Mercoledì, 7 febbraio, nella “Tenuta San Sossio” è stato presentato il libro di Carmine Cimmino ed è stato illustrato il nuovo progetto delle “Vie del Gusto”.Gli attestati di stima per l’attività del nostro giornale espressi dai sindaci di Somma Ves.na e di Sant’Anastasia, e da altri rappresentanti delle istituzioni. Significativa “mostra” di “raffinatezze” alimentari del territorio.
Il libro “Le ricette di Biagio”, che raccoglie alcuni articoli pubblicati nell’omonima rubrica del nostro giornale, è un ulteriore omaggio che Carmine Cimmino ha voluto rendere a Folco Portinari, a Piero Camporesi, a Vittorio Sereni, a Massimo Montanari, apostoli di una cultura dell’alimentazione che è, contemporaneamente, storia dell’economia,storia della società, storia del gusto. L’autore lo ha detto chiaramente parlando agli amici che hanno festeggiato la presentazione del libro”, in un clima di viva e sincera cordialità, ispirato anche dalla magia della “Tenuta San Sossio”, che pare dotata di un tempo suo, un tempo lento e vasto, che innesta sulla percezione del presente la memoria del passato: una magia “vesuviana” che esalta quella “sensibilità” delle relazioni umane in cui si condensa il significato autentico della “cultura della tavola”.
Anche le pagine del libro nascono da quella sensibilità, come ha sottolineato in modo significativo il relatore, avv. Sergio Sbarra, l’avvocato “gourmet”: Biagio Ferrara, l’autore delle ricette, è uno chef dilettante, che ha preparato per Carmine Cimmino e per altri amici i “piatti”, poi commentati dal commensale- critico. Così tra Biagio e Carmine – ha notato l’avvocato “gourmet”- durante quegli “esercizi” compiuti tra la cucina e la tavola si instaurava un complicato rapporto in cui i due si scambiavano, senza sosta, il ruolo di “professore” e di “allievo”. Invitato dal relatore, Biagio ha illustrato al pubblico una delle ricette, “ pasta, pesielle e lardiciello int’ ‘a scafarea”: una ricetta scelta non a caso, ma con malizia, perché era intenzione dell’avv. Sbarra chiedere a Carmine Cimmino di parlare della “scafarea” e di spiegare il licenzioso proverbio napoletano “vendere ‘a scafarèa pe’ ssicchietiello”, far passare per un piccolo, grazioso recipiente una zuppiera svasata e chiaramente già usata, e non poco: è chiara l’allusione delle metafore. Ma il professore ha dribblato l’insidia affrontando, nel suo intervento, un tema che gli sta a cuore: difendere i prodotti dell’agricoltura vesuviana, che sono simbolo concreto di una storia ineguagliabile, fare in modo che i “segni” e i “luoghi” di questa storia, ville, masserie, orti, restino sempre vivi, anche perché il Vesuviano e la Campania Felix possono essere ancora meta della forma più complessa e più alta di turismo, quello antropologico.
Le osservazioni del professore sono state condivise dai rappresentanti delle istituzioni che partecipavano. Il sindaco di Sant’ Anastasia, Lello Abete, il sindaco di Somma, Salvatore Di Sarno, il vicesindaco di Somma, Maria Vittoria Di Palma e l’assessore del Comune di Pollena, Margherita Romano, che ha portato i saluti del sindaco, Francesco Pinto, hanno espresso il loro apprezzamento per l’impegno che il nostro giornale profonde nel raccontare e nel promuovere le attività e i valori delle comunità che essi rappresentano, e di tutto il Vesuviano, e della Campania Felice. Di questa importante testimonianza li abbiamo ringraziati e ancora li ringraziamo, perché essa ci riempie di soddisfazione e ci sollecita a rendere sempre più intenso e più articolato il nostro impegno. Nel ringraziare abbiamo parlato del nostro progetto di ampliare gli spazi di interesse delle “Vie del gusto” e di rivolgere la nostra attenzione a tutte quelle attività in cui si manifestano i segni dello stile vesuviano: anche per questo abbiamo dotato il nostro giornale di un nuovo sistema operativo, quello editoriale: e il libro “Le ricette di Biagio” è la prima opera edita da “comunicazione digitale”.
Assai significativi sono stati gli interventi di Tommaso Sodano e di Franco Mosca, presidente della “Pro Loco” di Somma Vesuviana, i quali hanno voluto sottolineare la molteplicità delle prospettive attraverso le quali Carmine Cimmino “legge” e racconta la storia del Vesuviano e della Campania Felix.
Considerate le premesse, ci è sembrato giusto inserire nella manifestazione una “mostra” di “raffinatezze” alimentari del nostro territorio: e così tutti i presenti hanno potuto gustare il pane gustoso del “Panificio Fratelli Mosca”, i salumi profumati e morbidi della “Macelleria Ignazio”, i vini “di luce e di fuoco” dell’azienda vinicola “Monte Somma Vesuvio della Famiglia Campanile”, le suggestive dolcezze pasquali del “Caffè Masulli”, la nobile china della “China Pisanti”. E’stata la degna conclusione di un evento dalla lieve e, direi, conviviale atmosfera: una levità creata dal ritmo sapiente che ai suoi interventi ha dato la luminosa moderatrice, Sonia Sodano, una “convivialità” suggerita dalla voce incantatrice e dalla musica raffinatissima di Lino Sabella.



