Si suicida in Piazza Del Plebiscito, shock tra la folla

Poche ore fa un uomo ha compiuto un atto estremo gettandosi da un ballatoio in Piazza Del Plebiscito, generando paura e shock tra i presenti

Il tragico evento si è verificato questa mattina tra Piazza Del Plebiscito e Via Cesario Console a Napoli, nei pressi di Via Acton.

Un uomo, di circa cinquant’anni, si è buttato giù da un ballatoio, precipitando rovinosamente sul marciapiede che costeggia l’ascensore di collegamento tra la strada e la zona sovrastante.

Il tutto è avvenuto sotto gli occhi di molti passanti, essendo questa una zona molto frequentata. In pochi istanti si è generato il panico che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine, ma non c’è stato niente da fare.

Sul luogo sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale che hanno prontamente avviato le indagini per risalire alla dinamica esatta dell’accaduto. Attualmente non sarebbero state rese note le ragioni che hanno spinto l’uomo a compiere questo gesto estremo.

L’area è stata temporaneamente delimitata e presidiata per consentire alla scientifica di effettuare i rilievi del caso e raccogliere le testimonianze di chi ha assistito al tragico evento.

Sono state registrate pesanti ripercussioni sul traffico nella zona della Galleria della Vittoria.

Somma, licenziamenti dipendenti cimitero, i sindacati : “Le istituzioni intervengano e salvino i posti di lavoro”

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Riceviamo e pubblichiamo   “Comunicazione di licenziamento per i lavoratori dei servizi cimiteriali a Somma Vesuviana: il Comune e le stituzioni non intervengono. La FAILMS e il SI.NA.L.P. esprimono grave preoccupazione per la situazione che riguarda i lavoratori addetti ai servizi cimiteriali nel Comune di Somma Vesuviana. La società in ATI, Somma Servizi srl, è ormai in proroga del contratto di appalto comunale, che scadrà il 31 dicembre 2025. Nonostante i numerosi solleciti e inviti da parte dei sindacati, il Comune non è riuscito ad avviare la nuova gara per l’affidamento del servizio. La situazione è ora più critica che mai. Oggi 15 dicembre, infatti, sono stati comunicati i licenziamenti a tutte le unità lavorative coinvolte.La Somma Servizi non ha avuto altra alternativa, in quanto senza una nuova gara o un accordo che permetta la continuazione del servizio, è stata costretta a comunicare i licenziamenti. Le O.S. hanno chiesto con PEC alla Prefettura di Napoli, al Comune di Somma Vesuviana in persona del Commissario Prefettizio e l’azienda Somma Servizi l’ avvio della procedura di raffreddamento. Ad oggi non sembra esserci una risposta adeguata per evitare la perdita dei posti di lavoro. I lavoratori, già in stato di agitazione, si trovano ad affrontare una situazione di incertezza che li pone di fronte a un Natale senza certezze per il loro futuro. È urgente che le istituzioni intervengano in modo concreto per far decadere i licenziamenti e salvaguardare i posti di lavoro, garantire la continuità dei servizi cimiteriali, che sono fondamentali per la comunità. È indispensabile poi, che venga elaborato un piano progettuale che consenta un vero sviluppo dei servizi cimiteriali, in grado di rispondere alle esigenze del settore e, al contempo, di garantire la sicurezza e la stabilità occupazionale per i lavoratori. Ci aspettiamo un intervento risolutivo urgente dalle istituzioni affinché si facciano garanti del servizio e quindi dei posti di lavoro, finora solo silenzio”.

Somma Vesuviana, rischio licenziamento dipendenti servizio cimiteriali: si attende una proroga del Comune

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Somma Vesuviana, rischio licenziamento dipendenti servizio cimiteriali: si attende una proroga del Comune Cresce la preoccupazione a Somma Vesuviana dopo la comunicazione di preavviso di cessazione del rapporto di lavoro inviata dalla Somma Servizi S.r.l., a seguito della scadenza dell’appalto prevista per il 31 dicembre 2025. La fine della concessione rischia di lasciare senza occupazione diversi dipendenti impiegati nel servizio. I lavoratori, subito dopo aver ricevuto la comunicazione, hanno trovato l’immediato sostegno dei sindacati SINALP e FAILMS, che si sono attivati per tutelare i dipendenti coinvolti e per avviare un confronto con le istituzioni competenti, al fine di individuare soluzioni che possano salvaguardare i livelli occupazionali. Secondo quanto emerge, i tempi tecnici per l’espletamento di una nuova gara d’appalto sarebbero ormai insufficienti, rendendo difficile garantire la continuità del servizio entro la fine dell’anno. Per questo motivo, lavoratori e rappresentanze sindacali auspicano un intervento del Comune, che potrebbe concedere una nuova proroga dell’attuale affidamento. In alternativa, si valuta anche la possibilità di un affidamento temporaneo, soluzione che permetterebbe di evitare l’interruzione del servizio e, soprattutto, di salvare i posti di lavoro, garantendo continuità occupazionale ai dipendenti. La vicenda riaccende l’attenzione sul tema della gestione degli appalti pubblici e sulla necessità di una maggiore tutela dei lavoratori, che ancora una volta rischiano di pagare il prezzo di ritardi e incertezze amministrative. Nei prossimi giorni si attendono risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale.

Sedicenne muore in scooter mentre va a scuola

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Un grave incidente stradale ha scosso la comunità di Pozzuoli nelle prime ore di questa mattina. Lo schianto è avvenuto lungo via Fasano, dove un’automobile e uno scooter con a bordo due giovanissimi sono entrati in collisione per cause che restano ancora da chiarire. L’urto, particolarmente violento, ha proiettato entrambi i ragazzi a diversi metri di distanza, facendoli cadere pesantemente sull’asfalto.   I due giovani erano diretti a scuola quando si è consumata la tragedia. Le condizioni di uno di loro sono apparse subito disperate. Si tratta di un ragazzo di 16 anni, residente a Marano, che nonostante l’immediato intervento dei soccorritori non è riuscito a sopravvivere alle gravissime ferite riportate. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma purtroppo ogni sforzo si è rivelato inutile e per il giovane non c’è stato nulla da fare.   L’altro passeggero del motorino, anch’egli molto giovane, è rimasto seriamente ferito nell’impatto. Dopo le prime cure sul posto, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli, dove è stato ricoverato in codice rosso. Le sue condizioni sono considerate gravi e resta sotto stretto monitoraggio medico.   A seguito dell’incidente, via Fasano è stata temporaneamente chiusa alla circolazione per consentire le operazioni di soccorso e l’intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Il traffico nella zona ha subito forti rallentamenti per diverse ore.   La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra familiari, amici e compagni di scuola delle vittime. L’ennesimo dramma della strada riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza stradale, soprattutto quando coinvolge giovanissimi, e lascia una comunità intera sotto shock per una vita spezzata troppo presto.

“Suggestioni presepiali” di Petrone: il Natale napoletano tra sacro e profano, alla scoperta del presepe e della tradizione

Negli ultimi anni diversi studiosi ci hanno aiutato a guardare al Natale non solo come ricorrenza religiosa, ma come fenomeno culturale e antropologico complesso. In “Breve storia del Natale. Una strana festa raccontata da un antropologo”, (Ed. Grifo) Eugenio Imbriani ci invita a riflettere sulla collocazione calendariale della Natività, sul trionfo della luce nel cuore dell’inverno, sulle stratificazioni che vanno dalle celebrazioni pagane al viaggio dei Magi. Allo stesso modo, Claude Lévi-Strauss, nel celebre saggio “Babbo Natale giustiziato” (Ed. Sellerio), legge il Natale come un grande rito collettivo, non propriamente religioso, in cui Babbo Natale assume i tratti di una figura mitica, custode di antichi riti di passaggio e di momenti di inversione sociale. Arnold van Gennep, padre degli studi sui riti di passaggio, colloca il Natale dentro un ciclo rituale preciso. In particolare, soffermandosi sui dodici giorni tra Natale ed Epifania parla di tempo sospeso, liminale, un vero e proprio “non-tempo”, in cui la vita ordinaria si ferma per permettere alla comunità di rigenerarsi prima dell’inizio del nuovo anno.

E davanti a tutta questa complessità storica, simbolica, antropologica, viene spontaneo pensare: “Ci vorrebbe un libro”.

Un libro capace di tenere insieme il sacro e il profano, la memoria collettiva e il gesto quotidiano, lo studio e l’emozione. Proprio qui si colloca il lavoro di Eduardo Petrone con “Suggestioni presepiali. Viaggio a Napoli nei luoghi del Presepe tra sacro e profano, ieri, oggi e domani…” (ed. La Valle del Tempo). Il volume è stato presentato sabato scorso, nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Una Somma di Libri”, presso la sala Santa Caterina della Parrocchia S. Giorgio Martire, in piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana, alla presenza di Don Nicola De Sena, parroco moderatore dell’Unità Pastorale San Pietro, San Michele e San Giorgio, la professoressa Pina Marino e Imma Malva della Cartolibromania, con le letture dell’attore Domenico Esposito, nonché presidente della compagnia teatrale Il Valigione 2.0.

In perfetta continuità con il cuore culturale e antropologico del Natale napoletano, “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo offre un altro sguardo profondo sulla tradizione del presepe. In questa celebre commedia, ormai parte integrante della tradizione natalizia italiana, il protagonista Luca Cupiello prepara con ossessione il presepe, spiegando al figlio Tommasino l’arte e la sacralità di ogni pastore, di ogni casetta e della scena complessiva. Il dialogo tra padre e figlio sul presepe – con Tommasino che ripete “Nun me piace ’o presepe!” – non è solo comico, ma diventa simbolo della frattura tra generazioni, tra un attaccamento alla tradizione e il suo rifiuto. L’opera mette in scena proprio ciò che Petrone ci racconta nel suo libro: il presepe non è un semplice oggetto ornamentale, ma un rito vivo, un luogo di memoria, di conflitto e di riconciliazione culturale, una metafora stessa della vita familiare e delle relazioni sociali.

Petrone nel suo libro prende la luce, l’attesa, il tempo sospeso, il rito e tutte le emozioni, le “suggestioni”, appunto, e le porta davanti a chi legge, per poi farle camminare tra i vicoli di Napoli. Ci troviamo a passeggiare tra San Biagio dei Librai,  che a metà si trasforma in San Gregorio Armeno luogo simbolo del presepe, a entrare dentro le case, a banchettare sulle tavole imbandite, a sederci accanto al presepe che si costruisce anno dopo anno. Non a caso, come ha ricordato Papa Francesco, “il presepe e l’albero toccano il cuore di tutti, perché parlano di fraternità, intimità e amicizia, invitando alla semplicità, alla condivisione e alla solidarietà”.

Il libro di Eduardo Petrone non spiega soltanto il Natale, ma lo fa vivere, trasformando il presepe in un racconto familiare che diventa storia collettiva. L’autore ha alle spalle una carriera in ingegneria ambientale e sanitaria, svolta con una prospettiva ecologica, ma ciò che traspare è una forte sensibilità culturale e antropologica che si traduce nei suoi scritti. Lo sguardo coniuga religione e tradizione con un racconto che non si limita a spiegare il presepe, ma lo attraversa, lo interroga e lo restituisce come esperienza viva.

Siamo di fronte a un narratore fine, capace di prendere per mano il lettore e la lettrice e guidarli in un vero e proprio viaggio tra curiosità, personaggi, pastori, incongruenze affascinanti e, soprattutto, dentro la forte tradizione napoletana, dove il presepe non è un semplice addobbo natalizio, ma un elemento identitario profondo. Tutto parte da palazzo Marigliano, anche noto come palazzo di Capua, dove la famiglia dell’autore affonda le sue radici e dove lui stesso ha vissuto per diversi anni. Qui, consumato dalla passione per la sua città, guardava la vita dal balcone, che nel libro viene citato quasi come un palcoscenico privato. Guarda Napoli e i napoletani, suoi concittadini, e si compiace nel riconoscere profonde similitudini tra i pastori del presepe e chi osserva.

Nel presepe napoletano ogni personaggio è portatore di un significato profondo, spesso antico e stratificato.

Cicci-Bacco è una figura di passaggio, come moderno Dioniso o novello Caronte, attraversa il presepe su un carro trainato da buoi, spesso collocato su un ponte. È il traghettatore delle anime, simbolo del viaggio da uno stato all’altro, dall’oscurità alla conoscenza, dalla morte alla vita, e richiama il tema del rinnovamento ciclico del tempo. Il Casaro, venditore di formaggi e ricotta, rappresenta il mese di febbraio e il cambio di stagione. Il suo gesto di rimestare il latte, alimento primario, rimanda alla rinascita e alla fertilità. Ci ricorda che il tempo del presepe non è lineare, ma circolare, come il ciclo dell’anno che ricomincia. I Re Magi sono tradizionalmente tre, ma nel presepe napoletano diventano soprattutto viandanti simbolici. Rappresentano il viaggio, la ricerca e il movimento, elementi fondamentali del racconto presepiale. La Georgiana, figura femminile enigmatica, è collegata al mondo della profezia e della marginalità. Come altre donne del presepe, anticipa e custodisce verità scomode, collocandosi ai margini della scena sacra. Tra Erode e il venditore di carni esiste una relazione simbolica forte, entrambi compiono un rito sacrificale. La macelleria, come il palazzo di Erode, è luogo di smembramento e morte, necessario, però, alla rigenerazione del tempo nuovo che nasce. Gli zampognari sono presenti perché annunciano il Sacro Evento attraverso la musica. Discendono da antichi riti pagani legati al solstizio d’inverno, quando suoni, danze e strumenti servivano a propiziare il ritorno della luce. La loro musica, malinconica e rituale, accompagna la nascita della speranza. L’Oste è spesso associato al Diavolo perché rappresenta la tentazione, l’eccesso, l’ostacolo alla nascita sacra. L’osteria è il luogo della distrazione e del rifiuto dell’accoglienza, in contrapposizione alla grotta, spazio di povertà e salvezza.

Nel presepe napoletano nulla è decorativo e ogni figura racconta una storia, tutte insieme compongono il grande racconto del passaggio dalla notte alla luce. Passo dopo passo, pagina dopo pagina, Petrone costruisce un percorso capace di farci sentire “a casa”, grazie a una scrittura accogliente e profondamente evocativa.

“Suggestioni presepiali. Viaggio a Napoli nei luoghi del Presepe tra sacro e profano, ieri, oggi e domani…” (ed. La Valle del Tempo), è un libro unico nel suo genere, perché non è soltanto un libro scritto con amore, ma è un libro che parla di amore: amore per Napoli, per le sue tradizioni, per la memoria collettiva e non parla solo di presepi. Al suo interno troviamo capitoli e note di grande interesse dedicati al banchetto natalizio, ai dolci di Natale, ai tempi e ai riti delle feste. Scopriamo, ad esempio, che il presepe non si smonta solo il giorno della Befana, come avviene oggi, o alla Candelora, il 2 febbraio, ma anche il 17 gennaio, in occasione del fuocarone di Sant’Antonio, altra data carica di significati simbolici e popolari. Il libro attraversa, dunque, il tempo del Natale nella sua interezza, il tempo dei doni, delle musiche, dei canti, delle poesie e delle letture, restituendoci una dimensione corale e condivisa di questa festa. Petrone ci mostra come ogni presepe possa diventare un frammento di memoria e racconto identitario che continua a parlare al presente, nonostante i secoli di storia.  

Al Teatro Summarte il concerto di Marquis Dolford & The Capital Gospel Group

Riceviamo e pubblichiamo dal Teatro Summarte

Somma Vesuviana (NA) – Il Teatro Summarte si prepara ad accogliere un appuntamento di altissimo profilo artistico e valoriale: Marquis Dolford & The Capital Gospel Group presentano il concerto “Voices of Hope”, in programma venerdì 26 dicembre 2025 alle ore 21:00.

Direttamente da Washington DC, una delle formazioni gospel più autorevoli della scena internazionale porterà sul palco un live che va oltre la dimensione del concerto tradizionale, configurandosi come una full immersive experience in cui musica, spiritualità e tradizione si fondono in un racconto sonoro potente e coinvolgente.

Guidato dalla voce carismatica di Marquis Dolford, il Capital Gospel Group propone un repertorio che affonda le radici nella grande tradizione gospel afroamericana, con arrangiamenti contemporanei, dinamiche corali di forte impatto emotivo e una qualità esecutiva di livello assoluto. Un progetto artistico perfettamente allineato con il mood natalizio, capace di trasmettere messaggi universali di speranza, condivisione e rinascita.

L’evento rappresenta un’occasione unica per il territorio: una produzione internazionale ospitata in una venue di riferimento come il Teatro Summarte, che conferma la propria mission culturale orientata alla programmazione di contenuti di qualità e respiro globale.

Dettagli evento Venerdì 26 dicembre 2025 Ore 21:00 Teatro Summarte – Via Roma 15, Somma Vesuviana (NA) Posto in poltrona: € 25,00

Ticketing ufficiale: urly.it/31d1fm

Un concerto pensato per chi cerca non solo intrattenimento, ma un’esperienza autentica, capace di lasciare un segno profondo. “Voices of Hope” è musica che unisce, eleva e ispira.

Rissa tra tifosi dopo la partita del Sant’Anastasia

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  Una partita di Eccellenza si è trasformata in un pomeriggio di paura e violenza a Sant’Anastasia, dove al termine del match tra la squadra di casa e il Gladiator si sono verificati gravi scontri tra gruppi di tifosi. Il caos è esploso nel parcheggio esterno allo stadio, diventato improvvisamente il centro di una violenta rissa con inseguimenti e aggressioni riprese in un video diventato virale.   Nelle immagini si vedono persone armate di mazze e caschi rincorrere e colpire alcuni individui, mentre altri tentano di mettersi in salvo tra le auto in sosta. Un’escalation di violenza che avrebbe provocato anche dei feriti, costretti a ricorrere alle cure mediche. Il filmato è stato portato all’attenzione del deputato Francesco Emilio Borrelli, che lo ha diffuso pubblicamente nell’ambito della sua attività di denuncia contro episodi di criminalità e inciviltà.   Quanto accaduto ha suscitato reazioni immediate da parte delle società coinvolte. Il Gladiator ha parlato di un’aggressione violenta ai danni dei propri tifosi avvenuta fuori dall’impianto sportivo, sottolineando come simili comportamenti siano lontani anni luce dallo spirito sportivo. Anche il Sant’Anastasia Calcio ha condannato con fermezza gli episodi di violenza, dichiarando la propria disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine per chiarire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili.   L’intervento delle autorità è ora al centro dell’attenzione, con l’obiettivo di ricostruire quanto accaduto e valutare eventuali responsabilità penali. L’episodio rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme su una deriva violenta che, sempre più spesso, coinvolge anche categorie calcistiche dilettantistiche.   Ancora una volta, una manifestazione sportiva finisce per essere oscurata da comportamenti inaccettabili, che alimentano un clima di paura e mettono in discussione la sicurezza di eventi che dovrebbero essere occasioni di aggregazione e festa.

Spaccio in auto, arresto a San Giuseppe Vesuviano

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San Giuseppe Vesuviano: Tratto in arresto un 38enne dalla Polizia di Stato. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 38enne di San Giuseppe Vesuviano, con precedenti di polizia, anche specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. In particolare, gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, nell’ambito di servizi all’uopo predisposti, nel transitare in via Gaetano Ferraioli, hanno notato il 38enne a bordo di un’auto che, in cambio di una banconota, ha ceduto qualcosa ad una persona che si è poi allontanata a piedi. I poliziotti, intervenuti tempestivamente per interrompere l’iter criminoso, hanno raggiunto e bloccato il prevenuto, trovandolo in possesso di 8 stecche di hashish del peso di circa 17 grammi e 20 euro suddivisi in banconote di vario taglio. Pertanto, essendovi fondato motivo di ritenere che potessero esservi ulteriori elementi in ordine ai fatti per i quali si stava procedendo, i poliziotti hanno controllato l’appartamento in questione dove hanno rinvenuto 15 stecche sempre della stessa sostanza del peso di circa 44 grammi. Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.  

La musica barocca napoletana incontra il Natale: il musicista Cristoforo Caresana

La propaganda devozionale post-Tridentina fu un’esplosione di rinnovamento cattolico che utilizzò deliberatamente l’apparato scenico delle sacre rappresentazioni e tanta musica per riaffermare i dogmi e promuovere una spiritualità più personale e visibile.

I Padri Filippini, in particolare, come i Gesuiti, promossero attivamente una forma di teatro edificante, non tanto come genere specifico, quanto come strumento educativo e catechistico, usando spettacoli, sacre rappresentazioni, all’interno dei loro oratori, per istruire, divertire moralmente e formare il pubblico, specialmente i giovani, attraverso storie di vita e di fede, in un’ottica di educazione integrale. La comunità fondata da Filippo Neri nel 1561 a Roma, iniziò a diffondersi anche fuori le mura dell’Alma Città, sicché arrivò a Napoli, dove stabilì la propria sede in un prestigioso palazzo posto di fronte al Duomo e al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo. Famosa è rimasta la biblioteca dell’Oratorio dei Gerolamini che conserva l’intera opera manoscritta di numerosi musicisti che si dilettarono a comporre composizioni altamente spirituali. Nel periodo barocco, una figura poco studiata, che occupa un posto speciale, è il sacerdote Cristoforo Caresana, tra i più attivi, che con le sue cantate natalizie definì un esempio di alto teatro religioso dell’età barocca napoletana.
Cristoforo Caresana
Nacque verso il 1640 a Venezia, sebbene il Dizionario della Musica in Italia attesti la sua nascita a Taranto nel 1665, e perciò fu detto anche «il Vinitiano», morì a Napoli il 13 settembre del 1709 [morte a Napoli nel 1713, op.cit.]. Probabilmente giunse nella capitale al seguito dei Febi Armonici, celebre compagnia teatrale, che introdussero l’opera veneziana a Napoli a metà del Seicento, su invito del viceré, esibendosi nei giardini reali e poi nel nuovo Teatro di san Bartolomeo, introducendo autori come Claudio Monteverdi (1567 – 1643) e Francesco Cavalli (1602 – 1676), e collaborando con musicisti locali come Francesco Cirillo (1623 – dopo 1665) per adattamenti, gettando le basi per la fioritura di quella sarebbe poi diventata la celebre scuola musicale napoletana [cfr. I. Chiappara (a cura di), Storie di Opera in Musica, in www.saladelcembalo.org]. A Napoli, la professione musicale di Caresana si affermò totalmente con una carriera fulminante: nel 1658 lo troviamo dapprima tenore nella Real Cappella di Napoli e nel 1667 organista nella stessa; dal 1688 al 1690 insegnò nel Conservatorio di Sant’Onofrio; nel 1699 fu successore di Francesco Provenzale (1632 – 1704) nella Cappella del Tesoro di San Gennaro; nel 1705, provvisoriamente, fu organista della Real Cappella, sostituendo Domenico Scarlatti (1685 – 1787). Nell’archivio dei PP. Filippini si conservano oltre 150 sue composizioni, moltissime autografate [S. Di Giacomo, Catalogo dell’Archivio musicale dei Filippini di Napoli, Parma, Soc. dei Musicologi, Italiani, pagg.36 e seguenti].
Tarantella 1673 – Biblioteca dei Girolamini
Le cantate – spiega Isabella Chiappara, storica dell’arte – presentano, in particolare, una forma breve, quasi da miniatura, riflettendo da una parte il clima gioioso del Natale e dall’altra il particolare contesto della tradizione e della liturgia che abbiamo visto incarnarsi nel presepe napoletano popolare, con i giovani allievi dei conservatori, all’epoca, travestiti da pastori, angeli e diavoli.  La tarantella a 5 voci per la Nascita del Verbo, in particolare, fu composta nell’ottobre del 1673 e si apre con il Coro degli Angeli che incitano e annunciano ai pastori la nascita di Cristo. E’ una esplosione di gioia, un vero fuoco d’artificio di dinamiche coloratissime. Caresana – spiega il M° Giancarlo Amorelli, baritono e direttore di coro e orchestra – si avvale dello spirito napoletano della vivace tarantella, come rito medicinale tradizionale di cura. Il ritmo della tarantella, non conosciuto dal musicista veneziano all’arrivo, ben si addiceva al sentimento popolare napoletano.  Il testo, invece, letto attentamente, dipinge numerose scene riportate dal Protovangelo di Giacomo, noto anche come “Vangelo dell’Infanzia”: Pastori, o là, che si fa, dal pigro sonno, dhe risvegliatevi, su’, e non si dorma più, sorgete dal riposo, disserate le luci, più prolisso letargo, il ciel non vuole, or che in grembo alla notte, è nato il duce, torni al mondo oscurato, oggi, la luce…
Adorazione dei Magi 1676, Biblioteca dei Girolamini
Con i suoi simboli antichi e misteriosi, tradotti in personaggi della più toccante e scontata quotidianità, tante figure come il diavolo sotto forma di tarantola nera, gli angeli, i pastori, Maria, Giuseppe e il Bambinello entrano a far parte di quel mondo favoloso che ritroviamo in questa cantata, dove al meglio si esprime la particolare religiosità dell’antica capitale. Altre versioni testuali saranno elaborate successivamente su questa melodia. Certamente, bisogna affermare che tale sentimento religioso a Napoli si manifestava in forme di grande spettacolarità soprattutto durante le maggiori feste liturgiche: dal santo Patrono Gennaro, a cui Caresana dedicò una Canzone a 4 voci nel 1700, fino a Natale e Pasqua. La componente musicale era preponderante in questi periodi e i protagonisti erano gli stessi allievi dei quattro conservatori napoletani: i giovanissimi musicisti venivano divisi in frotte o paranze, che andavano ad arricchire i numerosissimi festini che si svolgevano in vie e piazze, chiese e palazzi nobiliari. Bambini e giovinetti, nelle loro tonache colorate, talvolta vestiti da angeli, spesso protagonisti anche di ardite macchine barocche con le quali venivano sollevati a simulare il volo, cantavano e suonavano laudi polifoniche o brevi mottetti, come continua a spiegare Isabella Chiapparo.
Isabella Chiapparo, Antonio Florio e Giancarlo Amorelli
Le novene degli zampognari, i rustici musici che con cornamusa e ciaramella, scendevano dai monti dell’Abruzzo o della Ciociaria, erano anch’esse una componente importante del periodo natalizio, insieme con la rappresentazione. Al suono della zampogna gli uomini si toglievano il cappelloAnche nella Pastorale a 5 voci e strumenti appare un magnifico episodio in cui risuona il tipico motivo della rustica zampogna dei montanari, fattasi anch’essa musica nobile ed acculturata. Di grande spessore rimangono ancora altre due opere di Caresana: La Veglia (1674) e L’ Adoratione de’ Maggi (1676). Nella prima si propone una serata di veglia, tipica nelle case napoletane con giochi, danze e divertimenti come l’immancabile tombola. Ai balli, bellissimo quello della Barrera, si contrappone – conclude Isabella Chiapparo – un momento di musica altissimo, una trasognata, meravigliosa ninna-nanna, per voce di basso Dormi o ninno, dormi o core, ipnotica e suadente. Nell’’Adoratione de’ Maggi, infine, è anch’essa esemplare con il solito concerto di angeli che si contrappongono a Lucifero e i Magi che portano i loro doni al Bambino. Il M° Antonio Florio & I Turchini – specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari – hanno dato ampio risalto alle composizioni del Caresana con numerose incisioni ed esecuzioni. Certamente a Caresana bisogna dare il giusto rilievo in quanto anticiperà altri due grandi maestri: il gesuita italiano Andrea Perucci, che nel 1698, offrirà al teatro religioso la sua grande opera Il Vero Lume tra l’Ombre ovvero la Spelonca Arrichita per la Nascita del Verbo Umanato, conosciuta come la Cantata dei Pastori; Sant’Alfonso de’ Liguori (1696 – 1787), autore finale del famosissimo canto Tu scendi dalle stelle, in quanto – conclude Giancarlo Amorelli – ebbe l’eccezionale capacità di completare il canto in uno stile pastorale perfettamente aderente alle caratteristiche di una melodia perfettamente popolare.
Canzone a 4 voci per San Gennaro 1700 – Biblioteca dei Girolamini
       

Torre Annunziata, arriva lo sfratto: al via petizioni e proteste per aiutare Carmela Sermino

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Diciotto anni fa, il 31 dicembre, mentre la città festeggiava l’arrivo del nuovo anno, Giuseppe Veropalumbo venne ucciso da un proiettile vagante. Lasciò una moglie, Carmela Sermino, e una figlia di poco più di un anno.

 

Secondo gli investigatori, si trattò di un omicidio riconducibile alla criminalità organizzata, ma alla vedova non è mai stato riconosciuto lo status di vittima della criminalità organizzata.

Nel 2016 il Comune di Torre Annunziata ha concesso alla famiglia un appartamento in via Vittorio Emanuele 99, in comodato d’uso per la durata di nove anni.

A quattro mesi dalla scadenza del contratto, è stato notificato un mandato di sfratto a Carmela Sermino e a sua figlia Ludovica. Un provvedimento che ha lasciato la famiglia senza parole, anche perché la legge prevede un preavviso di sei mesi.

La comunità di Torre Annunziata, attraverso petizioni e proteste, sta lanciando appelli affinché sia fatta giustizia. Secondo il Comune, tuttavia, non sussistono i requisiti per prolungare la permanenza della famiglia nell’appartamento quando la vittima spiega che ha un semplice lavoro al teatro Trianon procurato da Nino d’Angelo che era presente ai funerali e che ancora oggi è in difficoltà poiché minacciata dalla camorra.

(Fonte foto: la Stampa)