
Un assedio da più fronti, ieri, per il sindaco Salvatore Di Sarno. Dall’interno e dall’esterno del consiglio comunale. Sui social, naturalmente. Hanno iniziato di buon mattino i grillini del meetup M5S (leggi qui) con l’annuncio di un presentato esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti, un atto che invoca indagini della magistratura contabile su eventuali responsabilità in merito al parcheggio di via Casaraia. Una vicenda che (leggi qui) va avanti da un bel po’ e si protrarrà ancora per molto. «Sentinelle della legalità», si autodefiniscono i grillini che non hanno rappresentanti in assise.
E a loro, che hanno presentato un esposto e che lanciano accuse pesanti che sfocerebbero in un ipotetico danno erariale, nessuno replica. Più tardi ci si mettono invece due consiglieri comunali eletti, Salvatore Rianna (Ripartire si Può) e Vincenzo Piscitelli (Allocca per Somma). E il primo è l’unico al quale il sindaco, abbandonata evidentemente la posizione annunciata di non voler rispondere sui social network, decide di replicare. Non avrà la stessa «fortuna», poco dopo, il collega Piscitelli con un post che «fa le pulci» al servizio di Igiene Urbana, come non l’avevano avuta i grillini con la querelle Casaraia.

E a dire il vero, l’argomento affrontato da Rianna – la staticità dei ponti sul territorio cittadino – era sì quello che forse fa più presa sulle emozioni quotidiane della gente da Genova in poi, ma anche l’unico attacco che tale non sembrava e di fatto non era. Semplicemente, il consigliere, riprendeva l’annuncio del sindaco del 20 agosto scorso (al via il monitoraggio dei ponti del territorio da parte dell’ufficio tecnico), annunciava (leggi qui) di aver protocollato una richiesta al funzionario competente per avere accesso agli atti prodotti sin qui, eventuali monitoraggi compresi. E basta. Con tanto di fotografie ritraenti il ponte di via Zingariello. La risposta di Di Sarno, inusualmente, si è fatta attendere poco. Anche un tantino piccata. «Non sono un tecnico, non posso da una fotografia stabilire la pericolosità di una costruzione, ricordavo che anche Rianna non lo fosse, ma probabilmente in un anno di opposizione è diventato onnisciente. Ammetto i miei limiti, altri dovrebbero fare lo stesso». A replica è seguita replica. «Se fossi onnisciente – ha poco dopo rilanciato Rianna – non avrei chiesto gli atti agli uffici». Allegando tanto di protocollo della richiesta di chiarimenti e atti, depositata in municipio qualche giorno fa.
Un «simpatico» e godibile scambio di opinioni che però accende i riflettori su un tema che riprende, sempre ieri, anche il consigliere Piscitelli: l’accesso agli atti.
Un consigliere ha diritto di guardare le «carte»? Di chiedere chiarimenti? Di chiedere conto di quanto detto, fatto, stabilito? Sì. Il resto è dialettica politica, non c’è da stupirsi.

Tornando a Vincenzo Piscitelli, il suo intervento sui social di ieri riguardava presunte inadempienze contrattuali della ditta Igiene Urbana. «Più di un mese fa – scrive il consigliere di minoranza – facemmo richiesta di accesso agli atti ottenendo sì una parziale risposta, ma la piena conferma della nostra preoccupazione: inadempienze contrattuali relative al mancato rinnovo del parco automezzi ed attrezzature e mancato espletamento di alcuni servizi».
Aggiungendo poi che la scadenza del contratto, già prorogata fino al 30 settembre, è vicina. E sulla questione dell’accesso agli atti, pure Rianna si era soffermato, accennando all’esistenza di molti altri atti protocollati e rimasti inevasi, seppure non resi pubblici sui social.
Di fatto va registrato, come a livello nazionale del resto, uno spostamento dei temi della politica sui social. Inevitabile, ineludibile. Una realtà con la quale tutti devono ormai fare i conti. Senza nemmeno meravigliarsi troppo.




