“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre . O. Fallaci”
Dodici anni fa, insieme ad altri due amici, decidemmo di fondare un giornale online. Siccome eravamo tutti e tre già inseriti nel mondo del lavoro, il giornale voleva essere per noi lo spazio dove raccontare liberamente i nostri territori. Ma più di ogni altra cosa il nostro obiettivo principale era quello di rendere partecipato e interattivo il giornale ed è per questo che creammo un forum dove si aprirono dibattiti interessanti su svariati argomenti. Ma, ahimè, gli utenti aumentavano a dismisura e in tanti si dimostrarono ben presto scorretti, dando la stura a liti e inutili provocazioni. Gestire e filtrare i commenti offensivi e calunniosi contro tutto e tutti divenne una vera e propria fatica e decidemmo, dopo un paio d’anni, di chiudere il forum. Ma non abbiamo mai chiuso e abbandonato, e mai lo faremo, l’idea di dare voce ai lettori, o meglio di dare voce a chi dalle grandi testate nazionali non potrà mai averla. Ciò premesso, da sempre abbiamo ospitato sul nostro giornale denunce, riflessioni, critiche. E sempre, puntualmente, abbiamo ricevuto intimidazioni, pressioni e querele e ogni volta abbiamo affrontato e superato il tutto a testa alta.
Le intimidazioni della camorra, da territori a noi vicini. Spesso anche da chi dovrebbe rappresentare lo Stato. Le pressioni di politici, e parlo di sindaci o amministratori a vario titolo, che provano con parole melliflue a far capire che «quel pezzo non mi piace, quel titolo non va bene». Le critiche, velate o meno, ad alcuni nostri giornalisti – due in particolare che non è il caso di citare perché chi ci legge capirà benissimo – ritenuti in un caso troppo «arrabbiato», nell’altro troppo «sarcastica». Sapete una cosa? Da noi avrete sempre spazio, ma lo avranno a uguale titolo i vostri oppositori.
Ora, con Facebook, social del quale spesso si fa uso e abuso sconsiderato, i filtri non esistono più e parecchi personaggi si permettono il lusso di scrivere qualunque cosa gli passi per la testa. Chiunque può farlo, tutti ne hanno prerogativa e libertà. Ma chi riveste un ruolo istituzionale, no. Dopo dodici anni di informazione sul territorio, rimango basita rispetto al comportamento e ai commenti di chi ci rappresenta e amministra le nostre città. Chi ritiene di essere l’amministratore della «svolta democratica» deve accettare le critiche da qualunque parte esse vengano, che siano anonime, firmate o meno. E bene farebbe a prendere le distanze dal «gregge» che accorre a commentare in difesa con offese e calunnie. In difesa di che? Di chi? Di cosa? La libertà di parola, di critica, di dissenso, è il sale della democrazia.
Il «gregge» si è presentato anche ieri, in occasione della pubblicazione sul nostro giornale di una lettera firmata dagli «Amici del Borgo». Ebbene, gli Amici del Borgo ci sono, esistono, esistono eccome! È vero, si scontrano pure, ma chi non lo fa? Non succede anche nelle stanze nel palazzo comunale? Sì, succede, lo sappiamo noi e lo sapete pure voi. In passato e di recente.
Tra gli Amici del Borgo ci sono quelli che da sempre mettono a disposizione mezzi propri e risorse per valorizzare il Casamale. A loro si deve «Crisommole», kermesse dal successo straordinario; le tre giornate sulla Catalanesca; il carnevale al borgo; gli Amici del Borgo sono quelli che collaborano con fatica di braccia alla realizzazione della suggestiva Festa delle Lucerne; sono quelli che prima di fare le prima manifestazioni al Castello D’Alagno lo hanno ripulito armati di scope e pale e sacchetti. A loro si deve la realizzazione di «’O vascio», piccolo grande punto di riferimento di artisti locali e internazionali. «O’ vascio», realizzato in piena campagna elettorale, o’vascio che fu la buona vetrina per tutti i candidati a sindaco; gli Amici del Borgo sono quelli che, pur scontrandosi, mantengono in vita tutte le nostre antiche tradizioni; gli Amici del Borgo, accusati ingiustamente anche di lucrare, annotano e verbalizzano tutti i guadagni delle feste e ne rendono conto pubblicamente; gli Amici del Borgo sono quelli che hanno anche acquistato fioriere, contenitori e panchine in pietra lavica (purtroppo vandalizzate da incivili); tra gli Amici del Borgo ci sono i giovani del Torchio: artisti e attivisti da sempre, ci sono le paranze, ci sono le associazioni culturali e musicali, ci sono gli appassionati di tradizione e di cultura, ci sono tutti quelli che non aspettano che tutto arrivi dall’alto, ci sono quelli che sanno essere collaborativi. Gli Amici del Borgo sono quelli che si incontrano sistematicamente per programmi come «Un borgo di idee», sono quelli che hanno ben compreso che per ottenere qualcosa è meglio chiedere la consulenza di un esperto per stilare progetti importanti, ed è quello che faranno a breve. Certo, c’è sempre chi vuole imporre o primeggiare o fare la prima donna, ma nei fatti gli Amici del Borgo fanno anche fatti concreti. Gli Amici del Borgo sono quelli che hanno sempre chiesto il confronto e il dialogo con le diverse amministrazioni che si sono succedute e quindi, a chi storce il naso e altro di fronte alla loro lettera, vorrei solo dire che gli Amici del Borgo hanno tutto il diritto di esprimere il loro parere e di criticare, di denunciare ciò che è sotto gli occhi di tutti. Ne hanno diritto loro e lo avranno tutti i cittadini di questa città. A chi ci rappresenta, il dovere di mettersi in ascolto. Con serietà. Senza proclami, senza vanti, senza autoreferenzialità. Senza facili ironie, senza dare addosso a chi dissente, senza puntare il dito su giornali e giornalisti. Ecco, svoltate. Ma ricordate di mettere la freccia.
(foto: rete internet)
il direttore responsabile de ilmediano.it
Carmela D’Avino








