
Fu sospeso dalle funzioni di sindaco, pur se già dimissionario per motivi politici, e sottoposto a divieto di dimora a Somma Vesuviana per più di dieci giorni, giorni che passò in un albergo poco fuori città: accadeva a febbraio dello scorso anno, quando l’avvocato Pasquale Piccolo, all’epoca primo cittadino, era indagato per falsità ideologica in atto pubblico con l’accusa di aver anticipato sugli atti ufficiali la data di chiusura del cantiere relativo al complesso San Domenico di Somma Vesuviana, allo scopo di non perdere finanziamenti Fesr. Il due febbraio 2017 la misura cautelare cessò e Piccolo, che già prima della vicenda si era dimesso in aperta polemica con parte della sua maggioranza, non ritirò le dimissioni per poi ricandidarsi qualche mese più tardi appoggiato soltanto da due liste.
Il resto è noto, nella campagna elettorale della primavera scorsa l’ex sindaco si è fermato al primo turno e ora siede in assise da consigliere comunale di opposizione. Una soddisfazione che ha il sapore di rivincita però è arrivata: il gip del Tribunale di Nola ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di Piccolo, ritenendolo totalmente estraneo alla vicenda. Dagli atti di indagine è infatti emerso chiaramente che l’allora sindaco, così come aveva sostenuto fin dal principio, si era solo limitato a sollecitare l’esecuzione dei lavori dell’opera nei tempi stabiliti, con l’unico scopo di legittimare l’erogazione del finanziamento da parte della Regione Campania. E che mai, inoltre, ne avrebbe ricavato alcun profitto per sé o per altri, anzi se così non avesse agito vi sarebbero state conseguenze patrimoniali negative a spese del Comune di Somma Vesuviana. Da allora è passato un anno e Pasquale Piccolo, nel frattempo, non ha mai cambiato versione, la stessa che l’archiviazione ha oggi confermato. L’inchiesta San Domenico prese il via dopo un esposto anonimo e le indagini dei carabinieri si incentrarono sui fondi comunitari per il recupero del complesso, in totale un milione e duecentomila euro, di cui 700mila congelati all’epoca dei fatti proprio per le verifiche che poi portarono alle misure cautelari e all’indagine. A giocare contro Piccolo in quei giorni furono le intercettazioni ambientali di conversazioni in cui invitava il funzionario a «mettere a posto questo fatto del campanile». Mai però si è ipotizzato che i lavori fossero falsi, anzi tutte le opere di recupero sono dagli atti certificati e rendicontati. L’ex sindaco – eravamo proprio in questo periodo dell’anno – chiese immediatamente di essere ascoltato dalla Procura definendo «paradossale» la vicenda che, come una tegola in più, gli si rovesciava addosso proprio in un momento politico delicatissimo che lo aveva già spinto alle dimissioni. «Si sta parlando del nulla» – disse allora. E nulla la Procura ha ritenuto che fosse, esattamente ad un anno di distanza. Da pochi giorni, peraltro, Pasquale Piccolo ricopre la carica di presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Nola, essendo subentrato a Francesco Urraro, eletto solo ad ottobre scorso ma autosospesosi dalla carica dopo aver accettato la candidatura al Senato nel collegio di Portici per il Movimento 5 Stelle.



