L’iniziativa è promossa da gli Amici del Casamale, il Comitato Palio e il Centro Giovanile Centro Vita. L’appuntamento è per domenica 3 giugno. L’invito è rivolto a tutti coloro che non hanno paura di sporcarsi le mani e mantenere pulito l’ambiente che ci circonda.
“Puliamo il borgo! La strada è come casa tua”. E’ questo l’invito che gli amici del Casamale, in collaborazione con il Comitato Palio e il Centro Giovanile Centro Vita, stanno diffondendo sui social. Di seguito la nota stampa dell’evento.
“Gli Amici del Casamale, il Comitato Palio e il Centro Giovanile Centro Vita organizzano per il Borgo Casamale, centro storico di Somma Vesuviana, la mattinata ecologica.
L’invito è rivolto a tutti coloro che non hanno paura di sporcarsi le mani e mantenere pulito l’ambiente che ci circonda.
Chiunque può partecipare, il monito è soprattutto per i genitori.
Come si educa al rispetto i figli? Fin da piccini. Già da piccoli occorre insegnare l’abc dell’educazione civica.
Guai a gettare una carta di caramella per terra. Se non c’è un cestino a disposizione lungo la via la carta va messa in tasca o in borsetta, e poi buttata nell’immondizia a casa. “La strada è come casa tua: come non butti le carte sul pavimento, così non le devi buttare per strada”.
Perché i bambini imparano filmando gli adulti e il loro stile di vita. Se il papà butta la scatola di sigarette dal finestrino della macchina e la mamma lascia i residui del picnic nel prato, non c’è lezione di educazione civica che possa poi sperare di migliorare un comportamento già scritto nel cervello.
” Sporco, dunque sono!”.
Parafrasando tristemente il “cogito, ergo sum”, il “penso, dunque esisto” cartesiano, si può dire che oggi molti cittadini costruiscano la loro identità civica sull’oltraggio al bene pubblico. Imbrattando, devastando, distruggendo, sporcando: il loro Io si gonfia, si esalta, si entusiasma, solo quando possono lasciare di sé una traccia di lordura, di bruttezza, di devastazione, piccola o grande che sia. Come se tutto ciò che appartiene agli altri e, in particolare, ai beni e allo spazio pubblici andasse in quanto tale degradato, imbruttito, insultato. La devastazione dei muri urbani è la firma di questa identità negativa, transitoria o definitiva, che non sa dare altro segno di sé se non lo sfregio. Ad essa si affianca l’uso di gettare per terra, lungo le strade, ai lati dei boschi o nelle aree di parcheggio, rifiuti non biodegradabili, lattine, sacchi di plastica e oggetti vari a imperituro segno del proprio sporco passaggio. L’indifferenza al diritto altrui di passeggiare sul pulito include i proprietari di cani che, indifferenti anch’essi a precise leggi urbane e al diritto altrui, non raccolgono i rifiuti dei loro amati. E’ la natura italica sporca “per natura”, per beffa genetica e predisposizione cromosomica al pubblico oltraggio? No, esiste invece una complessità di fattori che, da un lato, non educano al rispetto degli altri e dello spazio pubblico, e dall’altro, e ancor più negativamente, garantiscono l’impunità a tutti coloro che fanno dello sporcare, come si diceva, l’elemento forte del proprio esistere.
(Prof.ssa Alessandra Graziottin)



