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Arriva la risposta del governo Conte all’interrogazione (leggi qui) presentata qualche tempo fa dall’onorevole Teresa Manzo (M5S) circa il degrado del borgo antico di Somma Vesuviana. 

Di seguito la replica del Sottosegretario ai Beni Culturali.

“Si riscontra l’atto di sindacato ispettivo indicato in oggetto, con il quale l’onorevole interrogante ha chiesto notizie riguardo alla cinta muraria aragonese di Somma Vesuviana. Sulla base degli elementi acquisiti dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Napoli, si rappresenta quanto segue. La monumentale cinta muraria aragonese costituisce un unicum nel territorio campano. L’ubicazione dell’antica cittadina di Somma Vesuviana posta tra i 180 e 220 metri di quota sul livello del mare non presenta una orografia naturale atta ad erigere cortine difensive di notevole rilievo, ma dovette certamente essere dotata di una struttura muraria il cui dimensionamento, reale consistenza ed esatta ubicazione, oggi è difficile rilevare considerate le notizie e gli esigui documenti in merito. Certamente il percorso non doveva differire da quello attuale perché, allorquando nel 1947 ne fu ordinato il rifacimento da parte di Ferrante D’Aragona, non si parlò affatto di ampliamento, ma come riferisce Giovan Battista Pacichelli nella sua opera “Regno di Napoli” del 1703, le mura furono solo migliorate con moderno disegno per rispondere ai nuovi criteri di funzionalità bellica. Il tracciato aragonese che cinge il quartiere meridionale di Casamale è lungo circa 1300 metri e attualmente ancora visibile interamente in alcuni suoi tratti; presenta un’altezza media che si aggira intorno a 7-8 metri su alcuni tratti ed uno spessore che va da un metro a un metro e mezzo. La sua consistenza risulta complessivamente ancora buona perché formata da grossi blocchi di pietra vesuviana non squadrati e da elementi misti a residui di altre costruzioni. Negli angoli e su alcuni tratti delle cortine murarie si riscontra la presenza alternata di antiche torrette in esse inglobate e nelle parti più riparate della muratura, specialmente sui lati EST e OVEST, rivolti rispettivamente verso Nola e Napoli, sono presente delle fenditure e bocche circolari sagomate a strambo al loro interno, oggi tutte tamponate o chiuse. La parte superiore delle mura, composta originariamente da camminamento e merlature è andata del tutto perduta, ma come si può osservare, oltre alla funzione di difesa esse fungevano anche da murature di contenimento e, laddove l’edilizia è più fitta, costituivano le mura perimetrali di ambienti tuttora abitati, pertanto la proprietà delle mura è frazionata tra numerosi fondi e abitazioni private. Nelle mura della città si aprivano quattro porte: S. Pietro a NORD, Porta Castello a SUD e Porta tutti i Santi a EST. In origine, le mura ebbero almeno nella parte rivolta alla pianura, un profondo fossato ed EST e OVEST erano isolate rispettivamente dagli alvei di torrenti “Fosso dei Leoni” e “Cavone”. In data 16/07/2020 è stata effettuato un sopralluogo di verifica presso la cinta muraria dai funzionari di zona con particolare attenzione rivolta al tratto interessato dal dissesto indicato presso “Vico la Torre”. In presenza anche dei tecnici comunale, all’uopo chiamati ad intervenire, è emerso che la causa del dissesto è dovuta ad un lieve smottamento della muratura causata dalla pressione delle radici di un albero d’alto fusto che cresce in prossimità del muro e ha causato il crollo di alcune pietre. Il danno è stato tempestivamente eliminato dai proprietari a seguito di Ordinanza Comunale. Dalla ricognizione effettuata a vista, si evince che le mura aragonesi attualmente presenti non sono compromesse da spanciamenti o lesioni ne possono far temere il collasso, ma è da evidenziare che la cortina, nonostante tutte le vicissitudini subite nel tempo, quali eruzioni, terremoti, alluvioni e manomissioni avvenute negli ultimi tempi, dall’epoca della sua costruzione non è mai stata oggetto di un intervento programmato di ripristino e valorizzazione. Il Comune, riconoscendo nelle mura un patrimonio culturale pubblico della cittadina vesuviana, ha sempre attivato, per quanto di competenza, misure di tutela, ingiungendo ai proprietari di provvedere alla conservazione del bene. Negli ultimi anni si è registrata una maggior attenzione al Borgo di Casamale e alle sue mura da parte di Associazioni culturali, cittadini e storici locali, che hanno promosso manifestazioni  incontri con storici e archeologi onde istituire un riferimento organizzativo per la definizione di programmi di ampio respiro e di collegamento con le Amministrazioni al fine di convogliare l’attenzione sul bene per la sua valorizzazione. Si assicura, comunque, da parte degli uffici territoriali competenti, la massima disponibilità a collaborazioni istituzionali e ad “Accordi di Programma” con altri enti”.