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Contestazione troppo vaga: annullata sospensione a un agente della Municipale di Pomigliano

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Il Tribunale di Nola ha annullato una sanzione disciplinare inflitta dal Comune di Pomigliano d’Arco a un dipendente della Polizia Municipale, ritenendo la contestazione “assolutamente indeterminata” e quindi lesiva del diritto di difesa del lavoratore.

La vicenda riguarda Giuseppe Romano, maresciallo della Polizia Municipale, in servizio presso il Comune di Pomigliano d’Arco da molti anni. Il procedimento disciplinare trae origine da una segnalazione interna relativa a una presunta telefonata intercorsa tra il dipendente e un cittadino, durante la quale Romano avrebbe dichiarato l’impossibilità di verificare la presenza del microchip su un cane di piccola taglia, nonostante il Comando fosse dotato di apposito lettore.

Secondo l’Amministrazione, tale comportamento avrebbe violato il codice disciplinare previsto dal contratto collettivo degli Enti locali, portando all’irrogazione di una sanzione: la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per 15 giorni, con una decurtazione in busta paga pari a 1.157,54 euro.

Il Giudice del Lavoro, però, ha accolto il ricorso del dipendente, evidenziando gravi carenze nella contestazione disciplinare. In particolare, nella sentenza si sottolinea come nell’atto contestato mancassero elementi essenziali quali data, ora e luogo del presunto comportamento illecito, oltre alla precisa indicazione delle mansioni svolte in quel momento dal lavoratore.

Non solo. La contestazione si fondava su un generico riferimento a un “file audio” reperito tramite canali social, senza che ne fossero chiarite le circostanze di acquisizione, né che tale materiale fosse mai messo effettivamente a disposizione del dipendente per consentirgli una piena difesa. Un’imprecisione che, secondo il Tribunale, non può essere sanata da richiami generici o documenti non previamente conosciuti dall’interessato.

Richiamando anche precedenti della Corte di Cassazione, il giudice ha ribadito che la contestazione disciplinare deve essere sufficientemente specifica per permettere al lavoratore di comprendere esattamente i fatti addebitati e difendersi in modo adeguato.

Per questi motivi, il Tribunale ha dichiarato la nullità della sanzione disciplinare, condannando il Comune di Pomigliano d’Arco alla restituzione della somma trattenuta, oltre agli interessi legali, e al pagamento delle spese processuali.

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