Un anziano con problemi psichici che non aveva mai dato segnali di aggressività, questa mattina ha preso a lanciare pietre contro i vetri delle aule. Bambini illesi per un soffio.
Mancano le strutture, il tessuto sociale – sfrangiato e con interventi a macchia di leopardo – non aiuta, così capita che persone con problemi psichici che dovrebbero essere curate, assistite costantemente, supportate nella vita quotidiana, possano divenire un pericolo per sé stesse e per gli altri. Come è accaduto questa mattina – lunedì 22 febbraio – al plesso Rione Trieste del secondo circolo didattico. Quando un anziano signore con una lunga storia di problemi psichiatrici alle spalle si è messo a tirare sassi alle finestre delle aule. Un lancio andato a vuoto, un altro che ha infranto il vetro con uno schianto facendo schizzare schegge e mancando per un soffio il bimbo che era seduto accanto alla finestra.
L’anziano in questione è persona nota al secondo plesso e in città. Da tutti definito mansueto, non è mai stato aggressivo ed è solito vagabondare in strada. Ha un padre, un fratello, e riesce a stento a provvedere a sé stesso. Fino a questa mattina il plesso scolastico di Rione Trieste era comunque tra le sue mete preferite, aveva più volte tentato di penetrare nel giardino, in qualche caso aveva finanche forzato il cancello, tanto che la dirigente Rosaria Cetro era stata costretta in più di un’occasione a chiamare i vigili urbani, sempre arrivati tempestivamente.
Ma stavolta i bambini si sono spaventati, per il rumore, per lo scampato incidente che era possibile degenerasse in tragedia. Così la dirigente ha deciso di scrivere un esposto alle autorità cittadine, sollecitando un trattamento sanitario obbligatorio.
In questa vicenda non ci sono né buoni né cattivi, ma solo una grande sofferenza e molte carenze strutturali. Ma non ci si può bendare gli occhi e far finta di niente quando a farne le spese potrebbero essere i bambini.



