Autore dello sversamento abusivo stanato a Casoria grazie ad una ricetta medica

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CASORIA. È costata cara ad un cittadino di Casoria la “leggerezza” di gettare una ricetta medica insieme ai tanti rifiuti che ha abbandonato in via Fosso del Torricchio, strada periferica a due passi dalla Circumvallazione Esterna.

Le Guardie Ambientali del Comune di Casoria si sono recate, infatti, sul posto dopo lo sversamento abusivo alla ricerca di elementi utili all’identificazione dell’autore. In assenza di filmati, gli operatori hanno proceduto con un sistema classico, ma di certo non meno meticoloso. Sono state aperte, infatti, le buste che il responsabile aveva accatastato al margine della strada ed in una di esse c’era la famosa ricetta medica che ha portato alla sua immediata identificazione.

L’uomo è stato dunque identificato ed è scattata l’inevitabile multa. Si tratta dell’ennesima sanzione scattata in questo periodo di grande lavoro su questo fronte per le Guardie Ambientali e per gli agenti, con la regia dell’assessore all’Ambiente Marianna Riccardi.

“Chi inquina deve capire che a Casoria, prima o poi, si viene individuati e multati. Fermeremo gli sversamenti abusivi con ogni mezzo, sia tecnologico che tradizionale” ha dichiarato il sindaco Raffaele Bene.

 

“In queste settimane stiamo concentrando il massimo degli sforzi sia sul decoro urbano che sulla lotta ai reati ambientali. Voglio complimentarmi con tutti coloro che si stanno impegnando su questo fronte per i risultati già ottenuti, ma la strada da fare resta lunga” ha evidenziato l’assessore al ramo Marianna Riccardi.

Ipercoop ed ex Auchan, Auriemma (M5S): «C’è la cassa integrazione, licenziamenti scongiurati»

Salvati per il momento 150 posti di lavoro durante la riunione al ministero   

 

L’incontro in video call con i responsabili del ministero del Lavoro si sta ancora svolgendo. Nel frattempo la deputata del Movimento Cinque Stelle, Carmela Auriemma, ha dato la notizia che tutti speravano in questa fase molto delicata: c’è un nuovo provvedimento di cassa integrazione per i 150 lavoratori dell’Ipercoop di Afragola e dell’ex Auchan di Nola, gli ipermercati chiusi un anno e mezzo fa dalla società di gestione, la GDM di Casalnuovo, che ha poi avviato la procedura di licenziamento per tutti i dipendenti rimasti inattivi.

Il deputato Auriemma

« C’è la proroga della cig per lavoratori Ipercoop Napoli – ha dichiarato la esponente del Movimento Cinque Stelle – il tavolo convocato oggi al ministero del Lavoro sulla vertenza dei 155 lavoratori Ipercoop di Afragola “si e’ chiuso con un importante risultato, sul cui raggiungimento il M5s aveva piu’ volte sottolineato l’urgenza: la proroga della cassa integrazione, scaduta il 31 dicembre scorso, fino a luglio 2024 ». « E’ certamente un passo avanti per questi lavoratori e le loro famiglie, ma non basta – ha dichiarato Auriemma – Nei giorni scorsi, insieme a 16 colleghi del Movimento, ho inviato al ministro Urso una lettera chiedendo l’apertura di un tavolo al Mimit dove coinvolgere le rappresentanze sindacali, i potenziali investitori e la proprietà dell’immobile per favorire l’individuazione di una soluzione che determini la rivitalizzazione del sito commerciale e, di conseguenza, il mantenimento dei livelli occupazionali». Sull’apertura dello stesso tavolo, il ministero di via Veneto si era detto disponibile il 12 gennaio scorso rispondendo alla Camera proprio a una interpellanza del Movimento. «Ora – l’appello di Auriemma – si passi dalle parole ai fatti. Non c’è piu’ tempo da perdere».

Tragedia a Cicciano, 500L si ribalta: muore 22enne, gravi i due amici

CICCIANO – Tragedia della strada a Cicciano.

Un ragazzo di 22 anni, Maurizio Napolitano, residente nel rione Gescal di Cicciano è morto in in un incidente stradale verificatosi in via Tavernanova a Cicciano. Feriti anche i due amici che erano con lui in auto.

La Fiat 500 condotta dal povero Maurizio si è ribaltata non lasciando scampo al conducente. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il giovane è morto sul colpo e la salma è già stata trasferita all’istituto di medicina legale del Secondo Policlinico per l’autopsia.

Gli amici sono ricoverati all’ospedale di Nola in prognosi riservata.

Biblioteche di Pomigliano: impiegati della fondazione Imbriani da 7 mesi senza stipendio

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L’allarme è stato lanciato dalle opposizioni politiche di Per e Rinascita  

 

 

Sono senza stipendio da sette mesi, dal luglio del 2023, gli otto impiegati delle biblioteche di Pomigliano, lavoratori che dipendono dalla fondazione Vittorio Imbriani, una fondazione completamente controllata dal Comune. Si tratta di personale impegnato nel funzionamento delle biblioteche comunali ubicate al corso Vittorio Emanuele e al corso Umberto, nel vecchio centro cittadino.

La fondazione Imbriani è però assillata da una situazione debitoria che si trascina da tempo. Per fare un esempio i lavoratori in questione non ricevettero lo stipendio già una prima volta, per un anno intero, dall’agosto del 2022 al luglio del 2023. Si rivolsero allora a un avvocato per tentare di ottenere gli arretrati, che ammontavano a circa 64mila euro. Nello stesso luglio del 2023 il consiglio comunale dovette quindi approvare il riconoscimento di un debito fuori bilancio per corrispondere i salari arretrati. Emolumenti che infine furono versati ai lavoratori.

La nuova crisi

Ora però si sta ripetendo la stessa situazione dell’anno scorso. Nonostante l’aggiustamento deciso dal Comune nell’estate scorsa i salari sono di nuovo bloccati, da mesi, e il credito vantato dai lavoratori nei riguardi del Comune sta nuovamente crescendo. Impiegati che peraltro versano in condizioni economiche davvero precarie.

“Stiamo segnalando da più di un mese all’amministrazione comunale questa brutta situazione che si sta ripetendo in fotocopia”, l’appello dei consiglieri di opposizione Marco Iasevoli (PER) e Vito Fiacco (Rinascita). Nella seduta del consiglio comunale che nel luglio del 2023 portò a una prima soluzione, quella della corresponsione degli arretrati 2022-2023, l’indirizzo politico della maggioranza retta dal sindaco Raffaele Russo fu di trasferire servizi e personale della fondazione Imbriani alla fondazione Officina delle Culture. Un passaggio questo che, in base alle intenzioni, avrebbe dovuto mettere la parola fine alla fondazione Imbriani e a tutti i problemi economici ad essa connessi. Ma questo passaggio non è stato ancora concretizzato.

Rapina choc a Mariglianella, colpito e minacciato con pistola per soldi: presi giovanissimi di Brusciano

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BRUSCIANO – Rapinano colpendo la vittima con una cintura e puntando un’arma. Carabinieri eseguono misura a carico di 2 giovani
I Carabinieri della stazione di Brusciano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Nola, su richiesta della locale Procura, a carico di G.C. e A. C., due ragazzi del luogo, rispettivamente di 21 e 19 anni, pregiudicati.

I due giovani sono ritenuti gravemente indiziati di concorso in rapina e detenzione e porto di armi da sparo in luogo pubblico, reati commessi nel comune di Mariglianella il 6 novembre 2023.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Nola, i due avrebbero minacciato un uomo, pretendendo il marsupio all’interno del quale era custodito il suo portafogli.
A quel punto il 19enne lo avrebbe colpito con una cintura per pantaloni, mentre l’altro, tenendo la vittima per le spalle, gli avrebbe puntato una pistola contro.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della vittima e sostenute dall’analisi delle immagini di video-sorveglianza e dalle testimonianze raccolte, hanno consentito di individuare e identificare i due rapinatori, che sono stati associato presso il carcere di Napoli Poggioreale.
I destinatari della misura cautelare, allo stato, sono solamente indiziati di delitto, e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

A Sanremo Geolier ha avviato una rivoluzione o ha fatto “n’asciuta ‘nquinta”?

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Le soluzioni adottate da Geolier nello scrivere la lingua napoletana della canzone “I p’ me t’ p’ te” presentata a Sanremo hanno provocato le dure reazioni, tra gli altri, di Maurizio De Giovanni- “è uno strazio” – e di Angelo Forgione “Mi è apparso San Gennaro sanguinante in croce”. Quel che Agostino Palomba ha detto sul destino della lingua napoletana. “N’asciuta ‘nquinta” la fa l’attore che irrompe sulla scena per uno “sfogo improvviso”.

 

Il napoletano è una lingua complicata, nei significati e nelle forme. Molti anni fa, quando a Ottaviano si svolgevano le sedute del Premio di poesia dialettale “Salvatore Di Giacomo”, ho assistito alle illuminanti discussioni che suggerivano a Francesco D’Ascoli, a Vittorio Paliotti, a Caravaglios e a Nicola De Blasi i problemi di lessico e di grafia sollevati dai testi. E decenni dopo Salvatore Palomba, l’autore di “Carmela “ e di “Amaro è ‘o bene” faceva notare, come Francesco D’Ascoli, che i giornali non pubblicano più i testi delle canzoni “napoletane” e la scuola e i libri di testo, anche quelli pubblicati a Napoli e adottati dalle scuole napoletane, non fanno conoscere ai ragazzi le poesie di Di Giacomo e passi delle commedie di Viviani e di Eduardo.” Ognuno scrive a modo suo e il napoletano può diventare incomprensibile, perché diventa una lingua che si parla in un modo e si scrive in un altro e, se non ci sono dei canoni condivisi, diventa difficile da decifrare
”. E questa “sentenza” di Palomba farà certamente piacere a Geolier. Palomba sosteneva che la lingua napoletana, essendo soprattutto una lingua “parlata”, si modifica con una certa rapidità e la televisione fa in modo che il lessico e anche la grafia siano sottoposti a una seria italianizzazione. Del resto, lo stesso Viviani, che pure non apprezzava il “napoletano” di Di Giacomo, colorava di “italiano” certi significativi passaggi delle sue commedie quando venivano rappresentate nei teatri del Nord. Oggi tutto questa italianizzazione diventa di giorno in giorno più marcata, perché anche i popolani dei vicoli di Napoli cercano di usare parole dell’ “italiano” per una specie di emancipazione linguistica: sono assai lontani i tempi in cui anche i signori dei piani alti parlavano non solo l’italiano, ma anche il napoletano. Palomba riconosce però che a Napoli e nel suo territorio ci sono “isole” in cui la lingua napoletana non solo sopravvive, ma conserva la capacità di evolversi: “Le mie canzoni, la mia lingua, la capiscono tutti quanti, la capiscono i ragazzi di Scampia e di ogni quartiere di Napoli, magari non la sanno parlare, la scrivono in un altro modo, però è la lingua napoletana che si parla ancora oggi. Quando avevo una rubrica su «Il Mattino» dedicata alla poesia e alla lingua napoletane, feci una notazione che mi sembrava molto interessante su “avere ed essere”. In napoletano non usiamo il verbo avere, lo usiamo solo come ausiliare, e questo mi sembra più preciso, perché se dici: « “Iio ho sonno»,” mica poi possiedi il sonno? In napoletano, tu dici tutt’al più: «“Mme moro ’e suonno»” oppure: «“Ttengo famme»”, è un “tengo” come quello degli spagnoli, cioè indica un possesso momentaneo, una sensazione, che risulta più precisa dell’espressione relativa in italiano”.La posizione della studiosa di musica Simona Frasca è molto più vicina a quella del linguista napoletano Nicola De Blasi che, nei giorni scorsi, si è schierato in difesa dell’oralità del testo: «La questione della lingua in musica è cosa che si comprende nel momento in cui ci rendiamo conto che la canzone, in generale, come forma musicale moderna “codifica” un linguaggio del presente, della contemporaneità». Insomma, secondo Simona Frasca, il brano di Geolier, che piaccia o no, è capace di intercettare una comunità di ragazzi che ascoltano, apprezzano e condividono questa modalità comunicativa. In realtà tutta la polemica pare male impostata. Certo, la lingua napoletana si è modificata nel tempo, e quella di Di Giacomo è chiaramente diversa dalla lingua di Ferdinando Russo: ma non nella sua vera sostanza e nella sua interezza: lo stesso corredo di conoscenze linguistiche consente di capire con precisione non solo i due grandi poeti dell’’800, ma anche il napoletano del ‘900, quello di Edoardo, di Totò, delle canzoni. Si modificano il significato di alcuni vocaboli e modi di dire, qualche struttura sintattica e nessi fonetici e grafici anche significativi, ma tutto il sistema conserva in misura importante chiarezza e coerenza. Il lessico e la scrittura della lingua usata da Geolier sono invece vistose le lacerazioni del corpo della lingua napoletana, e non si sa quale sia l’obiettivo dell’autore, fare solo rumore o avviare una vera rivoluzione, “n’’asciuta ‘nquinta”. E nel campo linguistico i colpi di mano si sa quando incominciano, ma non si sa quando e come finiscono.

 

 

 

Disponibilità sale evento PD per Stellantis Pomigliano: la smentita dell’assessore comunale Romano

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Pomigliano
« In merito all’articolo pubblicato sul vostro sito a firma di Pino Neri, dal titolo “Il PD per Stellantis Pomigliano: sabato c’è Manfredi”, in cui si sostiene che il Partito Democratico, attraverso il commissario della sezione locale di Pomigliano, Giuseppe Annunziata, avrebbe dichiarato di non aver ricevuto risposte positive dal Comune riguardo alla disponibilità di alcune sale comunali per un evento, si rende necessaria una smentita ufficiale.
In particolare, l’Assessore al Patrimonio del Comune di Pomigliano d’Arco, Elvira Romano, chiarisce la situazione smentendo quanto riportato nell’articolo. L’Assessore Romano conferma di aver avuto più conversazioni con Felice Romano, rappresentante del PD di Pomigliano, comunicando la valutazione in corso sull’eventuale disponibilità dell’Aula Consiliare per l’evento in questione. A causa di problemi tecnici, l’Aula Consiliare non si è resa disponibile, pertanto si è proceduto con la verifica di altre sale comunali come possibile alternativa. L’Assessore Romano tiene a specificare che, dopo aver comunicato personalmente la situazione a Felice Romano nella mattinata odierna (8 febbraio 2024 ndr), ha ricevuto conferma che il PD aveva già optato per una soluzione alternativa, scegliendo una sede privata per l’organizzazione dell’evento. È importante precisare dunque che il Comune di Pomigliano d’Arco aveva avviato le procedure per offrire una soluzione adeguata alle richieste del Partito Democratico. La decisione di optare per una sede alternativa è stata presa dal PD prima di ricevere la comunicazione definitiva sulla disponibilità delle sale comunali ».
Risponde il giornalista Pino Neri:  faccio sapere di aver soltanto riportato quanto riferito dai responsabili del PD circa la difficoltà nel reperire una sede comunale per l’evento Stellantis. Ho chiesto anche ulteriori chiarimenti a Felice Romano, delegato dal partito al reperimento dei locali, che ha dichiarato quanto segue: « Il PD ha protocollato al Comune di Pomigliano la richiesta di una sala comunale sin da lunedì. Ma la disponibilità di una sala pubblica da parte del Comune ci è giunta tardi, soltanto intorno alle 17 di giovedì 8 febbraio, con l’offerta del salone alla Feltrinelli, quando ormai il partito aveva già organizzato tutto ed aveva pubblicizzato la manifestazione con i nomi dei partecipanti e quando ormai il nostro evento era già stato reso noto dall’articolo del Mediano »  

Somma Vesuviana, mensa scolastica: riceviamo e pubblichiamo la replica della RI.CA.

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ufficio legale  dalla società RI.CA. S.r.L. in replica all’articolo da noi pubblicato “ Somma Vesuviana, questione mensa, lettera in redazione”

 

Gentile Redazione

Siamo sgomenti e sviliti per l’articolo pubblicato dalla Vs. testata giornalistica, in data 6 febbraio 2024, con il titolo “ Somma Vesuviana, questione mensa, lettera in redazione” e diffuso attraverso i social, fortemente lesivo nei confronti della nostra società RI.CA. S.r.L..

Mentre il nome della nostra società viene riportato a caratteri cubitali senza esitazioni, sarebbe stato quanto meno opportuno ed equo che gli autori svelassero la loro identità, in quanto dietro l’anonimato si potrebbe nascondere l’interesse di una ditta concorrente, di un mitomane oppure di soggetti che abbiano il solo scopo di denigrare.

Tutto ciò premesso, veniamo ai fatti precisando che:

  • la Ri.ca. non è un ente ma una società privata che in qualità di vincitrice di una gara di appalto è il gestore del servizio di refezione scolastica.
  • Il compito di stabilire il funzionamento e la pianificazione del servizio presso gli istituti scolastici, spetta all’ente appaltante l’amministrazione comunale di Somma Vesuviana. Alla quali regole, in relazione anche al capitolato di appalto, siamo tenuti a sottostare.
  • il menù, che seguiamo scrupolosamente, è stilato in base alle tabelle dietetiche dell’Asl di riferimento, anche in relazione alle potenziali allergie o intolleranze alimentari (da dimostrare con certificato medico) o alle necessità culturali o religiose.
  • Il core business dell’azienda è per il 70 per cento rivolto alla preparazione dei pasti per i bambini in età scolare, pertanto siamo molto attenti alla salute dei bambini, precisiamo che spesso ci troviamo a dover contrastare le cattive abitudini alimentari degli stessi bambini .
  • Il numero dei pasti che giornalmente consegniamo è quello ci viene indicato ed autorizzato dal Comune A titolo meramente informativo, ci teniamo a precisare che in genere provvediamo ad aumentare il numero di qualche pasto in più per sopperire ad eventuali imprevisti.
  • Siamo un’azienda certificata pertanto selezioniamo fornitori altrettanto qualificati ed acquistiamo materie prime di qualità per consentire al consumatore una maggiore garanzia.
  • Le aziende del nostro settore, in particolare aziende come la nostra che forniscono pasti a fasce deboli quali bambini, anziani, malati sono costantemente controllate dagli organi preposti.

Come azienda, fortificati dagli anni di esperienza in molte mense del territorio campano e in altre regioni d’Italia –  cogliamo questa occasione per ringraziare pubblicamente tutto il nostro personale, che ogni giorno dà il massimo per tenere alto il nome di RI.CA.-  il nostro compito, secondo i dettami delle amministrazioni comunali e dell’Asl che siamo tenuti a rispettare,  è quello di  creare un circolo virtuoso nel mondo della ristorazione scolastica all’insegna della sostenibilità per garantire pasti di qualità preparati in base ai principi della sana alimentazione.

Poiché siamo certi di aver sempre garantito un buon servizio e rispettato tutte le norme prescritte, nonostante le complicazioni che giornalmente si presentano, consapevoli che ci sono margini di miglioramento.

Rigettiamo e contestiamo in toto quanto riportato dalla lettera che sarà vagliata nelle sedi opportune.

Disponibili ad un confronto pubblico attendiamo una rettifica.

Porgiamo Cordiali saluti

RI.CA. S.r.L.

(fonte foto: rete internet)

 

Sgomberi delle case a Caivano, scatta la protesta: la gente si riversa nelle strade

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Gli occupanti abusivi del parco Verde iniziano la mobilitazione di piazza  

 

Centinaia di alloggi occupati abusivamente da tempo immemore nel parco Verde di Caivano e che lo Stato vuole sgomberare tra un mese. Gli avvisi di sfratto con i tempi che dettano l’abbandono forzato delle case sono stati consegnati dalle autorità locali alle famiglie che abitano questi alloggi ubicati in quello che è uno dei tanti insediamenti ultrapopolari e super degradati della provincia di Napoli.

Si calcola che siano tra le 400 e le 450 le persone che dovranno andare via, anche donne, anziani, bambini, persone affette da malattie e disabilità. Tutta gente che ovviamente non vuole starsene con la mani in mano ora che la situazione si fa sempre più tesa. Oggi pomeriggio gli occupanti sono quindi scesi in strada. Stanno manifestando contro gli sgomberi davanti alla chiesa di San Pietro Apostolo, la parrocchia di don Maurizio Patriciello. Proprio stamattina don Patriciello ha espresso le sue perplessità circa il piano di sfratto. “Come si può mandare via tutte queste persone ? Che destino sarà loro riservato ?”, le parole del sacerdote che da sempre sta lottando contro le condizioni di sottosviluppo di questo insediamento realizzato negli anni Ottanta con i fondi della ricostruzione post terremoto. Un conglomerato divenuto col tempo un vero e proprio fortino della camorra del traffico di droga, così come lo sono tutti gli altri insediamenti del popolari del post terremoto di Napoli e della sua area metropolitana.

Somma, studenti assenti da lunedì dopo trasloco: il nodo del trasporto gratis per farli rientrare

Somma Vesuviana. Protesta delle mamme dei ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado del plesso De Matha dopo il trasferimento delle classi nel plesso di Piazza Vittorio Emanuele III.  Arriva il chiarimento da parte del Comune sulle modalità di attivazione del servizio trasporti gratuito per gli studenti coinvolti nello spostamento.  

Da lunedì 5 febbraio i ragazzi della scuola media collocate all’interno del plesso De Matha mancano in classe. Il motivo di questa assenza di massa è la situazione di disagio che si è venuta a creare per le loro famiglie dopo la notizia dello spostamento degli studenti nella sede di Piazza Vittorio Emanuele III. La causa di questo trasferimento è la necessità di ristrutturare i locali dell’edificio scolastico che ospiteranno temporaneamente i piccoli allievi della scuola dell’infanzia. In particolare, diverse mamme hanno manifestato la loro difficoltà ad accompagnare i propri figli a scuola essendo ora lontana da casa e non essendo loro automunite. Per questo motivo, dopo una prima riunione a Settembre con l’amministrazione comunale e le autorità scolastiche, i genitori degli studenti hanno chiesto la possibilità di ottenere dal Comune un trasporto gratuito aggiuntivo che potesse ovviare al problema.

Purtroppo, non essendo ancora stato attivato dal Comune il servizio il giorno 5 febbraio, data in cui è avvenuto il trasferimento, le mamme hanno scelto di opporre il proprio dissenso con l’assenza dei propri figli a scuola, chiedendo risposte immediate all’amministrazione in modo da permettere in tempi brevi il rientro in classe dei ragazzi. La scuola e, in particolare, la Dirigente Rosa Liguoro hanno offerto il pieno sostegno alle famiglie e agli studenti, garantendo loro aule confortevoli, ritinteggiate con colori come l’arancione (simbolo di gioia e produttività) e azzurro (che rappresenta la serenità), nonché spostando gli uffici di segreteria all’interno del Comune, così da creare nuovi spazi per i ragazzi.

Questa mattina ai microfoni di IlMediano.it l’Assessore alla pubblica istruzione Rosalinda Perna e il Sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, hanno rilasciato una breve intervista per fornire delucidazioni in merito alla spiacevole vicenda. In primo luogo, l’Assessore Perna ha dichiarato: «Parlo anche a nome dell’Assessore ai trasporti Rosanna Raia, per avviare il servizio navetta aggiuntivo per i ragazzi delle scuole del territorio c’è un iter burocratico da seguire, senza il quale non è possibile provvedere e far fronte alle esigenze dei genitori. C’è bisogno, soprattutto, di una documentazione specifica contenente la lista degli studenti che hanno bisogno del trasporto a scuola e di un dialogo con le famiglie per stabilire i punti di raccolta da cui partirà l’autobus. Noi al momento non abbiamo ricevuto nessuna richiesta scritta da parte delle mamme e quindi non abbiamo potuto attuare il servizio».

Successivamente, il Sindaco Di Sarno ha affermato: «Siamo addolorati per questa situazione, causata principalmente da un errore di comunicazione tra le parti in causa.  Questi trasferimenti, a cui sono chiamati anche la scuola dell’infanzie e la scuola primaria, sono necessari per la realizzazione dei lavori di modernizzazione e messa in sicurezza degli istituiti scolastici sommesi previsti per i prossimi tre anni grazie ai finanziamenti ottenuti dal Comune. Il nostro auspicio è di aver aperto una strada verso una effettiva risoluzione del problema e che presto i ragazzi possano tornare a scuola per continuare il loro percorso formativo e di apprendimento».