Somma Vesuviana, domenica le «Sentinelle In Piedi» in piazza. Le reazioni sui social sono aspre: «Fascisti».

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Peppe Maiello – componente della commissione comunale Pari Opportunità su Facebook: «Sono solo fascisti o politici falliti».

 

Si sistemano a distanza di due metri l’uno dall’altro, stanno in silenzio e leggono un libro per un’ora: si svolgono così le «veglie» della rete che ha preso il nome di «Sentinelle In Piedi». Le loro «veglie» – così si chiamano – avvengono in tutta Italia, protestando nel nome della «libertà di espressione». Avevano cominciato le proteste contro il ddl Scalfarotto definendolo un testo liberticida, ora la loro attenzione si accentra sul ddl Cirinnà, dal nome della senatrice Pd che lo ha presentato.

Ieri a Somma Vesuviana è nata la rete «Sentinelle in Piedi Vesuviana», ne è referente l’ingegnere Francesco Di Sarno, docente all’Itis Majorana. Il movimento si definisce apartitico e aconfessionale. Domenica prossima dunque, dalle 11 alle 12, almeno cinquanta persone – tante sono per ora le adesioni – protesteranno silenziosamente in piazza. «Noi esprimeremo le nostre opinioni, in libertà, come tutti hanno diritto di fare – dice Di Sarno – perché non accettiamo che il concetto di famiglia si snaturi aprendo alle adozioni omosessuali, un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà». Ma l’annuncio della manifestazione, sia pur pacifica e annunciata come silenziosa ha scatenato il putiferio sui social, a partire dal post di Giuseppe Maiello, componente della commissione Pari Opportunità cittadina indicato dall’Arcigay.

«Boicottate questa manifestazione indecorosa – scrive Maiello su Facebook raccogliendo molti consensi – in queste azioni non c’è l’amore per la famiglia, per la società, per i figli, ma solo tanto odio da parte di omofobi fascisti e politici falliti che tentano di mettersi in evidenza sentendo l’odore di prossime elezioni…». I commenti sui social rispetto alla vicenda si moltiplicano di ora in ora solleticando le reazioni di chi è pro o contro il Cirinnà. Soprattutto contro quell’articolo 5 che istituisce la stepchild adotion, cioè la possibilità di adottare il figlio biologico del compagno o della compagna. Per le «Sentinelle» si legittimerebbe così in Italia la pratica dell’utero in affitto, andando contro quel che definiscono il «diritto primordiale di un bambino, ossia avere una mamma ed un papà».

 

 

Daniela Spadaro
Daniela Spadaro
Giornalista professionista

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