Sicurezza e responsabilità collettiva: l’appello di Don Nicola De Sena alla città
Durante l’omelia pronunciata nella chiesa Collegiata domenica 25 gennaio , Don Nicola De Sena ha lanciato un forte e accorato appello alla comunità cittadina, partendo dagli episodi di vandalismo che hanno colpito la chiesa di San Giorgio, ma allargando lo sguardo a una situazione più ampia che riguarda l’intera città.
Il parroco ha ricordato con amarezza come il lavoro di restauro, frutto di sacrifici e impegno, sia stato deturpato da atti di distruzione che non possono essere liquidati come semplici bravate. Quanto accaduto alla chiesa di San Giorgio, ha sottolineato, rappresenta il culmine di un clima di degrado e insicurezza che da tempo i cittadini vivono quotidianamente.
Don Nicola ha parlato apertamente di vandalismo, furti, abitazioni violate anche con le persone all’interno, e di una diffusa paura che ormai condiziona la vita di tutti, soprattutto nelle ore serali. Zone che un tempo erano luoghi di incontro e socialità, oggi appaiono deserte perché la gente ha paura di uscire. Una paura che riguarda i cittadini, gli anziani, i giovani e lo stesso parroco, che ha confessato di provare timore quando, la sera, chiude la chiesa.
Di fronte a questa situazione, insieme al Consiglio Pastorale, Don Nicola ha annunciato l’organizzazione di una manifestazione pubblica che si terrà domenica prossima alle ore 11 in piazza Vittorio Emanuele III. Un’iniziativa aperta a tutti, non legata a partiti, associazioni o schieramenti, ma pensata come un momento di partecipazione collettiva e di riappropriazione della città da parte dei cittadini. Manifestazione condivisa anche dai parroci delle altre parrocchie.
«Non è solo una questione della piazza o della chiesa – ha ribadito Don Nicola – ma riguarda l’intera città». Secondo il parroco, il vero problema è l’atteggiamento diffuso di delega e rassegnazione, quel pensiero secondo cui “ci penserà qualcun altro”, che nel tempo ha contribuito al peggioramento della situazione. Se non ci si impegna in prima persona, ha ammonito, non ci si può poi lamentare dello stato delle cose.
La manifestazione vuole essere una richiesta forte e pacifica di maggiore sicurezza, per i figli, per gli anziani, per tutti coloro che hanno diritto di vivere serenamente gli spazi pubblici. «Se non ci uniamo noi – ha detto Don Nicola – non lo farà nessuno».
Infine, il parroco ha chiarito che i danni materiali alla chiesa si possono riparare, ma ciò che preoccupa di più è il segnale che arriva da questi gesti: colpire anche i luoghi di culto significa forse aver toccato il fondo. Non si è trattato di una richiesta di aiuto, ma di un atto di distruzione totale, che interpella tutta la comunità.
L’invito finale è stato rivolto a tutti: partecipare, esserci, senza paura e senza etichette. La Santa Messa di domenica prossima sarà celebrata alle ore 10,30 nella Chiesa di San Giorgio, per poi ritrovarsi insieme alle 11 in piazza da cui partire per fare una marcia simbolica per il centro, come segno di unità e responsabilità condivisa.



