Dopo sessant’anni di servizio sul territorio, le Suore Trinitarie si sono dovute arrendere (leggi qui) alla crisi, al calo delle nascite e all’indifferenza delle Istituzioni tant’è che , dopo la chiusura della Casa famiglia qualche anno fa, a fine agosto hanno chiuso i battenti anche della scuola primaria. Restano attive la scuola dell’infanzia e la sezione Primavera e, ovviamente, tutte le attività di evangelizzazione e di catechesi per i giovani della comunità sommese. Le tasse, la geset, le utenze, la manutenzione ordinaria e straordinaria della storica e grande struttura di via De Matha richiedono fondi e si fa sempre più concreta l’ipotesi del fitto di alcuni spazi.

Il primo cittadino, Salvatore Di Sarno, non ha potuto far nulla per evitare la chiusura della scuola primaria giacché si era insediato da poco e i tempi erano davvero stretti. Ma più volte, in questi ultimi giorni, è andato a trovare la Madre Superiora per trovare la soluzione migliore e permettere così alle Trinitarie di proseguire nel loro ruolo di educatrici e di catechesi.
“L’istituto delle Suore Trinitarie mi sta molto a cuore, lì ho trascorso, così come tanti cittadini sommesi, gli anni della mia infanzia – dice il sindaco – mi ha fatto molto male sapere della chiusura della scuola primaria che, grazie al tempo pieno, utile a tanti genitori lavoratori, per anni ha accolto centinaia di ragazzi. Ho incontrato più volte la Superiora, ho coinvolto anche alcuni esponenti delle politiche scolastiche regionali e della Città Metropolitana e stiamo cercando la strada migliore per sostenere le Trinitarie. L’intento dell’amministrazione è quello di prendere in fitto la struttura per metterla almeno in parte a disposizione di alcune associazioni che operano attivamente sul nostro territorio e che non hanno spazi adeguati per svolgere le loro attività. Insieme all’assessore all’istruzione Salierno e ai consiglieri delegati stiamo valutando anche l’ipotesi di poter realizzare un asilo nido, un servizio che a Somma Vesuviana manca e di cui forte si sente l’esigenza. Vedremo. Purtroppo quello che vorremmo realizzare non trova ancora corrispondenza nel bilancio di quest’anno. In ogni modo non intendiamo lasciare sole le Suore Trinitarie, troveremo il modo per un accordo o una convenzione”.







