Agricoltori in presidio da giorni all’ingresso di Acerra: “Le nostre ragioni”

Acerra – Prosegue la protesta degli agricoltori di Acerra, in presidio nei pressi del centro commerciale “Le porte di Napoli” della vicina Afragola ormai da giorni.

Decine i trattori posizionati sul ciglio della carreggiata stradale e sulle isole spartitraffico, anche di notte, per portare all’attenzione dei residenti le ragioni della protesta.

Siamo stati ricevuti dal prefetto di Napoli – spiega Filippo Di Marco, uno degli agricoltori – gli abbiamo consegnato le nostre richieste da avanzare al governo nazionale, e lunedì siamo pronti a marciare con i nostri mezzi nel capoluogo campano”. Gli agricoltori acerrani sottolineano che l’assenza di dazi doganali sull’importazione straniera li penalizza, così come i protocolli di coltivazione, “che anche se ci consentono di garantire prodotti sani, non ci difende dalla concorrenza estera”.

“E’ necessario da parte del governo – aggiungono – promuovere il consumo dei nostri prodotti”. Gli agricoltori chiedono, tra l’altro, la promozione di formazione del personale specializzato nel settore agricolo, anche con l’esenzione dei contributi previdenziali per i giovani. “Continueremo il presidio fino a quando sarà necessario – concludono – dopo Napoli marceremo per Roma insieme agli altri agricoltori d’Italia”.

E Matilde Serao pensava che nemmeno a Carnevale i Napoletani riuscissero a mascherarsi

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La Serao pubblicò “Il Paese di Cuccagna” nel 1890, a puntate, sul “Mattino”: il tema del libro è il racconto di quanto sia rovinoso per tutte le classi sociali di Napoli il gioco del lotto e quanta malizia alimenti in chi ha deciso di esercitare il mestiere di usuraio. Napoli vive in modo particolare il Carnevale e “detta” alla scrittrice un capitolo importante del libro. Scrisse Pietro Pancrazi:” Tra cento anni, quando non si sapesse più nulla di Napoli, questo libro basterebbe a resuscitarla”.

 

Già nel “Ventre di Napoli” Matilde Serao aveva scritto che il popolo di Napoli, “che è sobrio”, verrà corrotto non dall’acquavite, ma dal gioco del lotto. E il veleno di questo gioco si insinua nella mente e nel cuore dei Napoletani, e li smaschera. Don Gennaro Parascandolo, l’usuraio, ha prestato denaro ad usura anche a chi allestisce i carri del Carnevale e in questi giorni di festa ha aggiunto “alla sua collezione di cambiali preziosi autografi principeschi”: e mentre passeggia per Toledo, lo salutano “da cento balconi i suoi clienti passati, presenti e futuri”. E non c’è pugno di coriandoli lanciati in quei giorni la cui provenienza e la cui dispersione non lo interessi. Il verismo della Serao riesce non solo a non essere impersonale, come quello di Verga (anche quello di Verga aspetta di essere definito in modo più preciso), ma porta l’attenzione della scrittrice nelle pieghe degli sguardi e delle parole e la sollecita a svelare e a raccontare. Carmela la sigaraia, appostata all’angolo di un vicolo, guarda i carri e le carrozzelle che passano “con i suoi occhi bistrati, con una mossa impaziente della bella bocca fresca, l’unico lineamento ancora giovanilmente fresco nel volto consumato”. I particolari ci dicono che la donna non è serena, che si accorge dei coriandoli solo perché dai balconi gli cadono addosso e suscitano in lei il fastidio e un breve sorriso: “faceva solo un picciol moto per pararsi e si ripuliva la faccia con un angolo dello scialle”. I moti della donna e la sapiente struttura della prosa ci dicono che Carmela non sta lì per caso, aspetta qualcuno: aspetta di veder passare “il suo eterno fidanzato, detto Farfariello,” che sta in carrozza, con quattro amici, “con vestiti e cappelli uguali”: e per comprare cappello e vestito al suo Farfariello  Carmela ha dovuto rivendere casseruole di rame, un cassettone e fiori artificiali sotto una campana di vetro, “roba tutta che ella conservava per il suo matrimonio” e che aveva comprato “ a furia di stenti”. Ma non aveva saputo dire di no, quando lui aveva chiesto le quaranta lire per comprare vestito e cappello, e aveva insistito “perché si disperava di far cattiva figura con i compagni” e lei non voleva sentirlo bestemmiare, per paura. E alla fine era riuscita anche a sentirsi contenta, perché lui le aveva promesso di portare al Campo, in un’osteria, lei e la madre, l’ultima domenica di carnevale, a patto che “facesse un ambo asciutto”: e Carmela, il sabato, “tutta gloriosa di questa fantastica promessa”, era scesa in strada, dopo aver “rinchiuso nel core la sua amarezza, in quel giorno di festa carnevalesca, sciattata come una poveraccia, col treccione nero che si disfaceva sul collo, senza un soldo in tasca”. Potente e molto lontana dai canoni del verismo l’immagine dell’amarezza “rinchiusa” nel cuore: non cancellata, non dissolta, ma nascosta in un “luogo” da cui sarà fatta uscire se è necessario. La Serao descrive Farfariello guardandolo con gli occhi di Carmela: egli sta “altieramente” seduto in carrozza”, fumando un sigaro napoletano, col vestito e col cappelletto nuovo sull’orecchio, con l’aria di superba indifferenza che è la caratteristica del guappo, e dell’aspirante guappo. Carmela, stordita dai clamori di quel pomeriggio “in cui l’allegrezza napoletana prendeva proporzioni epiche”, vede le carrozze, i carri, le maschere di Napoli, Pulcinella, il Tartaglia, il Don Nicola, Columbrina, Barilotto, il Guappo, la Vecchia. E in una carrozza vede scendere da Toledo un carro assai originale, che suscita “una risata colossale”: è un grande letto borghese, con baldacchino aperto, “dove sulla parete erano attaccate le immaginette della Madonna, e i santarelli protettori”: nel letto stavano coricate “due persone, con due enormi teste di cartone, raffiguranti un vecchione e una vecchiona, con la cuffia, due vecchioni leziosi, smorfiosi, che faceano mille cenni con le grosse teste, che tiravano a  sé la coltre con quel moto egoistico e freddoloso dei vecchi, che si offrivano del tabacco”, facevano starnuti, salutavano, ringraziavano per gli scrosci di coriandoli, “restando incogniti sotto il mistero del cartone”, ma smascherati dalla naturalezza con cui mettevano in pubblico “quella caricatura familiare, quell’angolo di stanza da letto, senza che nessuno trovasse la cosa troppo arrischiata, tanto l’idea di dormire all’aria aperta è naturale ai meridionali, e tanto la vita umana è vita pubblica, nel caldo e bonario paese.”. Tutti ridevano, anche gli ospiti di Don Crescenzo, “il tenitore del Banco lotto 117”, dove, essendo sabato pomeriggio, l’ultimo momento per giocare, si erano radunati tutti i clienti che ogni settimana portavano lì “il miglior frutto della loro vita, un denaro guadagnato a stento, o strappato alla economia domestica, o trovato a furia di espedienti”, maliziosi, o audaci, o vergognosi. Tutti lì, il barbiere Cozzolino, gran cabalista, Michele, uno sciancato lustrino “dalla passione irrefrenabile”, Gaetano, tagliatore di guanti, un giudice del tribunale, un pittore di santi, l’usuraio Parascandolo, il marchese di Formosa, “con la sua aria da gran signore”, il dott. Tafuri, “ rosso di capelli,  di faccia, di barba, turgido come se scoppiasse e con lo sguardo infido dei suoi occhi di un azzurro falso; e il professor Colaneri che, in quel giorno, più che mai, manifestava l’indelebile carattere del sacerdote che non ha voluto più saperne della chiesa.”. Erano persone vere o personaggi in maschera?

 

 

 

Giornate Bruniane: dal 13 al 18 febbraio si celebra l’anniversario del rogo del filosofo nolano

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Giornate Bruniane: dal 13 al 18 febbraio si celebra l’anniversario del rogo del filosofo nolano.

L’opera di Giordano Bruno riletta attraverso le vicende contemporanee del magistrato Rosario Livatino, della poetessa Ana Blandiana, dei giornalisti Manuel Mira Candel e Najeeb Farzad.

 

 

Giornate bruniane 2024: dal 13 al 18 febbraio la città di Nola celebra il pensatore nolano morto il 17 febbraio del 1600.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Nola e dalla Fondazione Parco Letterario “Giordano Bruno” con il contributo del Meeting di Rimini ed il sostegno del mega store Vulcano Buono.

Nella città  che si è proclamata “Della tolleranza e del libero pensiero”, la formula scelta quest’anno per ricordare le radici nolane del filosofo e soprattutto per ribadire l’attualità della sua opera  nei contesti della cancel culture e dei conflitti internazionali che affondano le radici nella negazione dell’identità, degli ideali di singoli e di popoli, travalica le tradizionali celebrazioni accademiche per proporre eventi solo in apparenza sganciati dall’occasione della ricorrenza della  condanna di Bruno, bruciato vivo nel rogo di Campo de’ Fiori a Roma.

E’, infatti,  nella difesa delle idee, della verità ed in ciò che si trova giusto anche a costo del sacrificio della vita che si trova il fil rouge che unisce Giordano Bruno al magistrato Rosario Livatino, ucciso dalla mafia nel 1990 e beatificato nel 2021,  così come agli altri protagonisti della sei giorni: è il caso di Manuel Mira Candel, giornalista e scrittore spagnolo, autore di “Giordano y la Reina”, Ana Blandiana, poetessa romena candidata al Premio Nobel per la Letteratura, attivista per i diritti civili in Romania, Najeeb Farzad, giornalista, scrittore, attivista per i diritti umani del popolo Afghano. Non mancheranno momenti evocativi come la rappresentazione del Processo e del rogo di Giordano Bruno ed il corteo commemorativo che, proprio il 17 febbraio, prevede anche la piantumazione del roveto della memoria a piazza Giordano Bruno dove sorge la statua del filosofo.

“Nei temi della giustizia, del libero arbitrio, della difesa degli ideali non si fatica a trovare traccia del pensiero di Giordano Bruno, del suo modo di porsi rispetto agli eventi, alle imposizioni ed alle prevaricazioni. Ragionare di questi argomenti, mettendo in luce proprio l’eredità che abbiamo ricevuto attraverso l’opera del pensatore, è il modo migliore per rendere attuali, anzi immortali, le sue idee”, dice il sindaco Carlo Buonauro.

Si comincia martedì 13 febbraio, quando, alle 10, nell’andito bruniano del Palazzo di Città ci sarà il vernissage della mostra “Sub Lutela Dei” dedicata al magistrato beato Rosario Livatino, martire della giustizia e della fede. L’esposizione, che sarà possibile visitare fino al 18 febbraio,  è a cura del Meeting di Rimini in collaborazione con la Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno.

Alle 15 di giovedì 15 febbraio l’aula consiliare dedicata ad Aldo Masullo accoglierà il convegno “Un testimone di fede e giustizia”, sempre dedicato a Rosario Livatino, martire della giustizia e della fede. Saranno presenti: il sindaco di Nola, Carlo Buonauro; il vescovo della città, Francesco Marino; il presidente del Tribunale di Nola, Paola Del Giudice; il capo della Procura di piazza Giordano Bruno, Marco Del Gaudio; il procuratore della repubblica di Avellino, Domenico Airoma; il presidente del Coa di Nola, Arturo Rianna; il presidente della Camera civile di Nola, Ferdinando Quagliata e quello della Camera penale, Vincenzo Laudanno, oltre che il presidente Laf di Napoli, Mario Barretta. I lavori saranno moderati da Maria Carmen Manna.

Sabato 17 febbraio una delegazione istituzionale si recherà poi  a Roma per deporre una corona ai piedi della statua di Giordano Bruno a piazza Campo de’ Fiori.

A Nola, invece, il corteo istituzionale partirà da piazza Duomo e raggiungerà piazza Giordano Bruno dove è prevista la cerimonia di piantumazione del “roveto della memoria”.

Sempre sabato 17 febbraio, alle 10,30, prenderà il via il convegno “Il gioco della verità” nella sala “Vaccaro” del museo storico archeologico. Dedicata al tema della libertà di pensiero dai tempi di Bruno ai giorni nostri, alla tavola rotonda parteciperanno: il primo cittadino, Carlo Buonauro; Manuel Mira Candel, giornalista e scrittore spagnolo, autore di “Giordano y la Reina”; Ana Blandiana, poetessa romena candidata al Premio Nobel per la Letteratura, attivista per i diritti civili in Romania; Najeeb Farzad giornalista, scrittore, attivista per i diritti umani del popolo Afghano ed  Antonio Grilletto, giornalista esperto di leadership management. A moderare saranno i professori Gianluca Riccio e Sebastiano Maffettone.

Nel pomeriggio, alle 18,30, piazza Duomo diventerà teatro della “Rievocazione Storica del Processo e del rogo di Giordano Bruno” con la regia di Gaetano Stella,  le coreografie di Davide Raimondo e con la partecipazione di Luca Sepe, Compagnia Animazione 90, Accademia dello Spettacolo e del Musical, Archibugieri SS. Sacramento, New Ballet.

Assassinato sotto casa con una decina di colpi: la vittima aveva 29 anni

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BOSCOREALE – Agguato mortale nella notte a Boscoreale dove i carabinieri sono intervenuti a via Settetermini, isolato 8, per la segnalazione di colpi d’arma da fuoco. Giunti sul posto hanno rinvenuto il corpo senza vita di Davide Fiorucci, 29 anni, già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo è stato avvicinato da ignoti mentre stava rincasando ed ucciso con una vera e propria esecuzione: una decina i colpi d’arma da fuoco calibro 9×21 esplosi.

Indagini sono in corso da parte dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata e del Nucleo investigativo oplontino impegnati nel ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e la sua matrice che potrebbe essere di natura camorristica.

Refezioniste, la difesa della Failms: “Professioniste esemplari”

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I DIPENDENTI DELLA RI.CA. SONO LAVORATORI PROFESSIONALI E COSCIENZIOSI

È con profonda indignazione che la Conf.s.a.f.i. FAILMS prende posizione contro le recenti affermazioni diffamatorie nei confronti dei dipendenti della RI.CA.

Le parole denigratorie rivolte a professionisti devoti e coscienziosi non possono essere ignorate. Da troppo tempo assistiamo a tentativi di minare la dignità di lavoratrici esemplari, quali sono le refezioniste della RI.CA. Queste donne straordinarie, che abbracciano il ruolo di lavoratrici con passione e dedizione, sono figure fondamentali nelle nostre comunità, siano esse giovani donne, madri o nonne. La loro premura e rispetto nei confronti dei bambini durante la distribuzione dei pasti le contraddistingue come lavoratrici responsabili e amorevoli.

Nonostante le sfide quotidiane nel contesto scolastico, le refezioniste della RI.CA. hanno sempre prioritizzato l’eccellenza nel proprio servizio. L’azienda stessa, nonostante le difficoltà, ha dimostrato un impegno costante nel migliorare e innovare la distribuzione dei pasti nelle scuole, con una volontà genuina di ascoltare e collaborare con le parti sindacali per il bene dei lavoratori.

Le infamanti dichiarazioni del 06 febbraio 2024 non sono altro che menzogne volgari, volte a ledere la dignità di lavoratori onesti e meritevoli.

Lite tra adolescenti insospettabili finisce a coltellate: uno in ospedale, l’altro in caserma

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TERZIGNO – Un 15enne è stato arrestato nella serata di ieri dai carabinieri nel Napoletano per il ferimento di un ragazzo di 16 anni. Secondo gli investigatori avrebbe aggredito con un’arma da taglio la vittima ferendola alla gamba destra e al fianco. L’allarme è scattato nella tarda serata di ieri quando i militari della caserma di San Giuseppe Vesuviano sono intervenuti in una clinica della zona per un 16enne incensurato ferito.

Le indagini dei carabinieri coordinati dall’Autorità giudiziaria hanno permesso di individuare il presunto aggressore. Si tratta di un 15enne incensurato. I fatti sarebbero avvenuti verso le 20 a Terzigno in via Aielli mentre i motivi del gesto non sono ancora chiari e sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento. Il 15enne deve rispondere di tentato omicidio e, su disposizione della Procura per i minorenni di Napoli, è stato trasferito nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

La vittima è stata trasferita all’ospedale di Sarno, in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. I carabinieri questa notte hanno perquisito l’abitazione del minorenne indagato ma a casa c’era solo la mamma. Poco dopo – alle 3 – il 15enne si è presentato nella stazione carabinieri di San Giuseppe Vesuviano accompagnato dal proprio avvocato.

Due giovani di Boscoreale fermati con 3 pistole e 7 coltelli

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno sequestrato 3 pistole a salve, modificate e prive del tappo rosso di protezione, 7 coltelli, un’ascia e 63 munizioni di vario calibro, rinvenute in possesso di due giovani, di cui uno minorenne, entrambi residenti a Boscoreale.

In particolare, i “Baschi Verdi” del Gruppo Torre Annunziata, nell’ambito del controllo economico del territorio, hanno fermato i due soggetti a Pompei. Sul posto, il minorenne, all’interno di un marsupio, celava 1 pistola, con 3 cartucce inserite nel caricatore, e un proiettile per fucile. Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari a Boscoreale, sono state rinvenute ulteriori 2 pistole, complete di caricatori, 59 cartucce, un’ascia e 7 coltelli, uno dei quali lungo oltre 40 cm.

L’armamento rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e i due giovani, uno dei quali con precedenti in materia di sostanze stupefacenti, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, per detenzione abusiva di armi.

Spari sui carabinieri al rione Congo, paura tra i passanti: preso dopo fuga

Acerra – Sparatoria in strada tra i passanti, stasera, ad Acerra: alcuni colpi di pistola sono stati esplosi da un uomo all’indirizzo di alcuni carabinieri, che poi l’hanno arrestato. Nessun ferito. I carabinieri della sezione radiomobile di Castello Di Cisterna e quelli della tenenza di Casalnuovo sono intervenuti in via Grazia Deledda (rione Congo) nei pressi di una scuola, dove alcuni cittadini avevano segnalato un uomo armato e visibilmente agitato. Giunti sul posto, però, non c’era nessuno.

Poco dopo, l’uomo – il 29enne Luigi Tufano, già noto alle forze dell’ordine – è spuntato da un vicolo e ha sparato quattro colpi di pistola contro i militari.

Mancati dai proiettili, i carabinieri lo hanno inseguito a piedi. L’uomo ha esploso altri tre colpi durante la fuga, ancora puntando ai militari che lo tallonavano. E poco prima di essere bloccato, ha lanciato via l’arma. Addosso portava una pistola a salve, sul marciapiede è stata invece recuperata la pistola utilizzata per sparare ai carabinieri. In canna l’ultimo colpo. Tufano è stato arrestato per tentato omicidio aggravato.

Al via l’edizione 2024 della Scuola sociopolitica e imprenditoriale della Diocesi di Nola

Nola. Riceviamo e pubblichiamo:

Al via l’edizione 2024 della Scuola sociopolitica e imprenditoriale della Diocesi di Nola. Ospite Michael Severance, direttore dell’Istituto Acton di Roma. 

L’edizione 2024 della Scuola sociopolitica e imprenditoriale della Diocesi di Nola prenderà il via domani 10 febbraio, alle 10, presso la biblioteca storica del Seminario vescovile: “Democrazia è partecipazione. Al servizio del territorio e della Comunità” il tema di quest’anno.

L’Equipe di coordinamento della Scuola, guidata dalla responsabile Giuseppina Orefice – anche segretaria diocesana del Movimento lavoratori dell’Azione cattolica – ha scelto di iniziare il nuovo percorso invitando il direttore dell’Istituto Acton di Roma, Michael Severance, che relazionerà sul tema “Le parabole: le grandi perle sull’etica sociale”.

 

«Abbiamo voluto iniziare questa nuova edizione mettendo al centro prima di tutto la Parola: la cura del bene comune e l’economia virtuosa che con la Scuola promuoviamo, attraverso la formazione, sono ispirate al Vangelo, non ne possono prescindere – spiega Orefice –. Per questo ad aprire il cammino di quest’anno sarà il direttore dell’Istituto Acton, una realtà che sostiene la formazione in campo economico insistendo sulla connessione che può esistere tra virtù e pensiero economico, coniugando i principi del libero mercato con quelli cristiani».

 

Interverranno all’inaugurazione, in programma domani, anche il vicario episcopale per la Carità e la Giustizia della Diocesi di Nola, don Aniello Tortora, e il direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale, don Giuseppe Autorino. La Scuola sociopolitica e imprenditoriale è infatti una realtà dal carattere profondamente diocesano: «Ogni edizione – conclude la responsabile del percorso formativo, Giuseppina Orefice – è frutto di una stretta collaborazione tra uffici e associazioni diocesani».

 

Tre i moduli formativi proposti. Il primo sarà dedicato alla Costituzione italiana, con incontri su “75 anni e non sentirli – L’attualità dei principi costituzionali” (29 febbraio 2024) e “La riforma della Costituzione: quali possibili orizzonti?” (14 marzo 2024).

La seconda sessione verterà su “Economia e Politica“, affrontando le tematiche “Europa, Italia e Mezzogiorno: il doppio divario” (18 aprile 2024) e “Donne e lavoro: armonizzare i tempi di vita della famiglia” (2 maggio 2024).

La terza sessione, infine, fornirà due focus sulla Dottrina sociale della Chiesa, relativi a “Fecondare e fermentare la società con il Vangelo” (30 maggio 2024) e “Laudate deum: Camminare in comunione e con responsabilità” (6 giugno 2024).

 

Sono previsti anche tre laboratori per approfondire le figure di Alcide De Gasperi, (21 marzo 2024), a cura della Fondazione De Gasperi; Tina Anselmi (16 maggio 2024), al quale interverrà Rosy Bindi, già parlamentare e ministro della Repubblica Italiana; don Luigi Sturzo (20 giugno 2024), con la partecipazione di Flavio Felice, professore di Dottrine economiche e politiche presso l’Istituto pastorale Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense.

 

Tra i relatori che guideranno i partecipanti nel percorso formativo, che si annuncia intenso e entusiasmante, ci saranno: Umberto Ronga, professore di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico Il; Renato Briganti, professore di Istituzioni di Diritto pubblico, sempre presso la Federico II; Gaetano Vecchione, professore di Economia applicata, anch’egli federiciano; don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e lavoro della Conferenza episcopale italiana; Mario Cappella, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale della diocesi di Acerra.

 

Tutti gli incontri si terranno presso il Salone lucido del Seminario vescovile di Nola, dalle 18:30 alle 20:30, e sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

 

Le informazioni sull’inaugurazione e il programma sono disponibili sul sito http://www.diocesinola.it e sulla pagina Facebook della Scuola.

Autore dello sversamento abusivo stanato a Casoria grazie ad una ricetta medica

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CASORIA. È costata cara ad un cittadino di Casoria la “leggerezza” di gettare una ricetta medica insieme ai tanti rifiuti che ha abbandonato in via Fosso del Torricchio, strada periferica a due passi dalla Circumvallazione Esterna.

Le Guardie Ambientali del Comune di Casoria si sono recate, infatti, sul posto dopo lo sversamento abusivo alla ricerca di elementi utili all’identificazione dell’autore. In assenza di filmati, gli operatori hanno proceduto con un sistema classico, ma di certo non meno meticoloso. Sono state aperte, infatti, le buste che il responsabile aveva accatastato al margine della strada ed in una di esse c’era la famosa ricetta medica che ha portato alla sua immediata identificazione.

L’uomo è stato dunque identificato ed è scattata l’inevitabile multa. Si tratta dell’ennesima sanzione scattata in questo periodo di grande lavoro su questo fronte per le Guardie Ambientali e per gli agenti, con la regia dell’assessore all’Ambiente Marianna Riccardi.

“Chi inquina deve capire che a Casoria, prima o poi, si viene individuati e multati. Fermeremo gli sversamenti abusivi con ogni mezzo, sia tecnologico che tradizionale” ha dichiarato il sindaco Raffaele Bene.

 

“In queste settimane stiamo concentrando il massimo degli sforzi sia sul decoro urbano che sulla lotta ai reati ambientali. Voglio complimentarmi con tutti coloro che si stanno impegnando su questo fronte per i risultati già ottenuti, ma la strada da fare resta lunga” ha evidenziato l’assessore al ramo Marianna Riccardi.