Appartamenti minuscoli trasformati, sulla carta, in residenze sovraffollate. In alcuni casi fino a venti persone registrate nello stesso indirizzo, spesso senza alcun riscontro reale. È da queste anomalie che è partita un’indagine complessa che ha portato alla luce un presunto sistema illegale legato al rilascio di documenti anagrafici. L’inchiesta è raccontata nell’edizione odierna de “Il Mattino”.
Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su due uffici cittadini, dove – secondo l’accusa – si sarebbe consolidata nel tempo una rete organizzata capace di aggirare le procedure. L’obiettivo era facilitare il rilascio di certificati di residenza e carte d’identità, elementi fondamentali per ottenere diritti e servizi.
Il quadro che emerge è quello di una struttura ben articolata: circa 120 gli indagati, tra cui funzionari pubblici e intermediari. Le accuse ipotizzate comprendono reati gravi come associazione per delinquere, falso ideologico e corruzione. Alcuni dipendenti, nel frattempo, hanno lasciato il servizio o sono stati trasferiti.
Secondo le risultanze investigative, per ottenere un’accelerazione delle pratiche erano richiesti pagamenti che variavano dai 30 ai 50 euro. Un vero e proprio tariffario, in base alla complessità della procedura. In diversi casi, i documenti sarebbero stati rilasciati senza verifiche, anche a persone prive dei requisiti necessari.
Non mancano episodi particolarmente inquietanti: in alcune circostanze sarebbe stato richiesto, al posto del denaro, uno scambio di natura sessuale per favorire l’esito positivo delle pratiche. Elementi che aggravano ulteriormente la posizione degli indagati.
L’inchiesta ha inoltre evidenziato il ruolo di figure esterne, considerate punti di raccordo tra i richiedenti e gli uffici pubblici. Tra queste, anche strutture che avrebbero operato come veri e propri canali di reclutamento.
Determinanti per le indagini sono state le attività tecniche, comprese intercettazioni e riprese ambientali, che avrebbero documentato il funzionamento del sistema. Gli inquirenti parlano di un meccanismo consolidato nel tempo, basato su controlli inesistenti e complicità diffuse.







