“Meridiane. Storie ritrovate delle donne del Sud” è una collana editoriale di Armando De Nigris Editori diretta da Isabella Pedicini, presentata nel 2025 per riportare alla luce figure femminili meridionali dimenticate.
Nell’antica Grecia la luce era guida dell’intelletto verso la verità. Conoscere significava uscire dall’ombra, rendere visibile ciò che era nascosto. Secoli dopo, l’Illuminismo riprende e rafforza la metafora, trasformando la luce nel simbolo della ragione. Immanuel Kant (1724 – 1804) riassume questo spirito nel celebre motto latino Sapere aude (“osa sapere”; “abbi il coraggio di conoscere” ; “abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza”), invito ad interrogarsi sul passato, riportando alla luce ciò che è stato oscurato dal tempo o – in casi più emblematici – dagli stessi esseri umani. Sovente, ai margini si annidano storie ed esperienze dimenticate, voci cancellate che chiedono di essere finalmente ascoltate. Tra queste spicca la marginalizzazione delle storie femminili, fenomeno storico e mediatico persistente. Le donne sono spesso sottorappresentate e relegate a ruoli stereotipati. Per questi motivi, quando si riporta alla luce qualcosa non è mai un gesto meramente conoscitivo. L’essere umano esce dalla “minorità”, liberandosi dai pregiudizi e dall’ignoranza, perciò, è un atto di civiltà e di profonda sensibilità verso un passato che troppo spesso non viene raccontato o a cui viene riservato uno sguardo parziale.
Ci vorrebbe un libro… – o più di uno – per riportare alla luce certe storie. È questa urgenza che ha spinto la scrittrice e critica letteraria Isabella Pedicini a ideare un’intera collana editoriale dal titolo Meridiane – Storie ritrovate delle donne del Sud, edita da Armando De Nigris. Un progetto che sceglie consapevolmente di illuminare storie di donne del Sud, attraverso lo sguardo di donne di oggi che restituiscono spazio e dignità alla memoria.
«Il progetto è dedicato ai talenti femminili del Mezzogiorno. Non solo scrittrici e artiste, ma anche scienziate, intellettuali, sportive – spiega la curatrice Isabella Pedicini, che da anni lavora sulla scrittura e sulle storie femminili con un approccio innovativo – Meridiane parla di donne che sono partite dal Sud e che hanno lasciato un segno profondo, pur essendo state successivamente rimosse dalla memoria collettiva. L’idea centrale della collana è quella di affidare a giovani scrittrici di oggi il compito di raccontare queste donne di ieri, creando così un dialogo tra generazioni e una continuità di sguardi e di voci femminili.»
La stessa Isabella Pedicini ha avviato la sua collaborazione nel 2025 con Armando De Nigris Editore, raccontando la storia di una donna, con il volume dal titolo “Diana De Rosa (Annella Di Massimo). La pittrice mai esistita”. L’opera ci parla della pittrice seicentesca Diana De Rosa, anche conosciuta come Annella di Massimo, una figura artistica attiva a Napoli durante il Viceregno, collegata a pittori come Massimo Stanzione e Artemisia Gentileschi. Nonostante il suo talento, di Diana restano pochissime opere e documenti. In alcune fonti la pittrice è persino presentata come vittima di femminicidio. Il libro di Pedicini, che unisce elementi di indagine storica e narrativa, offre a chi legge gli strumenti per riflettere su come donne brillanti siano state spesso rimosse dal racconto storico.
Ma perché la collana si intitola proprio Meridiane? È un rinvio a più livelli simbolici, come dichiara la stessa Isabella. «Da un lato richiama i demoni meridiani dell’antichità evocati da Roger Caillois, che si manifestavano nel momento del giorno in cui il Sole è allo zenith, quando non ci sono ombre, e che venivano associati a una forma di inquietudine e di rivelazione. Dall’altro, il titolo rimanda al pensiero meridiano di Franco Cassano, e quindi a un’idea di Sud non inteso come periferia o mancanza, ma come luogo ricco di storia, di complessità, di vicende passate e contemporanee, capace di ribaltare lo sguardo abituale che viene rivolto al Mezzogiorno.»
Il meridiano è anche uno strumento di misurazione del tempo attraverso la luce: e proprio la luce è la metafora che guida la collana, il desiderio di illuminare e rendere visibili le storie delle donne del Sud, sottraendole all’ombra dell’oblio. Tra queste i volumi già pubblicati sono: Elvira Notari, Muta di Giuseppa Vittorini; Rosa Balistreri, Senza amuri di Lorenza Sabatino; Francesca Nobili Spada, La Resa di Fuani Marino; Jeanne Caròla Francesconi, Vita fuori menù di Raffaella R. Ferré.
«Meridiane è dunque un progetto che nasce da un atto profondamente politico e culturale – aggiunge Pedicini -. La missione è riportare alla luce le vite, le voci e i saperi delle donne del Mezzogiorno, troppo a lungo cancellate, marginalizzate o raccontate attraverso sguardi esterni o patriarcali. Sempre nella prospettiva di un Sud pensato non come periferia, ma come centro di esperienze, di resistenze e di genealogie femminili. »
Il progetto grafico è stato affidato alla talentuosa designer Aurora Lobina. Lo scopo è fare di ogni volume un oggetto editoriale prezioso, da collezionare e non solo un contenitore di storie.
Le prossime uscite della collana Meridiane. Storie ritrovate delle donne del Sud, edita da Armando De Nigris: Fosca Navarra sulla poetessa Biagia Marniti; Natalia Ceravolo sulla scrittrice Marianna Procopio; Maria Laura Simeone sull’artista femminista Lina Mangiacapre; Clelia Lombardo sulla scrittrice Laura Di Falco.








