Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un gruppo di volontarie della comunità parrocchiale del Casamale.
Sussurri, ammiccamenti, espressioni di incredulità. Poi un mormorio sempre più insistente. Oramai la notizia è quasi certa: padre Costanzo Nganga, parroco della Collegiata, è stato “trasferito” in un’altra parrocchia, forse in una del sul paese in Congo. Non c’è ancora l’ufficialità ma Padre Costanzo dovrebbe lasciare la Collegiata il prossimo giugno. Ci piace dire “trasferito” o “spostato” così come impone la regola dei Padri Trinitari che, in qualsiasi momento, possono essere destinati altrove. Non ci piace pensare né credere alle chiacchiere di quartiere che parlano di una lettera inviata ai vertici dell’Ordine Trinitario Provinciale nella quale, alcuni parrocchiani, avrebbero messo in cattiva luce la missione e l’operato di Padre Costanzo sul borgo antico Casamale e ne avrebbero chiesto il trasferimento.
In ogni modo, la cosa certa è che la nostra comunità è rimasta letteralmente sconvolta dalla notizia e si sta già attivando per chiedere chiarimenti al Padre Provinciale o, se necessario, al Vescovo. Intanto, mentre ancora cerchiamo di capire e di fare ipotesi sul perché di questo “trasferimento” improvviso, sappiamo con certezza che cosa ha rappresentato e cosa rappresenta il nostro Padre Costanzo per un quartiere difficile e complesso come il Casamale. Sappiamo infatti che da quando è arrivato Padre Costanzo alcuni “galli” hanno smesso di cantare e di spadroneggiare nei fatti della Chiesa, sappiamo che negli ultimi quattro anni Padre Costanzo ha fatto il possibile e anche l’impossibile per portare i bambini in Chiesa, per formare e guidare tanti giovani ministranti, per attirare tante coppie e tante famiglie che in chiesa mancavano ormai da anni. E per farlo, Padre Costanzo si è aperto e ha aperto le porte della Chiesa ad associazioni, gruppi musicali, paranze e non solo.
Aprirsi significa diventare giovane, sorridere, divertirsi insieme con e come bambini, organizzare e partecipare alle visite missionarie e di piacere, imparare il linguaggio dei giovani, e perché no, vestirsi sportivo, fermarsi a pranzo con i giovani e le famiglie. Da quando c’è Padre Costanzo la comunità ha ritrovato l’allegria, il sorriso, la voglia di impegnarsi con gli altri e per gli altri. E, soprattutto, da quando c’è Padre Costanzo non si sono mai visti tanti adolescenti partecipare alla messa e iscriversi al gruppo dei giovani ministranti. Annullare le distanze, aprirsi e vivere il territorio, contribuendo a valorizzare le tradizioni, promuovere iniziative di beneficenza: questo quello che ha provato a fare, non senza difficoltà, e sta continuando a fare Padre Costanzo.
Dopo tanti anni, grazie a questa nuova e giovane guida spirituale, il Casamale sta riprendendo vita e la Collegiata, storica chiesa del quartiere, sta tornando a essere il cuore pulsante del borgo. Certo, non si può piacere a tutti, in particolar modo a quelli che pensano di fare della Chiesa il luogo e il mezzo per fare miseri affari. Ci auguriamo che quanto si mormora sia solo frutto della fantasia di qualche folle e nel contempo auspichiamo che il Padre Provinciale sappia leggere bene nel cuore della gente e non tra le righe della falsità e dell’ipocrisia. Il borgo antico ha bisogno di una guida giovane, stabile, entusiasta, capace di aggregare e di unire. Il borgo antico ha bisogno del suo Parroco, di Padre Costanzo.
Antonella de Simone- Rosa Iacomini- Lucia Cimmino



