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Casamarciano, “101 pagine 101 storie”: domani la presentazione del libro di Varnadi Ceriello al Padre Arturo D’Onofrio
L’autore proporrà letture di storie estratte dal libro con accompagnamento musicale affidato al M° Giuseppe Giulio Di Lorenzo, trasformando la presentazione in un’esperienza immersiva tra parola, suono e ascolto condiviso. Il libro è una raccolta di racconti brevissimi, uno per ogni pagina del volume. Ogni pagina è un mondo che si apre e si chiude nello spazio di un respiro: Luciano Ceriello raccoglie racconti brevi, intensi, pensati per essere letti, ascoltati e ricordati. Storie che nascono dalla tradizione orale italiana, dalle leggende, dalle parole dimenticate, dai silenzi che abitano i vicoli, i porti, le case chiuse a chiave da tempo. Non ci sono capitoli lunghi né pause forzate. Si può aprire il libro a caso, leggere una storia e richiuderlo. O leggerle tutte, una dopo l’altra, come si fa con le voci che non vogliono tacere.
Luciano Varnadi Ceriello è scrittore, narratore, cantautore e insegnante, laureato in Lettere moderne. La sua carriera artistica si distingue per l’originalità del linguaggio e l’incrocio tra musica, parola e performance. Ha pubblicato numerose opere tra narrativa, progetti sinestetici e testi musicali. La produzione di Ceriello si estende anche alla musica e alla performance, con progetti che reinterpretano opere classiche in chiave contemporanea e testi che trasformano melodie famose in racconti cantati. Tar dà ragione al Comune di Acerra: la Regione Campania deve bonificare diversi siti
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Commissioni regionali, conto alla rovescia: equilibrio politico e nodi irrisolti alla vigilia del debutto della giunta Fico
La partita delle commissioni consiliari regionali dovrebbe arrivare a una definizione già nel corso di questa settimana, consentendo così al Consiglio regionale di avviare i lavori senza ulteriori rallentamenti. L’obiettivo è arrivare preparati alla prima seduta ufficiale dell’assemblea, in programma per mercoledì prossimo, quando il governatore Roberto Fico presenterà formalmente la nuova giunta in aula.
La priorità politica è una sola: sbloccare rapidamente l’iter della Finanziaria regionale per uscire dal regime di esercizio provvisorio del bilancio. Il traguardo indicato è la metà di febbraio. In caso contrario, il rischio è quello di prolungare una fase di paralisi che, ad oggi, sta già creando disagi concreti: diversi assessori non hanno ancora una sede operativa a Palazzo Santa Lucia, interessato da lavori, e non sono nelle condizioni di costituire i propri staff. Anche la giunta, dopo un primo incontro informale, non si è ancora riunita ufficialmente.
Il nodo delle commissioni
Nel frattempo sembra definitivamente archiviato lo schema iniziale che prevedeva tre presidenze al Partito Democratico, due al Movimento 5 Stelle, due alla lista “A testa alta” e una ai Socialisti. Il nuovo assetto, ancora in fase di limatura, ridurrebbe le presidenze a una per ciascun gruppo, con l’unica eccezione del Pd che conserverebbe tre commissioni. Avrebbero quindi una presidenza ciascuno M5S, renziani, Socialisti, lista Fico e area deluchiana. Resterebbero fuori Avs e il gruppo legato a Clemente Mastella, che però potrebbe ottenere una compensazione più avanti: per il figlio Pellegrino, eletto consigliere, si profila la delega del governatore alle Aree interne.
Il quadro resta fluido anche perché non è stato ancora chiarito quali commissioni verranno assegnate ai singoli gruppi, tema che finora non è stato affrontato nelle interlocuzioni informali tra i partiti.
Una certezza riguarda il Pd, intenzionato a puntare su due donne – Loredana Raia e Bruna Fiola – per la guida di altrettante commissioni, nel tentativo di correggere l’immagine di un partito poco attento alla valorizzazione della rappresentanza femminile, nonostante sia guidato a livello nazionale da una donna e rappresenti il gruppo più numeroso della maggioranza.
Le commissioni “pesanti” e le tensioni
Lo scontro vero resta sulle commissioni strategiche: Bilancio (seconda), Urbanistica-Lavori Pubblici-Trasporti (quarta) e Sanità (quinta). Sulla quarta si concentra l’offensiva dell’area deluchiana, che punta alla riconferma di Luca Cascone oppure, in alternativa, alla candidatura di Gennaro Oliviero, pronto a rinunciare anche alla guida del gruppo “A testa alta”.
La stessa commissione è ambita anche da Nino Simeone, espressione della lista Fico presidente, ma il suo nome incontra resistenze sia tra i deluchiani sia in una parte del Pd. In gioco c’è anche la vigilanza sul progetto della nuova sede della Regione, fortemente voluto dall’ex governatore Vincenzo De Luca, iniziativa alla quale Simeone è apertamente contrario e che lo rende inviso a chi lo considera politicamente vicino al sindaco Gaetano Manfredi.
Sulla Sanità, invece, emergono perplessità sulla possibile riconferma di Vincenzo Alaia (Casa Riformista), a causa della sua posizione giudiziaria legata a un’inchiesta su presunti concorsi irregolari all’Asl di Salerno. Infine, anche la commissione Bilancio, la cui delega fa capo direttamente al governatore Fico, è oggetto di attenzioni e rivendicazioni sia da parte dell’area deluchiana sia del Pd.
Gli adempimenti istituzionali
Intanto il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi ha insediato la Giunta delle elezioni, composta dall’Ufficio di Presidenza e integrata da un rappresentante per ciascun gruppo consiliare. L’organismo dovrà procedere alla verifica dei titoli di ammissibilità degli eletti, nel rispetto della normativa vigente, segnando uno dei primi atti formali della nuova legislatura.
Villa dei Fiori, soccorritore segnala criticità: “Paziente svenuto senza intervento”
Un episodio che solleva interrogativi sul funzionamento dei protocolli di assistenza nei Pronto Soccorso arriva da Acerra. A segnalarlo è l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che ha raccolto la testimonianza di un autista soccorritore in servizio presso l’ospedale Villa dei Fiori.
Secondo quanto riportato, un paziente già sottoposto a triage e in attesa nella sala del Pronto Soccorso avrebbe accusato un malore improvviso, perdendo i sensi. Il paziente, viene precisato, non era stato trasportato dal 118 ma si trovava regolarmente in sala d’attesa dopo la valutazione iniziale.
L’operatore del servizio di trasporti secondari, accortosi dell’accaduto, avrebbe immediatamente segnalato l’emergenza al personale sanitario presente. La risposta ricevuta, sempre secondo il racconto, sarebbe stata che l’intervento in sala d’attesa non rientrava nelle competenze del personale infermieristico.
Una circostanza che avrebbe spinto il soccorritore a intervenire direttamente, accompagnando il paziente all’interno del reparto per consentire l’assistenza medica. Un’azione compiuta, a suo dire, in assenza di un incarico formale e in un clima di forte tensione, con presunte minacce verbali e richiami a non oltrepassare il proprio ruolo.
La segnalazione mette l’accento su un aspetto delicato: le aree di attesa dei Pronto Soccorso ospitano pazienti già presi in carico dal sistema sanitario e, proprio per questo, dovrebbero garantire sicurezza e monitoraggio adeguati.
Nessuno Tocchi Ippocrate evidenzia come l’episodio non sarebbe isolato e chiede che la Direzione dell’ASL competente avvii verifiche puntuali sulla gestione delle emergenze, sul rispetto dei protocolli e sulle responsabilità operative. Resta ora da chiarire la reale dinamica dei fatti e se vi siano state omissioni o criticità organizzative.
Frode, Finanza fa scattare il sequestro della società della star di Tiktok
CASALNUOVO DI NAPOLI – Un’indagine della Procura della Repubblica di Nola ha portato al sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale di una società di Casalnuovo di Napoli attiva nel commercio di telefoni cellulari ed elettrodomestici, riconducibile al tiktoker Angelo Napolitano, volto noto dei social per la promozione di Napolitano Store.
L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, in forza di un decreto del GIP del Tribunale di Nola, per un valore complessivo di 5.740.561 euro.
Secondo gli inquirenti, l’attività commerciale avrebbe fatto leva anche sulla visibilità garantita da TikTok, pubblicizzando cellulari e televisori a prezzi estremamente competitivi, attirando una vasta platea di consumatori. Dietro la crescita dell’attività, però, sarebbe stato messo in piedi un meccanismo fraudolento.
Le indagini hanno infatti rilevato un incremento esponenziale del fatturato, salito da 2,2 milioni di euro nel 2017 a oltre 20,8 milioni nel 2023, ritenuto non compatibile con i versamenti fiscali effettuati. In particolare, sarebbe emersa la pratica di vendite “in nero” a privati, coperte da fatture fittizie emesse senza IVA grazie all’uso del reverse charge tramite società “cartiere”.
In questo modo, le vendite al dettaglio, che avrebbero dovuto scontare l’aliquota IVA ordinaria, venivano mascherate come operazioni all’ingrosso, con una sistematica evasione d’imposta.
Un ulteriore elemento emerso riguarda le modalità di vendita dei cellulari, proposti a prezzi inferiori rispetto a quelli della Grande Distribuzione Organizzata e delle stesse case produttrici, ma solo con pagamento in contanti. Al cliente veniva rilasciata una bolletta priva di validità fiscale, simile a uno scontrino, contenente il codice IMEI del telefono, utilizzata internamente per il controllo delle giacenze, delle vendite e per eventuali sostituzioni.
Il procedimento trae origine da un primo sequestro preventivo eseguito il 17 settembre scorso, quando furono colpiti sia la società sia il legale rappresentante. In quella fase venne sequestrato anche uno yacht di 16,5 metri, intestato formalmente a terzi ma nella disponibilità dell’indagato. La misura era stata confermata dal Tribunale del Riesame.
Il fatto che l’attività sia proseguita anche dopo il primo sequestro ha portato la Procura a richiedere e ottenere un sequestro impeditivo dell’intera azienda, ritenuta strutturalmente orientata alla produzione di profitti illeciti attraverso reati tributari.
Anche in questo caso, viene precisato che il provvedimento adottato è cautelare, soggetto a impugnazione, e che gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a eventuale condanna definitiva.

