Somma, L’ Assessore Ciampa incontra il territorio: parte il percorso di confronto e ascolto
Riceviamo e pubblichiamo
L’Assessorato al Commercio, alle Attività Produttive e al Terzo Settore avvia un ciclo di incontri dedicati all’ascolto e al confronto con le realtà economiche, associative e professionali di Somma Vesuviana.
L’obiettivo è instaurare un dialogo costante con chi vive e opera quotidianamente sul territorio, raccogliendo esigenze, proposte e criticità per costruire, insieme, un’azione amministrativa sempre più efficace e condivisa.
Sabato 18 luglio, ore 9:00 – Visita all’Area Mercato e confronto con operatori e commercianti.
Lunedì 20 luglio, ore 19:30 – Incontro con associazioni riconosciute e non riconosciute, gruppi di cittadini e volontari presso la Sala Santa Caterina.
Giovedì 23 luglio, ore 17:00 – Incontro con i titolari dei locali serali presso Elever.
Giovedì 23 luglio, ore 19:00 – Incontro con architetti e ingegneri liberi professionisti presso L’Angolo del Dolce.
Questi rappresentano i primi appuntamenti di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane, coinvolgendo progressivamente le diverse categorie produttive, professionali e associative della città.
L’ascolto, il dialogo e la partecipazione sono elementi fondamentali per costruire politiche condivise e valorizzare il contributo di chi ogni giorno partecipa alla crescita della nostra comunità.
Vi aspettiamo.
Catalanesca, dagli esordi del vino del Monte Somma agli sviluppi futuri
Vent’anni fa iniziava una fase decisiva della grande avventura del vino Catalanesca. Nel 2006 si concluse favorevolmente l’iter per il riconoscimento del vitigno come uva da vino. L’ammissione formale al Registro nazionale delle varietà di vite avvenne poi con decreto del 9 gennaio 2007.
Secondo la tradizione storica locale, la Catalanesca sarebbe stata introdotta dalla Catalogna nel territorio del Monte Somma nel XV secolo, durante il periodo aragonese. Nei secoli successivi fu apprezzata soprattutto come uva da tavola, anche se molti agricoltori continuarono a vinificarne una parte per il consumo familiare.
L’ingegnere Antonio Raia, conoscitore delle tradizioni popolari, ricorda: «Mio padre mi raccontava che l’uva Catalanesca, molto apprezzata dai napoletani, veniva sistemata in confezioni particolarmente curate e portata nei mercati o direttamente nelle case dei cittadini. Gli acini che restavano nelle ceste venivano poi vinificati».
L’uva Catalanesca fu un vero prodotto di culto per i buongustai napoletani. I suoi acini giallo-dorati, dalla buccia spessa, erano dolci e particolarmente adatti alla conservazione e al trasporto. Questo frutto della nostra terra vulcanica ha fatto per secoli bella mostra di sé sulle tavole natalizie e, secondo la memoria popolare, poteva mantenersi integro anche per buona parte dell’inverno. La maturazione tardiva e la possibilità di conservarlo a lungo costituivano, infatti, alcune delle sue caratteristiche più apprezzate.
Con la progressiva affermazione di nuove varietà di uva da tavola, più produttive e commercialmente convenienti, la Catalanesca perse gradualmente competitività e valore sui mercati. Fu allora che molti contadini e alcuni lungimiranti operatori culturali cominciarono a pensare che il vino ottenuto da quest’uva, fino ad allora prodotto prevalentemente per il consumo domestico, potesse essere migliorato, imbottigliato e immesso sul mercato.
Era però necessario ottenere il riconoscimento della Catalanesca anche come varietà idonea alla vinificazione e avviare tutte le procedure amministrative e tecniche richieste.
Ricordo che circa trent’anni fa, insieme all’Arci di Somma Vesuviana, organizzammo un convegno nella sala Santa Caterina, al quale invitammo Sandro Caracci, all’epoca presidente del Parco dei Castelli Romani, e il compianto Paolo Benvenuti, fondatore e storico direttore generale dell’Associazione nazionale Città del Vino. Quell’iniziativa ci aiutò a comprendere quale percorso fosse necessario intraprendere.
Negli anni successivi, per almeno un lustro, furono promosse iniziative e prove di microvinificazione a Napoli, nelle cantine del Beneventano e a Frascati. In questo lavoro si impegnarono, tra gli altri, Gerardo Iovino, Mimmo Cardamone e il compianto Vincenzo Maiello. Importante fu anche il contributo tecnico e scientifico di esperti come Antonella Monaco e Luigi Moio.
Dopo il riconoscimento del vitigno come uva da vino, occorreva coinvolgere produttori, tecnici ed enti pubblici nella preparazione e nell’approvazione di un disciplinare. L’impresa, che vedeva impegnati numerosi soggetti, operatori e istituzioni, non fu facile.
Finalmente, con decreto del 13 luglio 2011, arrivò il riconoscimento dell’Indicazione geografica tipica “Catalanesca del Monte Somma”, oggi corrispondente alla categoria europea delle Indicazioni geografiche protette. Il disciplinare autorizzò le tipologie bianco e passito, prodotte con almeno l’85 per cento di uve Catalanesca e provenienti da un territorio delimitato comprendente nove comuni dell’area vesuviana.
Per il raggiungimento di questo importante risultato fu determinante anche l’apporto di Franco Mosca, presidente della Pro Loco e produttore, di Antonio Perna e del dottor Antonio Baldinelli. Sicuramente altri produttori, tecnici, amministratori ed esperti contribuirono a un progetto che ha permesso al vino Catalanesca di uscire dalla dimensione familiare e di ottenere un riconoscimento ufficiale.
Oggi occorre individuare le successive tappe di sviluppo, per riposizionare e valorizzare il prodotto sul mercato. Un passaggio significativo è stato compiuto nel 2026, quando il Ministero dell’Agricoltura ha affidato al Consorzio Tutela Vini Vesuvio le funzioni di promozione, valorizzazione, tutela, vigilanza e informazione dei consumatori anche per l’IGP Catalanesca del Monte Somma.
Tra le prospettive future potrà essere valutato anche un eventuale percorso verso la DOC, la Denominazione di origine controllata. Un simile riconoscimento richiederebbe tuttavia una strategia condivisa e un disciplinare più stringente. Non deve quindi essere considerato un semplice traguardo formale, ma una possibile componente di un progetto complessivo di crescita e qualificazione.
In giro, purtroppo, permane ancora molta confusione e la parola d’ordine sembra essere diventata semplicemente “prodotti tipici”. Ma una definizione, da sola, non vale un progetto. Servono ricerca, organizzazione, promozione, tutela del paesaggio, qualità costante e capacità di raccontare il legame tra il vino, il Monte Somma e le comunità che lo producono.
Il passato insegna e non si cancella. Rimettiamoci dunque in cammino, ricordando l’esempio di quelle persone umili e semplici, ma determinate, che con la forza del carattere e con ingegno riuscirono a vincere una scommessa nella quale rischiavano di perdere tutto.
San Giorgio, Carbone ufficializza la giunta e vara 3 nuovi assessorati
“Presentiamo oggi una squadra che unisce esperienza amministrativa, competenze professionali e rinnovato entusiasmo. Abbiamo costruito un gruppo coeso, espressione della coalizione che ha ottenuto la fiducia dei cittadini e composto da donne e uomini pronti a lavorare con spirito di servizio per il bene della nostra comunità e che ringrazio per lo spirito unitario dimostrato in questa delicata fase. Ci aspetta un lavoro importante e impegnativo, ma sono convinto che, grazie alla collaborazione, al confronto e alla condivisione degli obiettivi, riusciremo a dare risposte concrete ai cittadini e a costruire nuove opportunità di crescita e sviluppo per San Giorgio a Cremano.
A tutti rivolgo il mio augurio di buon lavoro, nella consapevolezza della responsabilità che ci è stata affidata e dell’impegno che saremo chiamati a garantire ogni giorno”. Lo ha detto il sindaco di San Giorgio a Cremano Michele Carbone, ufficializzando la composizione della nuova Giunta comunale. La nuova squadra di governo scelta dal neo sindaco eletto con l’88% delle preferenze, nasce, si legge in una nota del Comune, “dal confronto e dalla condivisione con i partiti e le liste che hanno sostenuto il progetto politico vincente alle elezioni amministrative. Una Giunta che rappresenta il risultato dell’impegno profuso durante la campagna elettorale e del consenso ottenuto dai cittadini, chiamata ora a tradurre in azioni concrete il programma presentato alla città”.
Accanto a volti nuovi, fanno il loro ingresso in Giunta amministratori che hanno già maturato una significativa esperienza nelle istituzioni locali. Per alcuni assessori si tratta infatti di consiglieri comunali eletti che conoscono approfonditamente la macchina amministrativa, le dinamiche dell’ente e le esigenze del territorio, rappresentando una garanzia di efficienza e operatività fin dall’inizio del mandato. Nel segno della continuità amministrativa viene confermato nel ruolo di vicesindaco Pietro De Martino, veterano dell’amministrazione comunale, la cui esperienza rappresenta un punto di riferimento importante per il nuovo esecutivo. Una scelta che valorizza l’attività amministrativa portata avanti durante la sindacatura di Giorgio Zinno. A lui, oltre al ruolo di Vicesindaco vanno le deleghe alla Pianificazione urbanistica, Cultura e Biblioteca, Museo Civico Cittadino, Valorizzazione delle Ville Vesuviane, Bellezza e vivibilità Urbana, Gestione parcheggi, Antiabusivismo. Sempre nel segno della continuità entra in giunta anche Carlo Sarno, che ha già rivestito la carica di assessore. Ora ottiene le deleghe a Bilancio, Tributi, Innovazione Tecnologiche e Smart City, Personale, Formazione, Fondi Comunitari, Urp e Protocollo. Sangiorgese, sposato con tre figli, è funzionario di SMA Campania.
Entra invece in giunta Ciro Di Giacomo, già consigliere comunale dal 2007, consigliere metropolitano e presidente di diverse commissioni consiliari, tra cui Il Welfare. Eletto in consiglio comunale, lascia lo scranno dell’assise per ricoprire questo ruolo con le seguenti deleghe: Politiche sociali, Politiche giovanili, Gestione Beni confiscati. Delega anche al Commercio, SUAP e Tutela del consumatore. È Primo Luogotenente della Guardia Costiera di Napoli. Il neo assessore alla Polizia Municipale è invece Enrico Petrilli. Si occuperà anche di viabilità e videosorveglianza. Già dipendente comunale nel comune di Pollena Trocchia, attualmente in pensione, molto attivo nella vita politica cittadina.
Tre le donne che entrano in giunta: Luisa Mirabelli, già consigliera comunale dal 2020, ottiene le deleghe a: Ambiente e Patrimonio, Gestione del verde pubblico, parchi e giardini, Vigilanza ambientale, Tutela delle condizioni degli animali, Edilizia Residenziale, Politiche di risparmio energetico e Cimitero. Avvocato civilista, specializzata in materia condominiale, nata a San Giorgio a Cremano, sposata con due figli.
Loredana Scarcella si occuperà di Sport e gestione delle strutture sportive, Pari Opportunità, Politiche locali del cibo, Imprenditoria giovanile e femminile, Educazione alla legalità. Già consigliera comunale ad Ercolano dal 2020, è laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, attualmente è docente di Matematica e Scienze Naturali.
Infine, Iolanda Cacciuottolo è stata nominata assessora alla Scuola e all’Avvocatura e quindi si occuperà anche di: Refezione scolastica, Trasporto scolastico, rapporti con i Dirigenti Scolastici, P.T.C.O. È docente di scuola secondaria di secondo grado, abilitata all’insegnamento di Diritto ed Economia Politica e specializzata nell ‘attività di Sostegno didattico agli alunni con disabilità (TFA). Ha conseguito il titolo di Avvocato. E’ sposata con due figli. Carbone tiene per sé le deleghe a: Iniziative per la promozione dei diritti dei bambini, Dirtto al Gioco, Laboratorio regionale Città dei bambini e delle bambine, Turismo DMO, Pubblica Illuminazione, Coordinamento e attuazione dei progetti PNRR, Rapporti con Enti sovracomunali per la gestione dei servizi a Rete (GORI, ENEL, ecc.), Edilizia Scolastica, Lavori Pubblici.
Festa con un pregiudicato, il Pd commissaria il circolo di Ercolano.
Bufera politica a Ercolano, dove il centrosinistra ha vinto da poche settimane le elezioni comunali. Un video, che mostrava una festa dopo quella vittoria cui erano presenti il segretario cittadino del Pd ma anche un noto pregiudicato, ha provocato polemiche culminate ieri sera nella decisione di commissariare la sezione locale del partito. “Principio cardine del nostro impegno politico è il contrasto alla criminalità organizzata e la lotta per la legalità in tutti i territori”, hanno spiegato in una dichiarazione congiunta il segretario dem della Campania, Piero De Luca, e quello provinciale Francesco Dinacci: “Le immagini e le frasi che sono circolate in queste ore su Ercolano sono incompatibili con i valori fondanti della nostra comunità democratica. Il segretario del circolo, Antonello Cozzolino, che si è immediatamente autosospeso dal partito, avrà modo di fornire le necessarie motivazioni al riguardo nei tempi e modi dovuti.
Al fine di tutelare l’impegno, il rigore e l’integrità dei nostri militanti, il circolo Pd di Ercolano viene tuttavia commissariato immediatamente”. Il video mostra Antonello Cozzolino a una cena per festeggiare il successo elettorale. Con lui il consigliere comunale neoeletto per il Pd Marco Cozzolino, che si è autosospeso dal partito così come l’ormai ex segretario cittadino: tra i presenti, però, anche il pregiudicato Natale Suarino – coinvolto in diverse inchieste sulla camorra vesuviana – assieme alla sua famiglia.
Il commento della neoeletta sindaca dem, Antonietta Garzia: “Chi ricopre ruoli pubblici o aspira a rappresentare le istituzioni ha il dovere di garantire comportamenti trasparenti e inequivocabili. Il contrasto alla criminalità organizzata e alla camorra è un principio irrinunciabile della mia azione politica e amministrativa. Come ho ribadito più volte, anche in campagna elettorale, i voti della camorra non li vogliamo”.
Paura sulla Statale 268: si ribalta un mezzo dei Vigili del Fuoco, feriti due pompieri
L’incidente nei pressi dello svincolo di Ottaviano Centro, in direzione Angri. I primi soccorsi prestati dagli stessi colleghi diretti alla nuova sede operativa di San Giuseppe Vesuviano. Indagini in corso sulle cause del ribaltamento.
OTTAVIANO – Una mattinata di paura quella vissuta oggi lungo la Strada Statale 268 del Vesuvio, dove un mezzo di servizio dei Vigili del Fuoco è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Il bilancio è di due pompieri feriti, entrambi trasportati in ospedale in codice rosso, mentre sono ancora in corso gli accertamenti per chiarire le cause del sinistro.
L’incidente si è verificato lungo la carreggiata in direzione Angri, a poche decine di metri dallo svincolo di Ottaviano Centro. Per motivi ancora al vaglio degli investigatori, il veicolo – una Jeep di servizio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – avrebbe improvvisamente perso stabilità, ribaltandosi violentemente sulla carreggiata. Tra le ipotesi al vaglio non viene escluso un possibile guasto meccanico, ma sarà l’esito dei rilievi a stabilire con esattezza la dinamica dell’accaduto.
Determinante è stato l’intervento dei colleghi che, proprio in quei minuti, stavano percorrendo lo stesso tratto di strada in convoglio per raggiungere la nuova sede provvisoria dei Vigili del Fuoco di San Giuseppe Vesuviano. Sono stati loro i primi a fermarsi, prestando immediatamente assistenza ai due operatori rimasti coinvolti e allertando i soccorsi.
Pochi minuti dopo sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno trasferito i due vigili del fuoco all’ospedale di Nola. Le loro condizioni sono state giudicate serie tanto da richiedere il trasporto in codice rosso, anche se, al momento, non sono stati diffusi ulteriori aggiornamenti sul quadro clinico dei feriti.
Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la Polizia Stradale, incaricata di effettuare i rilievi e ricostruire con precisione quanto accaduto. L’obiettivo è accertare se il ribaltamento sia stato provocato da un’avaria del mezzo, da un’improvvisa perdita di controllo o da altri fattori.
Fortunatamente, nonostante la violenza dell’impatto, nell’incidente non sono rimasti coinvolti altri veicoli in transito, circostanza che avrebbe potuto rendere il bilancio ancora più pesante.
L’episodio ripropone il tema della sicurezza lungo la Statale 268, un’arteria fondamentale per la mobilità dell’area vesuviana ma che, nel corso degli anni, è stata teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali anche mortali. Questa volta a finire coinvolti sono stati uomini che ogni giorno operano per garantire il soccorso alla collettività e che, durante il servizio, si sono ritrovati a vivere un’emergenza in prima persona.
Mentre proseguono gli accertamenti, il pensiero della comunità è rivolto ai due vigili del fuoco feriti, con l’auspicio che possano ristabilirsi al più presto e tornare in sicurezza al loro servizio.
(fonte foto: rete internet)
Aggrediti in casa per un parcheggio riservato ai disabili: figlio in ospedale con il setto nasale fratturato
La denuncia della madre, rilanciata dal deputato Francesco Emilio Borrelli, racconta una violenta aggressione nata da una discussione per uno stallo riservato. Saranno le indagini a chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
CASORIA – Una discussione per un parcheggio riservato a una persona con disabilità sarebbe degenerata in una violenta aggressione all’interno di un’abitazione, culminata con il ferimento di un giovane, finito in ospedale con una frattura al setto nasale. È quanto denunciato da una donna , madre di due figli, uno dei quali con disabilità gravissima, in un lungo racconto pubblicato sui social e successivamente rilanciato dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto di fare piena luce sull’accaduto.
Secondo la ricostruzione fornita dalla donna, tutto avrebbe avuto origine dall’occupazione abusiva dello stallo di sosta riservato al figlio disabile, assegnato dal Comune ormai da dodici anni. Dopo aver chiesto alla conducente dell’auto di liberare il posto, spiegando che si trattava di uno spazio personalizzato e numerato, sarebbe nata una discussione. La donna sostiene di aver invitato l’automobilista a seguire la procedura prevista per ottenere un parcheggio riservato, ricevendo però un rifiuto.
La situazione, sempre secondo il suo racconto, si sarebbe aggravata quando avrebbe annunciato l’intenzione di segnalare l’accaduto al deputato Borrelli. A quel punto sarebbero intervenute altre persone e la lite si sarebbe trasformata in una vera e propria aggressione, arrivando fin dentro l’ingresso dell’abitazione della famiglia.
Nel tentativo di difendere la madre, uno dei figli sarebbe intervenuto per dividerla dagli aggressori. Poco dopo, secondo la denuncia, sarebbe sopraggiunto anche un uomo che avrebbe colpito il giovane al volto con un casco. Un impatto violento che avrebbe provocato la rottura della visiera e la frattura del setto nasale.
Il ragazzo è stato trasportato in ospedale, dapprima al nosocomio di Frattamaggiore e successivamente trasferito a Pozzuoli per una consulenza specialistica. I medici, stando a quanto riferito dalla madre, hanno escluso al momento la necessità di un intervento chirurgico, applicando un tutore e disponendo ulteriori controlli.
Ad aggravare il quadro, sempre secondo la testimonianza della donna, c’era la presenza in casa dell’altro figlio, affetto da una grave disabilità e costretto a vivere collegato a macchinari salvavita, che avrebbe assistito ai momenti di tensione.
Il racconto ha suscitato un’ondata di indignazione sui social, dove in molti hanno espresso vicinanza alla famiglia. Il deputato Francesco Emilio Borrelli, rilanciando la denuncia, ha chiesto che vengano accertate rapidamente le responsabilità e puniti gli eventuali autori dell’aggressione.
Sull’intera vicenda saranno ora le indagini delle forze dell’ordine a ricostruire con precisione quanto accaduto e a verificare le responsabilità dei soggetti coinvolti. Se confermati, i fatti descritti rappresenterebbero un episodio di estrema gravità, non solo per la violenza denunciata, ma anche perché scaturito dalla contestazione dell’occupazione di uno stallo destinato a garantire un diritto fondamentale alle persone con disabilità.
Ancora una volta, una vicenda di cronaca richiama l’attenzione sul rispetto delle regole e sulla tutela delle fasce più fragili della società, ricordando che un posto riservato ai disabili non è un privilegio, ma uno strumento indispensabile per garantire dignità, autonomia e inclusione.
Fonte foto: pagina Fb di Francesco Emilio Borrelli
Inaugurata la nuova palestra dell’Istituto Comprensivo “Tenente Mario De Rosa”
È stata inaugurata ieri la nuova palestra dell’Istituto Comprensivo “Tenente Mario De Rosa” di Sant’Anastasia, un importante spazio dedicato allo sport, alla formazione e alla crescita degli studenti.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Mariano Caserta, la consigliera regionale Lucia Fortini, l’assessore alla Pubblica Istruzione Nunzia De Falco, rappresentanti dell’Amministrazione comunale, docenti, alunni, famiglie e una rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri.
La scuola, diretta dalla dirigente scolastica Luisa Fornaro, potrà ora contare su una struttura rinnovata e funzionale, pensata per arricchire l’offerta formativa e offrire ai ragazzi un ambiente adeguato per le attività motorie e sportive.
La palestra nasce da un progetto avviato dalla precedente Amministrazione comunale e completato nella fase finale dall’attuale Amministrazione guidata dal sindaco Mariano Caserta, fino alla consegna ufficiale della struttura alla scuola e alla comunità.
Attese sotto il sole e zero trasporti: la Farmacia ASL di Cercola è un percorso a ostacoli
CERCOLA – C’è chi affronta una chemioterapia, chi convive con il diabete, chi è costretto a letto da una grave patologia. Persone che, periodicamente, devono ritirare farmaci salvavita o medicinali ad alto costo distribuiti esclusivamente dalla Farmacia dell’ASL. Un servizio essenziale che, però, per migliaia di cittadini dell’area vesuviana si trasforma troppo spesso in un percorso a ostacoli.
Per i residenti di Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Volla, Pollena Trocchia, Massa di Somma e Cercola esiste infatti un solo punto di distribuzione: la Farmacia ASL di Cercola di via Cupa Travi.
Una struttura collocata in una zona periferica, lontana dal centro cittadino e praticamente irraggiungibile con i mezzi pubblici. Chi non dispone di un’automobile è costretto a chiedere un passaggio a parenti o amici, oppure a sostenere il costo di un taxi. Una difficoltà che pesa soprattutto su anziani, persone con disabilità e pazienti già debilitati dalla malattia.
Una volta arrivati, il disagio non finisce. La sala d’attesa è insufficiente rispetto all’elevato numero di utenti e molti sono costretti ad attendere all’esterno, in un’area poco curata, con l’erba alta e senza una tettoia che protegga dal sole estivo o dalla pioggia. Nelle giornate più calde, le temperature diventano insopportabili e chi aspetta il proprio turno non ha alcun riparo se non un piccolo tendone . Anche il sistema di gestione delle attese appare inadeguato rispetto all’afflusso quotidiano, regolato alla meno peggio da vecchi bottoni con un numero scritto a penna.
In tutto questo, è doveroso sottolineare un aspetto importante: il personale della farmacia e le guardie giurate non sono il problema. Al contrario. Chi frequenta il presidio ne riconosce la professionalità, la disponibilità e la cortesia. Ogni giorno cercano di assistere i pazienti con umanità, pur operando in una struttura che mostra evidenti limiti logistici e organizzativi.
Il vero interrogativo riguarda le scelte dell’azienda sanitaria. Possibile che un territorio tanto vasto e popoloso debba dipendere da un’unica farmacia ASL? Possibile che, nel 2026, non si riesca a garantire almeno un punto di distribuzione per ogni comune o, quantomeno, per aree territoriali più ristrette? O, ancora, non si riesca ad organizzare una sede degna di questo nome?
Non si tratta di una richiesta di comodo, ma di una questione di equità. I farmaci distribuiti dalla Farmacia ASL non sono prodotti qualsiasi: sono medicinali indispensabili, spesso salvavita, destinati a pazienti che stanno già combattendo la battaglia più difficile.
La sanità pubblica non può limitarsi a garantire la disponibilità delle cure. Deve renderle accessibili. Costringere cittadini fragili a lunghi spostamenti, attese sotto il sole e disagi evitabili significa mortificare quel principio di assistenza che dovrebbe essere il fondamento del Servizio sanitario nazionale.
Forse è arrivato il momento che l’ASL Napoli 3 Sud apra una riflessione seria sull’organizzazione del servizio. Perché la dignità di un paziente passa anche da qui: dalla possibilità di ritirare un farmaco essenziale senza trasformare ogni volta quel diritto in un’odissea.
E poi, c’è la politica, ci sono le istituzioni. I sindaci dei territori, i consiglieri comunali, coloro che fanno politica, hanno mai provato a capire questi disagi? Eppure, basterebbe veramente poco per dare concretezza al diritto alla felicità o quantomeno alla tranquillità. In questo senso, i sindaci dei comuni coinvolti, in una sorta di accordo intercomunale, forti della loro preziosa fascia tricolore devono rappresentare al direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, il dolore, i disagi, i malesseri, la rabbia di coloro che soffrono e combattono ogni giorno, che si recano in quella landa desolata e abbandonata chiamata “Farmacia dell’Asl” dove subiscono attese e disagi e dove vivono male anche il ritiro del loro prezioso farmaco o dei presidi necessari.
Gli eletti dei Comuni, quelli rinnovati e no, devono sforzarsi di capire che i problemi non sono solo “gli altri problemi”, ma sono soprattutto quelli che riguardano la salute, sia nel momento della prevenzione che della cura. È necessario dare corpo e forma al rispetto degli articoli della Costituzione che si occupano del diritto alla salute, di quelli che riconoscono la dignità intrinseca di ogni essere umano, prima ancora che come cittadino, e di quelli che richiamano la pari dignità dei cittadini e il dovere delle istituzioni di eliminare le disuguaglianze e i disagi logistici che colpiscono i più deboli. È necessario dare seguito alle denunce che raccolgono le voci dei malati e delle persone indifese. Altrimenti, che senso ha la politica?
Somma Vesuviana, lettera in redazione, furti in aumento: l’appello di un esercente
Gentile Direttore,
vi scrivo perché vorrei chiedervi di dare voce a una situazione che, come cittadino di Somma Vesuviana e come titolare di un’attività in pieno centro, sta diventando davvero difficile da accettare. Non vi scrivo per ottenere un pugno di like o per avere visibilità personale, perché non è questo ciò di cui ho bisogno. Vi scrivo perché siamo esausti e, soprattutto, perché non ci sentiamo più tranquilli nella nostra città.
Negli ultimi mesi ho ascoltato e vissuto da vicino troppe storie di furti e tentativi di furto ai danni di amici, conoscenti, attività commerciali e cittadini. Persone che conosco personalmente e imprenditori della nostra città, come nel caso di Louis Gioielli, hanno subito episodi gravissimi.La settimana scorsa, alle cinque del pomeriggio, un’auto è stata rubata a una mia cliente proprio sotto la mia attività, in via Roma, in pieno centro.Oggi è toccato a una mia collaboratrice: hanno tentato di rubarle l’auto, sempre in pieno centro. Fortunatamente non sono riusciti a portarla via, ma hanno rotto il vetro e causato diversi danni.Qualche mese fa hanno rubato anche a una mia vicina di casa.
A questo punto la domanda che mi faccio, e che credo si facciano tantissimi cittadini, è molto semplice: che cosa sta succedendo a Somma Vesuviana?Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo vivere con la paura di lasciare un’auto parcheggiata, di chiudere un’attività la sera o di ritrovarci, da un momento all’altro, vittime dell’ennesimo furto.Io non so quale sia la soluzione e non voglio puntare il dito contro qualcuno in particolare. Ma so che come cittadini abbiamo bisogno di sentirci tutelati e abbiamo bisogno di risposte. Vogliamo capire a chi rivolgerci e cosa si può concretamente fare per aumentare la sicurezza e i controlli sul nostro territorio.Per questo mi rivolgo a voi.
Vorrei che attraverso la vostra testata si potesse dare voce non soltanto alla mia esperienza, ma a quella di tanti cittadini e commercianti di Somma Vesuviana che oggi si sentono esasperati e preoccupati.Non vogliamo rassegnarci all’idea che tutto questo sia diventato normale.Grazie per l’attenzione e per lo spazio che, se vorrete, potrete dedicare a questa situazione.
Daniele Vanzanella

