminati, ha trasformato il territorio palestinese in una prigione a cielo aperto, in cui il diritto alla vita e il rispetto della dignità umana sono stati costantemente negati. Allo stesso tempo, la comunità internazionale si è rivelata incapace di porre un argine effettivo alle persistenti violazioni del diritto, come ha dimostrato la repressione subita dalla due missioni civili e umanitarie della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla. Il dramma in Palestina è divenuto ormai un simbolo del progressivo smarrimento morale e civile dell’Occidente, del fallimento dell’universalismo della ragione e della crisi dei principi fondanti della nostra identità culturale: il rispetto dei diritti umani, la dignità della persona, la libertà, la democrazia e la giustizia. La ferita aperta nell’ottobre del 2023 con l’attacco di Hamas a Israele e il massacro di inermi cittadini ha dato il via a una spirale di violenza e odio che non ha risparmiato né uomini né principi. Le recenti trattative di pace, pur con i loro limiti, hanno aperto sicuramente uno spiraglio di speranza, che tutti auspichiamo si concretizzi in una definitiva e stabile conclusione dei bombardamenti ai danni della striscia di Gaza, nella restituzione di tutti gli ostaggi e nella reale possibilità di una convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi. Ma siamo consapevoli che si tratta di obiettivi ambiziosi e sicuramente non raggiungibili nell’immediato. Il rischio ancora più grave è che, avviato il percorso, cali il sipario sulla Palestina e di qui a qualche tempo l’oblio avvolga quanto è accaduto. Per questo dinanzi ad un simile scenario, in qualità di cittadine e cittadini, ma anche e soprattutto in qualità di insegnanti siamo chiamati a non restare in silenzio, pena il fallimento del nostro ruolo e della nostra funzione sociale. La scuola si configura come uno spazio pubblico di relazioni, in cui poter edificare un patrimonio di conoscenze, idee e riflessioni, atto a conoscere e perfezionare se stessi, il mondo e l’umanità; ad ampliare l’orizzonte delle diverse esistenze; a discernere tra le molte azioni umane quelle conformi alla dignità della nostra natura. A partire da questa visione, riconosciamo con fiducia la capacità delle nuove generazioni di assumere un ruolo attivo e consapevole, come protagonisti di un futuro più giusto, solidale e orientato al bene comune. Alla scuola spetta il compito di sostenere questo potenziale, offrendo strumenti di pensiero critico, spazi di confronto e solidi riferimenti etici e culturali. In piena coerenza con i principi fondamentali della Costituzione italiana, ribadiamo con fermezza il nostro impegno per la promozione della pace e il rifiuto categorico della «guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Alla luce di quanto sopra esposto, i docenti firmatari:
  • esprimono una ferma condanna contro ogni forma di occupazione, apartheid, colonialismo e genocidio, con particolare riferimento alla situazione in Palestina;
  • riconoscono la responsabilità e la necessità, come educatori ed educatrici, di promuovere la consapevolezza storica e il senso critico degli studenti, anche rispetto all’attualità e al contesto geopolitico;
  • desiderano promuovere momenti di riflessione pubblica, anche in collaborazione con gli studenti, le famiglie e il territorio, sui temi della pace, dei diritti umani e del diritto internazionale;
  • si impegnano a monitorare attentamente e costantemente l’attuale scenario internazionale, con particolare riguardo all’evoluzione della situazione geopolitica, alle iniziative umanitarie intraprese e alle forme di resistenza civile e non violenta;
  • hanno intenzione di trasmettere questo documento ai media e ai giornali locali e nazionali, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e mantenere viva l’attenzione sulle vicende in Medio Oriente e in altre aree del mondo interessate da guerre;
  • ribadiscono con forza che la scuola non può essere neutrale di fronte alla disumanità e all’ingiustizia, e che il nostro ruolo educativo implica una presa di posizione chiara e pubblica a favore della pace, della dignità umana e della legalità internazionale.
È il nostro piccolo contributo affinché quanto accaduto in Palestina non abbia mai più a ripetersi! Per la vita e per la pace, contro la morte e la guerra. Nella terra di Palestina come in ogni altra parte del mondo.      

Afragola sotto assedio, in meno di 24 ore 2 sparatorie

In questi giorni ad Afragola regna il caos, in meno di 24 ore si sono verificate 2 sparatorie, 3 ragazzi feriti

Nella serata di ieri, martedì 21 ottobre, poco dopo le 23, in Traversa Murillo Fatigati, sono stati sparati 40 colpi d’arma da fuoco contro un’abitazione.

Sembrerebbe trattarsi di una “stesa”, ma la dinamica è ancora tutta da chiarire. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Casoria che hanno

trovato, sparsi sull’asfalto, 40 bossoli di vario calibro.

Questi sono stati scagliati contro un’abitazione appartenente a due incensurati, apparente bersaglio dell’azione. Non si registrano feriti, ma la tensione e la paura nei cittadini è forte.

Stando ad una prima ricostruzione delle forze dell’ordine, a sparare sarebbero stati degli sconosciuti a bordo di un’auto, fuggiti subito dopo l’operazione.

Questo episodio è accaduto a distanza di meno di 24 ore dalla prima sparatoria. Infatti, la notte precedente si è verificato un’agguato in Via Sportiglione, ad Afragola, fuori un bar.

In questa occasione sono stati esplosi 15 colpi, provenienti da un auto che aveva sparato per uccidere.

Sono stati feriti 3 ragazzi: un 18enne e un 28enne già noti alle forze dell’ordine per spaccio e contrabbando e un 28enne incensurato.

Uno è stato colpito alla nuca, uno alla spalla e l’altro all’addome. I ragazzi sono stati trasportati d’urgenza all’Ospedale Cardarelli e all’Ospedale di Frattamaggiore e nessuno di loro è in pericolo di vita.

Le indagini sono coordinate dal nucleo investigativo di Castello di Cisterna e hanno accertato che i colpi non erano dello stesso calibro, il che significa che sono state usate più armi.

Analizzando il modus operandi dell’operazione, sembrerebbe trattarsi di una matrice mafiosa.

A seguito di questa situazione insostenibile, il prefetto di Napoli Michele Di Bari si è recato ad Afragola, subito dopo aver partecipato ad un convegno sulla devianza giovanile a Caivano.

Il Prefetto ha dichiarato: “Serve una risposta unitaria dello Stato. Il modello Caivano ci insegna che alla repressione deve affiancarsi il recupero sociale, perché senza coesione e responsabilità collettiva la violenza continuerà a ripetersi”.

Sono in corso le indagini per individuare la direzione di fuga e i responsabili. Gli inquirenti stanno analizzando i bossoli e le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nella zona.

La popolazione di Afragola è ferita e spaventata da questi episodi criminali e chiede tutela da parte delle istituzioni, sperando che tutto questo passi presto.

Sgominata la gang dei rapinatori che ha terrorizzato il Vesuviano

Stamattina la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di due soggetti di 34 e 30 anni, per i reati di concorso in rapina pluriaggravata e continuata, furto e ricettazione. Il 3 Settembre 2025, tra le ore 19:30 e le ore 21:30, due uomini, a bordo di un’automobile, con il volto travisato da maschere raffiguranti una nota saga cinematografica ed armati di pistola, hanno consumato ben cinque rapine in rapida successione, tutte ai danni di personale impiegato presso vari Distributori di carburante, nei Comuni di Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Pomigliano d’Arco. L’immediata attività d’indagine, svolta da personale della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, articolatasi  nell’escussione delle vittime e di alcuni testimoni e nella visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti nelle zone interessate, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due uomini in relazione a ben 11 episodi delittuosi,  nel periodo che va dal 3 settembre al 9 ottobre 2025, che hanno consentito loro di trare un profitto di circa 10.000 €. Si è accertato, inoltre, che i due destinatari dei provvedimenti, utilizzano come “covo” un’abitazione nel Comune di Acerra (Na) all’interno del quale conservano armi, veicoli rubati ed altro materiale utilizzato per commettere le rapine. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.